'Investire sui giovani per democrazia e sviluppo nel Med'

In forum Associazione Rondine il punto su 3 anni percorsi formativi

04 aprile, 09:48

Un giovane marocchino lavora al computer Un giovane marocchino lavora al computer

TRENTO -Il ruolo dei giovani è centrale per portare avanti il processo democratico e lo sviluppo dell'area mediterranea, e così la necessità d'investire su di loro. La riflessione è emersa dal forum 'Sponda Sud. Nuove prospettive per il Mediterraneo', promosso a Trento dalla associazione Rondine Cittadella della Pace in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento.

Proprio sui giovani punta il progetto triennale "Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo" promosso da Rondine, in collaborazione anche con il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento e di cui l'iniziativa vuol essere la chiusura ufficiale.

Un percorso articolato in programmi formativi residenziali realizzati nel 2012, 2013 e 2014, che ha coinvolto quasi cento giovani in un percorso mirato al fornire alle giovani generazioni dell'area mediterranea gli strumenti per affrontare i profondi cambiamenti in corso nella Sponda Sud, favorendo la maturazione di una coscienza critica e consapevole e l'impegno per lo sviluppo di una società democratica.

Oltre al ruolo dei giovani, quello dell'Europa, come è emerso più volte dagli interventi, a partire da quello di Pier Ferdinando Casini, presidente commissione Affari esteri del Senato: "Dobbiamo prendere coscienza di avere un nemico comune che vuole destabilizzare tutti, a partire dalla nostra normalità - ha affermato - I nemici sono due: oltre al terrorismo ci sono i nazismi e il populismo che agisce su persone legittimamente spaventate, che noi dobbiamo cercare di capire".

Gala Ivkovic, giovane bosniaca dello Studentato Internazionale di Rondine, ha quindi portato la testimonianza del percorso svolto alla Cittadella della Pace di Arezzo. "I ponti tra persone - ha detto - portano alla fiducia e al coinvolgimento attivo delle nostre società. Magari non vedremo noi i frutti ma di sicuro saranno raccolti dalle future generazioni. Potranno togliere tutti i fiori ma non potranno mai fermare la primavera".

Ha quindi portato i saluti di tutti i partecipanti al progetto 'Sponda Sud' Suad Yacoubi, giovane tunisina: "La lingua italiana è la prima competenza che mi ha regalato Rondine, il primo strumento essenziale per relazionarmi con la Sponda Nord del Mediterraneo. Poi il corso formativo, che mi ha dato strumenti per lo sviluppo di progetti locali".

"Rondine ha creato un capitale universale, preparando questi ragazzi a una cultura nuova, fornendo strumenti pratici che li aiuteranno a diventare la classe dirigente del loro Paesi". Con queste parole ha esordito Daniele Pancheri, Consigliere politico, segretariato generale dell'Osce. "Anche noi - ha affermato - lavoriamo per il dialogo e condividiamo questa visione. Non solo guardando alla diplomazia e alla politica, ma anche sul piano concreto, su due linee: sulla cooperazione euro-mediterranea e sui giovani".

Anche Pasquale Ferrara, del ministero degli Affari esteri, ha sottolineato l'importanza della Track two, ovvero la diplomazia di secondo binario. "La diplomazia - ha sottolineato - deve rivedere le proprie visioni e deve svolgere un'azione di facilitatore e in certe situazioni di crisi, il secondo binario è l'unico possibile e soprattutto è necessario tenere presenti i giovani".

Tra gli interventi anche quello del presidente di Rondine, Franco Vaccari, che ha presentato il volume 'Voci dalle Sponde del Mediterraneo. Dialogo tra società', coi principali contributi delle varie conferenze internazionali svoltesi durante gli anni del progetto. Una documentazione che raccoglie molteplici punti di vista, analisi e riflessioni degli ultimi anni in merito alla transizione mediterranea. (ANSAmed).

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