Egitto: gli effetti del Covid sulle banche

La sfida di tassi, accantonamenti e commissioni anche per Intesa

03 dicembre, 12:21

(ANSAmed) - IL CAIRO, 03 DIC - Riduzione dei tassi, aumento degli accantonamenti, sospensione del percepimento di commissioni su alcuni servizi e offerta di tassi molto elevati sui depositi da parte delle maggiori banche pubbliche: sono questi gli effetti dell'emergenza Covid per il mercato bancario egiziano su cui si muovono colossi europei come Intesa Sanpaolo (attraverso la sua controllata Alexbank) e la francese Credit Agricole.

E' quanto emerge da un esame dei bilanci trimestrali di questi due istituti e tendenze sottolineate dai media. Il Credit Agricole Egypt nei primi nove mesi del 2020 mostra un calo del 44% dell'utile netto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre Alexbank nello stesso periodo è riuscita a contenere a circa il 20% la flessione dei profitti netti.

Pur in questa costellazione avversa, la controllata del Gruppo italiano è riuscita a mantenere risultati molto positivi, anche grazie a una qualità del credito molto buona e, per il secondo trimestre consecutivo, è stata la controllata della Divisione Banche estere di Intesa Sanpaolo col miglior risultato netto: dei 343 milioni di euro di utile netto generati dalla Divisione al 9/2020, 106 milioni derivano infatti dal contributo della controllata egiziana (il 31%).

I fenomeni in atto appaiono sostanzialmente essere quattro.

Innanzitutto la riduzione dei tassi favorita dal calo dell'inflazione e accelerata dalla crisi Covid: quando questi si riducono, l'eccesso di liquidità e il capitale che viene investito dalle banche locali egiziane dà un ritorno più basso.

Tale effetto colpisce soprattutto gli istituti stranieri, europei in particolare, piu' restii, anche per ragioni tecnico-regolamentari, a mantenere larghi portafogli di titoli a lungo termine che nel breve potrebbero proteggere dalla contrazione dei tassi.

Circa risultati al settembre scorso delle altre banche private a controllo straniero di dimensione più significativa, da segnalare il risultato della Qnb Alahli, utile netto a -13%, ed Emirates Nbd, -31% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre Bank Audi, parte di un Gruppo libanese che sta trattando la cessione della controllata egiziana, appare in controtendenza con un utile in crescita.

Circa la Cib (Commercial International Bank, il maggiore istituto privato in Egitto), di recente oggetto di pesanti rilievi da parte della Banca Centrale che hanno portato alla sostituzione di presidente e Managing director, sebbene disponga di un ampio portafoglio titoli a lungo termine, già nel primo semestre (il bilancio al 9/2020 non e' stato ancora pubblicato) mostrava risultati in calo per circa il 7%.

Il motivo è il secondo di questi quattro fenomeni: con il Covid tutte le banche hanno dovuto aumentare prudenzialmente gli accantonamenti a fronte della loro esposizione creditizia.

Un terzo fenomeno è costituito dalla decisione della Banca centrale egiziana, nelle more di un pacchetto di sostegno all'economia di fronte all'emergenza coronavirus, di sospendere nel periodo considerato il percepimento da parte delle banche di commissioni su alcuni servizi quali quelle sui Pos in uso ai commercianti e quelle sui prelievi bancomat su banche terze, con ovvi effetti in termini di ricavi.

Un quarto e ultimo aspetto, che ha favorito l'afflusso di depositi presso le banche pubbliche quali Nbe e Banque Misr a discapito delle banche private, è stata la decisione da parte di questi istituti di mantenere tassi molto elevati sui Certificati di Deposito, strumenti di raccolta a medio-lungo termine a 1, 2 e 3 anni, con tassi rispettivamente al 15%, 14% e 12,25%, ancorché a fronte di tassi ufficiali ad una cifra. (ANSAmed).

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