Riapre Basilica Cisterna a Istanbul anche grazie all'Italia

Costruita nel VI secolo, è oggi tra gli edifici più visitati

15 settembre, 16:02

(di Filippo Cicciù)

ISTANBUL - La Basilica Cisterna, tra i più importanti edifici storici di Istanbul, ha riaperto in estate dopo interventi di restauro e illuminazione che hanno visto anche una collaborazione tra istituzioni turche e gli studi di architettura Insula e Studioillumina di Roma. L'edificio è la più grande cisterna sotterranea conservata dai tempi in cui la città era la capitale dell'Impero romano d'oriente con il nome di Costantinopoli. Conosciuta in turco come 'Yerebatan Sarnic' - la cisterna sotterranea -, è nota anche come 'Basilica cisterna' per la presenza di un edificio di quel tipo nel luogo dove fu fatta costruire dall'imperatore Giustiniano nel VI secolo, andando ad ampliare una struttura già esistente fatta erigere precedentemente da Costantino. Raccoglieva l'acqua arrivata in città grazie all'acquedotto di Valente, la cui struttura è oggi ancora conservata a Istanbul, e si stima che avesse una capienza di 100mila tonnellate. Utilizzata brevemente anche in epoca ottomana, l'edificio cadde in disuso per secoli ma venne restaurata dagli ultimi sultani prima della caduta dell'Impero.

Lunga 140 metri e larga 70, la struttura è sostenuta da colonne in marmo alte 9 metri che adornano uno spazio pensato per motivi utilitaristici ma che oggi appare come uno dei luoghi più suggestivi e interessanti in città, a pochi passi dall'ingresso di Santa Sofia. Un restauro del 1987 portò la Cisterna a diventare tra gli edifici più visitati dai turisti e da tempo è ritenuta un simbolo di Istanbul tanto da essere stata utilizzata anche nel cinema e anche come ambientazione di popolari videogiochi. Chiusa dal 2018 per lavori di manutenzione, è stata riaperta a luglio di quest'anno dopo un'opera di restauro curata dall'azienda turca Hera Restorasyon e altri interventi di valorizzazione architettonica e di illuminazione firmati da Atelye 70 di Istanbul in collaborazione con gli studi italiani Insula architettura e ingegneria e Studioillumina.

"A noi architetti è stato chiesto di rivedere il percorso di visita, in previsione dell'aumento dei visitatori. Abbiamo quindi ripensato il sistema delle passerelle, realizzando un percorso quasi a pelo dell'acqua e con un andamento anulare, in modo da non incrociare i flussi dei visitatori. Una volta scesi nel sottosuolo ci si addentra in questo suggestivo spazio che ha tutto per essere considerato sacro ma che in realtà è una opera utilitaristica. Il percorso si snoda in controluce tra le colonne fino a raggiungere quelle più famose con il basamento costituito da due teste di gorgone rovesciate, per poi tornare indietro in favore di luce, passando per altri punti peculiari come la famosa colonna piangente", ha detto all'ANSA Eugenio Cipollone di Insula, studio che negli ultimi 12 anni ha firmato vari lavori in Turchia in collaborazione con Atelye 70. "Il progetto di illuminazione di questo spazio, che essendo ipogeo non gode di nessuna fonte di luce naturale, era l'aspetto fondamentale da sviluppare", ha affermato Cipollone sottolineando il lavoro svolto da Adriano Caputo, progettista di Studioillumina, che ha creato "una luce che si colora tingendo la cisterna delle atmosfere caratteristiche della Turchia, con le cromie della zultanite, gemma anatolica che cambia il suo colore, passando da vibrazioni turchesi acquamarina, se sottoposta alla luce naturale, fino al color ambra, se esposta alla tremula luce di una fiaccola".

Dalla riapertura in luglio, la Basilica cisterna è tornata ad essere tra gli edifici più visitati dai turisti che arrivano a Istanbul. "Il restauro ha presentato alcune sfide. Siamo riusciti a superarle lavorando con esperti turchi e internazionali, tra cui gli italiani. Tutti hanno fatto un lavoro eccellente e alla fine il risultato è una destinazione turistica chiave che attrae 10mila visitatori al giorno", ha detto all'ANSA Oktay Ozel, capo del Dipartimento del patrimonio culturale della municipalità di Istanbul che si è occupato di seguire i lavori per la riapertura dell'edificio.

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