118, intera classe contagiata, a Taranto primo evento sentinella

"Non basta coprire naso e bocca a scuola ci vuole la visiera"

Silvana Logozzo ROMA

 "Diciassette studenti contagiati in una stessa classe è un segnale di allarme importante, da interpretare a livello nazionale come un evento sentinella: ossia di particolare gravità e potenzialmente evitabile". A lanciare l'allarme è il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli riferendosi al caso dell'istituto superiore Principessa Maria Pia di Taranto.
    "Per evitare che le scuole si traducano in un gigantesco focolaio - spiega - dobbiamo capire che coprire naso e bocca non basta perchè gli occhi restano esposti all'aria con microdoplets infette. A scuola per l'abbattimento delle possibilità di contagio di massa bisogna usare anche la visiera anti-droplets".
   

Balzanelli sottolinea: "Già da aprile 2020 abbiamo chiarito e posto all'attenzione delle massime cariche dello Stato, che il virus Sars-Cov2 entra nel corpo attraverso 3 porte anatomiche: occhi, naso e bocca. Quella più importante è costituita dagli occhi, perché attraverso l'ambiente umido e loro relativa maggiore superficie di esposizione all'aria contenente le microdroplets emesse dai soggetti positivi, si lega ai recettori specifici presenti nelle congiuntive e nell'occhio, denominati AceE2 e Tmprss2. E attraverso la continua, fisiologica produzione di lacrime da parte dell'occhio entra nel naso, da dove si sposta nella gola e nelle vie aeree, superiori ed inferiori". Con una forte presa di posizione il 118 sollecita il governo a prendere atto che esiste questa possibilità di contagio attraverso gli occhi e "quindi ad attuare misure preventive specifiche a scuola".

E ancora: "Non accettiamo, sulla base di quanto accaduto a Taranto, che la scuola italiana diventi lo scenario perfetto perché si sviluppi attraverso i nostri ragazzi l'immunità di gregge". Balzanelli infine ricorda che il 118 ha già elaborato e inviato al governo le "Linee di Indirizzo" della Sis 118 su Covid-19 e Scuola" basate sia sull'esperienza sul campo di questi mesi, come anche "dimostrate all'inizio dell'epidemia a Wuhan dal medico cinese Li Wenliang, l'oculista di 34 anni che lanciò l'allarme Covid-19 prima di essere ucciso dal virus, oltre che da evidenze scientifiche confermate ampiamente a livello internazionale da oltre 30". (ANSA)
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA