Tunisia:Mirage d'espoir,l'arte si interroga sulla migrazione

A La Marsa fino al 2 giugno a Palais El Abdelliya

06 maggio, 13:32

La locandina della mostra Mirage d'espoir a La Marsa, Tunisia La locandina della mostra Mirage d'espoir a La Marsa, Tunisia

(ANSAmed) - TUNISI, 06 MAG - Può l'arte offrire uno sguardo diverso alla questione migratoria e al suo impatto sulle rispettive società di accoglienza? In quali termini l'arte e gli artisti possono contribuire all'integrazione dei migranti? A questi interrogativi cerca di rispondere la mostra collettiva "Mirage d'espoir", al Centre International de la Culture et des Arts - Palais El Abdelliya a La Marsa fino al 2 giugno prossimo, organizzata dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), sotto la direzione artistica della curatrice Michela Margherita Sarti. Si tratta di un incontro tra artisti di 13 paesi diversi, tra cui due italiani, Michela Margherita Sarti e Lisa Perini, che si sono riuniti a Tunisi durante una residenza artistica che li ha visti ragionare e produrre sul tema della migrazione. La valenza del progetto è stata messa in evidenza in occasione del vernissage della mostra dal capo missione dell'Oim in Tunisia, Lorena Lando, che ha voluto sottolineare come l'arte e la migrazione trascendono le frontiere, siano esse culturali, linguistiche, sociali e ideologiche. "Gli artisti, ha ricordato Lando, possono portarci ad interrogarci sul nostro rapporto con gli altri, mostrandoci il punto di vista di coloro che non possono esprimersi, restituiendoci l'invisibile o ancora facilitando gli scambi culturali". Il valore dello scambio come arricchimento e la funzione della cultura come fattore capace di reinventare la speranza è stato messo in evidenza anche dal ministro tunisino della Cultura, Mohamed Zine El Abidine, in un intervento volto a sottolineare l'importanza di abbattere le frontiere e di promuovere la mobilità tra artisti e persone. La mostra "Mirage d'espoir" rientra tra gli impegni dell'Oim in Tunisia, in collaborazione con il ministero della Cultura tunisino, nel promuovere iniziative che coniughino arte e migrazione, con l'arte intesa come vettore di coesione sociale tra migranti e le loro comunità di accoglienza e nello sforzo generale di apportare una migliore conoscenza del fenomeno migratorio nella società. Le opere in mostra, in gran parte tele dipinte con tecniche miste, ma anche installazioni, sono in vendita ed i fondi raccolti verranno destinati a future iniziative culturali ed artistiche che mettano in valore il fenomeno sociale della migrazione. (ANSAmed)

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