Da Cortina a Milano-Cortina, le sfide dell'Italia via Tokyo

Ospiti Us Acli Malagò e coppia del ghiaccio Guarise-Della Monica

(ANSA) - ROMA, 26 FEB - Dai Mondiali di sci di Cortina passando per Tokyo e Pechino 2022, con un occhio all'evento principe, i Giochi di Milano-Cortina 2026. Le sfide e le occasioni di rilancio che attendono il nostro Paese in piena pandemia Covid. Questi i temi al centro del webinar organizzato dall'Us Acli nell'ambito di 'Fare Rete', con ospiti il Presidente del Coni Giovanni Malagò, e i due azzurri del pattinaggio su ghiaccio Nicole Della Monica e Matteo Guarise. A moderare il dibattito, a cui ha partecipato anche il Vice Direttore di Rai Sport Enrico Varriale, è stato il Capo Redattore Sport dell'Ansa Piercarlo Presutti. Ad aprire i lavori è stato Lembo, che ha incentrato il suo focus sulle tutele sportive contenute nei decreti approvati oggi: "Abbiamo esplicitato alcune soluzioni e confidiamo che vengano recepiti questi passaggi. L'attuazione dei decreti deve essere un'occasione da non perdere". Quanto alle sfide dell'Italia sui grandi eventi, Malagò è stato chiaro: "Se non c'è un grande evento non se ne viene a capo: mondiale, europeo o Olimpiade estiva. Penso che se si fa squadra con stakeholders che rappresentano il Paese, nessun traguardo è precluso. Ma bisogna assolutamente darsi da fare". In attesa di tornare in pista i due atleti si sono mostrati entusiasti: "Allenarsi senza un avere un punto di arrivo non è buono - ha spiegato Della Monica - Sicuramente abbiamo economizzato l'energia delle gare. Si vive anno per anno. La pandemia è stata un periodo difficile, compreso il mondiale cancellato. Riprendere gli allenamenti è stato psicologicamente difficile. Questo non avere una certezza non è stato un fattore che ha aiutato più di tanto. Oggi sapere che abbiamo la possibilità di partire per una gara tra 20 giorni ci dà più serenità". Dello stesso avviso Matteo Guarise: "Noi abbiamo provato a dedicarci alle cose migliori e anche diverse rispetto alla normalità. Adesso sappiamo che possiamo partire per un campionato del mondo, prima era una sorta di routine, ma adesso penso che andremo con un sorriso in volto. Sicuramente ci ha allungato la vita agonistica in termini di testa. Ci ha permesso di apprezzare le piccole cose". (ANSA).
   

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