Yemen: da arretratezza campagne a facebook arena politica

Attivista, governo prema su capi villaggio contro spose bambine

19 giugno, 19:40

(ANSAmed) - ROMA, 21 - Se la Conferenza per il Dialogo Nazionale ha prodotto in dieci mesi di lavoro un'avanzata dichiarazione di intenti per la nuova Costituzione in corso di elaborazione, da sottoporsi a referendm nei prossimi mesi, sono le zone rurali l'emblema dell'arretratezza economica e sociale che pesa ancora sulla società yemenita. Ed e' proprio qui che le condizioni sono peggiori, per i diritti delle donne.

In campagna le bambini si sposano ancora a 6-8 anni, il velo nero che copre anche il viso è metafora per una condizione di isolamente e segregazione, è alto il tasso di analfabetismo, il parto non ha assistenza sanitaria se non quella di altre donne dei villaggi, perchè sono davvero pochi i ginecologi nel Paese. Ma più ci si avvicina alle città, più le condizioni migliorano l'età del matrimonio può salire anche a 25 anni.

A conoscere bene questa situazione è Saimah al Qiari, attivista per i diritti delle donne nelle zone rurali, una delle partecipanti al seminario sulla cooperazione tra l'Italia e lo Yemen sui diritti umani nella Costituzione yemenita che si svolge tra oggi e domani a Roma. E' primariamente una questione di sviluppo e infrastrutture, ma anche la legge può essere efficace, dice ad ANSAmed, "se il governo è fermo nella sua applicazione". Per quanto riguarda le spose bambine, per esempio, "il governo deve fare pressione sugli sheikh a capo dei villaggi - spiega l'attivista - perchè questi sono legati al governo stesso". Paese di contraddizioni, lo Yemen condivide però con tutti quelli delle rivolte arabe la grande popolarità dei social network come strumento di comunicazione politica. Lo conferma Olfat Al-Dubai, componente donna del comitato che sta scrivendo la Costituzione e rappresentante del partito islamico Islah. Il suo profilo facebook conta 40 mila followers, e conferma che sono sempre di più gli attori istituzionali che usano i social media per sentire il polso dell'opinione pubblica sulle loro posizioni. Tre i temi prioritari per lei la necessità di una 'transitional justice' che assicuri anche la riconciliazione; l'attenzione alle donne ma anche ad altri gruppi emarginati come i disabili; la giustizia sociale. La grande partita però, conferma Olfat Al-Dubai, è quella che si giocherà dopo il varo della Costituzione, previsto a settembre, e prima del referendum: sarà allora, prevede, che partirà la grande offensiva dei religiosi estremisti e degli interessi locali del sud e del nord nel Paese. (ANSAmed).

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