Tunisia: ad un anno da comunali, molti consigli a rischio

Due sciolti,ondate di dimissioni. Assenza dialogo in istituzioni

20 maggio, 11:33

(di Paolo Paluzzi) (ANSAmed) - TUNISI, 20 MAG - Presentate come l'ultima tappa di una transizione democratica felicemente riuscita, le elezioni comunali tunisine del maggio 2018 sembra non stiano dando i risultati di democrazia locale sperati. Finora due consigli comunali sono stati sciolti, facendo scattare l'annuncio di nuove elezioni suppletive: a Souk Jedid il 26 maggio prossimo e al Bardo il 14 luglio. Ma molti altri sono i consigli comunali in tutto il Paese per i quali si sta verificando un'ondata di dimissioni generalizzate degli eletti.

i consiglieri della Soukra, di Bohra, Sers, Tibar, Naassen e Kesra hanno già annunciato le loro dimissioni e le cose rischiano di aggravarsi nei prossimi giorni con l'ufficializzazione dello scioglimento di molte altre amministrazioni comunali, una quarantina circa. Alcune organizzazioni della società civile come "Bawsala" e la "Confederazione dei sindaci tunisini" hanno sottolineato il rischio di un effetto domino e le conseguenze di questo fenomeno sul governo locale. Bawsala spiega in questo senso che le ragioni addotte per le dimissioni dei membri dei consigli comunali ruotano sempre intorno a "decisioni unilaterali prese dai presidenti dei consigli interessati e alla rottura del percorso di dialogo e comunicazione tra il presidente e i consiglieri". Da parte sua, la Confederazione dei sindaci tunisini ritiene invece che le recenti dimissioni massicce da parte dei consiglieri comunali mirino a rimuovere i sindaci dall'incarico, osservando che l'assenza di un testo legale che protegga il sindaco dai conflitti politici non è senza conseguenze per la stabilità dell'amministrazione e dell'attuazione dei programmi definiti nel bilancio. Secondo la legge, le dimissioni collettive della maggioranza dei membri del consiglio comunale portano all'annuncio da parte del governatore regionale dello scioglimento del consiglio comunale. L'annuncio dello scioglimento di altri consigli comunali e lo svolgimento di elezioni suppletive scattano se i consigli con dimissioni collettive a maggioranza dei loro membri non riescono a trovare una soluzione consensuale entro 15 giorni dalla data in cui sono state presentate le dimissioni collettive. Altrimenti il governatore deve prendere atto di queste dimissioni. Secondo le disposizioni dell'articolo 255 del Codice delle autonomie locali, è richiesta la maggioranza dei tre quarti dei membri del consiglio comunale per ritirare la fiducia del presidente del consiglio. Lo scioglimento del consiglio comunale richiede la maggioranza di 50 voti più uno dei membri del consiglio. Molti amministratori locali puntano il dito contro le lacune del nuovo Codice delle collettività locali, la mancanza di risorse economiche e contro la struttura di un ministero di riferimento che è quello degli "Affari locali e dell'Ambiente" del quale chiedono lo sdoppiamento. Il sindaco di Raoued, Adnan Bouasida, si spinge anche oltre dichiarando che secondo lui, "esiste un piano per destabilizzare i consigli comunali e indebolire il potere delle autorità locali da parte di alcuni governi e partiti politici". Per questo motivo chiede "di difendere i risultati dei consigli eletti e di sostenere la loro capacità di assicurare il buon funzionamento dei servizi nelle città, lontano da calcoli politici ristretti".

Al di là di queste osservazioni rimane il fatto rilevato da analisti e osservatori di come l'azione di questi consigli comunali sia sempre stata marcata al loro interno dalle stesse divisioni, calcoli politici e di parte che dominano la scena politica nazionale, fino al punto che è possibile ipotizzare che una serie di nuove elezioni comunali suppletive potrebbe addirittura influenzare pesantemente il dato per le elezioni legislative del 6 ottobre prossimo.(ANSAmed)
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