Tunisia: appello per sostegno finanziario a sua democrazia

Fondazione Craxi, impegno internazionale per 20 mld in 5 anni

04 maggio, 17:26

(ANSAmed) - ROMA, 4 MAG - Sostenere il processo democratico tunisino attraverso la creazione di un fondo da 20 miliardi di euro E' questo l'intento dell'appello lanciato oggi a Roma dalla Fondazione Craxi nel giornata di studi sulla Tunisia come "speranza nel Mediterraneo". La responsabilità collettiva è quella di fare in modo che questa "rivoluzione democratica abbia successo e provare che la cooperazione economica è la migliore barriera contro gli estremismi, dimostrando che la Tunisia è un modello da seguire in materia di cambiamento sociale, economico, democratico per tutta la regione", afferma il documento.

In tale contesto, vi si legge, "l'obiettivo del Piano di sviluppo 2016-2020 è ambizioso e prevede uno sforzo massiccio di investimenti pubblici e privati, e la Tunisia conterà innanzitutto sulle proprie forze", con un risparmio nazionale che si prevede copra il 60% dei bisogni. Ma non basta. L'appello alla comunità internazionale è dunque di sostenere questo sforzo con un fondo pari a 20 miliardi di euro in 5 anni.

A ciò si deve aggiungere, si auspica, un impegno dei singoli governi a sostenere la Tunisia per farle ottenere lo status di partner associato all'Ue con pieno accesso ai fondi strutturali.

L'appello è stato già presentato in Francia, ha ricordato la presidente della Fondazione, Stefania Craxi, e ha già ottenuto il sostegno di ''50 personalità del mondo della politica, della cultura e dell'impresa", fra cui Ouided Bouchamaoui, presidente dell'unione imprenditoriale Utica, parte del 'Quartetto' che ha ricevuto il Premio Nobel per la pace 2015. ; Tarak Ben Ammar, imprenditore e finanziere internazionale; Giovanni Ottati, Presidente di Assafrica e Mediterraneo e, naturalmente, Chekib Nouirà, Presidente dei Cercle Kheireddine e co-promotore dell'Appello". La Fondazione Craxi, ha proseguito, ''unitamente al Cercle Kheireddine, hanno inteso promuovere questo Appello, che in Francia ha già raccolto numerose ed autorevoli adesioni, per riaccendere i fari sulla Tunisia anche in Italia''.

Sostenere la transizione democratica tunisina, ha sottolineato Stefania Craxi, è ''nell'interesse dell'Italia, nell'interesse dell'Europa, nell'interesse dei popoli che abitano queste due sponde, e non solo. La posta in gioco è chiara''. Da una parte, ha evidenziato, ''una Tunisia prospera e pacifica, partner affidabile e naturale dell'Italia e dell'Europa, aperta ai valori condivisibili dell'Occidente.

Dall'altra terrorismo, estremismi ed integralismi, instabilità, immigrazione incontrollata e tragedie immani. Come è ben scritto nel documento, le ''rivoluzioni democratiche'', la difesa della libertà, dei diritti dell'uomo e della donna, non hanno certo prezzo, ma hanno un costo''. A questa legge, ha concluso Craxi, ''non sfugge e non potrebbe sfuggire la Tunisia''. (ANSAmed).

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