Fumetto racconta l'accoglienza dei migranti in Italia

'Paci. A true story' su vita centro richiedenti asilo Firenze

14 dicembre, 15:06

(di Stefano Intreccialagli).

(ANSAmed) - ROMA, 14 DIC - I migranti, gli operatori dei centri di accoglienza, le autorità diventano animali in un fumetto che attraverso l'ironia racconta le storie dei migranti in Italia, dallo sbarco all'uscita dal percorso di accoglienza.

Il progetto si chiama 'Paci. A true story' ed è stato realizzato da Simone Pieralli attraverso le storie dei degli operatori e dei beneficiari del centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo Paci di Firenze, gestito dalla cooperativa Il Cenacolo.

"Ero in contatto con il centro Paci. Loro avevano voglia di raccontare la vita nel centro, e mi hanno chiesto di realizzare qualcosa che ne parlasse", ha raccontato all'ANSA Pieralli.

L'autore ha quindi partecipato alle riunioni degli operatori, "facendo l'osservatore. Li sentivo parlare di vari casi, le situazioni delle persone, e da questi racconti insieme agli episodi riportati in privato, ho raccolto tutte queste storie" e "ho osservato come vivevano i migranti". Il fumetto è strutturato "in 5 capitoli che in qualche modo raccontano una storia unica. Nel primo ci sono i migranti che sbarcano qui", poi c'è la storia del loro percorso di accoglienza, delle attività per l'inclusione, della loro formazione al lavoro "fino all'ultimo capitolo dove c'è l'uscita, il migrante si è sistemato, ha i documenti in regola, trova un lavoro, si sposa, ha una nuova vita fuori dal centro". Per raccontare migranti, operatori, e il mondo che ruota intorno all'accoglienza, Pieralli ha deciso di usare la metafora degli animali.

"Lavorando con gli operatori mi sono reso conto di quanto fossero empatici, impegnandosi non solo per lavoro ma per passione. Una cosa rara, 'in via di estinzione', e così li ho rappresentati come dei panda", racconta l'autore, mentre "i migranti sono uccelli migratori". Nel fumetto non ci sono parole, solo immagini. "Ho deciso di farlo muto, così da poterlo far leggere a tutti", senza alcun limite linguistico.

I migranti hanno letto il fumetto, "qualcuno si è divertito con le storie, altri si sono riconosciuti nei racconti".

Realizzando il lavoro, "la cosa che più mi ha colpito è stata l'enorme umanità degli operatori, e anche gli utenti sentivano quanto stessero facendo per loro. Ho visto un ottimo rapporto tra loro, un legame quasi come una famiglia". Secondo Pieralli, il fumetto, e più in generale l'arte, "può dare a questo mondo" del racconto delle migrazioni "un punto di vista nuovo. Non parlare solo della tragedia, ma utilizzare l'ironia, cosa che un articolo di giornale non può fare", mentre con il fumetto, attraverso gli animali, la fantasia, "dà una prospettiva diversa, facendo vedere questa realtà in maniera più diretta, senza riportare meramente i dati, ma da un lato più umano".

(ANSAmed).

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