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Cina: ritrovata maschera d'oro di 3.000 anni fa

Nel leggendario sito di Sanxingdui, nel Sichuan

(ANSA-XINHUA) - CHENGDU, 07 APR - Una maschera d'oro incompleta portata alla luce dagli archeologi nel leggendario sito delle rovine di Sanxingdui, nella Cina sud-occidentale, ha attirato un enorme interesse da parte degli accademici e del pubblico.
    Alla fine di marzo, gli archeologi cinesi hanno annunciato di aver fatto importanti scoperte presso le rovine nella provincia del Sichuan, che permetteranno di far luce sull'origine unificata e diversa della civiltà cinese.
    L'Amministrazione Nazionale per il Patrimonio Culturale fa sapere che sono state rinvenute sei nuove fosse sacrificali e dissotterrato più di 500 reperti risalenti a circa 3.000 anni fa.
    In una delle nuove fosse, gli esperti hanno trovato la maschera d'oro di 286 grammi, finora la più grande rinvenuta presso questo sito.
    "Abbiamo trovato la maschera il 5 gennaio scorso nella fossa n. 5", ha dichiarato uno degli archeologi coinvolti nei lavori di scavo. "All'inizio ne vedevamo solo una parte e ha attirato la nostra attenzione solo quando è emerso sempre più oro".
    La sfida successiva è stata dissotterrare la maschera in modo sicuro e metodico. Li ha dichiarato inoltre che recuperare l'oggetto dalla fossa non era particolarmente difficile, visto che la condizione dell'oro rimane stabile, "ma nessun singolo oggetto è stato isolato dopo essere stato sepolto per migliaia di anni. Se ci limitassimo a togliere la maschera, potremmo distruggere le connessioni tra le reliquie sepolte e perdere le storie dietro di esse".
    Il professore ha ricordato che nel corso della lunga storia del sito, è possibile che alcune informazioni siano andate perdute, e che pertanto era importante preservare e recuperare le informazioni rimanenti "il più possibile" in modo da comprendere la vita degli antichi abitanti del luogo.
    Dopo svariate discussioni, il 2 febbraio gli archeologi hanno deciso di rimuovere attentamente la maschera già deformata e l'hanno inviata in un laboratorio per pulirla e ripararla.
    Le rovine di Sanxingdui, dal 1988 sotto protezione statale, sono considerate uno dei più grandi siti archeologici dell'umanità nel XX secolo. Il sito fu scoperto accidentalmente negli anni '20 da un contadino che scavava un fosso. Coprendo un'area di 12 km quadrati, le rovine si trovano nella città di Guanghan, a circa 60 km da Chengdu, il capoluogo della provincia. Si ritiene che nel sito ci siano i resti del Regno Shu, che durò per oltre 2.000 anni e risale ad almeno 4.800 anni fa.
    Nel 1986, nelle fosse n. 1 e n. 2 sono state dissotterrate un gran numero di reperti unici che hanno suscitato un interesse a livello globale. Finora a Sanxingdui, ne hanno portati alla luce più di 50.000. (ANSA-XINHUA).
   

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