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Emissioni auto, verso lo standard Euro 7

Proposta di regolamento nel 2021. Bruxelles avvia anche la preparazione delle nuove norme per i combustibili marini (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Proprio mentre il settore europeo dell’automobile chiede alla Commissione Ue di rinviare il target di 95 gr CO2/km al 2021 causa Coronavirus, l’esecutivo comunitario avvia il lavoro di preparazione del prossimo standard Euro 7, che mira a “ridurre la complessità e i costi di adeguamento, aggiornare i limiti alle emissioni e garantire che tali limiti siano rispettati per l’intera vita del veicoli”.


Come previsto dal Green deal, la Commissione ha avviato una consultazione sul nuovo standard Euro 7, che punta a ridurre ulteriormente le emissioni dei mezzi a combustione e, al tempo stesso, “evitare che le iniziative individuali nazionali (come il blocco dei diesel) frammentino il mercato interno”.

La normativa Euro 6/VI, spiega Bruxelles, non è sufficiente a ridurre le emissioni dal trasporto su strada in linea con gli obiettivi della protezione della salute e della neutralità climatica al 2050.

In particolare, l’attuale standard è caratterizzato da “un’eccessiva complessità (ad esempio il quadro per auto/furgoni e per camion/autobus è diverso per norme e per scadenze), che produce lentezza di applicazione e aggravio di costi per l’industria del settore”.

Inoltre, sempre stando alle valutazioni della Commissione, i limiti alle emissioni – adottati oltre 10 anni fa – “non sono più rappresentativi dello ‘stato dell’arte’ delle emissioni”, poiché “non sono inclusi numerosi inquinanti che destano oggi preoccupazione”.

Infine, la Euro 6/VI non misura ancora le emissioni in tutte le condizioni reali e “non prevede un monitoraggio per l’intera vita dei veicoli sulle strade europee”.

L’esecutivo comunitario ha dunque identificato per il prossimo standard tre diverse possibili opzioni, la prima delle quali prevede una revisione della Euro 6/VI puntando soprattutto a una semplificazione e a una maggiore coerenza delle norme, con uno standard unico per automobili, furgoni, camion e autobus.

Le medesime misure sono previste per la seconda opzione, che include però anche limiti più severi alle emissioni delle sostanze attualmente regolate, cui si potrebbe aggiungere l’introduzione di limiti a quelle non regolate (particolato totale, N2O, gas-serra diversi dalla CO2 etc.).

La terza opzione, infine, aggiunge alle misure della seconda un “monitoraggio nel mondo reale” delle emissioni sull’intero ciclo di vita del veicolo, attraverso dati raccolti dai sistemi installati nei mezzi (On-board monitoring, Obm) e poi verificati da una “sorveglianza del mercato” e da test di conformità.

Sempre sulla scorta del Green deal, la Commissione Ue ha lanciato anche una consultazione sui combustibili sostenibili per le navi. L’iniziativa, denominata “ReFuelEU Maritime”, intende “fornire un quadro per l’aumento della domanda di combustibili a bassa o nulla emissione di CO2 al fine di accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di navi e porti climate-neutral al 2050”.

Nella consultazione si precisa che lo scopo di ReFuelEU Maritime è quello di superare le barriere di mercato che impediscono la diffusione dei combustibili alternativi e sgombrare il campo dalle incertezze sulla maturità tecnologica delle varie opzioni disponibili (e-liquid, gas decarbonizzati, idrogeno, metano da idrogeno etc.).

L’iniziativa adotterà un approccio “well-to-wake” (dal pozzo alla scia prodotta dall’elica), e quindi sull’intero ciclo dei carburanti dalla produzione all’utilizzo finale.

L’intenzione della Commissione è arrivare alla presentazione di una proposta di direttiva ReFuelEU nel quarto trimestre di quest’anno.

Le valutazioni d’impatto delle due consultazioni, che prevedono entrambe la presentazione delle osservazioni entro il 24 aprile, sono disponibili in allegato sul sito di Quotidiano Energia.

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