Migrante suicida: garante, non seguito in modo corretto

Procura Torino apre inchiesta. Prc chiede giustizia, chiudere i Cpr

24 maggio, 13:51

L'ingresso del Pcr di Torino dove si è suicidato Musa Balde L'ingresso del Pcr di Torino dove si è suicidato Musa Balde

TORINO - Il migrante suicida al Cpr di Torino non è stato seguito come la sua situazione richiedeva. Lo sostiene Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Musa Balde, 23enne originario della Guinea, il 9 maggio era stato aggredito da tre persone. "Una persona affidata alla responsabilità pubblica - dice Palma - deve essere presa in carico e trattenuta nei modi che tengano conto della sua specifica situazione, dell'eventuale vulnerabilità e della sua fragilità. Questo non è avvenuto".

Intanto la procura di Torino ha avviato degli accertamenti sul caso di Musa Balde. Il giovane era stato portato nella struttura dopo avere subito un'aggressione a Ventimiglia perché non era in regola.

"Una storia assurda quella di Musa Balde. Il 9 maggio scorso, a seguito di un alterco, era stato pestato a sangue da tre 'bravi italiani' armati di spranga e tubi di gomma, oggi denunciati a piede libero. Musa era stato ricoverato in ospedale, dimesso e poi, in quanto 'irregolare' trasferito nel Centro Permanente per i Rimpatri (ex CIE) di Torino, luogo in cui si è detenuti per il solo fatto di essere nati in un paese sbagliato e aver osato entrare nella civile Europa. Musa non ha retto l'ennesima violenza, non capiva il perché di quelle gabbie in cui era costretto e ha scelto di togliersi la vita impiccandosi alle sbarre con un lenzuolo. Rifondazione Comunista da sempre si batte perché quei centri di detenzione, che ogni tanto cambiano nome ma restano sempre luoghi di sofferenza e di morte, vengano abbattuti. Non si può essere privati della libertà personale perché non si ha un documento. Regolarizzare chi è presente sul territorio nazionale è il solo modo per impedire simili tragedie che noi chiamiamo omicidi". Lo scrivono in una nota Maurizio Acerbo e Stefano Galieni, rispettivamente Segretario nazionale e responsabile nazionale Prc-S.E.

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