Ex chiesa Tricalle diventa centro produzione culturale

Partenariato speciale pubblico privato di durata decennale

(ANSA) - CHIETI, 24 APR - Diventa un centro di produzione culturale l'ex chiesa di Santa Maria del Tricalle, di proprietà del demanio culturale dello Stato, tempietto di forma ottagona, una delle emergenze architettoniche rappresentative dell'identità cittadina. Ciò grazie al partenariato speciale pubblico privato di durata decennale siglato tra la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara e la Cooperativa di comunità urbana "Mirare" finalizzato alla rigenerazione e valorizzazione dell'ex chiesa, un accordo al quale si accompagnano interventi della Soprintendenza per 136mila euro sul monumento e nello spazio esterno, allo scopo di migliorarne l'accessibilità e la fruibilità. L'iniziativa è stata presentata dal vice sindaco di Chieti Paolo De Cesare, dalla Soprintendente Rosaria Mencarelli e dal presidente della cooperativa Marco Passerini.
    ''L'utilizzo di uno strumento avanzato quale il Partenariato Pubblico Speciale Pubblico Privato, previsto dall'art.151 del Codice degli Appalti, permette una maggiore efficacia dei processi di valorizzazione del patrimonio culturale - ha detto la Mencarelli: la ripresa e lo sviluppo del sito di Santa Maria del Tricalle, che costituiscono la finalità del partenariato, si inseriscono strategicamente nel contesto di una visione di sviluppo integrato dell'area urbana, tramite l'innalzamento del sistema turistico-culturale teatino al pari dei più moderni siti e poli culturali del Paese''.
    La rigenerazione della ex chiesa ad opera di Mirare, prevede la nascita di un centro di produzione culturale che, come ha detto Passerini ''offrirà servizi alla cittadinanza e una programmazione culturale, artistica e formativa ampia e indirizzata ad un pubblico eterogeneo — cittadini, associazioni, aziende, istituzioni — con una progettualità sempre attenta alla attualità e al dialogo con il territorio, attraverso una forma di gestione condivisa e partecipata''. (ANSA).
   

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