'Spazzino digitale' italiano in gara Ue riduzione rifiuti

Scelto progetto Università Torino per ridurre impatto del web

Redazione ANSA TORINO

(ANSA) - TORINO, 26 MAR - Con il progetto 'Spazzino digitale, Un byte alla volta contro i rifiuti invisibili', l'Università di Torino, tramite il Green Office UniToGO, ha vinto l'edizione italiana della Serr (Settimana Europea Riduzione dei Rifiuti) 2020 - categoria Pubbliche Amministrazioni. L'ateneo rappresenterà l'Italia nella gara europea della medesima categoria.
    Serr, giunta alla 12/a edizione, è la campagna di comunicazione ambientale nata nell'ambito Programma Life+ della Ue per promuovere la sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti.
    Tema della Serr2020 sono stati i rifiuti invisibili e UniToGO ha scelto di focalizzare l'attenzione sull'impatto ambientale dei rifiuti digitali, nell'anno in cui pandemia ha aumentato l'uso dei dispositivi tecnologici con l'obiettivo di contrastare il surriscaldamento globale causati dall'uso di internet e dei dispositivi digitali. Indicando, tra l'altro, piccoli accorgimenti come disabilitare la riproduzione automatica dei video sui social, ridurre la qualità di riproduzione, spegnere la webcam durante quando si ascolta, disiscriversi dalle newsletter che non si leggono, fare periodiche pulizie di cloud, mail e device.
    Lo 'Spazzino digitale' dell'UniTo è stato selezionato tra 3.473 candidature dal Comitato Promotore italiano formato da Ministero della Transizione Ecologica, Regione Sicilia, Anci, Città Metropolitana di Torino, Legambiente, Utilitalia, AICA, CNI Unesco ed ERICA Soc. Coop.
    L'industria della comunicazione e della tecnologia dell'informazione produce ogni anno - ricordano i ricercatori dell'ateneo torinese - oltre 830 milioni di tonnellate di CO2, circa il 2% delle emissioni globali. Ogni navigazione sui motori di ricerca produce da 0,2 a 0,7 grammi di CO2 L'invio di una email da un megabyte equivale a tenere una lampada da 60W accesa per 25 minuti. Nel 2018 il traffico video online è stato responsabile di oltre 300 milioni di tonnellate di CO2. (ANSA).
   

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