Gaza: analista, Egitto e Qatar mediano per 'pace fredda'

Dentice (Ispi), dai due rivali un'iniziativa 'interessata'

25 maggio, 17:38

(di Rodolfo Calò) (ANSAmed) - IL CAIRO, 25 MAG - E' in corso un tentativo di mediazione da parte di due avversari geopolitici mediorientali, Egitto e Qatar, per instaurare una "pace fredda" a Gaza realizzando alcuni obiettivi del Cairo e testando il terreno per un'eventuale attenuazione dell'attrito fra Doha e l'alleanza saudita. Il quadro é stato tracciato in dichiarazioni all'ANSA del Cairo da un'analista dell'Ispi, Giuseppe Dentice, commentando la circolazione su media israeliani di "notizie circa un possibile dialogo tra Egitto e Qatar mirato unicamente a garantire una tregua di lungo periodo nella Striscia di Gaza".

Sebbene l'iniziativa "non rappresenti una novità assoluta" dato che "un'ipotesi ufficiosa" di questo genere venne avanzata "poche settimane prima dell'ultima guerra di Gaza del 2014", l'analista dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale ha sostenuto che "essa mirerebbe a garantire una 'pace fredda' decennale" nella Striscia.

Inoltre "rappresenterebbe anche un timido tentativo di riannodare rapporti sin qui tesi tra due avversari geopolitici nel panorama sunnita mediorientale" che dall'anno scorso "per certi versi è complice delle molteplici fratture emerse nella regione".

"Le motivazioni alla base di tale iniziativa sono innanzitutto di carattere umanitario e di opportunità politica da parte di entrambi", ha sostenuto Dentice. Il Cairo infatti, soprattutto nell'ambito di Gaza, "mira a rimarcare un ruolo storicamente determinante" sulla Striscia - che del resto é stata anche Protettorato egiziano - e a "rompere il sottile filo-rosso che collega il territorio" palestinese con il Sinai, "infestato da bande criminali e organizzazioni radicali e terroristiche" come la branca egiziana dello Stato islamico.

Inoltre, ha argomentato l'analista Ispi, con un "cessate-il-fuoco di lungo periodo l'Egitto rilancerebbe quel suo progetto di pace intra-palestinese raggiunta solo pochi mesi fa con gli accordi del Cairo tra Fatah e Hamas", "offrendo soprattutto a quest'ultima - in cambio della stabilità nell'area o quanto meno di una dichiarata non-bellicosità nei confronti di Israele - una riapertura graduale del valico di Rafah".

Dal canto suo il Qatar, sottoposto a un'isolamento diplomatico-economico con l'accusa di fomentare il terrorismo in Medio oriente, "punterebbe a entrare nella partita di Gaza attraverso un ruolo umanitario e trovando in un certo senso nell'Egitto" un "mediatore" con "i sempre più assertivi Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti", ha affermato ancora Dentice parlando di un potenziale "un timido spiraglio di dialogo".

L'analista ha però invitato a "non caricare" di particolari aspettative l'iniziativa, "poiché le distanze" tra Egitto, i suoi alleati sunniti del Golfo e il Qatar "rimangono ancora profonde". Si tratterebbe, quindi, soprattutto di "un esperimento per valutare eventuali passi in avanti" verso un'eventuale "distensione", ha affermato Dentice.

Comunque, ha concluso, un "piano egiziano-qatarino potrebbe essere accettato da Hamas e non ostacolato da Israele, a patto che tale periodo di 'pace fredda' non venga sfruttata dalla dirigenza islamista per riorganizzare le fila e ricevere aiuti militari più o meno diretti da utilizzare contro Tel Aviv" o dalla Stato islamico per fare della Striscia un "terreno fertile e di conquista". (ANSAmed).

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