Migranti: morta bimba siriana, accuse a vicenda Atene-Ankara

Gruppo migranti bloccato da giorni su isolotto nel fiume Evros

17 agosto, 17:10

ATENE - Una bimba siriana di 5 anni è morta su un isolotto nel fiume Evros alla frontiera tra Grecia e Turchia, dove lunedì la polizia greca ha trovato un gruppo di 38 migranti che secondo l'Onu erano bloccati da diversi giorni.

Atene accusa Ankara di aver costretto i migranti, tra cui 35 siriani e 3 palestinesi, a raggiungere l'isolotto dalla sponda turca del fiume. "Sotto la minaccia della violenza, li hanno obbligati a dirigersi verso la Grecia", ha affermato il ministro delle Migrazioni greco, Notis Mitarachi, in un comunicato.

"Secondo alcune testimonianze, una bambina di 5 anni è deceduta sul territorio turco, e questo è triste", ha aggiunto precisando che le autorità greche chiederanno l'aiuto del Comitato internazionale della Croce Rossa per "ritrovare il corpo della bambina sull'isolotto turco perché sia sepolta degnamente dalla sua famiglia". Il ministro ha riferito che il gruppo è stato trovato su una barca "a 4 km dall'isolotto turco di Evros". Una donna incinta è stata portata in ospedale.

Da diversi giorni media locali e ong avevano avvertito che i migranti erano stati vittima di respingimenti illegali tra la Grecia e la Turchia e che si trovavano bloccati sull'isolotto del fiume che segna il confine tra i due Paesi. Sabato l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati aveva lanciato un appello per "prendere misure urgenti" per salvarli.

La Turchia ha rimandato le accuse alla Grecia addossandole la responsabilità dell'accaduto. Anche gruppi di difesa dei diritti umani greci hanno accusato il governo greco, finito anche sotto il fuoco dell'opposizione, in particolare del partito Syriza che in una dichiarazione alla stampa oggi lo ha accusato di aver mentito ai greci e ha chiesto le sue scuse e spiegazioni su quanto successo.

Nonostante le critiche venute anche da vari media internazionali, Mitarakis ha ribadito che i migranti all'inizio non potevano essere localizzati e che erano stati respinti dalle autorità turche, per poi venir scoperti da pattuglie delle guardie di frontiera greche.

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