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La Cina studia il solare termodinamico nel deserto del Gobi

Crea energia sfruttando la tecnologia a sali fusi

(ANSA-XINHUA) - LANZHOU, MAR 2 - Il cielo si schiarisce mentre sorge il sole sul vasto deserto del Gobi e come girasoli 12.000 specchi, ciascuno con una superficie di 115 metri quadrati, sono disposti in cerchi concentrici, concentrando decine di migliaia di raggi solari su una torre di assorbimento del calore.
    Siamo nella più grande centrale solare termodinamica con collettori parabolici a sali fusi della Cina, situata nella città di Dunhuang, nella provincia nord-occidentale del Gansu, un'area ricca di risorse per le fonti solari.
    In cima alla torre alta 260 metri, l'assorbitore di calore accumula energia, riscaldando i sali fusi che vi scorrono all'interno.: una tecnologia ideata dall'italiano Nobel per la Fisica Carlo Rubbia. Il materiale genera quindi vapore ad alta temperatura ed elevata pressione, che aziona un generatore a turbina per generare elettricità.
    Costruita dalla Shouhang Resources Saving Dunhuang CSP Power Generating Co. Ltd. , la centrale elettrica è entrata in funzione nel dicembre del 2018 con una produzione energetica annua prevista di 390 milioni di kilowatt/ora.
    A pieno regime, rivela Liu Fuguo, direttore generale della centrale, l'impianto può generare fino a 100.000 chilowattora di elettricità, consentendo a un milione di lampadine da 100 watt di restare accese per un'ora.
    Poiché il Gansu è uno dei principali fornitori di energia nel quadro del progetto di "trasmissione di potenza da ovest a est", la centrale di Dunhuang distribuisce l'elettricità prodotta attraverso una rete di trasmissione diffusa, illuminando migliaia di edifici nella Cina orientale. Liu spiega che, senza la necessità di bruciare carburante o produrre inquinamento, la generazione di energia solare termodinamica rappresenta una nuova tecnologia energetica dal notevole potenziale, capace di diventare una fonte di alimentazione primaria.
    Rispetto alla tradizionale generazione di energia fotovoltaica, le centrali solari termodinamiche a concentrazione possono immagazzinare calore in modo da garantire una produzione continua e stabile, integrando l'energia solare ordinaria, che resta dipendente dalle condizioni meteorologiche.
    "Se confrontiamo il campo dello specchio con un collettore solare, il contenitore dei sali fusi può essere visto come un accumulatore, che consente di immagazzinare energia e successivamente di utilizzarla per generare elettricità su richiesta", spiega il direttore generale della centrale. "Anche di notte o in presenza di pioggia può continuare a generare elettricità, massimizzando il tasso di utilizzo dell'energia solare".
    Secondo un libro bianco dedicato allo sviluppo energetico del Paese pubblicato a dicembre scorso, nel 2019 il consumo di elettricità da fonti pulite in Cina rappresentava il 23,4% dei consumi energetici totali, in aumento di 8,9 punti percentuali rispetto al 2012. (ANSA-XINHUA).
   

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