Scienziati a Marsiglia per studio inquinamento navi e barche

Team da tutta Europa con strumenti di alta precisione e droni

13 luglio, 17:59

Il porto di Marsiglia Il porto di Marsiglia

NAPOLI - Sensori elettrochimici in acqua, droni che sorvolano le navi ancorate in porto, un battello con a bordo scienziati da tutta Europa al lavoro. E' così che è partita a Marsiglia la campagna "Scipper" per misurare con esattezza quanto le navi inquinano in un grande porto come quello del sud della Francia. Il progetto, finanziato dall'Unione europea, mette a punto le strumentazioni tecnologiche più avanzate per misurare tutte le fonti di inquinamento da parte delle navi durante le loro normali operazioni quando sono ancorate in porto, una campagna che si è svolta anche ad Amburgo e Goteborg e ora punta a misurare con precisione le emissioni inquinanti ma anche l'impatto delle normative già in vigore nel primo posto di Francia. Al centro dell'obiettivo le grandi navi da crociera, i traghetti, ma anche le barche private, gli yacht come le barche dei pescatori, tutti al centro di un'analisi che darà anche delle risposte ovviamente sulle diverse tipologie di imbarcazioni a Marsiglia dove l'inquinamento dell'aria con biossido di azoto di origine marittima ha ormai superato quello generato dalle auto in città.

Lo studio punta anche a capire l'effetto della nuova normativa che dal gennaio 2020 impone alle navi di usare olio combustibile con un contenuto di ossido di zolfo inferiore allo 0,5%, rispetto al precedente 3,5%. "Abbiamo scelto di realizzare questo nuovo studio - spiega al sito francese "20 minutes" il coordinatore dello studio Leonidas Ntziachristos, professore all'Università Aristotele di Salonicco - in un momento in cui l'attività del porto è la più importante, con la ripresa delle navi da crociera e il picco del traffico di traghetti da e per la Corsica e il Nord Africa". Gli scienziati hanno allestito a Marsiglia uno yacht trasformandolo in un laboratorio sull'acqua con, a bordo, le ultime tecnologie per analizzare in tempo reale e nel dettaglio il fumo delle barche avvicinate dal mezzo: "Queste misurazioni - spiega Barbara D'Anna, direttrice della ricerca al CNRS e responsabile della campagna di monitoraggio - dovrebbero fornire una panoramica completa degli inquinanti emessi dalle navi, ben oltre lo zolfo". Attualmente solo il 10% delle particelle emesse dalle navi viene catturato dai filtri messi in opera dagli armatori: "Questo studio - aggiunge D'Anna - dovrebbe consentirci di rilevare anche i composti organici volatili".

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