Crociere:84% clienti grandi navi non cambiano programmi

Crocieristi pronti a tornare a bordo quando stop a pandemia

23 aprile, 16:33

(ANSAmed) - NAPOLI, 23 APR - Due crocieristi italiani su tre sono pronti a effettuare una vacanza in crociera già nel 2020 a emergenza sanitaria Covid-19 conclusa. E' quanto emerge da un'indagine su oltre 900 appassionati di crociera effettuata da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza a servizio della macroindustria turistica, che ha interrogato un campione significativo distribuito per classi di età, provenienza e compagni di viaggio. Ma non mancano le ricadute negative: il 61,7% del campione ritiene che la crociera, per via dell'alta densità a bordo, possa pagare più di altri prodotti turistici gli effetti negativi della pandemia.

L'obiettivo dell'indagine è stato analizzare e comprendere se l'emergenza sanitaria Covid-19 stia cambiando la fiducia dei crocieristi portandoli a modificare i propri progetti. Nel dettaglio, tra chi ha prenotato o aveva in programma di prenotare una crociera nel 2020 (l'84% del totale) ben due terzi si è detto pronto a salire a bordo se l'offerta riprenderà. Tra coloro che, invece, non avevano in programma una crociera nel 2020 (il 16% del totale), la grande maggioranza non cambierà la propria preferenza per questo tipo di prodotto.

Tra coloro che hanno affermato di aver cambiato al momento intenzione rispetto alla crociera, il 40% auspica un investimento da parte delle compagnie di crociera per rendere massima la sicurezza a bordo relativamente agli aspetti sanitari. Significativo rilevare come solo il 2,5% abbia dichiarato che, a prescindere da eventuali iniziative e azioni, non cambierà più parere rinunciando alla vacanza in crociera. "L'indicazione principale che emerge - afferma Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo - è la tenuta dell'appeal del prodotto crociera in questa fase di emergenza sanitaria per la clientela che ha sviluppato nel tempo una certa dimestichezza con questa forma di esperienza turistica. Un orientamento significativo se si considera che il settore è storicamente caratterizzato da un'alta quota di turisti affezionati a questa tipologia di vacanza, su scala globale stimabile in circa il 55% della clientela totale. Se, dunque, da un lato per le compagnie potrebbe non essere semplice conquistare nel breve periodo nuova domanda, dall'altro possono essere rinfrancate dall'evidenza che la maggior parte della clientela fidelizzata, è intenzionata a non cambiare orientamento e preferenza. È dunque dai repeater, tra gli italiani così come all'estero, che nostro avviso il comparto potrà ripartire". (ANSAmed)
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