Covid: focolaio a St. Moritz, due hotel in quarantena

Dodici le persone contagiata da una variante del Covid

 Le autorità sanitarie svizzere hanno messo in quarantena due hotel e chiuso tutte le scuole di sci a St. Moritz dopo la scoperta di un focolaio di una variante del coronavirus. Lo riporta il Guardian. Sono dodici i casi di Covid individuati finora nella cittadina, non è stato precisato se la variante che li ha contagiati sia quella britannica o quella sudafricana. Da domani inizieranno i test di massa sui 5.200 abitanti della popolare località sciistica, mentre ospiti e personale dei due alberghi saranno testati in giornata.

Intanto l'Oms invita alla solidarità tra paese avvertendo che sui vaccini si rischia un fallimento morale. Un accesso non equo ai vaccini anti-Covid tra paesi ricchi e poveri pone il mondo "sull'orlo di un catastrofico fallimento morale e il prezzo di questo fallimento sarà pagato con la perdita vite e di mezzi di sussistenza nei paesi più poveri del mondo", ha ammonito il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Più di 39 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate in almeno 49 paesi a più alto reddito, ma solo 25 dosi sono state somministrate in un paese a basso reddito. Non 25 milioni, non 25mila, ma 25", ha denunciato Tedros aprendo i lavori del Consiglio esecutivo dell'Oms a Ginevra. Per il direttore generale dell'Oms, la promessa di un accesso equo è a "serio rischio". "Nelle ultime settimane ho sentito da diversi Stati membri che si sono chiesti se COVAX (un'iniziativa globale di approvvigionamento del vaccino Covid-19 e di distribuzione equa) otterrà i vaccini di cui ha bisogno". Infatti, "anche se parlano la lingua dell'accesso equo, alcuni paesi e aziende continuano a dare la priorità agli accordi bilaterali, aggirando il COVAX" ha aggiunto precisando che 44 accordi bilaterali sono stati firmati lo scorso anno, e almeno 12 sono già stati firmati quest'anno. "Ciò potrebbe ritardare le consegne nell'ambito del COVAX". Per il direttore generale non è troppo tardi : "Invito tutti i paesi a collaborare in modo solidale per garantire che entro i primi 100 giorni di quest'anno, in tutti i paesi sia in corso la vaccinazione del personale sanitario e degli anziani. Insieme - ha aggiunto - dobbiamo cambiare le regole del gioco". La recente comparsa di varianti a rapida diffusione rende la posta in gioco ancora più importante. 

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