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È tornata a casa una delle piante più minacciate d’Italia VIDEO

È tornata a casa una delle piante più minacciate d’Italia VIDEO

Reintrodotta in natura nel Parco Lombardo della Valle del Ticino

08 febbraio 2024, 16:14

di Benedetta Bianco

ANSACheck

La Isoëtes malinverniana è una rara felce acquatica che si trova solo in Piemonte e Lombardia (fonte: Thomas Abeli) - RIPRODUZIONE RISERVATA

La Isoëtes malinverniana è una rara felce acquatica che si trova solo in Piemonte e Lombardia (fonte: Thomas Abeli) -     RIPRODUZIONE RISERVATA
La Isoëtes malinverniana è una rara felce acquatica che si trova solo in Piemonte e Lombardia (fonte: Thomas Abeli) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una delle piante più minacciate d’Italia, Isoëtes malinverniana o calamaria di Malinverni, è tornata a casa: dopo un declino del 90% negli ultimi 20 anni, circa 100 suoi esemplari sono stati reintrodotti in natura nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, un’area dalla quale era recentemente scomparsa, grazie ad un progetto europeo di cui è capofila la Regione Lombardia, in collaborazione con Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste, Centro Flora Autoctona della Lombardia, Parco Lombardo della Valle del Ticino, Consorzio di Bonifica Est Sesia, oltre a Università di Pavia e Università Roma Tre e Orto Botanico Città Studi dell’Università di Milano.

La Isoëtes malinverniana è una rara felce acquatica che si trova solo in Piemonte e Lombardia, nelle province di Vercelli, Novara e Pavia, dove cresce nei canali che alimentano di acqua le risaie della Pianura Padana occidentale. Tra le cause del suo declino vi sono il mutamento delle pratiche agricole legate alla risicoltura e la gestione dei canali irrigui. Nel 2023, in Lombardia, è stato costituito un tavolo permanente per la conservazione di questa specie di interesse comunitario, il cui risultato principale è stato ora raggiunto.

 

Video L'impianto di un esemplare nel Parco Lombardo della Valle del Ticino (fonte: Thomas Abeli)

 

“La reintroduzione sperimentale di Isoëtes è un risultato molto importante, ottenuto in meno di un anno di coordinamento tra molti enti” afferma Alessandra Norcini, dirigente della Struttura Natura e Biodiversità di Regione Lombardia. “Non si tratta di un punto di arrivo – aggiunge Thomas Abeli dell’Università Roma Tre – bensì dell’inizio di un percorso che prevede il monitoraggio della popolazione e la messa a dimora di ulteriori piante, fino ad ottenere una popolazione stabile”. Conclude Simone Orsenigo, dell’Università di Pavia: “Se tutto andrà come previsto, Isoëtes malinverniana potrà diventare un simbolo di riconciliazione tra attività umana e natura in una delle aree più antropizzate e intensamente sfruttate d’Italia”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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