Il Museo dell'oro verde della Serenissima

Dai boschi del Bellunese alla laguna a bordo di zattere

Redazione ANSA VENEZIA

(ANSA) - VENEZIA, 25 GIU - Nell'anno in cui Cristoforo Colombo salpava da Palos con tre caravelle alla scoperta delle Americhe, a Palazzo Ducale il Doge della Serenissima Agostino Barbarigo siglava, il 3 agosto del 1492, uno statuto - la Mariegola - che regolava il lavoro degli zattieri e che ancora oggi è custodito nella biblioteca civica di Belluno. A Codissago, una frazione del Comune di Longarone, sulla sinistra Piave, sorge un museo unico nel suo genere in tutta Italia: il Museo degli Zattieri, che racconta un pezzo di storia importante della Serenissima.
    Un legame che si fonda sul recupero del legname, che per Venezia era di fondamentale importanza. Una storia che parla di operai specializzati - boscaioli, menadàs, segantini e zattieri.
    - il cui faticoso compito era di portare a Venezia "l'oro verde". Risalivano il Piave a bordo di zattere e dopo un lungo percorso si spingevano in Laguna, trainate da burchi a vela. A Venezia erano migliaia le zattere che con il loro carico rifornivano la città, sopratutto l'Arsenale, 3000 e forse più.
    Il museo - che in realtà espone testimonianze sui metodi di taglio, fluitazione e trasporto via fiume del legname di tutti i fiumi del mondo - è gestito dall'associazione "Fameia zatèr e menadàs de la Piave di Codissago" attraverso il suo castaldo in carica Arnaldo Olivier. "Ci sono sale a tema sulla zattera nella preistoria, sale che testimoniano la coltivazione e taglio del bosco, i sistemi di esbosco del legname e i sistemi di trasferimento al fiume- spiega Olivier - . Viene documentata la "Menada", la fluitazione del legname e le opere utilizzate per controllarla fino alle grandi segherie. Sul piazzale del Museo è stata ricostruita un'antica "segheria alla Veneziana", funzionante e datata 1883". Nel Museo ci sono migliaia di oggetti catalogati, vari modellini di zattere locali e di altre nazioni, foto, documentazioni e mappe, volumi. In particolare, oltre agli attrezzi usati un tempo da Boscaioli, Carradori, Menadàs, Segantini e Zattieri, sono esposte slitte per il trasporto dei tronchi, modelli di risine, stue, battipalo, cidoli, segherie e zattere de la Piave fra cui il "raso", una zattera costituita da alberature delle navi.
    Gli zattieri, ricorda, "erano uomini forti e coraggiosi, che con il proprio duro e pericoloso lavoro, per centinaia e centinaia d'anni hanno contribuito al proprio e famigliare sostentamento, dando un assetto commerciale alle nostre vallate e contribuendo alla nascita, alla crescita e allo splendore, per secoli, di quella città che ancora tutt'oggi è una delle più belle città del mondo: Venezia". (ANSA).
   

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