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Laura Tecce torna su Rai2 con Onorevoli Confessioni

Prima puntata con Scalfarotto e Castelli che annuncia 'mi sposo'

Il politico che sogna di far 'confessare'? Non ha dubbi Laura Tecce: "in questo momento - mi piacerebbe avere Mario Draghi, magari chiedergli se da ragazzo andava a ballare o chi comanda a casa, se lui o la moglie". E chissà cosa risponderebbe il premier. Per ora saranno il sottosegretario all'Interno Ivan Scalfarotto (IV) e la viceministra dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli (M5s), i suoi primi ospiti nella seconda edizione di "Onorevoli Confessioni", il programma di politica e costume, che torna da domani ogni venerdì alle 23.45 su Rai2, per svelare il volto più umano e spesso celato dei nostri politici, raccontandone la vita "fuori dal Palazzo", il rapporto con la famiglia, i progetti e i rimpianti, insomma l'altra faccia di ciò che appare tutti i giorni pubblicamente. Per farlo, ognuno porterà con sé gli oggetti personali a cui è più legato, quelli che più rappresentano la sua storia. "Del pensiero o del lavoro di alcuni ormai sappiamo tutto. In tv esistono duemila talk - racconta la giornalista all'ANSA - Della veste privata, invece, molto sono restii a parlare. Per convincerli, spesso, dico loro: 'state tranquilli, è la gemella buona che incontrerete'. Ma una volta stabilita l'empatia, si aprono mostrandosi da tutta un'altra angolazione. A lavoro sono i nostri governanti e rappresentanti, ma fuori da quelle stanze li scopriamo padri, madri, figli". In tutto, in questa edizione saranno dieci ritratti per cinque puntate, a partire appunto dal sottosegretario Scalfarotto, che incontra la Tecce a Palazzo Reale a Milano, lì dove nel 2017 sposò suo marito Federico, primo politico italiano a usufruire della allora nuova legge sulle unioni civili. E poi la viceministra dell'Economia e delle Finanze Castelli, con i suoi 13 tatuaggi e la passione per l'hip hop a bordo della sua barca a vela. "Proprio a noi - anticipa la Tecce - la Castelli ha annunciato che a dicembre si sposerà, con una persona che lavora nel suo ambito". E poi sono in arrivo il senatore Ignazio La Russa (FdI), nella sua casa di Milano, che, tra la moglie Laura e il figlio Leonardo Apache, svela di aver chiamato così i suoi figli perché voleva "costruire una tribù indiana". E ancora il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, che invece abita in un unico stabile oltre che con la moglie, anche con i genitori, la sorella e il nipote ventenne Edoardo. E una sfilza di animali. "Nel nostro Paese - prosegue la Tecce - da Tangentopoli in poi, il furore anti-casta è stato molto forte. Anche i cinquestelle lo hanno cavalcato. Io sono in totale disaccordo. Le mele marce esistono ovviamente tra i politici, come tra commercialisti, i medici, i giornalisti. Ma screditare l'intera categoria vuole dire screditare noi stessi, che li abbiamo eletti in democrazia. E vuol dire anche dare una pessima immagine di noi all'estero, di un Paese butto e corrotto". Raccontare chi ci rappresenta nelle più alte cariche è poi anche un modo per raccontare l'Italia che siamo. "Le donne - sorride la giornalista - spesso tengono a sottolineare con me quanto nella vita amino i tacchi, il trucco, vestirsi bene, anche se le vediamo sempre in tailleur. Segno che per ruolo la donna oggi deve ancora un po' adeguarsi a un ambiente prettamente maschile. Purtroppo, siamo ancora molto giudicate per il nostro aspetto". Ma perché i politici scelgono la politica? C'è un fil rouge che, al di là degli schieramenti, li lega? "Quasi in tutti ho scoperto una militanza già da ragazzi - risponde la Tecce - Con orgoglio Toti mi ha mostrato la sua prima tessera socialista presa a 17-18 anni. La Russa confessa di aver tenuto il suo primo comizio a dieci anni al papà senatore. E anche Valentina Vezzali, la campionessa più medagliata al mondo nella sua specialità, entrata in politica solo nel 2013 su chiamata di Monti, mi ha raccontato che lei questa passione ce l'aveva da sempre".

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