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Safe Passage Bags, le borse della speranza

Safe Passage Bags, le borse della speranza

Dalla ong solidale di Lesbo un progetto di riciclo con giubbotti salvagenti usati dai migranti

25 marzo 2018, 12:06

Redazione ANSA

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Safe Passage Bags, borse e accessori unici, ciascuna ha una propria storia, molto spesso drammatica. Ma questi oggetti rappresentano speranza, ricavati dai giubbotti salvagenti dei migranti - RIPRODUZIONE RISERVATA

Safe Passage Bags, borse e accessori unici, ciascuna ha una propria storia, molto spesso drammatica. Ma questi oggetti rappresentano speranza, ricavati dai giubbotti salvagenti dei migranti - RIPRODUZIONE RISERVATA
Safe Passage Bags, borse e accessori unici, ciascuna ha una propria storia, molto spesso drammatica. Ma questi oggetti rappresentano speranza, ricavati dai giubbotti salvagenti dei migranti - RIPRODUZIONE RISERVATA

I giubbotti salvagente sono stati il simbolo del rischioso viaggio di circa un milione di rifugiati dalle coste turche alle isole greche del Mar Egeo, della loro fuga da guerre, conflitti e persecuzioni, ma anche della loro speranza di costruire una vita migliore, al sicuro, per se stessi e le loro famiglie. Poi, abbandonati in discariche a cielo aperto e talvolta bruciati, sono diventati un enorme problema eco-ambientale.

Oggi in una di queste isole, Lesbo, i giubbotti salvagente acquistano una nuova vita trasformandosi in strumento di riscatto, inclusione e coesione sociale, creazione di occupazione e di una nuova economia: succede grazie al progetto di riciclo Safe Passage Bags realizzato da Lesvos Solidarity, che ricicla i giubbotti e ne e ricava oggetti di uso quotidiano (borse, zainetti, portaoggetti, ecc.).

Lesvos Solidarity è una piccola ONG completamente autofinanziata. Dal 2012 i suoi “membri fondatori” accolgono e sostengono rifugiati presenti sull’isola in una struttura autogestita aperta e solidale, lavorando al contempo anche con la popolazione locale colpita dalla crisi economica e dalle politiche di austerità. La positiva esperienza di Safe Passage Bags ha poi dato impulso, nell’estate del 2017, al progetto Humade Crafts .

Fondato sugli stessi principi e obiettivi, questo laboratorio utilizza però anche differenti “risorse”, i “residui” delle traversate (le bottiglie di plastica che quasi tutti portano con sé, o parti delle barche su cui hanno viaggiato), così come materiali ricavati da oggetti non più utilizzabili e destinati alla spazzatura; o, ancora, diverse materie prime recuperate (cera, metalli, plastica, legno, olio d’oliva, ecc.). Da loro, grazie alla creatività dei partecipanti e alle abilità acquisite nei workshop di formazione, nascono gioielli, accessori, candele, vassoi, saponi naturali e molto altro. A Fa' la cosa giusta! ne parlano Efi Latsoudi e Elisavet Stavrianoudaki (rispettivamente co-fondatrice di Lesvos Solidarity e responsabile di Safe Passage Bags) .

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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