Ue cerca partner Mediterraneo in programma Horizon2020

72 miliardi da investire in ricerca e innovazione in 7 anni

02 aprile, 20:07

Il logo di Horizon 2020 Il logo di Horizon 2020

(ANSAmed) - BEIRUT - Iniziative di ricerca e innovazione dei prodotti della Information and Communication Technology saranno finanziati nei prossimi sette anni con 72 miliardi di euro di fondi Ue, 17 in piu' rispetto al precedente programma terminato nel 2013. E di questa grande occasione, offerta dall'Unione europea nell'ambito del programma Horizon 2020, potranno beneficiare anche imprese e universita' di Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, consorziandosi con partner europei.

Le caratteristiche dell'iniziativa ed i modi per accedervi vengono illustrati in questi mesi in un ciclo di incontri in corso in vari Paesi mediorientali nell'ambito dell'iniziativa Med-Dialogue della Ue.

Thies Wittig, esperto tedesco di tecnologia informatica che ha condotto l'incontro di due giorni svoltosi a Beirut, ha riassunto in poche parole i motivi per i quali vale la pena di presentare la propria candidatura a consorziarsi con partner europei: "Perche' aumentera' la vostra esperienza scientifica, perche' un'esperienza interculturale e' inestimabile, e anche perche' e' divertente". Analoghi incontri di presentazione sono in programma fino alla fine di maggio ad Algeri, a Tunisi, a Fes, al Cairo e a Ramallah. Horizon 2020 e' il piu' grande programma mai realizzato dalla Ue per la ricerca e l'innovazione nella Ict, con un incremento del 25% degli investimenti rispetto all'analogo programma FP7, che ha coperto gli anni dal 2007 al 2013. Ogni soggetto dei Paesi partner del Mediterraneo, si tratti di un'impresa o di un'universita', potra' partecipare ai bandi emessi dalla Ue per fare parte di un consorzio che comprenda almeno tre partner europei, ciascuno di un diverso Paese dell'Unione.

"Il livello di competizione - ha sottolineato Wittig - e' lo stesso del programma FP7, con una percentuale di successo pari al 15%". Ma, a differenza del precedente programma settennale, non saranno ammessi consorzi puramente accademici, cioe' di soli centri di ricerca. Di ogni consorzio dovra' quindi far parte almeno un'impresa, in particolare piccole e medie imprese, "su cui la Commissione europea ha posto l'accento", ha affermato Wittig. Un'altra importante novita' rispetto al programma FP7 e' data dal fatto che il settore che beneficera' dei maggiori finanziamenti (il 43% del totale) e' quello delle cosiddette 'sfide sociali', cioe' la salute, il cibo, l'efficienza energetica, l'azione climatica i trasporti verdi e intelligenti, l'inclusivita' e la sicurezza delle societa'. Per i progetti riguardanti questi comparti il budget e' stato raddoppiato rispetto a quello previsto nell'FP7. Wittig ha infine sottolineato che la Commissione europea ha promesso un'accelerazione delle procedure per la selezione dei candidati e uno snellimento dei processi burocratici, relativi anche al rimborso delle spese sostenute, con "un nuovo equilibrio tra fiducia e controllo". "Siate piu' attivi", e' il messaggio lanciato da Wittig alle imprese e alle universita' dei Paesi partner del Mediterraneo.

"Le imprese europee vogliono venire in questa regione - ha sottolineato - ma hanno bisogno di partner". (ANSAmed).

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