Al via Cop8 su Santuario Pelagos, all'Italia la presidenza

Nuovi piani d'azione per tutela balene e delfini in Mediterraneo

15 dicembre, 16:55

Avvistato raro branco di delfini nell'area del Santuario Pelagos Avvistato raro branco di delfini nell'area del Santuario Pelagos

ROMA - L'Italia raccoglie il testimone dal Principato di Monaco nella presidenza dell'ottava Conferenza delle Parti (Cop) dell'Accordo Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo che si è aperta oggi e si concluderà domani a Palazzo Montemartini, a Roma. La riunione sarà l'occasione per approvare il nuovo Piano di Gestione e il Piano di Lavoro dell'Accordo per i prossimi 6 anni (2022-2027) oltre al Piano di Azione per il prossimo biennio (2022-2023).

Nel ringraziare il Principato di Monaco, aprendo la conferenza la sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica Ilaria Fontana ha spiegato che "l'Italia e, in particolare il Ministero della Transizione Ecologica è da sempre impegnata nella tutela dei mammiferi marini che popolano l'area del Santuario Pelagos, la cui sopravvivenza è sempre più minacciata dai disastri ambientali globali, quali il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. Purtroppo, malgrado l'intensa mobilizzazione della Comunità internazionale, il processo di declino della biodiversità non solo non si è arrestato, ma procede con ritmi allarmanti. Siamo consapevoli che la salute dei nostri oceani e mari è in serio pericolo - ha aggiunto -. I devastanti impatti del cambiamento climatico, insieme agli effetti di un'eccessiva urbanizzazione e sovrasfruttamento dell'ambiente marino e costiero, come l'inquinamento marino in ogni sua forma, la pesca illegale e non regolamentata, l'introduzione di specie aliene invasive, sono i principali fattori della perdita di biodiversità marina e degli ecosistemi da cui dipende la stessa vita umana".

Fontana ha rilevato che "la cura efficace del nostro 'patrimonio blu' potrà portare benefici" naturali ed economici ma urge "ripensare un modello di sviluppo che coniughi la crescita economica e occupazionale con la sostenibilità ambientale di lungo periodo", una sfida che richiede una "cooperazione internazionale, regionale e subregionale".

L'Italia "crede fortemente nel valore dell'Accordo Pelagos, non solo come strumento di tutela dei mammiferi marini, ma soprattutto di sperimentazione di nuove e più efficaci politiche di gestione, sia a livello nazionale che transnazionale".

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