Auto:Faltoni (Ford),sì a confronto col Governo per rilancio

Serve programmazione, coerenza e competenza per uscire da crisi

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 Coerenza, programmazione e competenza. Questa la ricetta di Fabrizio Faltoni, presidente e amministratore delegato di Ford Italia, per uscire dalla crisi del settore automobilistico, in seguito all'emergenza coronavirus. ''Mettiamo a disposizione il nostro know how affinché possiamo essere in grado di dare un indirizzo preciso al Governo. Nei mesi scorsi, come Unrae, abbiamo avanzato la nostra proposta e siamo in attesa di aspettare delle risposte entro questo mese''.

Anche a giugno, infatti, il settore delle quattro ruote non ha registrato segnali di miglioramento: ''Abbiamo venduto complessivamente mezzo milione di vetture in meno con un gettito d'Iva di circa tre miliardi di euro persi - ha sottolineato il numero uno di Ford Italia - Il problema non è legato solo alle aziende ma alle famiglie italiane. Ci aspettiamo un sostegno, come accaduto in Francia, Germania e Spagna, per un settore che rappresenta il 12% del Pil in Italia se pensiamo solo alla distribuzione''.

Abbiamo bisogno di coerenza, ''e mi riferisco a normative uniformi che possano riguardare tutto il territorio italiano - ha aggiunto ancora Faltoni - E poi ancora occorre programmazione, noi come aziende ad esempio programmiamo investimenti, scorte e stock da tre a sei mesi. Infine chiediamo competenza, anzi come addetti ai lavori la offriamo per migliorare e avanzare proposte che possano generare domanda in modo tale da recuperare i volumi persi''.

Nonostante il periodo difficile vissuto, comunque, il processo di elettrificazione Ford che prevede una strategia massiccia in questi due anni con l'introduzione di una versione elettrificata per ogni modello dell'Ovale Blu, va avanti. A pochi mesi dal lancio della versione ibrida, Puma conquista il primato semestrale in questo settore, da sempre dominato da altri brand automobilistici. Tra i vari lanci di prodotto in calendario anche quello del suv Kuga che arriverà in versione mild hybrid, plug in e anche full hybrid ed infine, a fine anno, la full electric su base Mustang, la Mach e, con le prime consegne previste per inizio 2021. L'elettrificazione riguarda anche i veicoli commerciali con una serie di versioni ibride sul diesel e ancora il plug in sul Transit. Nonostante la crisi del settore, una cosa è certa: l'auto, soprattutto quella privata, resterà centrale. La scelta non è più orientata verso il car sharing, per una questione di sicurezza, bensì verso formule di noleggio mensile che prevedono un costo di guida reale, che include anche una serie di servizi perché nonostante tutto il possesso resta ancora una prerogativa degli automobilisti, soprattutto di quelli italiani. 

 

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BMW Group, obiettivo e-mobility con aumento produzione

A Dingolfing area dedicata sarà implementata ancora negli anni

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E-mobility e nuovi standard per la trasformazione del settore: sono gli obiettivi di BMW Group che aumenta la produzione nella mobilità elettrica. Nella sua più grande sede produttiva europea di Dingolfing, l'azienda ha infatti aperto il Competence Centre for E-Drive Production. Dopo aver prodotto componenti per i propulsori elettrici a Dingolfing a partire dal 2013, il BMW Group sta ora espandendo significativamente la sua capacità. Il ministro-presidente della Baviera Markus Söder e il Presidente del Consiglio di Amministrazione di BMW AG Oliver Zipse hanno avviato simbolicamente la produzione del nuovo sistema di propulsione e-drive BMW altamente integrato, che combina il motore elettrico, la trasmissione e l'elettronica di potenza in un alloggiamento centrale. La nuova generazione dell'e-drive BMW verrà utilizzata per la prima volta nella nuova BMW iX3, che entrerà in produzione in Cina alla fine dell'estate. Presso il Competence Centre di Dingolfing, BMW Group produrrà componenti dei propulsori elettrici come moduli batteria, batterie ad alta tensione e motori elettrici su otto linee di produzione. Nei prossimi anni, l'azienda equioaggerà quattro linee aggiuntive, che aumenteranno significativamente la capacità produttiva del sito. "Continuiamo a potenziare la mobilità elettrica - ha dichiarato Oliver Zipse, Chairman of the Board of Management di BMW AG - e a definire gli standard per la trasformazione del nostro settore. Entro il 2022, nel solo Dingolfing, saremo in grado di produrre e-drive per oltre mezzo milione di veicoli elettrificati all'anno. Allo stesso tempo, produrremo un mix di veicoli completamente elettrici, ibridi plug-in e modelli con un motore a combustione su una singola linea, a seconda della domanda, in modo da poter offrire ai nostri clienti il 'Power of choice'. Questo dimostra come abbiamo spianato la strada per rendere il cambiamento nel nostro settore una vera storia di successo". Nei prossimi anni, l'area di produzione del Competence Centre for E-Drive Production sarà ampliata fino a dieci volte la dimensione originale: da 8000 metri quadrati nel 2015 a 80000. Anche il numero di dipendenti aumenterà. Solo nella prima metà del 2020, la forza lavoro è passata da 600 a 1000. Fino a 2000 dipendenti lavoreranno nella produzione di e-drive nella sede di Dingolfing a medio termine.

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Rolls-Royce Young Designer Competition ventata di creatività

Bambina 8 anni inventa roadster ispirata a farfalle e coccinelle

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Una ventata di freschezza e di creatività giovanile ha fatto volare le carte sulle scrivanie della sede della Rolls-Royce a Goodwood, in Gran Bretagna, 'contaminando' un design tra i più tradizionali con le idee di oltre 5.000 proposte inviare da bambini di 80 diversi Paesi. Durante il lockdown la Casa dello Spirit of Ecstasy sul cofano aveva lanciato la Rolls-Royce Young Designer Competition esclusivamente come mezzo per aiutare a tenere occupati i bambini di tutto il mondo. Ma ora, vista la qualità delle proposte, questa mole di provocazioni e di idee, alcune davvero bizzarre, ha stimolato i responsabili della Rolls-Royce a trasformare quei disegni in rendering professionali che serviranno a 'rinvigorire' la creatività dello staff del design.

Come parte del concorso, Rolls-Royce aveva chiesto agli aspiranti designer (di età pari o inferiore a 16 anni) di immaginare l'auto dei loro sogni, includendo le caratteristiche più stravaganti che potevano pensare. Come si scopre sul sito Web del concorso - dove è stata compilata una short list dei 220 migliori lavori - alcuni sono davvero originali e divertenti. Quello di una bambina di 5 anni Lucie, raffigura un veicolo che assomiglia più allo zucchero filato che a un'auto. Un altro, firmato da Megan di 8 anni, è una convertibile a tema animale rivolto agli appassionati di auto che vogliono avvicinare la propria auto alla natura. Tra le caratteristiche più originali di questa incredibile roadster azzurro acqua vi sono il cofano posteriore ispirato alla coccinella, il volante a ragnatela intrecciato in seta, le ruote a nido d'ape e la statuetta dello Spirit of Ecstasy sostituito dalla riproduzione di una farfalla.

''Siamo stati assolutamente sopraffatti dalla risposta internazionale al nostro concorso per giovani designer - ha dichiarato Gavin Hartley, responsabile del design personalizzato di Rolls-Royce - E non ci hanno impressionati soltanto il numero degli elaborati, ma anche la qualità dei disegni dei bambini che è sconcertante. Mostra immaginazione, creatività e talento incredibili. Volevamo dare ai bambini la possibilità di far fluire liberamente la loro immaginazione e hanno risposto magnificamente, dandoci un compito difficile nella selezione del vincitore''. Oltre a vedere la sua proposta trasformata in un rendering professionale da un vero designer Rolls-Royce, il primo classificato potrà fare un giro in una Rolls-Royce guidato da autista assieme al migliore amico in occasione del primo giorno di scuola. 

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Nissan Qashqai, premio 'Best Car for City Driver'

Riconoscimento da clienti agli AutoTrader Car Awards 2020

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Un premio assegnato direttamente dagli automobilisti a Nissan Qashqai. Il modello della casa giapponese si è infatti aggiudicato il premio Best Car for City Driver, nell'ambito degli AutoTrader New Car Awards 2020, nel Regno Unito. A differenza di altri premi automobilistici, nell'AutoTrader New Car Awards sono i clienti a decretare i vincitori. Un campione di cittadini britannici che hanno acquistato auto nuove nell'ultimo anno, sono chiamati ad esprimere il loro giudizio. Tutti i migliori modelli di vetture sul mercato sono a confronto tra loro e per l'edizione 2020 degli Awards Nissan Qashqai si è aggiudicato il titolo di Best Car for City Driver grazie al voto di 9000 nuovi proprietari.

"Nissan Qashqai - ha detto Erin Baker, Direttore Editoriale di AutoTrader - si aggiudica gli onori di una competizione molto serrata. I costi di gestione sono importanti per chi usa la vettura in città e in questo Qashqai ha trionfato". A partire dal lancio, nel 2007, Nissan Qashqai è stato tra i pionieri del segmento crossover, mentre a inizio 2020 è stata lanciata la versione speciale N-TEC con nuovi elementi di design quali i cerchi in lega neri da 19", i fari bruniti, la griglia frontale e le calotte dei retrovisori nere. Il tema cromatico nero è ripreso anche all'interno, con finiture dei sedili in pelle sintetica e Alcantara, materiali soft touch e bocchette di ventilazione nere. "La formula vincente di Qashqai - ha commentato Andrew Humberstone, Amministratore Delegato di Nissan Motor GB - ha guidato il mercato delle vendite crossover nel Regno Unito dal primo giorno e ci aspettiamo che continui a farlo. Siamo orgogliosi di aver vinto questo premio, non solo perché riconosce Qashqai come una vettura eccellente per la città, ma perché è stata votata da migliaia di clienti, che hanno riposto fiducia in Nissan e ora si stanno godendo la loro scelta di acquisto. Questo è molto importante per noi". La versione special N-TEC è stata pensata per rispondere alle nuove tendenze del mercato automobilistico europeo, dove i clienti sono sempre più condizionati dal design e dalla tecnologia nelle loro scelte d'acquisto della vettura, come confermato anche da un'indagine condotta da Nissan su un campione di oltre 5000 automobilisti in tutta Europa. 

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Salone Monaco IAA 2021, il format dedicato a futura mobilitè

Spazi contenuti, solo innovazioni e coinvolgimento della città

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 Presentato il nuovo format del Salone internazionale dell'automobile IAA (Internationale Automobil-Ausstellung) che dal 2021 abbandonerà la sede di Francoforte, dove si svolgeva dal 1951, per passare a Monaco.

''Questo nuovo Salone IAA di Monaco ha lo scopo di stimolare e promuovere soluzioni per la mobilità del futuro'' hanno sottolineato Hildegard Mueller e Klaus Dittrich, rispettivamente presidente dell'associazione dell'industria automobilistica tedesca VDA e Ceo di Messe Munchen, all'evento che si è svolto alla presenza del sindaco di Monaco Dieter Reiter.

Ecco perché il Summit - l'elemento centrale della presenza degli espositori dal 7 al 12 settembre 2021 al polo fieristico di Monaco - si concentrerà sulle innovazioni e non su complete gamme di prodotti. Gli organizzatori hanno spiegato che il Summit dello IAA 2021 occuperà un sito più piccolo e le aree espositive saranno di conseguenza limitate. Previsto inoltre spazio per conferenze e discussioni, con fasce orarie riservate alla stampa e agli operatori, creando un forum per lo scambio di notizie e opinioni su tutti gli argomenti e settori. La maggior parte delle anteprime dei prodotti avrà luogo qui, all'intero di un periodo di sei giorni.

Altro elemento 'forte' del nuovo IAA di Monaco sarà la Blue Lane, una pista di prova per la mobilità sostenibile che collegherà il polo espositivo di Monaco con il centro città permettendo ai visitatori di sperimentare nuove forme di mobilità e nuove tecnologie. Blue Lane integrerà il traffico automobilistico e il trasporto pubblico locale per realizzare una nuova esperienza di percorso multimodale. Infine l'Open Space, che offrirà esperienze di mobilità per tutti e luoghi dove attivare networking B2C coinvolgendo varie zone di spicco nel cuore di Monaco - tra cui Marienplatz e Odeonsplatz - che diventeranno sede di un dialogo a livello cittadino su visioni, innovazioni e soluzioni di mobilità sostenibile per il futuro.

Un programma variegato che combina intrattenimento e informazione consentirà il contatto diretto tra consumatori e produttori.

''La mobilità individuale è un'esigenza umana fondamentale - ha ribadito Hildegard Muller - e soddisfarla in tutte le sue sfaccettature è una sfida sempre crescente per la nostra società, che le imprese e i responsabili politici devono affrontare. Il nuovo IAA indicherà soluzioni per soddisfare queste esigenze di mobilità in modo efficiente, economico, socialmente accettabile e naturalmente rispettoso dell'ambiente''.

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Nokian WetProof, la prova dello pneumatico estivo anti-acqua

A suo agio sul bagnato, evita acquaplaning. Frenata sempre pronta

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Chiudi Nokian Tyres Wetproof (ANSA) Nokian Tyres Wetproof

Un acquazzone improvviso in una giornata d'estate. L'insidiosa brina dell'alba. L'asfalto polveroso reso viscido dalla pioggerella settembrina. E' nelle condizioni 'normalmente inusuali' che Nokian WetProof dà il meglio di sé: uno pneumatico estivo studiato appositamente per le mille variabili condizioni meteo dell'Europa centrale, con particolare attenzione alla sicurezza in frenata e alla resistenza all'acquaplaning.

Già leader nell'area settentrionale del Continente per le coperture invernali, la finlandese Nokian punta adesso al mercato del resto dell'Europa portando con sé il know-how e gli studi applicati nel corso dei decenni e lo pneumatico WetProof, declinato con le dovute differenze anche in versione SUV, è dedicato agli sbalzi climatici tipici di questa area geografica.

Non solo, dunque, il torrido estivo ma tutto quanto di lì si può verificare nell'ampia sfocatura dall'inizio primavera verso l'autunno e il primo inverno.

Nel corso del lungo test cui ANSA Motori ha sottoposto Nokian WetProof, abbiamo potuto apprezzare l'estrema versatilità del prodotto, messo alla non semplice prova su un crossover sette posti piuttosto datato e voluminoso, alto 1,60 cm, e pesante 1,6 tonnellate, mosso da un propulsore diesel 2 litri da 163 CV. Silenzioso nel rotolamento anche sulle strade veloci in condizioni meteo favorevoli, riesce repentinamente ad adattarsi ai cambiamenti atmosferici che possono verificarsi grazie alla capacità di 'aggrapparsi' all'asfalto in tutti i casi in cui sia reso viscido dall'acqua. Tutto merito della 'Dual zone': la parte più interna dello pneumatico è quella a maggior area di contatto con l'asfalto, mentre l'esterna drena l'acqua. Basta guardare il disegno del battistrada per intuirne il funzionamento. La Stability Zone, interna, agevola le manovre, garantendo maneggevolezza e stabilità del mezzo. La Wet Safety Zone, esterna, migliorare l'aderenza sul bagnato e la resistenza all'aquaplaning. Questa tecnologia, abbiamo testato, garantisce sicurezza e tranquillità in tutte le condizioni di guida. Unita poi a una ridotta resistenza al rotolamento, contribuisce all'abbattimento dei consumi di carburante ed è amica dell'ambiente.

Scendendo nel dettaglio, la tecnologia applicata alla resistenza all'acquaplaning passa attraverso un doppio disegno del battistrada. I solchi asimmetrici trasversali si aprono e si chiudono quando vengono a contatto con l'asfalto, esercitando una funzione di 'idrovora' verso l'esterno e convogliano l'acqua attraverso i canali longitudinali del battistrada. In caso di precipitazioni più violente, o di un fondo stradale molto bagnato, entrano invece in funzione i canali più esterni, che drenano l'acqua dai solchi longitudinali espellendola all'esterno.

La 'doppia anima' di Nokian WetProof trasmette dunque in chi è alla guida una sensazione di totale controllo della vettura e di conseguente tranquillità: davvero un buono spunto per iniziare un viaggio.

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Bambini sedentari, in 10 passi come fargli fare sport

False convinzioni e come combattere l'analfabetismo fisico

Lifestyle Teen
Chiudi allenamento per bambini (ANSA) allenamento per bambini

I nostri bambini, teenagers inclusi, non si muovono più? ‘Tarati’ da madre natura per correre e saltare di continuo, oggi si scatenano meno di 60 minuti al giorno e hanno perso una buona dose di prontezza di riflessi, fibre muscolari, resistenza e forza che invece le vecchie generazioni possedevano alla loro età. “Siamo all’analfabetismo sportivo, che vuol dire che i bambini hanno perso confidenza, competenza e motivazioni nel fare attività fisica con interesse ed entusiasmo, i ragazzi moderni non hanno più l’argento vivo addosso” - si legge in un nuovo report pubblicato sul numero estivo del Journal of the american college of sports medicine.

In cosa si traduce l’analfabetismo fisico di cui soffrono i ragazzi oggi? Mancanza di fiducia, competenza e motivazione per impegnarsi in attività fisiche significative con interesse ed entusiasmo che restano nel corso della vita. Questo approccio negativo farà evitare confronti fisici non essenziali, anche semplici giochi di gruppo in occasione di feste, per evitare il fallimento e l’umiliazione. “Senza regolari opportunità di apprendimento e pratica in un ambiente progressivamente impegnativo, i giovani potrebbero saranno sempre meno disposti a giocare all'aperto con gli amici o far parte di una squadra sportiva locale, ad esempio. Non basta cominciare a farli muovere quei fatidici 60 minuti al giorno, che sono inoltre poco per loro, ed è improbabile che i giovani che sono fisicamente analfabeti acquisiranno le conoscenze, le capacità e la comprensione per partecipare a una varietà di attività sportive e sportive senza istruzione, orientamento e incoraggiamento da parte di genitori, insegnanti qualificati e comunità”, spiega l'analisi.

Gli ‘sdraiati’ dilagano e a nulla bastano perciò i rimproveri delle famiglie per scollare i ragazzi dagli schermi e accompagnarli in palestra, piscina o a calcio. Inascoltate le raccomandazioni dei medici e le campagne di sensibilizzazione in chiave salutistica intraprese a spot dalle istituzioni. Ci vuole un cambio di passo e i primi a farlo dovrebbero essere le famiglie, seguite a ruota dalle scuole e dalae comunità intera. La nuova chiave per risolvere la pandemia di analfabetismo fisico che contagia le nuove generazioni, sta nel guardare l’aspetto sociale e non più medico. E scrollarsi di dosso i luoghi comuni che ci fanno fare scelte sbagliate con i figli.

Guardiamo in casa: in quanti danno l’esempio? Guardiamo a scuola: come si svolge l’ora di ginnastica, quando si svolge? Guardiamo ai loro amici, coetanei, gruppi social: la sedentarietà dilaga. Guardiamo la comunità: quanto città e paesi lasciano giocare e muoversi liberamente e in sicurezza bambini e ragazzi nei cortili, nelle piazze e nelle strade? Gli autori del report ci invitano a darci da fare e ci ricordano anche le principali convinzioni (sbagliate) sullo sport per i bambini, con alcune indicazioni di massima:

False convinzioni sullo sport per i figli

"Mio figlio non fa sport ma i bambini hanno l’argento vivo addosso, non stanno mai fermi." SBAGLIATO. Si muovono meno di 60 minuti al giorno.
"Le capacità sportive calano invecchiando". SBAGLIATO, il principio valeva una volta. Oggi i giovani partono già con capacità fisiche limitate. Si stancano prima.
"I bambini nascono già dotati, basta dare loro un pallone e vedrai che calci" SBAGLIATO. Saltare, correre, fare scatti e capriole sono movimenti che oggi hanno bisogno di essere ‘appresi’ con la pratica e l’allenamento
"Gli sport di resistenza e gli sforzi intensi fanno male ai più piccoli", SI e NO. Gli sforzi intensi sono raccomandati in alcuni casi ma vanno affrontati con allenatori qualificati ed esperti.
"Vincere è la migliore motivazione a proseguire lo sport". SBAGLIATO oltre che diseducativo. Moltissimi ragazzi fanno attività per divertirsi, fare amicizia e imparare qualcosa di nuovo. Lasciateli perdere, non stressateli.
"E’ da piccoli che si decide lo sport preferito". SBAGLIATO. Far provare i figli fin ad piccoli tante specialità è una buona strategia per avere giovani atleti.
"Se i ragazzi si allenano due o tre volte la settimana, non hanno tempo per i giochi ‘attivi’ che non servono". SBAGLIATO. I giochi fisici stimolano l’immaginazione, la creatività, incoraggiano la socializzazione e fanno da base per le capacità fisiche.

Lo sport che fa bene ai giovani, 5 suggerimenti:

far provare ai figli tante specialità sportive, cambiare e ascoltare cosa vogliono provare. Tutti gli sport vanno bene.
favorire la loro creatività nelle attività di qualunque tipo. Solo dopo si può scoprire dove è il loro ‘talento’ , dove sono più portati
l’attività fisica deve divertirli e fargli fare nuovi amici, da frequentare anche fuori palestra
lo sport deve far loro nascere un senso di appartenenza
l’attività ha il beneficio di insegnare loro ad intraprendere con prontezza e sicurezza nuovi movimenti e abilità anche intellettive

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Dal barcone al gol a S.Siro, la favola di Musa Juwara

Nel 2016 la traversata della speranza da minore non accompagnato

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Chiudi Serie A ; Inter-Bologna: Musa Juwara (ANSA) Serie A ; Inter-Bologna: Musa Juwara

Il 10 giugno 2016, Musa Juwara viveva una giornata decisamente diversa rispetto a quella di oggi. Quattro anni fa, infatti, sbarcava in Sicilia, dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone, a 15 anni e senza genitori. Uno dei 25mila minori che, in quell'anno, sono arrivati nel nostro paese da soli. Nato nel 2001 e originario del Gambia, i genitori lo avevano fatto imbarcare su uno dei gommoni della disperazione, per cercare fortuna in Italia. Dopo lo sbarco a Messina, fu inviato in un centro di accoglienza a Ruoti, in provincia di Potenza: lì ha iniziato a dare i primi calci al pallone, con l'allenatore della Virtus Avigliano che lo prende talmente a cuore che se lo porta a casa, diventandone genitore affidatario insieme alla moglie. Nel 2017 un'altra svolta, perché si accorge di lui il Chievo, che lo aggrega alla squadra primavera. Il Toro lo prova in un torneo di Viareggio, in cui Juwara segna tre gol in tre partite, ma poi ritorna a Verona, dove esordisce in Serie A nel maggio 2019. A credere in lui la scorsa estate è invece il Bologna, con Mihajlovic che ne intravede le qualità e lo porta in prima squadra. Qualche spezzone di partita, mostrando tutte le sue doti tra tecnica e velocità anche contro la Juventus. Fino alla grande giornata di domenica 5 luglio a San Siro: nel giro di 25' segna il suo primo gol in Serie A, fa espellere Bastoni e dà il via alla rimonta del Bologna. ''Il gol è merito di Mihajlovic. Lo ringrazio perché mi ha fatto giocare contro l'Inter. Sono contentissimo per questa giornata, ho solo 18 anni e ho segnato a San Siro, la ricorderò tutta la vita'', le sue parole, emozionato, dopo la partita. Una domenica da ricordare per sempre, quattro anni dopo quella traversata piena di paura e di speranza. 

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Gatto incastrato in auto per 40 chilometri, salvato da Vvf

Trovato nel Bolognese dopo due giorni e viaggio da Pistoia

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È stato per ben due giorni e durante tutto un viaggio di circa 40 chilometri incastrato nel parafango di un'auto prima di essere salvato: è l'avventura di un piccolo gatto che i vigili del fuoco bolognesi hanno salvato nel comune di Castel di Casio.

Secondo quanto ricostruito, il cucciolo si sarebbe infilato due giorni prima nel passaruota della vettura senza che nessuno se ne accorgesse, a Pistoia. A notarlo alcune persone vicino un bar del comune bolognese, a circa 40-45 chilometri da Pistoia, che sentivano miagolare dall'auto e vedevano una zampa uscire sopra la ruota. Scattata la segnalazione al 115, i vigili del fuoco sono riusciti a estrarre l'animale senza danneggiare la vettura. Il micio era vivo e in buone condizioni: è stato affidato a una persona che ha accettato di prenderlo.

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Arte e mecenatismo, Verona celebra Ugo Zannoni

Con le donazioni dello scultore nacque la Galleria della città

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 VERONA  La statua di Dante che al centro di piazza dei Signori guarda i palazzi dove Cangrande della Scala lo accolse durante l' esilio da Firenze è la sua opera più famosa. Ma Verona deve molto altro allo scultore ottocentesco Ugo Zannoni che ai musei della città donò a più riprese nuclei importanti di opere della sua collezione grazie alle quali è nata la Galleria d' Arte Moderna. Arte e mecenatismo, dunque, collezionismo e impegno per lasciare al pubblico un segno tangibile del significato e del valore del bellezza, passione contagiosa e lavoro per stimolare con le stesse finalità la generosità degli appassionati e dei grandi collezionisti si intrecciano nella mostra ''La mano che crea. La Galleria Pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919)'' che proprio la Galleria Achille Forti a Palazzo della Ragione ospita fino al 31 gennaio.
    Zannoni - osserva la curatrice Francesca Rossi, direttrice dei Musei, che ha selezionato 83 opere dal corpus donato dall' artista - apparteneva alla scuola scultorea milanese rivalutata in tempi recenti ma a lungo bocciata dalla critica idealistica novecentesca per il suo perfezionismo barocco e stroncata già da un giovanissimo Roberto Longhi come espressione della "più repugnante accademia". Il destino negativo della scuola naturalistica e realista, in tempi in cui il successo premiava l'impressionismo di Medardo Rosso e la rivoluzione plastica di Rodin e Boccioni, riguardò anche la collezione che Zannoni aveva donato tra il 1905 e il 1919 al Museo fatta di 212 opere d'arte, 195 fotografie, 5 libri, 2 fascicoli a stampa, una carta geografica. Nella raccolta sono presenti artisti che Zannoni frequentò e altri animatori di ricerche scultoree e pittoriche del secondo Ottocento, come Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono, e il più moderno pittore divisionista Angelo Morbelli.
    La carriera del veronese Zannoni fu ricca di relazioni artistiche coltivate nella sua città, all' Accademia di Belle Arti di Venezia e all' Accademia di Brera a Milano. Fu grazie a lui che all' inizio del '900 il Museo Civico poté dedicare attenzione all'arte allora contemporanea. Oltre che occasione di un primo studio approfondito sulle vicende della collezione (con ricerche, interventi conservativi, documentazione fotografica e schedatura), la mostra esplora in profondità il tema del mecenatismo contemporaneo. ''Se la collezione Zannoni rappresenta uno spaccato esemplare dell'affascinante mondo del collezionismo d'arte ottocentesco - osserva la curatrice - dietro alle ragioni che portarono il collezionista al lascito al Comune di Verona, si riflette il forte senso civico che ha animato singolarmente la società civile veronese e veneta tra Otto e Novecento''. Una ampia sala della Galleria ripropone l'atelier dello scultore e la collezione dell'artista, tipica di una galleria privata dell'Ottocento. Spazio di rilievo, anche con l' esposizione del bozzetto in bronzo, è dedicato al monumento per Dante Alighieri, che Zannoni realizzò non ancora trentenne vincendo il concorso promosso per il sesto centenario della nascita del poeta. La mostra è stata pensata proprio guardando all' apertura ufficiale - nel settembre prossimo - delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante.
    Considerando la funzione educativa e identitaria che lo scultore attribuiva all' arte e al museo, gli studenti delle istituzioni universitarie, veronesi e non, sono stati chiamati a collaborare con lo staff della Galleria nelle cura delle collezioni sperimentando direttamente quanto avviene dietro le quinte, prima e durante il periodo di apertura della mostra al pubblico.
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Il poster come gesto politico, a Genova l'arte di Obey

A Palazzo Ducale da Obama alle donne islamiche d' America

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PALAZZO DUCALE (GENOVA)  Lo sguardo di Barak Obama che punta lontano ispirando ottimismo e fiducia nel cammino che lo avrebbe portato alla Casa Bianca è storia. L' attualità è il volto della newyorchese di genitori del Bangladesh Munira Ahmed, incorniciato dal velo hijab a stelle e strisce sullo slogan ''We the People are greater than fear'' che nel 2017 ha sostenuto a Washington la marcia delle donne contro Donald Trump. La cronaca è l' infermiera con le ali, figura chiave di questi mesi tragici di pandemia, Angelo della Speranza e della Forza con una fiaccola per gli eroi che si sono battuti contro il virus. Il poster come gesto politico è il filo conduttore della mostra che Palazzo Ducale di Genova dedica fino al 1 novembre a Obey, nome in codice di Shepard Fairey, tra i più celebri urban artist della scena mondiale. Il disegnatore cinquantenne della Carolina del Sud ha trasformato i manifesti nell' arma per parlare pubblicamente in modo diretto, con uno stile e un uso dei colori forti che evocano il socialismo rivoluzionario sovietico del primo Novecento, il futurismo, il muralismo di stampo sudamericano, l' iconografia della Cina Popolare.
    Una sessantina di litografie e serigrafie provenienti da collezioni private e due grandi affissioni di sei metri compongono il mosaico di ''Obey fidelity. The art of Shepard Fayrey'', che già nel titolo gioca con il racconto coerente dell' artista e l' avvertimento a obbedire con fedeltà, quasi un controsenso con le sue opere che spingono a rompere le regole, provocare indignazione, inneggiare al cambiamento. I curatori Gianluca Marziani e Stefano Antonelli le hanno selezionate pensando a una ''conversazione urbana tra messaggi militanti, visioni pacifiste, passioni. Obey stimola riflessioni sui temi umanitari, sui passaggi esistenziali, sulle utopie sociali, sui valori di giustizia al di sopra delle leggi''. La sua arte su carta - annotano - attrae i nostri sensi in modo spontaneo, ampliando il linguaggio informativo dei muri metropolitani, Fairey ha capito che ''le pareti stradali rappresentano la prima pagina della comunicazione virale, una nuova home page da cui non puoi sottrarti ''.
    E' indubbio che il disegnatore di Charleston sia diventato una stella della street art proprio grazie al manifesto di Obama. Nel 2008 il volto quadricromatico del candidato che sarebbe diventato il primo presidente nero degli Stati Uniti dominava la scritta Hope dei poster diventati l' immagine simbolo di quella campagna elettorale storica e vincente. Era una iniziativa spontanea, non commissionata dai sostenitori, che ha dato una spinta decisiva alla vittoria di Obama che poi scrisse all' autore ringraziandolo per quella immagine definita dl New Yorker "la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam". Obey, molto tempo dopo, ha tuttavia ammesso di essere rimasto deluso dal Presidente. Tre anni fa, gli occhi della ragazza di origini bengalesi hanno scandito il 'battage' della imponente manifestazione femminile di protesta in occasione dell' insediamento di Trump. '''Sono americana e musulmana e molto fiera di queste due cose'', ha spiegato Munira a un giornale.
    Nelle sue incursioni Obey evoca figure simboliche radicate nella coscienza collettiva come Angela Davis, paladina del movimento afroamericano, invita a praticare l' amore e l' arte contro la guerra, a celebrare la Bellezza al posto della violenza . ''É come se gli anni Settanta delle culture antagoniste tornassero a nuotare nel mare fluido del web, come se lo spirito dei paladini freak rivivesse nella Politica Estetica di un mondo migliore per gente migliore", osserva Marziani. ''Obey incarna l' idea di una persona che da sola si propone di cambiare il mondo affiggendo pezzi di carta - sottolinea Antonelli-. Il suo obiettivo è fare concorrenza alla pubblicità, l' arte entra così a gamba tesa in una forma di comunicazione di un territorio finora egemonizzato dal mercato''. La sua è una ''propaganda'' che non offre prodotti da acquistare ma libertà di pensiero. ''Mettere la propaganda al servizio della verità, mostrando e ripetendo messaggi, è una libertà che solo un artista può concedersi'', dice il curatore.
    La novità della rassegna di Genova è che tra i prestatori delle opere non figurano solo collezionisti facoltosi ma anche gente comune, studenti, operai. Obey parla un linguaggio trasversale senza filtri o mediazioni. Non è un caso se ogni due settimane mette in vendita sul web l' edizione di una sua opera in 750 copie firmate e numerate al prezzo stracciato di 35 dollari l' una. (ANSA).
   

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Morto Carlo Flamigni, luminare della fecondazione assistita

Punto di riferimento in Italia e all'estero per il settore

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Chiudi Il professore Carlo Flamigni fotografato nel laboratorio della sua clinica privata di Bologna nel 1999 (ANSA) Il professore Carlo Flamigni fotografato nel laboratorio della sua clinica privata di Bologna nel 1999

È morto a 87 anni Carlo Flamigni, luminare della fecondazione assistita, medico, ginecologo, scrittore, figura di riferimento in Italia e all'estero sulle tecniche di procreazione assistita e sulla fertilità. Su Facebook lo annuncia il figlio, Carlo Andrea: "Ciao papà, speravo che questo momento non arrivasse mai, il dolore è grande almeno quanto il bene che ti ho voluto... Ma un giorno ci rivedremo prof". 

Flamigni ha preso parte in modo attivo al dibattito che si era sviluppato in Italia ai tempi dell'approvazione della legge 40 del 2004 che ha introdotto l'uso di queste tecniche nel nostro paese, e nel successivo lavoro per modificarla. Nato a Forlì il 4 febbraio 1933, Flamigni si era laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bologna nel luglio del 1959, con successivo diploma di specialista in Ostetricia e Ginecologia. Docente di diversi insegnamenti presso l'Alma Mater, è stato direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università degli Studi di Bologna dal novembre 1994 al dicembre 2001. Imponente la sua produzione scientifica, con oltre mille memorie originali, numerose monografie e alcuni libri di divulgazione. Ha pubblicato numerosi articoli su vari problemi di bioetica. Dal 1990 al 1994 e dal 1999 al 2004 è stato Presidente della SIFES - Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione. Già membro anche del Comitato Nazionale per la Bioetica. Da dicembre 2015 era anche membro del Comitato Etico Università Statale di Milano. Esperto esterno della Fondazione Veronesi. Temi di ricerca degli ultimi anni: la contraccezione maschile; le tecniche di fecondazione assistita; i problemi della bioetica e dell'etica medica. 

Sarà allestita domani, lunedì 6 luglio, dalle 14 alle 19 e poi martedì 7 luglio, dalle 7 alle 14, presso l'ospedale di Forlì la camera ardente per Carlo Flamigni. Il professore, padre della fecondazione asssistita è morto oggi nella città romagnola dove viveva da oltre 15 anni insieme alla moglie, dopo una breve malattia. Lascia due figli, avuti da moglie precedente.

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Il rapper Kanye West si candida alla presidenza Usa

'Realizziamo la promessa dell'America fidandoci di Dio'

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Il rapper statunitense Kanye West si lancia nella corsa alla presidenza degli Usa. Lo fa con un messaggio sul suo profilo Twitter, che conta quasi 30 milioni di follower.
    "Ora - scrive il marito del personaggio televisivo Kim Kardashian - dobbiamo realizzare la promessa dell'America fidandoci di Dio, unificando la nostra visione e costruendo il nostro futuro. Corro per la presidenza degli Stati Uniti".
    La candidatura ha già ricevuto il sostegno, sempre su Twitter, dell'imprenditore Elon Musk: "Hai il mio pieno sostegno", scrive il patron di Tesla. (ANSA).
   

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Covid, contagi calano, +192. Le vittime sono 7

Speranza, test nelle scuole e stretta su chi rifiuta cure

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Chiudi Foto d'archivio di persone a Torino (ANSA) Foto d'archivio di persone a Torino

 Sono 192 i nuovi contagiati di coronavirus, in lieve diminuzione rispetto a sabato quando erano stati 235. Di questi, 98 casi sono in Lombardia, il 51,04% del totale in Italia. Il numero totale dei casi sale così a 241.611. Le vittime nelle ultime 24 ore sono invece 7, in netta diminuzione rispetto alle 21 di sabato. I morti per coronavirus salgono così a 34.861, secondo i dati del Ministero della Salute.

TSO A IRRESPONSABILI? IL PARERE DELL'ESPERTO

 Il ministro della Salute Roberto Speranza ha dato mandato all'ufficio legislativo del suo dicastero per verificare il quadro normativo sui trattamenti sanitari obbligatori (Tso). L'obiettivo è quello di studiare una eventuale norma più stringente che riguarda la tutela contro il Covid dopo il caso del focolaio veneto. La verifica tecnica servirà anche di supporto alle eventuali scelte in questo senso delle autorità locali.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha intanto parlato in una intervista. "Ricostruire un rapporto organico tra scuola e sanità, recuperando il senso di una norma del 1961 che introduceva la medicina scolastica, superata negli anni '90. Una relazione organica costante della prevenzione sanitaria con le scuole. Ho proposto alle Regioni che questo modello venga ripristinato. Ci saranno test sierologici sui lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica. Un monitoraggio costante". Così il ministro della Salute Roberto Speranza in un'intervista a Repubblica in cui annuncia una stretta su chi rifiuta le cure. Nei giorni scorsi la segnalazione alla procura di Vicenza dell'imprenditore veneto che avrebbe causato un focolaio a un ritorno da un viaggio dopo il quale, pur con la febbre alta, avrebbe rifiutato le cure.

"Oggi se una persona è positiva e non resta in isolamento ha una sanzione penale da 3 a 18 mesi di carcere. E c'è una multa fino a 5mila euro", rileva Speranza.

"Sto valutando con il mio ufficio legislativo l'ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa". I ministro dem ribadisce il sì al Mes. "Ragioni ideologiche sarebbero senza senso. Più delicato, invece, l'argomento di uno stigma, se l'Italia fosse l'unico Paese ad accedere, che potrebbe far aumentare il tasso di interesse sul resto del debito", osserva. "È giusto che sia il Parlamento a discuterne e decidere. Io mi batterò perché nuove ingenti risorse arrivino alla Sanità".

Parlando del governo, "abbiamo affrontato una crisi sanitaria senza precedenti con grande spirito unitario, adesso - davanti al nuovo temibile avversario, il dramma sociale che si profila in autunno - dobbiamo agire con altrettanta determinazione e coraggio. Non possiamo raccontare che non ce la facciamo.

Bisogna guardarsi dritto negli occhi, decidere e poi correre come un treno", sottolinea Speranza, che nega l'esistenza di un piano per sostituire il premier Conte: "Ha le carte in regola".

Sui partiti, "serve il coraggio di interpretare una stagione nuova con un approccio di natura rifondativa. Lo dico al Pd innanzitutto, ma anche a tutte le altre forze civiche progressiste e ambientaliste. Al centro bisogna mettere i beni comuni e un nuovo rapporto Stato-mercato", rimarca Speranza, secondo cui la riflessione dovrebbe riguardare anche M5s. "È cambiato il mondo, nessuno di noi può chiudersi in un recinto. Non ha senso".
   

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Auguri Fiat 500, 63 anni dopo festa con personaggi meno noti

Non solo Giacosa, ma Lardone, Bauhof, Carcano, Cantoni e Todaro

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Chiudi Auguri Fiat 500, 63 anni dopo festa con personaggi meno noti (ANSA) Auguri Fiat 500, 63 anni dopo festa con personaggi meno noti

Buon compleanno Fiat 500: una 63enne sempre in gamba, sempre amata da grandi e piccini, e soprattutto arzilla 'nonna' dell'attuale generazione della Cinquecento, ormai proiettata con le varianti ibrida ed elettrica nel futuro.

Soffiando idealmente sulle candeline che decorano la grande torta di alta pasticceria piemontese, e che celebrano la sua nascita il 4 luglio del 1957, si festeggiano anche tanti nomi di progettisti, dirigenti, stilisti e inventori che hanno contribuito alla creazione di questo 'fenomeno'. Un brindisi ideale che coinvolge dunque il grande Dante Giacosa che ha progettato quasi tutte le Fiat prodotte dal 1936 al 1970. O ancora Vittorio Valletta, che ha guidato l'azienda verso i successi del dopoguerra e che ha voluto la 500. E come non ricordare Karl Abarth che già nel 1957 si occupò, come aveva fatto con la 600, di migliorare le prestazioni della 500 dando vita a piccoli bolidi, come la 595 del 1963, che ancora oggi animano le rievocazioni delle gare del passato. Ma ci sono nei faldoni dedicati alla storia della Fiat 500 nomi conosciuti solo da pochi addetti ai lavori, e che eppure hanno contribuito nelle modalità più diverse alla creazione e al successo della 500.


Stupisce, ad esempio, di vedere nel dossier della 500 una cartelletta con la data del 1931 e il nome di Oreste Lardone sormontato da diversi timbri con le diciture 'Segreto' e 'Da Arichiviare'. Lardone, scomparso nel 1961, è stato uno dei già grandi (e meno noti) progettisti italiani del settore, arrivato in Fiat come apprendista a 15 anni e divenuto rapidamente il braccio destro dell'allora capo della direzione tecnica Giulio Cesare Cappa. Ed è proprio con Cappa che Lardone passò nel 1924 alla Itala, dove 4 anni più tardi progettò una rivoluzionaria utilitaria a trazione anteriore che anticipava le TPV très petit voiture di Citroen, poi diventata 2CV. Per la crisi dell'Itala nel 1931 Lardone tornò in Fiat lasciando in molti altri anni di lavoro una importante eredità fatta di ricerche sui bicilindrici raffreddati ad aria che sono alla base del progetto della 500.

Un'altra cartelletta reca la data del 1953 e il nome (scritto con inchiostro e pennino) di Hans Peter Bauhof. E' quello di un giovane ingegnere tedesco che lavorava alla Deutsche-Fiat di Weinsberg (una sorta di centro ricerche avanzato ante litteram) che, appunto nel 1953, fece pervenire alla sede di Torino i disegni di una sua microvettura a due posti, ispirata nel motore posteriore e nella carrozzeria al celebre Maggiolino. Del progetto di Bauhof Giacosa bocciò quasi subito il motore, che era un rumoroso due tempi, troppo assetato di miscela. Il disegno della carrozzeria Made in Germany, però, piacque al numero uno della progettazione di Torino, accompagnato com'era da uno schema tecnico semplificato e quindi perfetto per ottenere i bassi costi di produzione richiesti da Valletta.

Vennero allestiti i primi prototipi via via migliorati nell'aerodinamica e parallelamente iniziò la progettazione del motore. Dopo numerosi sviluppi, tutti basati sullo schema del bicilindrico raffreddato ad aria arriva luce verde alla variante con 2 cilindri paralleli di 479 centimetri cubici e 13 Cv di potenza. La scritta 'motore' si ritrova su un'altra cartelletta inserita nei faldoni di 500. Compare in copertina assieme ai nomi di Carcano Cantoni e Todero. E a quello di Parodi, che una mano anonima ha sottolineato aggiungendo una nota: 'Agnelli!'.

Questo mistero, se così si può definire, ruota appunto tra l'amicizia tra la famiglia Agnelli e quella degli armatori genovesi Parodi e la celebre Casa motociclistica Guzzi, del cui assetto societario dal 1921 fanno parte Emanuele Vittorio Parodi, suo figlio Giorgio e l'amico Carlo Guzzi. Nel 1957, a quattro anni dal debutto della 500, la Guzzi abbandona le corse e i tecnici Giulio Cesare Carcano (il padre del V7 motociclistico), Enrico Cantone e Umberto Todero si interessano - sempre in Guzzi - a nuovi progetti, tra i quali vi è bicilindrico da montare sulla Fiat 500 per far evolvere il modello. Così fra il 1958 e il 1959 dall'ufficio Esperimenti e Studi della Moto Guzzi arriva a Torino un prototipo di bicilindrico a V di 90 gradi. L'alimentazione era affidata ad un Weber doppio corpo 34 DCS e il raffreddamento era ad aria con ventola montata sull'albero motore. La potenza era di 27 Cv il 50% rispetto al motore Fiat originale con una coppia di 32 Nm.

Provato su una Nuova 500 nel 1961 il motore Guzzi permise una velocità massima di 115 km/h. Nel frattempo anche Abarth si era interessato alla 500 sviluppando il modello 595 e alla Guzzi - per distanziare la concorrenza - il motore venne rivisto portando la cilindrata a 594 centimetri cubici e la potenza a 32 Cv. Tuttavia questo 'gioiello' della tecnica rimase allo stato prototipale e lasciando spazio alla stretta collaborazione con Abarth.

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Arriva la Fiat 500 elettrica, svolta green di Fca

Nasce Virtual Casa, al via gli ordini del nuovo modello 'La Prima'

Motori Industria
Chiudi 500 elettrica e 500 classica (ANSA) 500 elettrica e 500 classica

Fca punta sull'auto elettrica con la Fiat 500 green. Per il debutto sceglie una data simbolica, il 4 luglio: dopo il mitico 'Cinquino', nato 63 anni fa, il 4 luglio 1957, a Torino e il modello lanciato sempre a Torino il 4 luglio 2007, arriva la city car elettrica, pronta ad affrontare le sfide della mobilità urbana. Anche la Nuova 500 nasce a Torino, nella storica fabbrica di Mirafiori, completamente rinnovata, dove sarà realizzato un hub per le batterie: 1.200 persone lavoreranno per realizzare la vettura su una linea che a regime avrà una capacità produttiva di 80.000 unità l'anno. Nel complesso, tra costi di progettazione, sviluppo e ingegneria e la costruzione della linea, l'investimento per la Fiat 500 è di 700 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno a Torino altri 800 milioni per le nuove Maserati Gran Cabrio e Gran Turismo, attese il prossimo anno.

    La Fiat 500, che negli anni Cinquanta ha realizzato il sogno di mobilità degli italiani, è un fenomeno di costume e ambasciatore del made in Italy nel mondo: nel 2017 un esemplare della prima generazione è entrato a far parte della collezione permanente del Museum of Modern Art (MoMa) di New York, tempio dell'arte e del design mondiale. Ora la 500 ha una casa a Torino: al quarto piano della Pinacoteca Agnelli, al Lingotto, in occasione del compleanno, nasce la Virtual Casa 500. Un museo virtuale per raccontare il passato, il presente e il futuro della vettura, che si può visitare come una mostra permanente dal proprio smartphone, dal pc o dal tablet. L'inaugurazione è prevista nella primavera del 2021.

    La Nuova 500 è uno dei tasselli del piano da 5 miliardi di investimenti per l'Italia, confermato dal presidente John Elkann e dai manager del gruppo anche al capo dello Stato Sergio Mattarella e al premier Giuseppe Conte durante la presentazione dell'auto. La produzione inizierà durante l'estate, la vendita partiranno tra settembre e ottobre. La batteria ha un'autonomia fino a 320 chilometri, il prezzo va dai 34,9 mila euro della berlina ai 37,9 mila euro della cabrio. Già da oggi in tutte le concessionarie Fiat si può ordinare la 'La Prima' cabrio, che ha fatto il suo debutto a Milano il 4 marzo nella versione Launch Edition in edizione numerata, ma anche la berlina è disponibile in pre booking online. Con la Nuova 500 è disponibile in versione demo anche Fiat App per la gestione remota della vettura e della ricarica pubblica e privata in 150.000 punti in Europa. (ANSA).
   

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Coronavirus: studio, 2 ceppi diversi virus in Lombardia

Lo studio di San Matteo di Pavia e Niguarda di Milano

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Chiudi Una persona in bicicletta in piazza Duomo (archivio) (ANSA) Una persona in bicicletta in piazza Duomo (archivio)

Due ceppi diversi per il Covid-19 in due tra le aree della Lombardia più colpite dalla pandemia. Ad annunciarlo, in un convegno svoltosi all'Università di Pavia ed organizzato dall'associazione culturale "Nova Ticinum" presieduta dal prof. Mario Viganò, è stato il professor Fausto Baldanti, direttore della Virologia del San Matteo. "Grazie a uno studio che abbiamo condotto con il Niguarda di Milano - ha spiegato Baldanti - abbiamo scoperto che ci sono stati due diversi ceppi del virus in Lombardia. Quello circolato nella zona di Bergamo è diverso dal Coronavirus che si è diffuso nelle province di Cremona e Lodi. Due virus differenti tra di loro, per sequenza genetica e caratteristiche, che hanno provocato due diversi focolai". 

"Il Covid-19 - ha aggiunto il virologo pavese - secondo i nostri studi circolava nella zona rossa di Codogno già dalla metà di gennaio: dagli esami effettuati, abbiamo scoperto anticorpi che risalivano a quell'epoca. L'immunità di gregge comunque è ancora lontana dall'essere raggiunta. Sempre dai controlli effettuati è emerso che nella zona rossa di Codogno solo il 23 per cento della popolazione ha incontrato il virus. Da questo dato capiamo quanto sia importante rispettare le regole di prevenzione, dalla mascherina al distanziamento sociale".

Il prof. Raffaele Bruno, primario di Malattie Infettive, ha sottolineato che "il San Matteo ha avuto il merito di reggere l'urto della pandemia, anche nella fase più acuta, grazie allo straordinario impegno di tutto il personale, con una menzione particolare per gli infermieri. Al Policlinico ci siamo resi conto che il protocollo seguito a Wuhan da noi non funzionava: abbiamo seguito altre terapie antivirali, puntando molto sulle terapie antivirali". Il prof. Cesare Perotti, primario del Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, ha tracciato un bilancio della plasmaterapia: "Abbiamo raccolto 329 donazioni, con donatori giunti anche dal Trentino. Una manifestazione di grande generosità, che ci consente ora di avere a disposizione un numero di sacche di plasma da utilizzare in caso di un'eventuale seconda ondata in autunno. Il ricorso al plasma iperimmune ha ridotto la mortalità dal 15 al 6 per cento. A riconoscere il nostro lavoro è stata anche la Commissione Europea, che ci ha assegnato l'incarico di scrivere le linee guida per tutta Europa per la terapia con il plasma donato da pazienti convalescenti. Il rammarico è che in Italia solo i colleghi dell'ospedale di Mantova hanno deciso di adottare il nostro protocollo: abbiamo calcolato che se l'identica scelta fosse stata adottata in tutta Italia, probabilmente sarebbe stato possibile salvare oltre 3mila pazienti che purtroppo sono morti".


   

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Coronavirus: contagi ancora su, +235. Le vittime di Covid sono 21

In Lombardia 95 nuovi casi, il 40,4% del totale

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Chiudi Persone in fila a Palazzo Ducale in una recente immagine (ANSA) Persone in fila a Palazzo Ducale in una recente immagine

Nuovi focolai e un trend di crescita costante dei contagi, nonostante siano stati effettuati meno tamponi nelle ultime 24 ore. Sotto i riflettori ora non ci sono più solo la Lombardia e Veneto: preoccupano i cluster in Emilia Romagna e Toscana mentre soltanto in cinque regioni non si registrano nuovi malati.

Sono 235 i nuovi contagiati di coronavirus, con 'solo' 51.011 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, circa 26mila in meno rispetto al giorno precedente. In Lombardia sono 95 i nuovi casi, il 40% del totale, mentre 51 sono in Emilia Romagna, di cui 40 senza sintomi, legati in particolare a due focolai attivi. Il numero totale dei contagi in Italia sale così a 241.419.

Le nuove vittime sono invece 21, raggiungendo il numero complessivo di 34.854 morti dall'inizio dell'epidemia. Dati che si calano nei timori crescenti del Paese, attraversato da diversi focolai.

Ma per il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, erano attesi: "il virus circola, anche se di meno. Lo scopriranno gli scienziati se è meno aggressivo o mutato. L'evidenza è che i focolai sono sparsi ed ognuno è una battaglia. Si vince controllandoli ed evitando che si estendano. Questo è quello che ci aspetta nei prossimi mesi", commenta Sileri confermando la strategia che per contenerli ci potranno essere lockdown su piccole aree: "una Rsa, un paese, dobbiamo abituarci a questo ma l'evidenza clinica è rassicurante".

 

   

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Morra, beni confiscati per le scuole

'Al ministero elenco strutture, si valuta caso per caso'

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(ANSA) - ROMA, 4 LUG - "Siamo al lavoro insieme alla Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina per individuare dei beni sequestrati e confiscati alle mafie da mettere a disposizione degli studenti e degli insegnanti, vista la necessità di spazi per il distanziamento. L'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata ha già fornito al Ministero dell'Istruzione un elenco di strutture che possono essere usate come luoghi ove svolgere attività didattiche. Una lista che sta venendo valutata caso per caso, congiuntamente, al fine di permettere alla Scuola -volutamente con la Maiuscola- di tornare protagonista dell'azione pubblica. Il valore pratico, ma anche simbolico ed educativo, di questa iniziativa è enorme". Così il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra. (ANSA).
   

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Mercedes Formula 1, debutto vittorioso a Reims 4 luglio 1954

Fangio sbaragliò tutti con primo motore a iniezione carburante

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Chiudi Mercedes Formula 1, debutto vittorioso a Reims 4 luglio 1954 (ANSA) Mercedes Formula 1, debutto vittorioso a Reims 4 luglio 1954

A Reims si corre il Gran Premio di Francia di Formula 1. E' il 4 luglio del 1954, una data 'storica' per la Mercedes perché esattamente 66 anni fa la Stella a Tre Punte debutta nella massima competizione automobilistica, dando inizio ad una vera epopea fatta di imprese sportive e innovazioni tecniche e tecnologiche.La W196, prima Mercedes di Formula 1, già da questa gara, è molto diversa dalle rivali Maserati e Ferrari (nel 1954 Auto Union e Alfa Romeo erano uscite di scena) perché scende in pista in configurazione aerodinamica Monza, con una carrozzeria in alluminio a ruote coperte resa possibile dal regolmento. E domina da subito il Gran Premio di Francia permettendo all'argentino Juan Manuel Fangio e al tedesco Karl Kling di conquistare il primo e il secondo posto sia nelle qualifiche che in gara.Grazie ad altre tre vittorie - Gran Premio di Germania sul Circuito del Nuerburgring, Gran Premio della Svizzera a Bremgarten (in questo caso a ruote scoperte) e Gran Premio d'Italia a Monza - Fangio diventa campione del mondo e per la Stella a Tre Punte arriva un altro podio, che conferma il valore dell'auto, con il teutonico Hans Herrmann terzo in Svizzera.Il rientro di Mercedes nella Formula 1, e il suo immediato successo, è anche legato all'introduzione di nuovi regolamenti tecnici, molto diversi rispetto a quelli che imponevano in precedenza motori sovralimentati limitati a soli 750 centimetri cubici. Per questa avventura - che 66 anni dopo vide nuovamente, e da tempo, i bolidi d'argento in vetta alla Formula 1 - Mercedes creò un reparto corse guidato dal mitico Rudolf Uhlenhaut (il padre della 300 SL) mentre le attività in gara furono affidate ad un altra figura leggendaria, Alfred Neubauer.

Il team era composto nel 1954 da Juan-Manuel Fangio, da Karl Kling e Hans Hermann. E sulla scia del successo nel 1954 l'anno successivo la formazione si rafforzò con l'arrivo del giovane Stirling Moss.Quello del Gran Premio di Francia a Reims fu anche un altro importantissimo debutto dal punto di vista della tecnologia e dell'applicazione delle soluzioni racing al mondo delle auto di serie, quello della prima iniezione del carburante, al posto dei precedenti carburatori. Uno degli obiettivi di progettazione iniziali della nuova Mercedes era stato quello di migliorare la guidabilità rispetto alle rivali fornendo anche una fascia di sfruttamento del motore più ampia possibile. A questo scopo l'otto cilindri in linea aspirato tipo M196 di 2,5 litri, venne equipaggiato con due novità assolute: le valvole desmodromiche (cioè senza molle di richiamo) e l'iniezione di carburante. Utilizzando l'esperienza acquisita con i motori aeronautici dei Messerschmitt BF 109 e in collaborazione con Bosch, Mercedes costruì la prima monoposto di Formula 1 conun sistema meccanico che iniettava una miscela composta al 45% da benzolo, al 25% da alcol metilico, al 25% da benzina ad alto numero di ottano, al 3% da acetone e al 2% da nitro-benzina. Grazie a queste novità la potenza del propulsore M196 era di 260 Cv valore che nella perte finale dell'attività sportiva del modello W196 arrivò anche a 290 Cv.

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Turismo: Enit, per agosto solo 40% camere prenotate

Rimini guida ripresa, Venezia in affanno, resistono grandi città

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Chiudi Rimini (ANSA) Rimini

Sono 4 su 10 le camere delle strutture ricettive prenotate online dai turisti italiani e stranieri.Venezia è un po' più in affanno con il 68% di camere ancora disponibili mentre Rimini si sta riprendendo con la metà delle notti già prenotate. Emerge dal bollettino realizzato dall'Enit, agenzia nazionale del turismo.
    Resistono le grandi città con una quota di mancate prenotazioni del 26% a Firenze, 38% a Roma, 39% a Milano, 47% a Napoli. Le città d'arte sono comunque molto penalizzate dalla forte dipendenza dal turismo internazionale che - in una proiezione annuale sul 2020 - vede Firenze a -63,9% di arrivi internazionali, Napoli a -61,5%, Venezia a -60,7%, Roma a -60,5% - comparabili con quelli di Nizza-Cannes (-61,8%), Barcellona (-59,2%) e Parigi (-57,9%). 

Dall'estero alcune novità alla luce delle riaperture, dell'allentamento delle misure e delle facilitazioni per l'ottenimento dei visti in Italia: si nota nel calo delle prenotazioni estive per l'Italia una leggerissima ripresa complessiva (da -89,4% a -85,4%). Il 48% degli inglesi ha prenotato per i prossimi 30 giorni mentre il 2% manifesta l'intenzione di viaggiare tra 6 mesi. Stop alle disdette dalla Francia per l'Italia che si stabilizza sul -70,7%. Le diminuzioni più evidenti sono da Cina (-85,9%) e Usa (-84,1%). Sono soprattutto uomini i vacanzieri italiani di quest'anno (56% dei casi), con un'età compresa tra i 36 ed i 55 anni (40%). In vacanza andranno soprattutto i diplomati (45%), mentre solo il 23% dei laureati si concederà un meritato riposo. Più della metà organizzerà viaggi familiari (54%) e solo il 38% in coppia. Il 23,7% dei pensionati non rinuncia alle ferie, seguiti da impiegati (23,6%), operai (15%) mentre solo il 5,4% è dirigente ed il 4,2% libero professionista. Segnali di positività grazie a quel 69% di italiani che percepisce un miglioramento della situazione.

Con l'apertura delle frontiere da parte dei Paesi europei - tra cui Francia, Paesi Bassi, Germania e Spagna - stanno aumentando i voli delle principali compagnie aeree europee: Ryanair (+46%), Easyjet (+22%), Klm (+12%) con una crescita settimanale positiva delle prenotazioni nel mondo (+23%) e si assiste a una ripresa regionale del turismo. Gli arrivi esteri non sono ancora stabili. Nel monitoraggio settimanale dell'Italia da parte di Enit, alla tredicesima settimana di osservazione sull'andamento degli arrivi aeroportuali nel 2020, le perdite indicano dal 1 gennaio al 15 giugno, un dato complessivo del -77,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, con una tendenza discendente costante nella diminuzione della domanda internazionale.

L'Italia è indiscutibilmente desiderata. Dal 18 marzo al 28 giugno, si contano un totale di 837,2 mila mention - di cui 68,3 mila comparse sul web e 768,9 mila dai social - che hanno prodotto 227,1 milioni di interazioni per un valore totale di investimento (ave) pari a 661,8 milioni di euro. per la settimana di rilevazione 22-28 giugno si rilevano ulteriori 13,1 mila menzioni - di cui 4 mila 300 comparse sul web e 8 mila 800 dai social – che hanno prodotto 7,8 milioni di interazioni - più 93% rispetto ai dati della settimana precedente - per un valore totale di investimento (ave) pari a 38,3 milioni di euro. Cresce l’incidenza del tema “turismo” sul totale citazioni “Italia” a partire dal 23 giugno.
   

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Auto svizzere usate da italiani, 7 sequestri a Como

Gdf, si tratta di una nuova frontiera del contrabbando

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Sette autovetture e uno scooter, immatricolati in Svizzera ma condotti da soggetti stabilmente residenti in Italia, sono stati posti sotto sequestro, dall'inizio del 2020, dalla Guardia di Finanza. Lo ha reso noto la Gdf si Como.
    Tra i mezzi sequestrati una Jeep Cherokee, un'Audi A3 e un'auto di lusso di particolare pregio, il cui proprietario risulta residente da tempo in un comune dell'Alto lago. Si tratta, secondo le Fiamme gialle, di una "nuova frontiera del contrabbando; uno degli illeciti economico finanziari che viene contrastato dalla Guardia di Finanza nell'ambito del quotidiano controllo del territorio. Un fenomeno diffuso quello che vede cittadini italiani comprare autovetture anche di lusso in Paesi Extra-Ue per risparmiare sul bollo auto, sulla assicurazione Rca, su altre imposte o per rendere più difficili, o addirittura del tutto vane, le procedure per il recupero di sanzioni per le eventuali violazioni del Codice della Strada". I sette trasgressori sono stati segnalati all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Como, in quanto si sono resi responsabili dell'illecito amministrativo di contrabbando che prevede una sanzione che va da due a dieci volte i diritti doganali evasi (Dazi Doganali pari al 10% ed Imposta sul valore aggiunto pari al 22%), gravanti sul valore del mezzo di trasporto sequestrato. 
   

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Nissan Juke alla prova, il piccolo suv coupé che ama la strada

Look originale, parco nei consumi, ora con ProPilot

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Dopo aver sparigliato le carte del mondo dei piccoli suv all'esordio nella sua prima versione, alcuni anni fa, Nissan Juke rientra nei ranghi ma a modo suo: assume gli stilemi adottati sull'intera gamma della Casa di Yokoama, conservando la distintiva originalità. Fiancate muscolose, gruppi ottici anteriori affilati su un frontale distintivo, posteriore squadrato e coda pronunciata: questi i segni di riconoscimento di famiglia, cui Juke affianca il profilo coupé, lo 'sguardo doppio' che tanto colpì nell'esordio della passata versione e le maniglie posteriori a scomparsa nelle portiere della prima generazione. Anche stavolta, insomma, l'aspetto non lascia indifferenti né apre a mezze misure.

La vettura oggetto della nostra lunga prova ha allestimento N-DESIGN con ProPilot, ed è mossa dall'unico propulsore disponibile, il turbo da un litro, 3 cilindri, da 117 CV, con cambio manuale a 6 rapporti. Gli interni, optional, sono particolarmente curati: Alcantara su plancia e portiere, sedili in ecopelle, luci di ambiente.


I volumi sono adatti alla città come ai brevi spostamenti extra urbani, con una seduta alta e la sensazione di dominare la strada. E se il lunotto inclinato può essere una piccola insidia in fase di manovra, le telecamere perimetrali sono un aiuto fondamentale. Una piccola accortezza nel bagagliaio: il pianale rialzato per agevolare la soglia di carico nasconde un vano dove è possibile alloggiare un piccolo trolley. Il cruscotto è dominato dal display digitale touch, e l'infotainment - che su questa versione ha la 'voce' Bose - è facilmente utilizzabile e ben si integra con Android Auto.
Alla prova, questo suv coupé non nasconde le ambizioni stradistiche: particolarmente rigide le sospensioni, sterzo preciso, acceleratore sensibile al punto giusto. Nei piccoli tratti di fuoristrada o su tratti più sconnessi, un po' di elasticità in più non guasterebbe. Il cambio ha innesti precisi, anche se non è un fulmine e sicuramente l'automatico sarebbe da preferire. Mentre nei percorsi cittadini non si fa caso al rombo mozzo tipico dei tre cilindri, su percorsi extra urbani è più sensibile l'aumento di decibel.

Il contesto veloce è quello più adatto all'utilizzo del ProPilot, che per la prima volta approda su Juke. Avevamo già testato questo sistema di assistenza alla guida mesi addietro, e confermiamo l'impressione: bene come punto di partenza, apprezzabile l'ampiezza delle funzionalità, ma tanta potenzialità merita un affinamento. E certo, nel giudizio pesa l'assenza di cambio automatico che limita moltissimo, laddove non elimina, l'intervento umano. Il cruise control adattivo, ad esempio: in caso ci si trovi davanti un veicolo che procede più lentamente, tende più a frenare che a rallentare, dando sensazione di 'emergenza' oltre a richiedere spesso di scalare i rapporti. In alcune occasioni, il lane assist necessita di spazi piuttosto ampi per l'ottimale funzionamento e risente marcatamente di fondi stradali non perfetti.

Il motore, però, è una sicurezza: risponde rapidamente, è elastico e leggero e soprattutto è davvero poco pretenzioso quanto a consumi: nella nostra prova, fuori città e a velocità costante, siamo arrivati a segnare 4,6 litri per 100 km. In condizioni più facilmente riproducibili, si passa ai circa 6 litri/100 km: in linea con quanto dichiarato dalla Casa.
Il prezzo di listino della nuova Nissan Juke è di 20mila euro. La versione in prova supera di poco i 26mila.

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Ambiente e giustizia sociale, le persone in tutto il mondo unite sulle questioni che contano

La ripresa coincide con desiderio di sostenibilità e cambiamenti reali

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In diversi paesi e in diverse culture le persone richiedono un mondo più giusto e più sostenibile per la ripresa post lockdown. Da un sondaggio condotto in sette paesi dalla società inglese A Bird's Eye View emergono differenze e aspettative comuni. Gli intervistati  di Italia, Francia, Inghilterra, Chile, Perù, Indonesia, Nigeria ritengono che la pandemia di Coronavirus possa essere un'opportunità per trasformare in meglio società, ambiente ed economia. Lo studio rivela il desiderio di un mondo più giusto e più sostenibile. Quasi tre quarti delle persone (71%) intervistate nei sette paesi credono che la "nuova normalità" cambierà definitivamente la società. Quasi nove su dieci (85%) ritengono che la crisi stia "accelerando" cambiamenti che sarebbero comunque dovuti avvenire. Solo il 25% prevede che la "vecchia normalità" ritorni. I risultati della ricerca di A Bird’s Eye View rivelano un sorprendente spirito di speranza in diverse culture, paesi, economie e società. Nonostante i timori di difficoltà finanziarie, c'è un forte senso di solidarietà, più di due persone su tre intervistate (72%) hanno dichiarato di sentirsi positive per il futuro. In tutti i paesi intervistati, più di nove su dieci hanno affermato che la ripresa dovrebbe tenere conto delle questioni ambientali e sociali, nonché economiche. 

Le persone in tutto il mondo unite sulle grandi questioni che contano

Il cambiamento sociale è una priorità assoluta, l'82% afferma che i problemi sociali sono cresciuti di importanza dopo la pandemia di Coronavirus. Più di due su cinque (43%) affermano che la disuguaglianza sociale conta per loro. Oltre la metà delle persone (52%) desidera un migliore accesso all'assistenza sanitaria, arrivando al 69% nei paesi in via di sviluppo.

Nei paesi sviluppati, l'equità è un problema critico. Quasi la metà (47%) desidera che il governo fornisca salari più equi e migliori condizioni di lavoro per insegnanti, operatori sanitari e altri ruoli nei settori essenziali. A livello globale, il 48% si rivolge alle grandi aziende per migliorare i salari e le condizioni di lavoro e il 37% chiede di migliorare la distribuzione della ricchezza nella società. L'economia rimane in cima all'agenda. Oltre la metà (56%) delle persone afferma di essere preoccupata per il rispetto degli impegni finanziari e il 54% teme la disoccupazione.

Nel mondo sviluppato, più di due persone su cinque (45%) desiderano che i governi sostengano la ripresa delle piccole e medie imprese. Un ulteriore 49% desidera investimenti in settori trasformativi come l'energia e l'economia a basse emissioni di carbonio. Nei paesi in via di sviluppo, dove molti lavoratori fanno parte dell'economia informale, la metà (53%) richiede alle aziende la creazione di posti di lavoro più sicuri e inclusivi. Si crede nel potere e nell'importanza della tecnologia, due terzi (65%) si aspettano che la tecnologia acceleri i cambiamenti nel modo in cui viviamo, lavoriamo e socializziamo. Nei paesi in via di sviluppo, dove mancano le infrastrutture, quasi la metà (48%) desidera che il governo migliori l'accesso alla tecnologia e fornisca servizi virtuali nazionali come la telemedicina e la scolarizzazione.

Le persone vogliono che il governo e la comunità lavorino insieme per guidare la ripresa

Un grosso onere di aspettativa è per i governi nazionali: in quasi tutti i paesi esaminati è il governo nazionale ad essere sotto osservazione, al di sopra del governo locale, le ONG, le organizzazioni internazionali, le imprese e le istituzioni finanziarie, che sono visti come critici per la ripresa post-pandemia.

Quattro persone su cinque (79%) ritengono che la comunità abbia un ruolo importante nel condurre il recupero post-Coronavirus. Due su cinque (43%) ritengono che la società diventerà meno individualista a causa del Coronavirus e oltre la metà (58%) afferma di dare maggior valore alla collaborazione con familiari, amici, comunità e colleghi. I leader politici e le istituzioni regionali hanno un ruolo significativo da svolgere, il 77% si aspetta che il governo locale assuma un ruolo guida nella ripresa.

L'ambiente è una priorità
Oltre i due terzi (69%) affermano che le questioni ambientali sono diventate più importanti dall'inizio della pandemia. Ben oltre la metà delle persone afferma che i cambiamenti climatici dell'inquinamento (62%) (59%) e la scarsità di risorse naturali (58%) sono problemi importanti che incidono sulla loro vita quotidiana. Quasi la metà delle persone (46%) si aspetta che la protezione dell'ambiente abbia una maggiore priorità mentre pianifichiamo la ripresa e ci sono forti aspettative da parte delle imprese a guidare il cambiamento, il 61% desidera che le imprese migliorino il loro impatto ambientale e sociale.

L'Italia chiede una rivoluzione verde

In Italia oltre i due terzi delle persone (69%) ritiene che le questioni ambientali siano diventate più importanti da quando il Coronavirus ha colpito, il 63% è interessato dai cambiamenti climatici, il 57% dall'inquinamento. Quasi la metà degli italiani (44%) desidera che il governo incentivi gli investimenti in settori trasformativi come l'energia e la tecnologia a basse emissioni di carbonio, e due su cinque (41%) ritengono che sia importante che il governo si concentri sulla ricostruzione delle infrastrutture nazionali per la ripresa e il futuro.

Gli italiani sono pronti ad apportare modifiche al proprio stile di vita per sostenere una ripresa verde, oltre la metà (56%) afferma che darà più priorità all'ambiente, una proporzione maggiore rispetto a qualsiasi paese intervistato.

Le differenze tra paesi evidenziate dallo studio mostrano che l'ampia domanda globale di cambiamento sociale, ambientale ed economico trova espressione diversa nelle diverse nazioni e culture.

L’Italia richiede una rivoluzione delle infrastrutture. Più di due terzi degli intervistati (69%) ritiene che le problematiche ambientali siano diventate più importanti dall’inizio del coronavirus, il 63% è preoccupato per i cambiamenti climatici e il 57% per l’inquinamento. Quasi metà degli italiani (44%) vuole che il governo investa in settori come l’energia e in tecnologie a basse emissioni di carbonio, il 56% afferma che in prima persona darà più importanza all’ambiente.

La Francia è leader mondiale nel porre l'ambiente al centro della sua ripresa. Quasi due terzi (61%) delle persone in Francia hanno invitato il governo a investire nell'economia a basse emissioni di carbonio e il 90% chiede alle imprese di agire sul proprio impatto ambientale e sociale.

Il Regno Unito vuole un accordo più equo per i lavoratori. Oltre la metà (52%) desidera che il governo migliori i salari e le condizioni di lavoro per insegnanti e operatori sanitari, il 60% desidera che le grandi imprese offrano salari e condizioni di lavoro più equi e il 70% desidera che migliorino il loro impatto ambientale e sociale.

Il Perù chiede grandi miglioramenti per l'assistenza sanitaria e l'istruzione, il 77% delle persone sostiene un miglioramento dell'assistenza sanitaria universale, quasi 1,5 volte la media globale. Un ulteriore investimento del 55% in infrastrutture sanitarie, più di qualsiasi altro paese. Il Perù è anche il paese che più probabilmente richiederà investimenti nell'istruzione (50%).

Il Cile richiede una soluzione alla disuguaglianza sociale. Quasi due terzi (60%) affermano che la disuguaglianza sociale è una questione prioritaria e desiderano che il governo nazionale e regionale e la comunità si riuniscano per affrontarlo. Oltre la metà (58%) ritiene che la società diventerà meno individualista e più orientata alla comunità. Oltre i due terzi si aspettano che le aziende offrano salari e condizioni di lavoro più equi e il 53% desidera che migliorino la distribuzione della ricchezza nella società.

L'Indonesia è focalizzata sul sostegno alla sua economia informale e desidera che i governi nazionali, regionali e locali lavorino insieme per trovare soluzioni. Quasi due terzi (60%) vogliono che il governo dia la priorità al supporto per le piccole e medie imprese e il 56% chiede al governo di costruire una rete di sicurezza sociale più forte. Ben oltre la metà (59%) degli indonesiani desidera che le aziende creino luoghi di lavoro più sicuri e inclusivi.

La Nigeria vuole una migliore assistenza sanitaria per tutti. Le persone sono preoccupate per la sicurezza della propria famiglia (63%), la minaccia di malattia (74%) e la parità di accesso all'assistenza sanitaria (54). Ben oltre i due terzi (71%) desiderano che il governo migliori l'offerta di assistenza sanitaria universale e il 53% richiede una migliore infrastruttura sanitaria.

 

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Jeep Gladiator Altitude, pick-up 'invernale' a prova di gelo

Finiture dark e hard top standard per serie limitata mercato Usa

Motori Prove e Novità
Chiudi Jeep Gladiator Altitude, pick-up 'invernale' a prova di gelo (ANSA) Jeep Gladiator Altitude, pick-up 'invernale' a prova di gelo

Sulla scia del successo delle due precedenti serie limitate High Altitude e North Edition, Jeep lancia negli Stati Uniti la nuova serie speciale del pick-up Gladiator che riunisce in una sola gamma le prerogative delle precedenti. In arrivo nelle concessionarie Usa dal prossimo settembre Jeep Gladiator Altitude è riconoscibile esternamente per particolari accenti esterni 'dark' e ruote in diamantate color granito da 18 pollici con pneumatici 255/70 R 18 Bridgestone Dueler, utilizzando come versione di partenza il Gladiator Sport S. Oltre alla griglia in tinta vettura con gole e anelli dei fari grigio scuro e ai badge Jeep e Trail in nero spicca la presenza di un hardtop Freedom nero che, come era stato proposto con il Gladiator North Edition, aumenta il confort nella stagione più rigida, anche con gelo intenso. ''Il nostro modello Jeep Gladiator Altitude è una risposta diretta ai clienti che chiedono un aspetto 'dark' direttamente dalla fabbrica - ha detto Jim Morrison, responsabile del marchio Jeep - FCA North America - e questa versione di Gladiator completa la gamma Altitude che continua a entusiasmare la clientela''. Equipaggiato con il collaudato motore Pentastar V-6 da 3,6 litri Gladiator è un pick-up in perfetto stile Jeep, pensato e costruito per soddisfare le esigenze di uno stile di vita attivo offrendo allo stesso tempo gli attributi tradizionali del brand, come la capacità di affrontare le situazioni off-road più impegnative. Oltre che in Bianco e in Nero, Jeep Gladiator Altitude - che era stato svelato nello scorso febbraio al Salone di Chicago - è disponibile nelle tinte Firecracker Red, Billet Silver, Granite Crystal, Sting Gray, Hydro Blue, Gator e Gobi.

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Anziano a chi? La soglia si alza 73 anni per gli uomini, 76 per le donne

Istat certifica in base all'aspettativa di vita, 65 anni ancora giovani e ad 80 tanti in ottima salute

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Una coppia senior foto iStock. (ANSA) Una coppia senior foto iStock.

Nei "mitici anni '60" si diventava anziani al 65/o compleanno, ma oggi a questa età ci si sente e si è considerati ancora nel pieno del benessere psico-fisico, si può essere ancora inseriti nel mondo del lavoro o ci si può occupare attivamente dei propri interessi personali o familiari.
Nel 1980 un uomo era anziano a 66 anni e una donna a 70, nel 2000 l'anzianità arrivava a 70 anni per gli uomini e 74 per le donne. L'età anagrafica, però, non è più indicativa della terza età, merito soprattutto dell'aspetattiva di vita che si è allungata, per cui oggi un uomo è anziano da 73 anni e le donne da 76. Nel 2060, stando alle previsioni, si potrebbe arrivare rispettivamente a 76 e a 79. Un bel balzo rispetto agli anni Sessanta.
L'analisi è contenuta nel Rapporto annuale dell'Istat che nel capitolo dedicato alle condizioni di vita degli anziani rileva come non valga più neanche "lo stereotipo di persone isolate e bisognose di assistenza continua tanto da rappresentare un peso per la società e per le famiglie". La qualità della vita, ovviamente, è correlata alle condizioni di salute - osserva l'Istituto di statistica - e anche quando non sono ottimali, si esprime un grado "buono" di soddisfazione per la vita. "Quasi il 50% degli ultraottantenni vive un'ottima qualità della vita, dimostrando di essere molto attivo, di avere una rete di relazioni estesa e una partecipazione culturale discreta, a volte anche intensa", sottolinea l'Istat precisando che nelle aree metropolitane, vive "circa l'11,9% degli ultraottantenni, che hanno un livello di istruzione mediamente più elevato, che si associa a una più intensa partecipazione sociale: l'88,5% prende parte ad attività culturali, il 93,9% si interessa di politica, oltre il 70% si dedica alla lettura ed è molto più attivo della media rispetto all'utilizzo di internet" e nell'insieme "svolgono più spesso attività fisica".
Circa il 33% di questa fascia della terza età (cioè 2 milioni e 137mila), gode di buona salute, risiede soprattutto nel Nord e dichiara risorse economiche ottime o adeguate. Quindi "esprime elevati livelli di soddisfazione per la vita nel complesso, frequenta gli amici assiduamente, ha una rete anche di parenti e e conoscenti su cui può contare in caso di bisogno". In sostanza, sintetizza l'Istat, "gli anziani non sono gli stessi di una volta" e queste considerazioni offrono l'opportunità di valutarne meglio l'impatto progressivo dal punto di vista sociale ed economico. C'è però anche una quota di anziani, pari al 27%, che si trova in condizioni svantaggiate: sono persone affette da una o più patologie croniche, con gravi limitazioni nelle funzioni e risorse economiche quasi sempre scarse o insufficienti. Quelle che vivono in piccoli centri sono in forte isolamento sociale, senza una rete di amici o di conoscenti su cui contare, in prevalenza donne, vedove e vivono nel Mezzogiono

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Rolando D'Arco nuovo head european market di FCA Bank Group

Nomine anche per Luca Caffaro, Juan Manuel Pino e Marcella Merli

Motori I protagonisti
Chiudi Rolando D'Arco nuovo head european market di FCA Bank Group (ANSA) Rolando D'Arco nuovo head european market di FCA Bank Group

Giro di poltrone in FCA Bank con quattro nuove nomine all'interno del Gruppo dallo scorso primo luglio. Rolando D'Arco ha assunto il ruolo di head of european market per FCA Bank Group, prendendo il posto di Alain Juan, che esce dall'azienda per perseguire interessi personali. D'Arco, in precedenza Ceo di FCA Capital France, nella nuova posizione riporterà a Giacomo Carelli, Ceo e general manager di FCA Bank Group, continuando a mantenere la precedente responsabilità di head of business development. La posizione di Ceo di FCA Capital France passa a Luca Caffaro, in precedenza chief financial & credit officer di Ferrari Financial Services in Germania. Caffaro, nella nuova posizione, riporterà a Rolando D'Arco, nuovo head of european market di FCA Bank Group.

Juan Manuel Pino assume invece il ruolo di head of sales & marketing di FCA Bank Group prendendo la posizione che era di Marcella Merli, che a sua volta ha assunto un altro incarico all'interno del Gruppo. Juan Manuel Pino, in precedenza sales & marketing manager di FCA Capital Espana, riporterà a Giacomo Carelli, Ceo e general manager di FCA Bank Group. Infine Marcella Merliassume il ruolo di country manager per FCA Bank Belgium, prendendo il posto dell'uscente Jean Luc Mas.

Anche la Merli, in precedenza head of sales & marketing di FCA Bank Group, riporterà a Rolando D'Arco.

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Kia Motors Europe, importante avanzata vendite elettriche

Ogni nuova auto lanciata avrà anche un propulsore elettrificato

Motori Industria
Chiudi Kia Motors Europe, importante avanzata vendite elettriche (ANSA) Kia Motors Europe, importante avanzata vendite elettriche

Nonostante la complessa situazione derivante dal Coronavirus Kia Motors ha fatto registrare nel primo trimestre del 2020 vendite record in Europa di modelli elettrici. Da gennaio a marzo le immatricolazione di modelli elettrici Kia sono cresciute del 75% rispetto al primo trimestre del 2019, raggiungendo le 6.811 unità. Ciò significa che oggi le auto Kia a zero emissioni rappresentano il 6,0% delle vendite totali europee dell'azienda (primo trimestre 2020) mentre mentre nello stesso periodo dello scorso anno arrivavano al 2,9%.

Si tratta di una importante conferma della strategia a medio-lungo termine - denominata Plan S - che era stata annunciata a inizio anno e che punta a stabilire progressivamente una posizione di leadership nel futuro settore automobilistico, includendo i servizi di elettrificazione e mobilità, nonché la connettività e la guida autonoma.

Plan S è stato modellato per delineare un passaggio - definito ''preventivo e intraprendente'' - di Kia da un sistema aziendale incentrato sui modelli con motore a combustione interna verso uno incentrato sulla diffusione di auto elettriche. Per raggiungere questi obiettivi, Kia prevede di affiancare alle attuali e-Soul ed e-Niro undici nuovi modelli elettrici nel 2025 a livello globale, all'interno dei diversi segmenti: dalle auto ai suv, ed anche i minibus.

La prima Kia elettrica 'evoluta' in quanto basata sulla tecnologia di prossima generazione sarà presentata in Europa nel 2021. Suo punto di forza sarà il fatto di essere costruita su una inedita piattaforma specificamente progettata per ospitare il propulsore e i diversi elementi della tecnologia elettrica, facendo di questo modello e di quelli che seguiranno il riferimento nell'ambito degli EV a livello mondiale. Si tratterà - anticipa Kia - di crossover che confonde fonde in modo ottimale le caratteristiche e le prerogative dei modelli orientati esclusivamente sui passggeri con i suv sportivi, fornendo un'esperienza di viaggio orientata al futuro. La futura terza Kia 100% elettrica garantirà anche un'autonomia di oltre 500 chilometri, nonché un tempo di ricarica 'fast' inferiore ai 20 minuti.

''Molti dei nuovi modelli elettrici presenti nei programmi di Kia saranno offerti in Europa - ha detto Emilio Herrera, Con di Kia Motors Europe - visto che è attualmente il mercato di riferimento per la crescita delle vendite di EV in tutto il mondo. Siamo incoraggiati dal successo iniziale delle vendite dell'attuale generazione di modelli elettrici, il nuovo e-Niro ed e-Soul, che sono stati ben accolti dagli acquirenti in tutto il Continente. E i nostri modelli di prossima generazione accelereranno ulteriormente questa tendenza''.

Parallelamente all'introduzione nel 2021 della prima Kia a zero emissioni di nuova generazione, l'azienda proseguirà ad aggiornare ogni nuova linea di modelli per l'Europa da ora con almeno una variante di elettrificazione (ibrido leggero MHEV, ibrido HEV, ibrido plug-in PHEV o elettrico BEV) per accompagnare la crescita della percentuale dei modelli a tecnologia avanzata nelle vendite europee del marchio.

Ma non è tutto: dopo il lancio del primo EV dedicato nel 2021, Kia introdurrà diversi altri veicoli a zero emissioni dal 2022 in poi, con un design specifico e capaci di offrire agli utenti nuove esperienze anche nell'impiego quotidiano. I futuri modelli elettrici di Kia utilizzeranno sistemi a 400 o 800 Volt, consentendo una ricarica rapida o rapidissima a seconda delle necessità degli acquirenti e di ogni singola linea di auto.

''Vogliamo dare ai clienti europei il miglior controvalore possibile per i loro soldi - ha detto Pablo Martinez Masip, direttore pianificazione e pricing per Kia Motors Europe - una cosa che ci vede impegnati con ogni nuova auto. Ciò significa che alcuni modelli elettrici, in particolare quelli rivolti ad acquirenti più attenti ai costi, utilizzeranno un sistema a 400 Volt. La ricarica a 800 Volt, tuttavia, non sarà semplicemente riservata ai modelli di punta di Kia, ma in generale ad un preciso profilo di utilizzatori''. ''Entrambi i sistemi possono essere riforniti di energia a casa o alle colonnine pubbliche - ha precisato Martinez Masip - con una ricarica rapida a 800 Volt che migliora l'usabilità nei modelli che percorrono molti chilometri. Anche il sistema a 400 Volt, come già riscontrato in e-Niro ed e-Soul, consente anche una ricarica rapida e rimarrà rilevante per molti clienti che hanno una maggiore flessibilità su dove e quando ricaricare. Soddisferemo tutte le esigenze''. Kia punta con Plan S a raggiungere 500.000 vendite annuali globali di modelli elettrici entro il 2026, raggiungendo in Europa entro lo stesso periodo, oltre il 20% di vendite di BEV.

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Coronavirus, una mutazione lo rende più contagioso

Non si sa se più cattivo. Ora è dominante nel mondo

Salute & Benessere Sanità
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(di Adele Lapertosa) Di tutte le 8000 mutazioni studiate nel virus SarsCov2 ce n'è una, al momento, che è bene studiare e tenere d'occhio: si chiama D614GC ed è avvenuta nella sua principale arma, la proteina Spike, che gli apre la strada nelle cellule umane. E' diventata dominante nel mondo e permette al virus di replicarsi meglio e più velocemente all'interno delle cellule, rendendolo più contagioso. Non si sa ancora invece se lo rende anche più cattivo, come precisano sulla rivista Cell i ricercatori della Duke university e del laboratorio nazionale di Los Alamos negli Usa, guidati da Bette Korber.

La mutazione era già stata descritta ad aprile dagli stessi ricercatori in uno studio pubblicato sul sito bioRxiv, senza però revisione scientifica. In base ai commenti arrivati da altri colleghi e dalla rivista Cell, gli studiosi americani hanno condotto ulteriori esperimenti, analizzando i dati di 999 pazienti britannici ricoverati per Covid-19. Hanno così potuto osservare una maggiore quantità di particelle virali in chi aveva questa mutazione. Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno anche mostrato che questa variante rende il virus dalle 3 alle 6 volte più capace di infettare le cellule umane. La mutazione in laboratorio sembra renderlo più infettivo. Il dato sicuro è che questa mutazione è ormai "diventata dominante nel mondo, perchè ha dato un vantaggio selettivo al virus. C'è in Italia, in Europa, negli Stati Uniti, non c'era a Wuhan", rileva Giorgio Palù, virologo dell'università di Padova.

"In laboratorio si è visto che permette al virus di infettare meglio le cellule umane, e in vivo sembra avere una carica virale maggiore. Se la carica virale è più alta, la trasmissione è più facile. Questa variante rende quindi il virus più contagioso", prosegue Palù. Se lo renda più virulento, cioè capace di provocare forme più gravi di Covid-19, è ancora da dimostrare. "Per questo servono ulteriori studi di conferma. Ci sono del resto anche persone asintomatiche con questa mutazione. La cosa che non bisogna dimenticare - conclude Palù - è di mantenere comunque alta la cautela, continuando ad indossare le mascherine, lavarsi le mani e mantenere il distanziamento. L'infezione dipende infatti da quante persone ci sono in giro, da quanti contatti abbiamo e da quanto tempo dura l'infezione nell'organismo". 

   

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Seat, parte il 'drive-in' benefico a Bergamo

Alla Seat Summer Arena 130 posti auto a partire dall'8/7

Motori Attualità
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Al cinema d'estate ma con la comodità e la tranquillità di essere seduti nella propria auto. La necessità di proseguire nel distanziamento sociale, ha spinto Seat e il Comune di Bergamo a sposare il progetto curato da SBAM e a creare la Seat Summer Arena, un grande drive-in in fase di allestimento proprio in questi giorni in Piazza Celadina a Bergamo. Un ritorno al passato rivisitato con tutte le tecnologie a disposizione oggi, dal maxischermo, alla tecnologia DCP Cinema e un suono che permettono un'esperienza coinvolgente e da vivere in totale comfort e sicurezza, senza scendere dalla propria auto, grazie alle frequenze FM offerte dal gruppo editoriale NumberOne, media partner dell'iniziativa e da tempo in prima linea per sostenere la città in cui ha sede. La capienza è stata fissata a 130 auto che si parcheggeranno davanti ad un maxi schermo di circa 90 metri quadri, con un'originale soluzione audio per un perfetto sonoro a bordo e 20 serate di cinema grazie a una programmazione con titoli di attualità nel mondo cinematografico. La situazione di emergenza sanitaria ha portato molte aziende, tra cui SEAT, a mettersi a disposizione della società, tramite iniziative portate a termine convertendo le proprie attività. La casa automobilistica, insieme a diversi partner tecnologici e sanitari, ha riconvertito una parte della linea di montaggio della nuova SEAT Leon presso lo stabilimento produttivo di Martorell (Barcellona), per avviare la produzione di respiratori di emergenza con cui fare fronte alla crisi sanitaria del Paese.

Consapevoli delle difficoltà, il marchio ha inoltre recentemente realizzato una donazione a favore dell'iniziativa internazionale YoMeCorono, mirata a supportare la ricerca e lo sviluppo di un vaccino contro il virus COVID-19. "La Seat Summer Arena - ha dichiarato l'Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Nadia Ghisalberti - è un'iniziativa nuova per Bergamo che va ad arricchire ulteriormente il progetto Torniamo in Scena, un cartellone di eventi teatrali, musicali e ora anche cinematografici che rappresentano la rinascita dell'attività culturale della città dopo il lockdown. Sono particolarmente contenta di poter destinare l'incasso delle serate in programmazione all'Associazione Aiuto Donna di Bergamo che si occupa di sostenere le donne nel loro percorso di emancipazione dalla violenza e dai maltrattamenti, una situazione che ben sappiamo essersi acuita durante l'emergenza Covid-19". Il ricavato dei biglietti di ingresso sarà devoluto a supporto dell'Associazione Aiuto Donna. Il programma prevede, dal prossimo 8 luglio e fino al 9 agosto, quattro giorni di proiezione settimanale (mercoledì, giovedì, venerdì e sabato sera, con apertura dei cancelli prevista alle ore 21.00 e inizio dello spettacolo alle 21.30). I biglietti si possono prenotare a partire da 07/07/2020 su www.seatsummerarena.it al prezzo di 12 euro per auto. Per i clienti che lo vorranno, ci sarà inoltre la possibilità di prenotare la fila Premium Leon, per vivere l'esperienza proprio a bordo della nuova Leon, ultima nata di casa Seat.

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Coronavirus: contagi ancora su, +223. Le vittime sono 15

Speranza, la partita non è vinta ma la curva è stata piegata. Monitoraggio Covid, ok lockdown ma persiste una trasmissione diffusa del virus

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Una dottoressa processa tamponi test Covid-19 in una foto di archivio (ANSA) Una dottoressa processa tamponi test Covid-19 in una foto di archivio

Sono 223 oggi i nuovi contagiati di coronavirus, in aumento rispetto a ieri quando erano stati 201. Di questi, 115 casi sono in Lombardia, il 51,5% del totale in Italia. Il numero totale dei casi sale così a 241.184. Le vittime nelle ultime 24 ore sono invece 15, in calo rispetto alle 30 di ieri. I morti per coronavirus salgono così a 34.833, secondo i dati del Ministero della Salute. 

"La partita non è vinta, ma i numeri ci segnalano che la curva è stata significativamente piegata. Se questo è avvenuto è merito di un Paese che ha trovato energie e risorse". Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al Consiglio nazionale della Uil pensionati, riconoscendo anche "il merito delle parti sociali" e "la grande unità nazionale" dimostrata in questa "crisi terrificante". "Sono stati mesi molto duri - ha affermato - Mi sento di poter dire che le istituzioni e il sistema Paese hanno retto di fronte ad una prova così difficile". 

"Dobbiamo dire che è definitivamente chiusa la stagione dei tagli alla spesa sociale, dei tagli al servizio sanitario nazionale" ha detto Speranza aggiungendo che è il momento di "una nuova stagione di politica economica espansiva". 

Monitoraggio Covid, ok lockdown ma trasmissione diffusa - Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell'infezione da SARS-CoV2, persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti. Da qui il richiamo a mantenere "alta l'attenzione". Questo quanto stabilito dal report settimanale che riporta i dati del monitoraggio ministro della Salute-Iss. L'analisi è relativa ai dati per il periodo 22-28 giugno, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020.
   

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Orto, giardinaggio e inviti, la casa è al centro di tutto

Dati Gfk Sinottica, 27% coltiva ortaggi, Esterno è sfogo fondamentale e così ci sentiamo al sicuro

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi Pomodori coltivati in terrazzo foto iStock. (ANSA) Pomodori coltivati in terrazzo foto iStock.

Durante il periodo del lockdown, avere una casa con uno sfogo all’aperto si è rivelata una risorsa fondamentale per gli italiani. Balconi, terrazzi e per i più fortunati anche giardini ed orti sono stati un vero salvavita durante questo periodo così duro. Questi spazi rimangono centrali anche in questa fase dell’emergenza, in cui la casa rimane un punto di riferimento, ma con la bella stagione e le giornate calde si ha voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta e in compagnia, continuando a sentirsi al sicuro e protetti. E' una tendenza che va avanti con gli anni ma adesso ha un vero e proprio picco. gli italiani hanno maturato nuove abitudini e nuove esigenze legate al modo di vivere la propria abitazione. In crescita il tempo dedicato alla cucina e il 29% invita spesso gli amici a mangiare a casa. Sempre più diffusa anche la passione per la cura delle piante: il 39% degli italiani dedica tempo al giardinaggio e il 27% possiede un orto.
Secondo i dati GfK Sinottica, la maggior parte degli italiani gode almeno di uno spazio esterno “casalingo”: il 74% ha almeno un balcone e quasi uno su due (47%) ha un terrazzo. Ancora più fortunato quel 42% della popolazione italiana che vive in una casa con giardino. In questi spazi all’aperto si esprime la voglia degli italiani di stare a contatto con il verde. Infatti, uno dei trend in crescita negli ultimi anni è quello della cura delle piante: secondo i dati GfK Sinottica il 39% degli italiani dedica tempo al giardinaggio. Un dato in crescita del +3% rispetto al 2012 sul totale popolazione e di ben il +13% tra i Baby Boomer. Non solo fiori e piante d’appartamento: un quarto della popolazione italiana (27%) possiede e coltiva un orto. E di conseguenza si assiste alla moltiplicazione di orti sociali, comunitari e urbani: orti negli spazi comuni di grandi condomini o terreni pubblici che vengono dati in affidamento a chi intende coltivarli e curarli utilizzando per proprio consumo i prodotti. Ci sono ormai in tutte le città per contadini di nuova generazione che amano mangiare ciò che vedono crescere sotto i loro occhi con esperienze anche innovative come la CSA, un'azienda agricola collettiva composta da soci lavoratori, fruitori, sovventori e prestatori (tutti insieme prendono le decisioni sull'azienda), come la Semi di Comunità a Roma.

Assieme allo smart working, la maggiore richiesta di spazi verdi (possibilmente all’aperto) sarà sicuramente uno dei trend che influenzerà la nuova concezione di casa nei prossimi anni: non più luogo da frequentare pienamente solo nei fine settimana, ma spazi ed ambienti disegnati per rispondere alle esigenze dei suoi abitanti durante tutto l’arco della giornata.
Ma quali sono le attitudini e le aspettative degli italiani nei confronti della propria abitazione? In generale, dovrebbe essere un luogo caldo, fatto per la comodità e l’espressione del sé, per l’accoglienza di chi lo vive e per coltivare le relazioni. Il 58% degli italiani desidera una casa dove gli oggetti e gli arredi raccontino la propria personalità. Questa ambizione è particolarmente forte tra Millennial e Generazione X. Il 29% invita spesso gli amici a mangiare a casa propria (un’abitudine consolidata soprattutto tra i Millennial) e oltre la metà (55%) dichiara di dedicare molto tempo alla cucina. Anche questo è un trend in crescita: +5% rispetto al 2012.

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L'economia circolare serve, Italia record per rifiuti elettronici da smaltire (bene)

15-20 chili a testa tra batterie, circuiti, telefonini e altro, va usato il sistema di riciclo e corretto smaltimento

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi immondizia elettronica (ANSA) immondizia elettronica

Siamo arrivati a 53.6 milioni di immondizia elettronica prodotta solo lo scorso anno nel mondo, equivalenti a 350 transatlantici messi in fila. In cinque anni la mole di oggetti fatti con circuiti, parti elettroniche, con o senza batterie, è salita del 21% ed è destinata ad aumentare ancora perché siamo dipendenti dall’elettronica. Noi italiani possediamo dai 15 ai 20 chili di rifiuti elettronici a testa, un vero record, ed è urgente porvi rimedio.
Lanciano l’allarme i firmatari del nuovo report ‘Global e-waste monitor 2020’ a cura della United Nations University, componente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’unica soluzione - dichiarano gli autori- risiede nell’adottare i principi dell’economia circolare che va dal corretto smaltimento al riciclo dei pezzi elettronici fino alle riparazioni degli oggetti usati.

Condizionatori, televisori, monitor di ogni misura, lampadine, elettrodomestici, stampanti, ventilatori, giocattoli elettrici ed elettronici, telefoni cellulari, trasformatori, pile. Inoltre vestiti e devices ‘smart’. Quanti ce ne sono negli uffici e nei luoghi pubblici? Quanti ne avete in casa? E nella stanza dei vostri bambini? Con quanti giocattoli elettronici giocano i vostri figli, magari mettendoli in bocca anche quando rotti? Quanti ne gettate ogni anno e quanti ne fate riparare? Si tratta di oggetti che inquinano l’ambiente, sono tossici per la nostra salute e invece finiscono nelle discariche mentre potrebbero valere perfino un tesoro se riciclati in modo corretto da tutti, istituzioni, municipi e singoli cittadini. I rifiuti elettronici contengono una lunga lista di metalli preziosi e quelli prodotti lo scorso anno varrebbero 57 miliardi di dollari perché contengono oro, platino, argento, rame e così via. Invece sono finiti negli inceneritori e nelle discariche, quando non dispersi in giro. Come interrompere questo trend? L’economia circolare prevede lo smaltimento attraverso una precisa filiera organizzata fra municipi e società private che permetta il recupero dei ‘pezzetti’ e la loro rigenerazione. Una montagna di pezzi di seconda mano che potrebbe essere reimpiegata e che invece viene buttata via. Se in media nel mondo ogni uomo, donna o bambino genera 7.3 kg di immondizia di questo tipo, gli europei ne possiedono 16,2 chili a testa. Gli italiani fanno ancora peggio: fra i paesi del sud Europa siamo in fondo alla lista e possediamo dai 15 ai 20 chili pro capite di rifiuti elettronici.
“Se non si frena questo trend, i prodotti elettronici che finiscono nelle discariche diventeranno 74 tonnellate entro il 2030 e raddoppieranno nei prossimi sedici anni. Siamo sempre più dipendenti da questi oggetti che hanno anche un ciclo di vita più breve e meno possibilità di essere riparati”, precisano gli autori. “Si tratta di rifiuti che possiedono un elevato rischio per l’ambiente e per la salute per il rilascio di CO2 e per il contenuto di composti tossici come ad esempio il mercurio che può danneggiare il cervello umano e il sistema nervoso". E non si tratta di tracce: annualmente si stimano almeno 50 tonnellate di mercurio derivanti da monitor vecchi, circuiti e lampadine fluorescenti e a risparmio energetico.

"I risultati del report di quest'anno ci segnalano che l'umanità non sta implementando in modo sufficiente i sistemi di riciclo. Sono urgenti maggiori sforzi per garantire una produzione, un consumo e uno smaltimento globali più intelligenti e sostenibili delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. E' urgente ribaltare questo pericoloso modello seguito globalmente” , dichiara David M. Malone, rettore alla United Nations University e sottosegretario generale delle Nazioni Unite.

Come recuperare questo genere di rifiuti? Gli autori spiegano che le attività di raccolta oggi non bastano e anche laddove si parte con la raccolta attraverso rivenditori, punti di raccolta comunali e servizi di ritiro a domicilio per la raccolta differenziata non è detto che i ‘pezzetti’ elettronici non finiscano negli inceneritori o nelle discariche invece che essere recuperati. Senza contare quello che accade nei paesi in via di sviluppo dove milioni di persone raccoglie e ricicla i rifiuti elettronici in prima persona per poi venderli a chi ripara, rinnova o smantella nel proprio 'cortile', provocando gravi danni all'ambiente e alla salute umana.
Ognuno può fare la sua parte imparando a separare i pezzi elettronici dal resto, laddove possibile, recandosi ai punti di raccolta pubblici per lo smaltimento formale o usufruire del 'porta a porta' seguendo le indicazioni del proprio municipio, anche segnalando eventuali disservizi. Gli esperti delle Nazioni Unite raccomandato inoltre di non far giocare i bambini con giocattoli elettronici rotti e mal conservati che spesso mettono in bocca e di far attenzione alle riparazioni ‘fai da te’ in casa anche se ci sono adolescenti o ‘smanettoni’ appassionati. Circuiti e piccoli pezzi elettronici disperdono tracce nell’ambiente e sono pericolosi.

L'economia circolare si applica anche nel 'piccolo', a livello locale e nei singoli quartieri. Dopo anni di consumismo ‘elettronico’ sfrenato, infatti, si segnala un fiorente incremento di botteghe per la riparazione degli oggetti elettronici nelle città di tutta la penisola. La frenata dei consumi registrata nei mesi neri da Covid-19 sta facendo ripensare le proprie abitudini e i centri di assistenza e riparazione di elettrodomestici e oggetti elettronici hanno una sempre più lunga lista di attesa. A Milano in piena Chinatown è ‘Johnny aggiustatutto’ (e i suoi fratelli) il re indiscusso per le riparazioni di ogni genere di gingillo elettronico (in via Giordano Bruno). A Roma le cliniche per la riparazione di telefonini e talbet spuntano come funghi ed ogni quartiere possiede negozi (anche bugigattoli senza insegna ma rinomati per il passaparola) dove ragazzi giovani e molto esperti, spesso indiani, riparano ogni tipo di oggetto elettronico, raccogliendo pezzetti di scarto utili per rigenerare altri oggetti. Anche sul fronte degli elettrodomestici fanno sempre più affari i rivenditori che offrono anche assistenza in loco, senza contare che il mercato di oggetti elettronici ‘rigenerati’ e garantiti anche dagli stessi marchi che producono quelli nuovi è sempre più fiorente.  

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AC Cobra, rinasce icona degli Anni '60 anche in versione EV

Look 100% originale, motori EcoBoost Ford o elettrico da 230 kW

Motori Prove e Novità
Chiudi AC Cobra, rinasce icona degli Anni '60 anche in versione EV (ANSA) AC Cobra, rinasce icona degli Anni '60 anche in versione EV

Chi avrebbe mai immaginato che da un'azienda, la Auto Carrier (AC) nata dall'incontro tra un macellaio all'ingrosso e un tecnico automobilistico che nel 1901 realizzarono un triciclo con motore monocilindrico per ii trasporto di merci, sarebbe poi scaturito molti anni dopo uno dei 'bolidi' più famosi nel mondo delle quattro ruote, la AC Cobra. Di questa auto sportiva, nata nel 1962 e prodotta attraverso varie declinazioni industriali fino ai giorni nostri, rinascono ora una - anzi due - riedizioni dell'originale. Le propone la AC Cars England Ltd di Norfolk in Gran Bretagna, con una carrozzeria che non si discosta dalla bella sessantenne sportiva e con due differenti motorizzazioni, la tradizionale 140 Charter Edition (il motore è un Ford EcoBoost 2.3 da 355 Cv già presente nella ultima Mustang) e l'innovativa Cobra Series 1 Electric a batteria. Sotto al caratteristico cofano in questo caso è pronto a scattare (silenziosamente) un'unità elettrica da 230 kW (pari a 313 Cv) e capace di erogare una coppia di picco di 500 Nm. Le batterie da 54 kWh assicurano un'autonomia massima di circa 240 km, naturalmente se non si esagera con la pressione sull'acceleratore. Le due AC Cobra saranno prodotte in sole 58 unità per ogni serie, a voler celebrare con questo numero l'età della prima edizione, nata appunto nel 1962. I prezzi, corrispondenti a circa 153.000 euro per l'elettrica e 94.500 euro per quella a benzina sono certamente da 'amatori' ma sono ben lontani dal valore che può avere una Cobra originale, come la 289 Shelby Cobra del 1964 che è passata di mano ad un'asta di Barrett-Jackson per 475mila dollari, cioè 424mila euro.

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Auto, in vendita la Aston Martin di David Beckham

Sul sito Auto Trader al prezzo di 445mila sterline

Motori Attualità
Chiudi Auto, in vendita la Aston Martin di David Beckham (ANSA) Auto, in vendita la Aston Martin di David Beckham

La Aston Martin di David Beckham è in vendita.

L'annuncio è apparso sul sito specializzato Auto Trader, l'Aston Martin AMV8 Volante è quotata 445mila sterline. La stella del calcio, che ha giocato per il Manchester United, il Real Madrid, LA Galaxy e il PSG, ha acquistato il modello vintage nel 2003 ed è stato costantemente visto girare per le strade di Londra, in compagnia della moglie Victoria, a bordo del bolide color vinaccia. Ne è stato così affezionato negli anni al punto che l'esemplare fu spedito in Spagna quando era sotto contratto con il Real Madrid. Realizzato nel 1988 e rifinito in rosso intenso, il veicolo vanta interni in pelle color crema, radica di noce e un V8 da 423 cavalli che generano 96 km/h in soli 5,2 secondi e fino a una velocità massima di 270 km/h. Beckham ha avuto la V8 Volante, una dei pochissimi 78 esemplari realizzati, per 15 anni, prima di separarsi nel 2018. L'auto è in vendita da Aston Martin Works su Auto Trader ad un prezzo esorbitante (548.808 dollari), ma per il collezionista di auto potrebbe valerne la pena data la marca, il modello, le condizioni generali, i legami delle celebrità e il fatto che sia offerto con una garanzia di auto d'epoca di 12 mesi.

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Onu in Italia, viaggi in sicurezza e sostenibili

Pecoraro Scanio (Fondazione Univerde), Roma ospiti meeting turismo green

Ambiente & Energia Istituzioni e UE
Chiudi Fondazione Univerde nell'ambito della campagna #ioviaggioitaliano (ANSA) Fondazione Univerde nell'ambito della campagna #ioviaggioitaliano

(ANSA) - ROMA - "C'è una sfida per un turismo diverso con una via in sicurezza e sostenibile". Lo ha detto il segretario generale dell'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (Unwto), in Italia per il primo tour internazionale sul rilancio del turismo post-Covid, Zurab Pololikashvili, all'incontro promosso dal presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, nell'ambito della campagna #ioviaggioitaliano e ospitato sulla panoramica terrazza Rhinoceros Entr'acte alla Fondazione Alda Fendi. Incontro al quale hanno partecipato anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e l'ambasciatore della Georgia in Italia, Konstantine Surguladze. Pololikashvili, che dopo Roma è in visita a Milano e Venezia, è accompagnato dal direttore Europa dell'Unwto, l'aquilana Alessandra Priante.
    "Per primo ho voluto visitare l'Italia, perché è il Paese più importante al mondo per il turismo. L'Italia - ha detto all'ANSA Pololikashvili - è un Paese leader e tornerà alla vita normale per il settore turismo dopo questo periodo". "Come rappresentante della Unwto - ha detto - mi ero incontrato a maggio dello scorso anno con Pecoraro Scanio e subito ci eravamo capiti per le politiche da promuovere per un turismo sicuro e sostenibile. E' una nostra priorità e contiamo molto sulle iniziative delle organizzazioni della società civile come la Fondazione Univerde. Dopo la fase pandemica questa priorità è divenuta ancora più importante". "Dobbiamo fare più comunicazione - ha aggiunto Pololikashvili - e questo è il ruolo dell'organizzazione che rappresento, sensibilizzare le persone ad avere fiducia e i governi a dare precise informazioni dicendo che il turismo non è pericoloso".
    "E' necessario investire molto sulla fase di restart - ha concluso segretario generale Unwto - come ritorno alla vita normale, amicizia, rapporti personali, viaggi, cibo e turismo attivo, insegnare di nuovo il gusto del viaggio".

Turismo: Priante (Unwto), settore forza positiva per il mondo - "Dopo quattro mesi che avevo iniziato a lavorare all'Unwto è scoppiata la pandemia. Mi sono chiesta: il turismo sta morendo o possiamo fare qualcosa per cambiare il mondo? Il turismo è una forza positiva a livello globale. Ci siamo messi a lavorare, probabilmente come mai prima, per sostenere non solo tutti gli Stati membri ma anche tutti i Paesi del mondo con analisi, dati, linee guida e raccomandazioni per affrontare l'impatto della pandemia sia per il settore privato che per quello pubblico". Lo ha detto all'ANSA il direttore Europa dell'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (UnWto), l'aquilana Alessandra Priante, in Italia in occasione della visita della delegazione con il segretario generale Unwto, Zurab Pololikashvili. "Abbiamo convocato un comitato di crisi globale che ha coinvolto tutte le agenzie sorelle, dall'Oms, alle agenzie per l'aviazione e per il traffico marittimo, tutti gli Stati membri ai più alti livelli, tutto il settore privato a livello globale per cercare di capire - ha riferito Priante - non solo le tendenze principali ma soprattutto le linee guida per far ripartire il turismo perché noi crediamo nella resilienza del turismo. Il turismo è il settore che storicamente fa ripartire il mondo dopo i grandi problemi che riguardano l'intera umanità. Lo abbiamo visto con il terrorismo con la Sars, con lo tsunami. Viviamo in un mondo molto complicato. Ora il vero problema è la crisi economica e sociale, con il 70% delle strutture chiuse e il settore privato che ha bisogno di linfa vitale". "Per me - ha concluso - è stato un onore e un piacere poter contribuire a questo lavoro e non è stato difficile convincere il mio capo che il Paese da cui saremmo dovuti ripartire era proprio l'Italia".

Turismo: Pecoraro, Roma ospiti meeting sostenibilità - Tenere a Roma "una grande conferenza internazionale delle città amiche del turismo sostenibile". Questa la proposta lanciata per la ripresa nel post-Covid dal presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, e rivolta al segretario generale dell'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (Unwto), Zurab Pololikashvili, e alla sindaca di Roma, Virginia Raggi. L'occasione è stata l'incontro promosso da Pecoraro Scanio, nell'ambito della campagna #ioviaggioitaliano e ospitato sulla panoramica terrazza Rhinoceros Entr'acte alla Fondazione Alda Fendi, al quale hanno partecipato lo stesso segretario generale Unwto e la sindaca Raggi, oltre all'ambasciatore della Georgia in Italia, Konstantine Surguladze, e il direttore Europa Unwto, Alessandra Priante. "Sono convinto - ha detto Pecoraro Scanio - che l'Italia potrà rilanciare il turismo puntando non soltanto ad avere più turisti ma viaggiatori che sappiano apprezzare il nostro Paese e un maggior fatturato da attività turistiche di qualità". Il presidente della Fondazione Univerde, al fianco del quale anche il portavoce della federazione italiana cuochi, Alessandro Circiello, ha poi sottolineato l'importanza del sostegno da parte di un organismo come l'Unwto sia con la fondazione sia con le altre organizzazioni che sostengono la campagna #ioviaggioitaliano. "Un sostegno importante da parte dell'Unwto per questa nostra azione che promuove il turismo sicuro, sostenibile e smart. L'Italia come Paese leader della biodiversità naturale, agroalimentare e culturale - ha detto Pecoraro Scanio - può garantire un turismo diffuso e sicuro dalle Alpi a Pantelleria. La presenza e il sostegno anche della sindaca di Roma è per noi motivo di soddisfazione e credo che Roma sia la città ideale per ospitare una grande lancio del #RestartTourism secondo il principio di sicurezza e sostenibilità". "Sono contento - ha concluso - che la proposta di una grande conferenza a Roma sul turismo sostenibile sia stata apprezzata sia dal segretario generale Unwto che dalla sindaca Raggi".

Sala, con Unwto per turismo sportivo e sostenibile - Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha siglato una lettera d'intenti con il segretario generale del World Tourism Organization, Zurab Pololikashvili, che ha l'obiettivo di incentivare il turismo sostenibile e sportivo in città. Lo ha annunciato il sindaco sulla sua pagina Facebook dove ha postato una foto con l'esponente dell'organizzazione internazionale. "La visita del Segretario Pololikashvili, di cui sono estremamente onorato, testimonia ancora una volta il ruolo strategico che Milano ha giocato in questi anni nel turismo internazionale, sancendo una nuova collaborazione per il rilancio del settore dal punto di vista economico e sociale - ha scritto -. La strada è ancora lunga e non sarà di certo facile, ma sono certo che Milano saprà farsi interprete e punto di riferimento concreto di un nuovo modo di sentire e vivere il turismo".

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In località sci Trento 23% popolazione ha anticorpi Covid

Studio Provincia-Iss sull'85% popolazione

Salute & Benessere Medicina
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Nelle cinque località sciistiche della provincia di Trento che hanno riportato più casi di Covid-19 ha avuto l'infezione il 23% della popolazione. Lo afferma uno studio dell'Iss e della provincia di Trento reso noto oggi con un comunicato. La ricerca è stata condotta su circa 6100 sieri, pari a circa l'85% della popolazione residente al di sopra dei 10 anni. "In particolare - si legge - si è rilevata una percentuale di positività del 27,73% a Canazei, del 24,7% a Campitello di Fassa, del 23,61% a Vermiglio, del 20,97% a Borgo Chiese, del 17,81% a Pieve di Bono-Prezzo. Ulteriori indagini in corso permetteranno di correlare al meglio questo dato con la situazione epidemiologica locale, e forniranno fondamentali informazioni per lo sviluppo di strategie mirate alla sanità pubblica".

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Coronavirus: nuova mutazione lo aiuta a replicarsi meglio

Ora diventata pandemica.Da verificare se lo rende più aggressivo

Salute & Benessere Medicina
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C'è una mutazione genetica del virus SarsCov2 diventata ora pandemica e che gli permette di replicarsi meglio e più velocemente all'interno delle cellule. Questa mutazione potrebbe forse rendere il virus più contagioso, anche se è da dimostrare. Così come non è sicuro che possa causare forme più gravi di Covid-19. Lo spiegano sulla rivista Cell i ricercatori della Duke university e del laboratorio nazionale di Los Alamos negli Usa, guidati da Bette Korber. La mutazione, chiamata D614G, è avvenuta nella proteina Spike, che apre la strada al virus nelle cellule umane. In laboratorio sembra renderlo più infettivo. "I dati mostrano che c'è una mutazione che permette al virus di replicarsi meglio, e forse di avere un'alta carica virale", scrive sul Journal of the American Medical Association l'immunologo Anthony Fauci, non coinvolto nello studio. "Non si può dire se una persona con questa mutazione abbia un quadro peggiore - aggiunge - Sembra che il virus riesca a replicarsi meglio ed essere forse più trasmissibile, ma servono conferme".

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Germania: VDA stima crollo 25% vendite settore auto

L'export potrebbe avere una contrazione del 27%

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L'associazione dell'industria dell'auto in Germania VDA stima che nel 2020 ci sarà un calo delle vendite di circa il 25%. "I mercati internazionali sono crollati in una misura che non abbiamo mai conosciuto prima d'ora", ha affermato la presidente Hildegard Mueller, in uno statement a Berlino. Nei prossimi mesi la richiesta di auto aumenterà leggermente, ha anche aggiunto, e ci si aspetta che il taglio dell'iva in vigore dal 1 luglio fino alla fine di dicembre possa stimolare gli acquisti. Mueller ha sollecitato un pacchetto industriale ambizioso per sostenere le imprese automobilistiche. L'export potrebbe avere una contrazione del 27%: "La riduzione massiccia della produzione non avrà conseguenze pesanti solo per i produttori, ma anche per molti rifornitori. Riteniamo che l'occupazione continuerà a calare quest'anno".

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AMG GT R, safety car di F1 con l'arcobaleno 'solidale'

La vettura di sicurezza aderisce alla campagna WeRaceAsOne

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Chiudi AMG GT R, safety car di F1 con l'arcobaleno 'solidale' (ANSA) AMG GT R, safety car di F1 con l'arcobaleno 'solidale'

Da 25 anni è la safety car della Formula 1, per 20 anni ha avuto al volante Bernd Mayländer. Per la stagione 2020, le cose però cambieranno: la AMG GT R (consumo di carburante combinato 12,4 l/100 km, emissioni di CO2 combinate 284-282 g/km e 585 CV di potenza) è arrivata in pista con un nuovo look. L'auto supporterà in modo importante la campagna di Formula 1 'WeRaceAsOne', presentando un arcobaleno visibile sui fianchi e sul cofano dell'auto. Il design accattivante simboleggia l'impegno sportivo per la diversità e l'inclusione.

Con il ritorno in pista questo fine settimana in Austria, attraverso la nuova safety car si intende ringraziare le persone di tutto il mondo per la loro forza e resistenza nella lotta contro la pandemia globale Covid-19. Lo sport mostrerà anche la sua unità nella lotta contro il razzismo e il suo impegno a fare di più per affrontare la disuguaglianza nella Formula 1.

Come segno di questo impegno, le immagini arcobaleno e l'hashtag #WeRaceAsOne saranno presenti su tutte le vetture di Formula 1 e intorno alla pista. L'arcobaleno è stato scelto in quanto è diventato un simbolo utilizzato a livello internazionale per riunire le comunità.

Oltre alla campagna 'WeRaceAsOne', la chiamata a 'Guidare in sicurezza' sarà visibile sul cofano della Safety Car ufficiale FIA ;;F1, rivolgendosi ai fan a casa che guardano la gara in TV o tramite streaming live e ricordando loro di guidare sempre in modo attento e premuroso. L'auto aziendale di Bernd Mayländer utilizza anche l'hashtag #PurposeDriven per promuovere l'impegno della FIA (Federazione internazionale dell'Automobile) per la sicurezza, la sostenibilità, l'uguaglianza di genere e la diversità, e sottolinea l'azione della FIA per la sicurezza stradale con menzioni sul tetto e portellone posteriore della macchina.

Dal punto di vista tecnico, tuttavia, la Safety Car ufficiale FIA ;;F1 rimane invariata: il concetto di motore anteriore-centrale con cambio transaxle, il potente motore biturbo V8 da 4,0 litri, il telaio dal design intricato, la sofisticata aerodinamica attiva e la forma costruttiva leggera intelligente la base per un'esperienza di guida particolarmente dinamica. Le caratteristiche opzionali includono il pacchetto cingoli AMG con sistema di protezione antiribaltamento e il sistema frenante composito ad alte prestazioni in ceramica. Con una velocità massima di 318 km / h e 3,6 secondi per accelerare da zero a 100 km / h, la AMG GT R vanta prestazione all'insegna del dinamismo e della sportività.

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Presentata a Mattarella e Conte la nuova 'Fiat 500' elettrica

Presente presidente Fca John Elkann

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Chiudi Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (ANSA) Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

 E' stata presentata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Palazzo del Quirinale, la Nuova "Fiat 500" ad alimentazione elettrica. Erano presenti John Elkann, Presidente di FCA, Pietro Gorlier, Responsabile delle attività europee di FCA e Olivier Francois, Presidente Fiat Brand Global. Poi, il Management di FCA ha raggiunto Palazzo Chigi per la presentazione della Nuova 500 a Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri. Al Quirinale la vettura è stata presentata nel cortile della residenza presidenziale. John Elkann, Pietro Gorlier e Olivier François hanno raccontato al presidente Mattarella come la terza generazione di 500 sia la risposta tutta italiana alla mobilità sostenibile di domani. La Nuova 500 elettrica è stata pensata, disegnata e ingegnerizzata a Torino: è quindi un vero prodotto del ‘made in Fiat’ e del ‘made in Torino’. Un altro eccellente esempio della capacità di creare e innovare di cui l’azienda e la città, dove nacque più di 120 anni fa, sono ricchi. Lo dimostrano anche tutte le iniziative legate all’e-Mobility che sono nate all’interno del Comprensorio di Mirafiori, tra cui il progetto pilota Vehicle-to-Grid (V2G) che, quando interamente completato, creerà il più grande impianto del genere al mondo. Entro la fine del 2021 l’infrastruttura permetterà l’interconnessione fino a 700 veicoli elettrici, in grado di fornire servizi di rete ultraveloci al gestore della rete di trasmissione, oltre che permettere la ricarica dei veicoli stessi. Nel pomeriggio i manager di FCA si sono trasferiti nella sede del Governo per incontrare il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e presentargli la Fiat Nuova 500 nel cortile di Palazzo Chigi. Ѐ stata l’occasione per ribadire l’impegno di FCA nell’implementazione dell’ampio piano di investimenti per l’Italia, gran parte del quale è stato già avviato negli impianti nazionali, un piano che è alla base della trasformazione del settore automotive italiano verso un futuro a basse emissioni, alimentato da veicoli ibridi ed elettrici e sempre più connessi.

 

 

Per immaginare il futuro della 500, il marchio Fiat è partito da ciò che l’ha resa quella che è oggi. Così è stato per la prima generazione che, negli anni Sessanta, ha dato alle persone mobilità e libertà. La 500 è stata un vero fenomeno di costume, un’auto sempre sulla cresta dell’onda, che fin dalla sua nascita, 63 anni fa, ha saputo affermarsi come icona. Con la seconda generazione, quella del 2007, Fiat 500 è diventata un esempio di moda e stile che dall’Italia ha conquistato il mondo. E ora, nel momento in cui la mobilità è chiamata a essere più sostenibile, connessa e autonoma, Fiat 500 entra nuovamente in gioco con la sua terza generazione, portando con sé il design e il piacere di guida, ma anche la valenza simbolica, la bellezza stilistica e la forte personalità entrate a pieno titolo nella memoria collettiva. Così come negli anni 60 quando la 500 diede vita alla mobilità di massa esaltando il concetto di dolcevita e di spensieratezza, così oggi la Nuova 500 veicola di nuovo positività e ripartenza, diventandone la bandiera e, allo stesso tempo, regalando una nuova dimensione di mobilità urbana elettrica e sostenibile.

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Ue autorizza Remdesivir per trattamento Covid-19

Approvazione arrivata a tempo di record

Salute & Benessere Medicina
Chiudi EUROPA APPROVA IL REMDESIVIR IN TEMPI RECORD CONTRO IL COVID (ANSA) EUROPA APPROVA IL REMDESIVIR IN TEMPI RECORD CONTRO IL COVID

(ANSA) - BRUXELLES, 03 LUG - La Commissione europea ha autorizzato il medicinale Remdesivir per il trattamento contro Covid-19. L'autorizzazione ha seguito una procedura accelerata, arriva una settimana dopo la raccomandazione dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema), e l'approvazione da parte degli Stati membri. Si tratta di tempi record, in periodi normali ci vogliono oltre due mesi perché si passi dalla domanda all'autorizzazione Ue.

I dati sul Remdesivir sono stati valutati in tempi eccezionalmente brevi attraverso una procedura di revisione periodica, che l'Ema può utilizzare durante le emergenze di sanità pubblica per valutare i dati non appena disponibili. Ciò ha permesso di concedere rapidamente l'autorizzazione, entro una settimana dalla raccomandazione dell'Ema, rispetto ai 67 giorni giorni che ci vogliono abitualmente.

Una velocità di reazione che secondo la Commissaria per la salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides indica "la determinazione dell'Ue a rispondere rapidamente ogni volta che diventano disponibili nuovi trattamenti. Non lasceremo nulla di intentato nei nostri sforzi per garantire trattamenti efficienti o vaccini contro il coronavirus". Remdesivir beneficia ora di un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata, che è uno dei meccanismi normativi dell'Ue creato per facilitare l'accesso anticipato ai medicinali in situazioni di emergenza e in risposta a minacce per la salute pubblica come l'attuale pandemia.

   

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Ktm, nuova promozione estiva è 'Power Deals'

Incentivi su alcuni modelli stradali e adventure

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Chiudi Ktm, nuova promozione estiva è 'Power Deals' (ANSA) Ktm, nuova promozione estiva è 'Power Deals'

Una nuova promozione pensata per l'estate da KTM su numerosi modelli in gamma. L'iniziativa prende il nome di 'Power Deals' e lo slogan con la quale è stata presentata è 'Hard on the throttle, easy on the wallet', ovvero forte con l'acceleratore e piano con il portafoglio. La promozione riguarda alcuni modelli stradali come le 125 e 390 Duke, protagoniste nel loro segmento per agilità, prestazioni e design e che possono essere acquistate con un vantaggio di 600 euro. La 690 Enduro R, la Supermoto 690 SMC R, l'esuberante 790 DUKE e le sorelle 790 Adventure e 790 Adventure R vengono invece offerte con un vantaggio di 1000 euro, mentre le più grandi 1290 ADVENTURE S e KTM 1290 ADVENTURE R godono di un vantaggio di 1500 euro. "Dopo le sfide legate ai lunghi mesi di chiusura forzata - ha commentato Florian Kecht, CSO di KTM AG - volevamo restituire qualcosa ai nostri clienti, motivo per cui abbiamo elaborato un programma di incentivi davvero importante sulla nostra gamma KTM 2020. Volevamo che i motociclisti fossero entusiasti di tornare a guidare sui loro percorsi preferiti e che potessero divertirsi e condividere nuove esperienze con le nostre fantastiche motociclette." Tutti i dettagli sulla promozione sono a disposizione dai Concessionari KTM dove potranno essere illustrate anche le numerose possibilità di finanziamento per l'acquisto di un modello KTM con le proposte di KTM Finance.

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BMW, ripartire da sostenibilità e digitalizzazione

Parla Massimiliano Di Silvestre, Presidente e AD Bmw Italia

Motori Industria
Chiudi Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato BMW Italia SpA (ANSA) Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato BMW Italia SpA

Nel momento della ripartenza dopo l'emergenza Covid-19 e dopo il lockdown, anche Bmw Italia definisce le sue linee guida. In particolare, a riassumere i passi con i quali la casa automobilistica si è mossa nei mesi scorsi e quelli attraverso i quali procedere il cammino nell'immediato futuro, ci ha pensato Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato BMW Italia SpA.

"Innanzitutto - ha spiegato Di Silvestre a proposito della prima e seconda fase dell'emergenza - è stato fondamentale mettere in sicurezza collaboratori, partner, fornitori. La salute delle persone che lavorano con noi e per noi è stata il prerequisito delle nostre scelte strategiche seguenti e ci ha guidati successivamente anche nella fase di ripartenza e graduale rientro nelle sedi. Poi, nella situazione di crisi è stato importante 'fare squadra' insieme alla Rete dei nostri Concessionari. BMW Italia ha deciso interventi straordinari a supporto della liquidità della Rete e ha proposto fin da subito una strategia orientata alla digitalizzazione. Anche a distanza di sicurezza" che abbiamo scelto come aperura della campagna di comunicazione InsiemePerRipartire fin dai primi giorni della crisi". Da qui a fine anno le previsioni sul mercato dell'auto hanno indici di previsione ancora molto incerti. "Dopo un buon 2019 e un inizio promettente nei primi due mesi del 2020 - ha commentato Di Silvestre - il mercato ha subito un brusco stop da cui non sarà facile riprendersi. Le stime per quest'anno per il mercato italiano ci riportano ai volumi di qualche decina di anni fa, azzerando lo sviluppo che probabilmente nel 2020 ci avrebbe fatto risalire per la prima volta a un livello più alto dalla crisi del 2008. In questo scenario è molto difficile darsi obiettivi in termini assoluti, ma vogliamo fortemente puntare ad una leadership sostenibile nel segmento premium per il nostro gruppo, con le vetture a marchio BMW e MINI e naturalmente anche con BMW Motorrad". Altro pilastro sul quale Bmw ha fatto poggiare la strategia di ripartenza è poi quella della centralità del cliente. "Sono convinto - ha commentato Di Silvestre a tale proposito - che per molti aspetti non si tornerà più alla realtà a cui eravamo abituati. Accanto a misure che potremo accantonare una volta risolta l'emergenza sanitaria, ci sono altri comportamenti che, oltre a rispondere alle esigenze dettate dal contenimento della pandemia, si sono dimostrati efficaci e vantaggiosi nel rispondere ai bisogni dei clienti. Penso ad esempio alla digitalizzazione e ai processi di acquisto. La propensione a fare un acquisto online, anche di un bene durevole come un'auto o una moto, è certamente in forte ascesa e ha ottime possibilità di diventare una prassi comune, magari senza rimpiazzare in toto l'esperienza reale ma favorendo un approccio autenticamente omnicanale". Altro elemento a proposito del quale Di Silvestre si è espresso è quello delle aspettative nei confronti del Governo. "La sostenibilità è diventata ancora più centrale - ha commentato l'AD - a seguito della crisi epidemiologica. Abbiamo un'occasione che non possiamo perdere: quella di rinnovare il nostro parco circolante che è uno dei più anziani, inquinanti e insicuri d'Europa. Gli incentivi servirebbero a stimolare la domanda nel breve termine e insieme ad altre misure potrebbero inoltre produrre un effetto positivo sull'economia del Paese nel momento della ripresa. Del resto, storicamente, nelle fasi di rilancio dell'economia, l'automotive ha sempre giocato un ruolo strategico e fondamentale per la ripartenza. Non dimentichiamo poi che un calo importante del mercato delle auto si traduce automaticamente in un danno consistente per l'erario".

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SkyDrive SD-XX, drone taxi che volerà sopra Tokyo nel 2030

Sale a 500 metri e fila a 100 all'ora su una distanza di 20 km

Motori Attualità
Chiudi SkyDrive SD-XX, drone taxi che volerà sopra Tokyo nel 2030 (ANSA) SkyDrive SD-XX, drone taxi che volerà sopra Tokyo nel 2030

Ci vorranno ancora dieci anni per veder volare sopra i grattacieli di Tokyo, e probabilmente di molte altre metropoli del mondo, la nuova auto volante elettrica - con schema costruttivo assimilabile ai droni - SkyDrive SD-XX che è in fase di avanzato sviluppo in Giappone.

La startup, che vede la partecipazione di colossi come Fujitsu, Panasonic e Toyota oltre che di altre aziende dell'high tech, prevedere di far effettuare il volo del primo prototipo entro l'anno e di ottenere la certificazione dall'ente giapponese preposto entro il 2023. Questo con la evidente finalità di sviluppare un business legato sostanzialmente sui servizi di aerotaxi a pilotaggio autonomo. ''Il Giappone è stato un leader nella industria manifatturiera ma non nel settore dell'aviazione - ha dichiarato Tomohiro Fukuzawa Ceo di SkyDrive in una intervista rilasciata al magazine Robb Report - La mobilità aerea urbana sotto forma di taxi volanti ha molte somiglianze con le automobili che circolano sulle strade. La nostra modalità di trasporto verrà utilizzata in futuro su base giornaliera.

SD-XX, nella versione di produzione sarà anche compatto, siamo ben attrezzati in Giappone per eccellere in questo settore''. La nuova auto volante elettrica SD-XX potrà raggiungere i 500 metri di quota, volando a 100 km/h per 20 km prima di dover rifornirsi di energia o, limitando la velocità di crociera a 50 km/h, per 33 km.

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Nissan Ariya, 15/07 world premiere del crossover elettrico

Modello adotta tecnologia e-4ORCE, dotata di personal assistant

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Chiudi Nissan Ariya, 15/07 world premiere del crossover elettrico (ANSA) Nissan Ariya, 15/07 world premiere del crossover elettrico

Con Ariya, Nissan inaugura l'inizio di una nuova era per i veicoli elettrici, anticipando il design e la tecnologia della gamma futura dei suoi modelli. Il crossover coupé 100% elettrico della casa giapponese sarà protagonista di una world premier in programma mercoledì 15 luglio. Questo modello nasce su una nuova piattaforma dedicata ai veicoli elettrici. È previsto con il sistema di guida semi-autonomo ProPilot 2.0, che supporterà guida in autostrada, nonché i più recenti sistemi di sicurezza e tecnologia disponibili su Nissan.

Non si sa nulla del gruppo propulsore, tranne per il fatto che sarà completamente elettrico e comprenderà due motori, uno su ciascun asse: si tratta della tecnologia Nissan e-4ORCE, ovvero due motori elettrici, uno per ogni asse, che forniscono una potenza bilanciata alle quattro ruote della vettura per una manovrabilità da vettura sportiva, migliori stabilità e prestazioni.

Il nuovo Virtual Personal Assistant interviene inoltre nella ricerca di informazioni e parcheggi per fare in modo che il conducente possa mantenere l'attenzione fissa sulla strada.

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