Italia-Tunisia: soluzioni innovative per biosostenibilità

In campo agroalimentare e ambientale, workshop a Tunisi

25 maggio, 17:27

TUNISI - Biosostenibilità dei sistemi produttivi, valorizzazione degli scarti ed efficienza energetica costituiscono quei comparti su cui si concentra la ricerca di soluzioni innovative dell'ultimo decennio. Questi i temi trattati nel workshop "La bio-sostenibilità applicata ai settori agroalimentare e ambientale. Le esperienze e la collaborazione tra Italia e Tunisia", organizzato dall'ICE Agenzia di Tunisi, in collaborazione con l'ambasciata d'Italia, svoltosi oggi all'Hotel Sheraton a Tunisi. Un evento dedicato alle imprese italiane che intendono avviare un processo di collaborazione commerciale, industriale e tecnologica con controparti tunisine, sia private che pubbliche, nei settori in questione.

Sette le aziende e le organizzazioni italiane presenti, interessate a sviluppare contatti in Tunisia e specializzate nel riciclo e nel trattamento degli scarti e nella conservazione in modo bio-sostenibile dei prodotti agroalimentari e degli ecosistemi. La conferenza è stata aperta dall'ambasciatore d'Italia, Lorenzo Fanara, cui ha fatto seguito l'intervento della direttrice dell'ICE Agenzia di Tunisi, Donatella Iaricci, che ha illustrato le finalità dell'iniziativa per sviluppare progetti congiunti in un contesto di bio-economia. Ricco il panel degli intervenuti, rappresentanti di istituzioni tunisine e italiane, tra cui Samia Maamar, direttore generale per l'Agricoltura Biologica del Ministero dell'Agricoltura, Badreddine Lasmar, direttore generale dell'ANGED (Agenzia Nazionale per la gestione dei rifiuti) e Andrea Senatori, direttore dell'AICS (Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo). Interessanti anche gli interventi dedicati alla ricerca con i contributi del Polo di Borj Cédria, del Cluster italiano AGRIFOOD, dell'ANPR - Agenzia Nazionale per la Ricerca tunisina e le testimonianze di aziende di entrambi i paesi, che stanno sviluppando soluzioni basate su processi produttivi circolari e l'utilizzo di materie prime seconde. Tra queste la startup italiana Agree Net che sta brevettando un rivestimento commestibile per l'ortofrutta in grado di aumentarne la shelf-life, l'IMEN ROB SA di Kebili in possesso di un brevetto per la trasformazione dei datteri tunisini in nuovi prodotti e, infine, la TRITOR la cui tecnologia riguarda la produzione di combustibile solido da rifiuti, per realizzare l'obiettivo "zero rifiuti in discarica".

Italia e Tunisia possono attivare collaborazioni congiunte, soprattutto a livello di imprese che intendono lavorare per un sistema produttivo circolare ed efficiente. "Le 7 pmi italiane che abbiamo selezionato - ha dichiarato la direttrice di ICE Agenzia Tunisi in una nota - possono essere questo esempio di collaborazione se riusciranno ad intercettare i partner tunisini. Contiamo molto sulla riuscita dell'evento attraverso i B2B che si svolgeranno dopo la conferenza".

Dal punto di vista economico, la bio-economia rappresenta una declinazione fondamentale dell'economia circolare, in quanto alimenta il "ciclo biologico" ovvero il recupero e la valorizzazione energetica degli scarti organici dei processi di produzione e/o dei rifiuti, con un impatto sostenibile anche sull'agricoltura e sull'ambiente. In questo senso sono significativi i dati 2020 dell'Italia sull'utilizzo di materie prime realizzata da Eurostat, basata su due indicatori: il consumo di materie prime e la produttività delle risorse. Emerge che l'Italia ha registrato un Dcm (domestic material consumption) più virtuoso rispetto alla media europea e che, in termini di produttività delle risorse, si colloca in Europa al terzo posto, dietro Lussemburgo e Paesi Bassi, favoriti però da un'economia maggiormente basata su servizi e finanza. Quest'ultimo indicatore misura il rapporto tra la dimensione dell'economia di un paese (Pil) e l'uso delle risorse naturali.

A questi risultati si aggiunge il dato pubblicato dal Cen (Circular Economy Network) nel 2022, che posiziona l'Italia al primo posto tra i grandi paesi Ue per riciclo degli scarti con un tasso pari al 68%, il più alto in Europa. In questo ambito, anche gli investimenti in Ricerca e sviluppo diventano quindi strategici, tanto come le collaborazioni internazionali. Questo spiega la presenza di referenti del mondo tecnologico a questo workshop, presenza funzionale allo sviluppo di sistemi economici più innovativi e competitivi, conclude la nota.

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