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Affluenza in calo di nove punti, mai così bassa

Votazioni regolari, qualche coda per il tagliando antifrode

Alle elezioni per il rinnovo del Senato e della Camera alle ore 23 ha votato il 63,91% degli aventi diritto, quando i dati sono relativi a oltre 7.904 comuni su 7.904. Lo si rileva dal sito del ministero dell'Interno. Nella precedente tornata elettorale del 2018 alla stessa ora si era recato alle urne il 73% degli elettori. Si tratta del dato più basso mai registrato per le elezioni politiche, con oltre 9 punti in meno rispetto al 2018

I dati sull'affluenza alle politiche segnano un nuovo calo. Un fenomeno che è diffuso in tutte le regioni ma è particolarmente forte al sud, dove diserta le urne quasi la metà degli aventi diritto. Rispetto al 2018 fra le regioni che registrano il minor calo dell'affluenza ci sono Lazio, Lombardia, Sicilia (dove si è votato anche per le elezioni regionali), Toscana e Friuli-Venezia Giulia. Relativamente alta l'affluenza anche in Emilia-Romagna, mentre i dati più bassi si registrano in Campania, Sardegna e Calabria. Alle precedenti politiche invece era stato proprio il Sud a trainare i dati di affluenza rispetto al passato.

Analizzando le tendenze, le rilevazioni di Youtrend evidenziano che i numeri sono in minor calo nei comuni dove ci sono più laureati, più occupati e con maggiore presenza di stranieri mentre diminuiscono ulteriormente dove c'è maggiore presenza di disoccupati e dove c'è una minor presenza di stranieri. Ancora, analizzando i dati pervenuti alle 19, in base alle caratteristiche dei Comuni, l'affluenza cala maggiormente in quelli meno popolosi e con il reddito inferiore rispetto a quelli più popolosi e con il reddito medio più alto.

Durante l'unica giornata di voto in tutta Italia, non sono mancati gli errori, i disguidi, le contestazioni e persino le querele. Alcune code si sono registrate in diversi seggi della Capitale e a Bari con elettori che, in diversi casi, hanno atteso oltre mezz'ora per votare e in alcuni episodi anche a causa di lentezze nelle procedure di voto dovute al tagliando antifrode, quello attaccato a un lembo della scheda e che va staccato prima di essere inserito nell'urna. A Roma in una scuola gli elettori con disabilità non hanno potuto votare se non dopo aver aspettato per ora la riparazione di un ascensore guasto. Disagi sono stati segnalati anche da alcuni cittadini malati di Covid che, nonostante una pec inviata agli uffici del Comune per la richiesta di voto a domicilio, non avrebbero ricevuto risposte. Un elettore è stato denunciato a Chieti per aver cercato di filmare il proprio voto con il telefonino, che gli è poi stato sequestrato dalla Digos. A Torre del Greco, nel Napoletano, un guasto ai server del Comune, ha rallentato le duplicazioni dei certificati elettorali, tanto che è stato consentito di votare con quelli esauriti o non aggiornati. A Genova un errore di stampa o di assemblaggio di alcuni manifesti affissi in un seggio del centro ha fatto scomparire i nomi di alcuni candidati e ha inserito al loro posto quelli di un altro collegio. A Santo Stefano mare (Imperia), alcuni elettori si sono ritrovati a votare già per le elezioni del 2025, per un errore sul timbro della scheda elettorale.

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