Migranti: Bartolo, Lampedusa li ha sempre aiutati

'Mediterraneo torni ad essere un mare di vita e non di morte'

04 agosto, 13:36

(ANSAmed) - LAMPEDUSA, 04 AGO - "Questo mare si è portato via più di 40 mila persone e ho dovuto vedere tantissimi di questi corpi, facendo ispezioni cadaveriche. Voglio che questo mare torni ad essere un mare di vita, un ponte, non un cimitero, un mare di sostentamento, quello che è stato da sempre per i lampedusani che hanno fatto sempre di tutto, dando tutto quello che era possibile per aiutare chi non ha avuto la fortuna di restare a casa propria. Persone che affrontano viaggi terrificanti per arrivare su questa zattera che è Lampedusa". Lo ha detto l'europarlamentare Pietro Bartolo davanti la Porta di Ponte, dove è stata celebrata la Giornata della gratitudine.

"Certo c'è qualche piccola frangia che, adesso, comincia ad essere contraria all'accoglienza, ma questa è la grande responsabilità di chi ha fatto diventare il fenomeno migratorio un problema - ha aggiunto Pietro Bartolo che è stato il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa - . Un problema che non esiste". "Sono molto deluso dall'atteggiamento dell'Europa - ha proseguito il parlamentare - che ha demandato tutto nelle mani di coloro che hanno salvato più di 30 mila persone. Cosa che doveva fare l'Europa, attraverso l'istituzione di un servizio di ricerca e soccorso in mare che non ha mai fatto. Le Ong sarebbero ben contente di lasciare il Mediterraneo se vi fosse questo servizio. I migranti non devono arrivare in questo modo, devono arrivare attraverso i corridoi umanitari". "Si parla di migranti economici, migranti climatici, clandestini. Sono delle persone - ha spiegato l'ex dirigente del Poliambulatorio di Lampedusa -, non sono nostri nemici da cui difendere i confini. I confini si difendono da chi viene armato, queste sono persone che chiedono un po' d'aiuto. Salvare le persone non è una facoltà, è un dovere e i lampedusani e le forze dell'ordine lo hanno sempre fatto. Dire che questi migranti sono dei nemici è insopportabile". (ANSAmed).

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