Egitto: esperti, dopo 4 anni Sisi blindato e filo-saudita

Rapporto Ihs, con stato emergenza improbabili proteste di piazza

03 luglio, 15:39

(di Rodolfo Calo') (ANSAmed) - IL CAIRO, 3 LUG - Al Sisi, blindato dall'esercito, e' saldamente al comando dell'Egitto e probabilmente lanciato verso un raddoppio del suo mandato quadriennale. Improbabile e' invece una spallata di piazza da parte dei Fratelli musulmani nonostante le proteste per le isole del Mar Rosso cedute all'Arabia saudita come suggello di un inserimento del Cairo in un'alleanza alla ricerca di migliori rapporti con l'Occidente.

E' questo il quadro tracciato da un rapporto pubblicato dal "Jane's Information Group", controllata della societa' di consulenza londinese Ihs-Markit, nel quarto anniversario della "rivoluzione" (o "colpo di Stato" a seconda dei punti di vista) che nel 2013 porto' alla deposizione del presidente espressione dei Fratelli musulmani, Mohamed Morsi.

Il rapporto e' incentrato sulla ratifica che il presidente Abdel Fatta Al Sisi ha fatto il 24 giugno scorso dell'accordo raggiunto nel 2016 per trasferire all'Arabia saudita la sovranita' delle isole di Tiran e Sanafir. Il dossier e' stato pubblicato il 30 giugno, il giorno in cui nel 2013 si tenne quella che la Bbc defini' "la piu' grande manifestazione politica nella storia dell'umanita'": gli almeno 17 milioni di manifestanti (30 milioni secondo l'esercito) che chiesero e ottennero tre giorni dopo la deposizione di Morsi, eletto appena l'anno prima.

"Il presidente Sisi considera sicura la propria posizione ed e' probabile che si presenti per una rielezione nel 2018 con l'appoggio dei militari", scrive l'analista Jack Kennedy nell' "IHS Jane's Intelligence Weekly". Circa le isole, il rapporto sottolinea inoltre che "il ramo esecutivo e legislativo vogliono scavalcare quello giudiziario anche a rischio di proteste popolari". Pero', viene aggiunto, "dimostrazioni di massa sono improbabili sotto lo stato di emergenza".

Il riferimento e' alle disposizioni speciali antiterrorismo che sono state varate il 10 aprile, il giorno dopo due attentati kamikaze compiuti contro chiese cristiane a Tanta ed Alessandria causando quasi 50 morti e almeno 120 feriti nel piu' sanguinoso attacco contro i copti nella storia recente. Lo Stato di emergenza, sotto cui peraltro l'Egitto ha gia' vissuto per 44 degli ultimi 50 anni, e' stato prolungato di altri tre mesi il 22 giugno.

L'accordo con Riyad sulle due isolette all'imboccatura del Golfo di Aqaba "piazza saldamente l'Egitto nel blocco a guida saudita guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman, nel momento in cui quest'ultimo cerca una riforma religiosa e migliori legami con l'Occidente", si sottolinea ancora nell'ultimo dei tre "punti chiave" del rapporto.

Ihs, almeno nei key points, non elabora la tensione sociale che si sta generando a causa della pressione inflattiva sul 30% generata da liberalizzazioni imposte dal Fondo monetario internazionale (Fmi) in cambio di un prestito triennale da 12 miliardi di euro promesso nell'agosto scorso a sostegno delle riforme varate da Sisi e definite dal Financial Times "le piu' coraggiose" mai tentate dagli anni Ottanta. (ANSAmed).

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