Arte, accoglienza e dialogo alla Biennale del Mediterraneo

'Oltre i muri' con 17 artisti del mondo, show, eventi e incontri

27 settembre, 12:23

(di Luciano Fioramonti)

ROMA - Il Mediterraneo immaginato come una "casa comune" e Palermo che ribadisce il suo ruolo di città di cultura dove l'arte diventa il terreno per favorire accoglienza, dialogo e apertura in un momento in cui soffia forte il vento dell'odio e della separazione. "Ubermauer-Oltre il muro" è l'inequivocabile titolo della seconda edizione di Bam-Biennale Arcipelago Mediterraneo che dal 6 novembre all'8 dicembre porrà la città siciliana al centro della scena con un festival internazionale fatto di teatro, musica e arti visive dedicato ai popoli dei Paesi che si affacciano sul mare. L' appuntamento avrà un significato particolare a 30 anni dalla caduta del muro di Berlino e della rivolta di Piazza Tienanmen e a 50 dai moti di Stonewall. Il fitto programma di iniziative, organizzato con la collaborazione di Fondazione Merz e European Alternatives, coinvolgerà tra l'altro 17 artisti del mondo che realizzeranno opere site specific in dieci luoghi pubblici della città.
"Questa nuova scommessa per un mese farà di Palermo un laboratorio di sperimentazione non solo artistica e culturale, ma di un nuovo modello di sviluppo delle comunità", sottolinea il sindaco Leoluca Orlando, presentando a Roma il programma nella sede della Stampa Estera. Palermo, nelle intenzioni dei promotori, vuole confermarsi "città plurale, cerniera culturale e politica tra continenti, forte di una vocazione transculturale". "Il Mediterraneo è stato anche terra di scontri - spiega Andrea Cusumano, ideatore e direttore artistico di Bam - ma il risultato che dobbiamo ottenere è la sintesi. Mi auguro che questa seconda edizione possa sempre più diventare punto di riferimento per tutti quei popoli, quegli artisti e quei sognatori che vedono nel Mediterraneo non solo una casa ma un orizzonte".
"La vergogna della mafia del passato ci ha fatto diventare migliori - dice il sindaco Orlando -. Siamo una comunità, ed essere comunità è una alternativa alla soffocante appartenenza ai gruppi e al populismo culturale". Gli artisti internazionali che hanno accettato l' invito - fa notare Beatrice Merz, presidente della Fondazione - "hanno sposato il ruolo di costruttori di idee e ambasciatori non di strani e lontani paesi ma delle buone pratiche di un luogo-ponte come Palermo. Gli occhi degli artisti guardano oltre e ci aiutano a comprendere problemi difficili". Lorenzo Marsili, Fondatore di European Alternatives, spiega che la sua organizzazione transanzionale lavora per promuovere una nuova idea di Europa e dopo le edizioni di Berlino, Begrado e Madrid Marsili porta nel capoluogo siciliano il Transeuropa Festival, per la prima volta in Italia. Tra gli spettacoli in cartellone, in collaborazione con Matera Capitale Europea della Cultura e il Teatro Argentina di Roma andrà in scena il "Nuovo Vangelo", del drammaturgo svizzero Milo Rau, con il primo "Gesù nero" impersonato dall'attivista contro lo sfruttamento dei braccianti Yvan Sagnet, insieme a dodici apostoli provenienti dai ghetti dei braccianti migranti nel Sud Italia.
Proprio mentre è in discussione all'ONU il piano di un "Green New Deal", Transeuropa porterà inoltre a Palermo il primo congresso internazionale in Italia sul tema, in collaborazione con la London School of Economics e l'Università di Palermo.
Ubermauer (Oltre il muro) è anche il titolo della mostra di opere degli artisti stranieri ed italiani che coinvolgeranno i visitatori e la cittadinanza, attraverso un ricco public program di incontri, workshop e studio visit. 

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