Gay: Croazia; approvata legge sulle unioni civili

A coppie gay tutti i diritti del matrimonio, tranne adozione

15 luglio, 17:38

Manifestazione in appoggio ai diritti dei gay a Zagabria Manifestazione in appoggio ai diritti dei gay a Zagabria

(ANSAmed) - ZAGABRIA - La Croazia si è unita oggi ai Paesi che riconoscono le unioni civili tra le coppie dello stesso sesso, garantendo alle coppie gay e lesbiche tutti i diritti delle coppie sposate, con l'eccezione dell'adozione dei figli, e definendo queste unioni come una forma di vita famigliare.

Il Parlamento di Zagabria ha approvato oggi con 89 voti a favore, giunti dai banchi dei partiti di centro-sinistra e liberali che formano la coalizione di governo la Legge sulle unioni civili tra le coppie omosessuali, modellata in maggior parte su quella tedesca. Contro hanno votato 16 deputati di destra e centro-destra, che non si oppongono alla necessità di regolare le coppie omosessuali, ma considerano questa legge troppo liberale.

I rappresentati delle organizzazioni per i diritti LGBT, presenti nella galleria dell'aula parlamentare, hanno gioito al momento della votazione. "Questo a lungo atteso riconoscimento giuridico delle nostre unioni significa che tutte le forme di famiglia sono uguali, che meritano di vivere in un ambiente sicuro e felice e che la dignità di ogni persona, a prescindere dal suo orientamento sessuale è inalienabile'', ha detto all'Ansa il leader del movimento gay in Croazia, Marko Jurcic.

Le coppie gay e lesbiche hanno da oggi tutti i diritti e i doveri delle coppie sposate, come quello all'eredità del partner deceduto, i benefici sociali e gli sgravi fiscali, ma le loro unione non si chiameranno matrimonio bensì "partenariato di vita", definito comunque come forma di famiglia, e di conseguenza protetto dalla Costituzione che impone allo Stato di tutelare le unioni famigliari. Le cerimonie si svolgeranno, "nei municipi, in modo solenne", eseguite al pari dei matrimoni.

Benché i diritti non siano stati allargati alle adozioni, anche in questo campo la Croazia ha fatto un passo in avanti. È, infatti, previsto che nel caso un minorenne non abbia un secondo genitore riconosciuto, o esso sia deceduto, il partner omosessuale del genitore biologico potrà ottenere tutti i diritti di custode legale del figlio che vive con la coppia gay.

Nel caso il secondo genitore biologico sia noto e in vita, allora il partner del genitore omosessuale avrà i diritti che di solito sono garantiti alle matrigne o ai patrigni.

La legge ha visto l'opposizione dei partiti di centro-destra, ma soprattutto della potente Chiesa cattolica e di un gruppo di associazioni ultraconservatrici che si battono per "tutelare la famiglia tradizionale". L'anno scorso erano stati loro a promuovere un referendum che, con il 66 per cento dei voti favorevoli (con un tasso di affluenza comunque molto basso, di appena il 38 per cento degli aventi diritto) ha definito nella Costituzione croata il matrimonio come un'unione esclusivamente ''tra di un uomo e una donna'', prevenendo che nel futuro possano essere legalizzati anche i matrimoni tra gay.

Secondo l'organizzazione "Nel nome della famiglia", vicina alla Chiesa cattolica, con la legge approvata oggi il governo e la maggioranza di centro-sinistra avrebbe aggirato la volontà popolare espressa al referendum, dando alle coppie omosessuali tutti i diritti del matrimonio, seppur non chiamandolo in questo modo. Per i partiti di centro-sinistra si tratta invece di un importante passo verso una più giusta tutela dei diritti umani nel Paese. Secondo il ministro della Pubblica Amministrazione, Arsen Bauk, che per il governo ha promosso la legge, essa è frutto di ''un compromesso democratico'', che ha tenuto conto anche di quei valori conservatrici presenti nella società croata, in primo luogo alla problematica legata alle adozioni.

(ANSAmed).

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