Valle d'Aosta

Covid: medico operò da positivo, processo al via ad Aosta

Ha violato quarantena. Imputati anche direttore Usl e capo 118

Si è aperto oggi, davanti al giudice monocratico di Aosta Maurizio D'Abrusco, il processo per il medico di chirurgia vascolare Gianluca Iob, che ad aprile dello scorso anno operò una paziente nonostante fosse in quarantena perché positivo al Covi-19. A processo anche l'allora direttore sanatorio dell'Usl valdostana, Pier Eugenio Nebiolo, e il responsabile del 118, Luca Cavoretto. Per tutti e tre l'accusa è di aver violato la normativa sulla quarantena.
    Il pm Francesco Pizzato aveva chiesto per tutti e tre un decreto penale di condanna a cinque mila euro, impugnato dalla difesa che ha chiesto di andare a processo. Dopo il deposito della lista dei testimoni di accusa e difesa, una decina in tutto tra i quali l'ex sindaco di Aosta Fulvio Centoz, il giudice ha rinviato il processo al 22 novembre.
    Secondo l'accusa, il medico era positivo e quindi non avrebbe potuto svolgere l'intervento, autorizzato dallo stesso Nebbiolo con una email. Il medico sarebbe stato portato in ospedale per eseguire l'intervento, e poi riportato a casa in ambulanza. Il tutto violando l'ordinanza di isolamento domiciliare emessa dal vicesindaco, Antonella Marcoz.
    Il medico ha sempre respinto le accuse. Per l'avvocato dei tre imputati, Corrado Bellora, ''non è stato commesso alcun reato, è stata salvata una vita umana''.
    Le indagini sono state condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri di Aosta. 
   

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