MedFilm, 'Amira' di Mohamed Diab vince la XXVII edizione

Premi anche a 'Una storia d'amore e di desiderio' di L. Bouzid

12 novembre, 18:37

(di Valentina Maresca)

ROMA - È 'Amira' di Mohamed Diab il lungometraggio che ha vinto la XXVII edizione del MedFilm Festival, aggiudicandosi il Premio Amore & Psiche del concorso ufficiale. La giuria, composta da Leonardo Di Costanzo, Ippolita Di Majo, Mathilde Henrot, Francesca Mazzoleni e Melania Mazzucco, ha scritto la seguente motivazione: "Il film, ispirato da notizie di cronaca come il contrabbando di sperma dei reclusi a vita per terrorismo nelle carceri israeliane, racconta da un'angolazione inedita il conflitto che divide due popoli e due mondi. Il viaggio tragico della diciassettenne palestinese Amira alla ricerca della sua identità interroga il significato autentico dell'appartenenza e diventa un teorema sull'eccitazione dell'odio, sull'asfissiante controllo sociale di un microcosmo chiuso, sull'oppressione femminile e sull'assenza di libertà, di una radicalità che non può non inquietare e sconvolgere".

Il film ha vinto anche il Premio Diritti Umani Amnesty International e ottenuto la menzione speciale delle giurie costituite da una rappresentanza di studenti delle università di Roma. Il Premio Espressione artistica per la miglior regia è stato assegnato a 'Mariner of the Mountains' di Karim Aïnouz e il Premio Speciale è andato a 'Una storia d'amore e di desiderio' di Leyla Bouzid, cui è stato assegnato anche il Premio Valentina Pedicini, istituito in memoria della regista scomparsa l'anno scorso, e il Premio Piùculture.

La giuria del concorso internazionale cortometraggi, composta da 13 studenti di scuole di cinema del Mediterraneo e da tre rappresentanze di detenuti degli istituti penitenziari di Rebibbia, ha dato il premio Methexis a 'Le Départ' di Saïd Hamich, incoronato come Migliore Cortometraggio anche dalle giurie universitarie, mentre il Premio Cervantes Roma per il corto più creativo è andato a 'Figlio santo' di Aliosha Massine.

Menzione speciale per 'Have a Nice Dog!' di Jalal Maghout, che ha ottenuto il medesimo riconoscimento anche dalle giurie universitarie, e 'Haut les coeurs' di Adrian Moyse Dullin.

Per la sezione MedFilm Works in Progress, il Premio Oim, che dà 10.000 euro al vincitore, se l'è aggiudicato 'A hero of our Time' di Miraç Atabey, mentre il Premio Stadion Video è andato a 'About Cairo' di Hala Galal. Le giurie universitarie hanno dato il Premio di Miglior Lungometraggio a 'Good Mother' di Hafsia Herzi .

Il MedFilm Festival continua a Roma fino a domenica 14 novembre. Per chi si fosse perso il pluripremiato lungometraggio di apertura della XXVII edizione, sabato alle 19.00 ci sarà la replica di 'Una storia d'amore e di desiderio' al Nuovo Cinema Aquila. La sua regista tunisina, Leyla Bouzid, ne ha parlato con ANSAmed.

"Non avrei mai pensato che il film avrebbe aperto un festival così importante a Roma, sono molto felice e onorata, oltre che curiosa di conoscere l'impressione del pubblico". Il lungometraggio uscirà in sala in primavera con Cineclub Internazionale Distribuzione e parla dell'amore di Ahmed, diciottenne francese di origine algerina, per Farah, giovane tunisina appena arrivata a Parigi.

Tra loro la letteratura araba erotica, che farà leva sulle resistenze del ragazzo. "Una grande storia d'amore è sempre qualcosa che smuove le nostre certezze, convinzioni e identità.

L'incontro con Farah si cristallizza con la scoperta dell'antica poesia d'amore araba e arriva a interrogare Ahmed sulla sua identità", ha detto Bouzid. La regista sta finendo di scrivere un lungometraggio ambientato in Tunisia, a Sousse, e sarà "un film molto diverso dai due precedenti", ha annunciato senza rivelare ulteriori dettagli.

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