Motogp Europa: prima vittoria per Mir, titolo più vicino

Doppietta Suzuki, Quartararo cade e si arrende. Rossi ritirato

Joan Mir, 23enne da Palma di Maiorca, ha vinto a Valencia la prima gara della carriera in MotoGp. E ci è riuscito nel momento più importante della stagione. Quello zero nella casella dei successi pesava al pilota Suzuki, nel 2019 fortissimamente voluto dal team manager Davide Brivio, nonostante un opaco sesto posto in Moto2. Fiducia ricambiata con una crescita continua. Il maiorchino ha saputo fare della costanza l'arma per scalare la classifica, piazzandosi tra i primi tre in sei gare. Mancava solo il successo. E' arrivato "nel momento perfetto", come ha commentato lo stesso Mir, a consolidare un primato che, a due gare dalla fine, lo vede a quota 162 punti. In vantaggio di 37 su Fabio Quartararo (caduto al primo giro e quattordicesimo al traguardo) e sul compagno di team Alex Rins, di 41 su Maverick Vinales, di 45 su Franco Morbidelli e Andrea Dovizioso.

Tripletta spagnola al Ricardo Tormo, dove con Mir sono saliti sul podio Rins e Pol Espargaro (KTM). Alla Suzuki una doppietta così mancava dal 1982. Quest'anno sono ben cinque i nuovi vincitori nella MotoGp, a conferma di un mondiale incerto e combattutissimo fino all'ultima curva. I rimpianti più grandi della domenica sono quelli che accompagneranno Quartararo, in lacrime sotto il casco dopo l'arrivo, consapevole di aver probabilmente compromesso le proprie chance mondiali con una banale scivolata. Nel 2021 lo attende la Yamaha factory, ma il nizzardo - che aveva iniziato la stagione con due successi di fila - sotto pressione ha mostrato limiti psicologici che un team ufficiale mal sopporta. Giornata decisamente 'no' anche per Valentino Rossi. Al rientro dopo due GP saltati a causa del coronavirus, il pesarese è stato costretto al ritiro al quinto giro, quando il motore della sua Yamaha si è improvvisamente "ammutolito".

"Avevo solo bisogno di fare la gara, i miei 27 giri per capire come sto - ha commentato sconsolato - invece...". Dopo aver fatto i complimenti alla Suzuki ("dobbiamo prendere esempio da loro"), Rossi ha tirato una bordata alla Yamaha, che l'anno prossimo lo vedrà nel team malese satellite Petronas: "E' evidente che il nostro reparto motori ha dei problemi. In genere se sei molto veloce rinunci a qualcosa dal punto di vista dell'affidabilità, o viceversa. Invece abbiamo lacune su entrambe i fronti". Ma nessun pilota del marchio giapponese si è salvato da una domenica nerissima. Morbidelli ha sbagliato scelta delle gomme (dura/dura) ed è giunto undicesimo. Vinales - penalizzato dalla partenza dalla pit lane per aver utilizzato il sesto motore in stagione - tredicesimo. Nelle categorie inferiori, bella vittoria del romagnolo Marco Bezzecchi in Moto2. Enea Bastianini, quarto, è passato in testa al mondiale, con un vantaggio di 6 punti sul britannico Sam Lowes, ritiratosi dopo una caduta. In Moto3 successo dello spagnolo Raul Fernandez (KTM). Tutti out i piloti impegnati nella corsa al mondiale: a terra Celestino Vietti e John McPhee, così come lo spagnolo Albert Arenas, che è però rimasto leader della classifica.

   

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