Coronavirus: nuovi contagi in calo (1.350), 17 vittime

28mila tamponi in meno. In Lombardia 90 casi in 24 h

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E' in calo il numero dei contagi per il Covid nelle ultime 24 ore: sono 1.350 i casi a fronte dei 1.587 del giorno precedente. Stabile il numero dei decessi, 17 morti nell'ultimo giorno rispetto alle 15 vittime di ieri. Il totale dei morti è 35.724. In netta diminuzione il numero di tamponi effettuati: 83.428, circa 28mila in meno di ieri. Questi i dati nel bollettino del ministero della Salute. La Campania è l'unica regione che supera i 200 nuovi casi (+243), seguita dal Lazio (+198). Netto calo dei casi in Lombardia, 90 in un giorno. Non pervenuto il dato della Regione Abruzzo. 

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Mercedes EQV, monovolume elettrica spaziosa e connessa

A bordo anche MBUX con sistema me Charge per ricarica

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La Mercedes-Benz EQV è la prima monovolume premium della Stella a trazione esclusivamente elettrica a batteria: la EQV coniuga la versatilità della Classe V con i vantaggi di una propulsione a zero emissioni locali. La monovolume della casa di Stoccarda è integrata in un ecosistema di mobilità elettrica composto da navigazione intelligente con gestione attiva dell'autonomia e servizi ed app basati sul cloud. La funzione di unità di comando centrale è affidata al sistema di infotainment MBUX (Mercedes-Benz User Experience). La EQV fissa standard di riferimento sul fronte della mobilità elettrica all'interno del suo segmento anche grazie alla sua autonomia fino a 418 chilometri ed alla capacità di adattarsi a molteplici destinazioni d'uso.

All'interno, la EQV offre lo stesso livello di versatilità e funzionalità della Classe V, il modello gemello equipaggiato con un motore di tipo convenzionale, poiché la batteria è installata nel pianale in posizione protetta, presentando così un baricentro ottimale con il minimo ingombro. La EQV può ospitare fino a otto persone in numerose configurazioni ed è dotata di un bagagliaio altrettanto ampio e flessibile, con un volume fino a 1.410 litri. Questa monovolume completamente elettrica - ideale per essere utilizzata come shuttle per gli spostamenti - sarà prodotta a Vitoria (Spagna) sulla stessa linea della Mercedes-Benz Classe V a trazione convenzionale, per consentire una produzione flessibile in base alla domanda dei clienti.

Oltre all'elevata funzionalità, la EQV offre tutto il piacere di guida di cui è capace una vettura elettrica a batteria: sviluppa, infatti, una coppia massima di 362 Nm, che garantisce una ripresa particolarmente brillante. Il motore elettrico eroga una potenza massima di 150 kW (204 CV) ed una potenza continua pari a 70 kW (95 CV. L'energia elettrica è fornita dalla batteria agli ioni di litio raffreddata ad acqua con una capacità utilizzabile di 90 kWh.

Le sospensioni pneumatiche Airmatic con regolazione automatica del livello (disponibili a richiesta) aggiungono una dose extra di comfort di guida. All'occorrenza, l'altezza libera dal suolo può essere aumentata ed alle velocità più elevate il sistema Airmatic abbassa l'altezza da terra della vettura, riducendo così la resistenza aerodinamica, con conseguenti vantaggi sia in termini di consumo di energia che di autonomia.

L'elemento chiave è rappresentato dal sistema di infotainment MBUX e dall'app Mercedes me. Tutti i display e le impostazioni EQ possono essere gestiti nel menu EQ MBUX tramite il touchscreen da 10,25'' ad alta risoluzione. È possibile, ad esempio, attivare la preclimatizzazione, adattare le impostazioni di ricarica e gestire la navigazione con le funzioni Electric Intelligence e Mercedes me Charge.

L'intelligenza elettrica ha inizio con la pianificazione del viaggio tramite l'MBUX a bordo della vettura o anticipatamente utilizzando l'app Mercedes me. Diventa così possibile organizzare una gita in famiglia in tutta comodità anche durante la colazione: è sufficiente selezionare la destinazione e l'orario di partenza desiderati per impostare la preclimatizzazione, in modo che la temperatura all'interno della EQV sia gradevole sin dall'inizio del viaggio. All'avviamento, l'MBUX provvede ad aggiornare il percorso inviato alla vettura tramite l'app, basandosi su numerosi fattori, come i dati in tempo reale relativi a traffico e meteo, la topografia del percorso, l'autonomia attuale e le stazioni di ricarica disponibili.

Mercedes me Charge consente l'accesso alle stazioni di ricarica pubbliche di oltre 300 gestori, comprese le colonnine di ricarica rapida Ionity. Prima di iniziare l'operazione di ricarica, il cliente registrato si identifica tramite l'MBUX, l'app Mercedes me o la tessera di ricarica Mercedes me Charge: tutto il resto, compreso il processo di pagamento, viene gestito automaticamente.

Il recupero di energia in fase di rilascio e frenata (rigenerazione) assicura una guida ottimizzata ed efficiente.

L'intensità del recupero può essere impostata in modo personalizzato, agendo sulle levette dietro al volante. Sono disponibili cinque diversi livelli di recupero; inoltre, quattro programmi di guida agevolano la scelta tra massimo comfort e massima autonomi.Le vetture equipaggiate con sistema Airmatic dispongono anche della funzione 'Lift', che solleva la vettura alle basse velocità per ottenere una maggiore altezza libera dal suolo.

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Il Dna svela i Vichinghi mai visti, con capelli scuri e sangue del Sud

I loro identikit tracciati da un grande studio genetico

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Chiudi Molti Vichinghi avevano capelli castani e geni provenienti da sud Europa e Asia (fonte: Jim Lyngvild) (ANSA) Molti Vichinghi avevano capelli castani e geni provenienti da sud Europa e Asia (fonte: Jim Lyngvild)

Non solo biondi e scandinavi: molti Vichinghi avevano capelli scuri e perfino sangue del sud Europa. A svelare i loro sorprendenti identikit è il più grande studio genetico mai realizzato su questo antico popolo, condotto analizzando oltre 400 scheletri provenienti da siti archeologici di tutta Europa e dalla Groenlandia. I risultati, che promettono di riscrivere molte pagine dei libri di storia, sono pubblicati sulla rivista Nature dal team del genetista evoluzionista danese Eske Willerslev, che lavora tra l'Università di Cambridge e quella di Copenhagen.

Allo studio partecipa anche l'Italia con l'Università di Foggia e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta, Andria, Trani e Foggia. "La Puglia è stata coinvolta per valutare la possibilità di verificare il riverbero del patrimonio genetico vichingo nei Normanni dell'Italia Meridionale, che sono storicamente una popolazione di discendenza vichinga", spiega l'archeologo Pasquale Favia.


Lo studio si basa sull'analisi di oltre 400 scheletri antichi (fonte: Vastergotlands Museum)

Sequenziando il Dna estratto dai denti e dalle ossa del cranio degli antichi Vichinghi, "abbiamo scoperto differenze genetiche tra le loro popolazioni in Scandinavia, segno che i gruppi presenti nella regione erano più isolati del previsto", spiega Willerslev. "Inoltre la nostra ricerca confuta l'immagine moderna dei Vichinghi con i capelli biondi, dato che molti avevano capelli castani ed erano influenzati da influssi genetici provenienti dall'Europa meridionale e dall'Asia".

Grazie al Dna, i ricercatori hanno ricostruito anche gli spostamenti dei Vichinghi: dalla Norvegia arrivarono in Irlanda, Scozia, Islanda e Groenlandia; dalla Danimarca finirono in Inghilterra; dalla Svezia raggiunsero i paesi baltici nel corso delle loro scorrerie tutte al maschile. "Abbiamo scoperto che queste spedizioni includevano membri della stessa famiglia, dal momento che in una nave funeraria in Estonia abbiamo trovato quattro fratelli morti lo stesso giorno. Gli altri occupanti della nave - spiega Ashot Margaryan dell'Università di Copenhagen - erano geneticamente simili, probabilmente perché venivano dallo stesso piccolo villaggio in Svezia".

Questo, conclude Fernando Racimo dell'Università di Copenhagen, "ci permette di capire come la selezione naturale ha agito prima, durante e dopo gli spostamenti dei Vichinghi in Europa, influenzando geni associati a importanti tratti come l'immunità, la pigmentazione e il metabolismo: possiamo anche iniziare a dedurre quale fosse il loro aspetto".

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Ford Mach-E, la Mustang con cuore elettrico e stile europeo

Testing a Lommel in Belgio, autonomia massima di 610 km

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Chiudi Ford Mach-E, la Mustang con cuore elettrico e stile europeo (ANSA) Ford Mach-E, la Mustang con cuore elettrico e stile europeo

Un'auto elettrica e pulita che però non rinuncia alla sua esperienza di guida in puro stile Mustang. Il team Ford si è fortemente impegnato, nel corso della sessione Testing Facility di Ford a Lommel, in Belgio, in questa direzione. Sospensioni, sterzo, propulsore e persino le caratteristiche delle varie tecnologie di assistenza alla guida sono state realizzate per sviluppare Mustang Mach-E in modo che fosse in grado di soddisfare le aspettative dei clienti europei del primo suv Ford elettrico.

''Grazie alle tecnologie odierne possiamo personalizzare un veicolo nel mondo virtuale in modo che i nostri primi prototipi siano già sulla buona strada per offrire il giusto carattere. Tuttavia, l'ultimo 10%, il più critico, può essere definito solo su strada - ha affermato Geert Van Noyen, Manager, Vehicle Dynamics, Ford Europa - La piattaforma elettrica equilibrata e reattiva di Mustang Mach-E ci ha permesso di personalizzarne al massimo l'esperienza di guida, sia sulle tortuose strade di montagna Trollstigen della Norvegia, sia sulle autostrade tedesche ad alta velocità ma anche per le strade sconnesse inglesi''.

La chiave del carattere sportivo di Mustang Mach-E è costituita dai motori elettrici che alimentano le ruote e la batteria situata centralmente, sotto il pianale tra i due assi, così posizionata per garantire un baricentro più basso.

Gli ingegneri Ford hanno fornito un tocco europeo distintivo al suv dell'Ovale Blu con il cuore Mustang, sfruttando gli oltre 100 km di pista del Centro Prove di Lommel - che ricreano le diverse superfici stradali, dal pavé belga ai ciottoli francesi, e presentano repliche di superfici stradali di paesi tra cui Regno Unito, Germania e Spagna.

Le strade europee tipicamente più strette e tortuose, con limiti di velocità più elevati rispetto a quelle di altri continenti, richiedono elementi di guidaad hoc, come lo sterzo preciso e reattivo, supportato da impostazioni appositamente tarate per ammortizzatori, molle e barre antirollio del sistema di sospensione.

Anche gli pneumatici sono stati scelti per offrire l'equilibrio ideale tra aderenza e comfort di marcia sull'ampia varietà di superfici stradali e condizioni meteorologiche del continente europeo.

La guida di Mustang Mach-E è ancora più reattiva alle alte velocità, tipiche delle autostrade europee. La valutazione delle caratteristiche di guida ad alta velocità del suv elettrico - compreso il perfezionamento degli interni - si è svolta sulle autostrade tedesche e sul circuito sopraelevato, da 4.2 km, della struttura di Lommel, a 220 km/ h.

Le tecnologie di assistenza alla guida, tra cui Adaptive Cruise Control con Stop & Go, Speed Sign Recognition e Lane Centring, sono in grado di interpretare i segnali e le indicazioni stradali in tutto il continente, per garantire ai conducenti di beneficiare della stessa esperienza di guida intuitiva e senza stress, indipendentemente da dove vivano, lavorino o siano in vacanza.

La capacità di modulare l'esperienza di guida di Mustang Mach-E non è solo nelle mani degli ingegneri Ford. I conducenti possono scegliere tra le modalità di guida Whisper, Active e Untamed. Ogni modalità offre driving dynamics specifici, arricchiti da un'esperienza sensoriale distintiva, come l'illuminazione interna e le animazioni nel pannello di controllo.

Inoltre, Ford ha recentemente completato un tour di Mustang Mach-E in Norvegia - uno dei mercati più interessanti, in Europa, per i veicoli elettrificati - che ha messo in evidenza le performance di efficienza energetica e ha fornito preziose informazioni sull'utilizzo quotidiano attraverso l'infrastruttura di ricarica esistente.

In condizioni reali, nella versione con trazione integrale e batteria extended range e un'autonomia stimata di 540 km (WLTP), Mustang Mach-E ha superato le aspettative di efficienza, viaggiando ininterrottamente da Oslo a Trondheim per 484 km e terminando il viaggio con il 14% di capacità residua della batteria.

Nella versione con trazione posteriore e batteria extended range, l'autonomia stimata è di 610 km secondo il protocollo WLTP.

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Smart EQ fortwo, ecco serie speciali british green e Ushuaïa

Basate entrambe su allestimento pulse, dettagli Brabus

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Con smart EQ fortwo british green e Ushuaïa ritornano, in versione 100% elettrica, due delle serie speciali più appezzate nella storia di smart.

Basata sulla versione 'pulse',smart EQ fortwo british green è un omaggio al made in UK, sottolineato da elementi classici come la livrea in british racing green, gli interni in pelle nappa color cuoio e i dettagli Brabus a marcarne la sportività. Un mix di comfort e dinamismo che si ritrova anche nelle dotazioni di serie con i nuovi cerchi Brabus da 16'', con Pacchetto Exclusive, fari full Led, retrovisore interno anabbagliante, telecamera posteriore con sensori di parcheggio e tetto panorama. Realizzata in soli 200 esemplari, smart EQ fortwo british green è già disponibile con prezzi a partire da 30.695 euro con caricabatterie di bordo da 4,6 kW (+ 500 euro se si desidera il caricabatterie da 22 kW).

Il colibrì dell'Ushuaïa Ibiza Beach Hotel torna a posarsi sulla regina delle citycar. Si rinnova, infatti, la partnership con il club più esclusivo di Ibiza e fa il suo debutto la nuova smart EQ fortwo Ushuaïa, 100% elettrica e disponibile anche in versione cabrio, per un totale di appena 150 unità. Smart EQ fortwo Ushuaïa è basata sulla versione 'pulse', la line più sportiva, con un'inedita dotazione di equipaggiamenti che ne enfatizzano, sicurezza, comfort ed estetica. Sono, infatti, di serie i sedili riscaldabili, i cerchi in lega Brabus da 16'', fari full Led, fendinebbia, sensore pioggia, sensore luci, luci ambient e retrovisore antiabagliante automatico. La livrea è in total cool silver o nella nuova vernice silver matt con dettagli matt red, come lo spoiler frontale e quello posteriore Brabus, che rendono il look ancora più sportivo. Lo stile introdotto dal kit Brabus è subito evidente anche nei nuovi cerchi in lega Brabus da 16'', mentre la 'firma' del colibrì su diversi elementi della vettura, la rende unica e inconfondibile. Il listino di smart EQ fortwo Ushuaïa parte da 31.695 euro per la versione coupè e 34.695 per la cabrio, entrambe con caricabatterie di bordo da 4,6 kW (disponibile anche il caricabatterie da 22 kW con sovrapprezzo di 500 euro).

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Tumori: contro quelli del rene nuova cura di prima linea

I risultati presentati nel corso di Esmo 2020

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(ANSA) - ROMA, 21 SET - Esiste un nuovo trattamento di prima linea per chi soffre di carcinoma renale con metastasi: si basa su due farmaci finora utilizzati come monoterapie di seconda linea (nivolumab e cabozantinib). Il risultato, ottenuto dall'Harvard Medical School, è stato presentato nel convegno della Società europea di oncologia medica (Esmo 2020) .
    I dati indicano un aumento della sopravvivenza libera dalla progressione dalla malattia, della sopravvivenza globale e del tasso di risposta dell'organismo, tanto che secondo i ricercatori la nuova terapia è confrontabile al farmaco considerato standard nelle cure, il subitinib.
    "Il rischio di progressione o di morte è stato ridotto di quasi il 50%, con la morte che è stata ridotta del 40% e il tasso di risposta che è stato raddoppiato - spiega Toni K.
    Choueiri, docente di Medicina dell'Harvard Medical School di Boston - Diventerà un'importante opzione di trattamento tra cui scegliere".
    I dati indicano che oltre la metà di coloro che prendevano i due farmaci combinati hanno dovuto ridurre la dose di cabozantinib per effetti collaterali, ma solo il 3% ha dovuto interrompere la somministrazione di entrambi a causa della tossicità, rispetto al 9% di chi invece prendeva solo il sunitinib.
    Il tasso complessivo di effetti avversi gravi è stato simile, ma chi ha avuto la combinazione dei due rimedi ha avuto una maggiore tossicità epatica. Per quanto riguarda gli effetti collaterali correlati al sistema immunitario, il 19% di chi ha seguito il trattamento sperimentale ha avuto corticosteroidi e solo il 4% ha avuto bisogno di questa categoria di farmaci per più di 30 giorni. (ANSA).
   

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Opel Mokka: domani anteprima mondiale, al via gli ordini

Versione elettrica disponibile fin da subito

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Da domani partono gli ordini di nuovo Opel Mokka e Mokka-e elettrico. Il modello incarna i valori del marchio Opel - tedesco, accessibile, emozionante - e introduce la filosofia di progettazione dei prossimi dieci anni. Come Mokka-e elettrico a batteria, anche Opel viaggia a emissioni zero. L'anteprima mondiale ufficiale e l'inizio delle vendite del nuovo Opel Mokka saranno domani. Il ceo Opel Michael Lohscheller e il suo team di esperti presenteranno Opel Mokka in dettaglio e sveleranno prezzi - sia per la versione benzina e diesel che per Opel Mokka-e elettrico. Per la prima volta, la versione elettrificata sarà ordinabile già dall'inizio delle vendite. 
A causa delle misure anti Coronavirus, l'evento a Rüsselsheim è stato aperto ad un piccolo gruppo di persone mentre la conferenza può essere seguita su Youtube.

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Polestar (Volvo) calcola vera impronta CO2 auto elettriche

Volvo XC40 batte Polestar 2 caricata con eolico fino 50mila km

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Polestar, il brand del Gruppo Volvo cui fanno campo i modelli elettrici prestazionali, ha deciso di pubblicare i dati completi sull'impatto ambientale dei propri veicoli elettrici (EV) pe puntare - si legge nella nota - ''ad essere la più trasparente nel settore automobilistico''.

Polestar, infatti, renderà noto un numero che svela l'impatto climatico dei suoi modelli EV in uscita dalla linea produttiva.

La valutazione del ciclo di vita di Polestar si spinge oltre per mostrare l'impatto climatico complessivo dell'auto. Questa decisione segna una significativa svolta per un settore che negli ultimi anni si è impegnato alacremente per convincere i consumatori delle sue credenziali sul fronte della sostenibilità e definisce nuovi standard per le altre Case automobilistiche.

''In passato, le Case automobilistiche non sono state trasparenti verso i consumatori riguardo all'impatto ambientale dei loro veicoli - ha detto Thomas Ingenlath, Ceo di Polestar - Questo non va bene: dobbiamo essere onesti, anche se i dati non sono confortanti''.

Basandosi sulla sua analisi, Polestar ha scoperto che all'uscita dall'impianto l'impronta carbonica della nuova Polestar 2 è di 26 tonn, un valore maggiore rispetto a una Volvo XC40 con un motore benzina a combustione interna, soprattutto a causa del processo ad alto consumo energetico richiesto per la batteria. Quando l'auto elettrica alimentata con energia verde, raggiunge il cliente, le ulteriori emissioni di CO2e (anidride carbonica corrispondente) sono trascurabili. Dopo 50.000 km, l'auto a carburante fossile supera l'EV in termini di CO2e totale. ''Il messaggio è chiaro - continua Ingenlath - I veicoli elettrici aprono la strada verso la neutralità climatica e sfrutteremo gli approfondimenti forniti da questo rapporto per raggiungere l'obiettivo''.

Polestar - si legge nella nota - punta il dito contro la scarsa trasparenza che pervade il settore, un atteggiamento fastidioso che oggi impedisce al consumatore di mettere a confronto l'impatto climatico delle diverse auto. La varietà dei calcoli adottati dalle diverse Case produttrici per la valutazione del ciclo di vita è un aspetto importante. Polestar condivide l'intera metodologia e chiede agli altri marchi di diventare più trasparenti. ''Un quadro frammentario non farà altro che generare confusione. Le Case produttrici devono unirsi ed essere più trasparenti - commenta Fredrika Klarén, responsabile della sostenibilità in Polestar - Quello che intendiamo dire, in Polestar, è che essendo tutti parte di uno stesso settore, dobbiamo aiutare i consumatori a fare la scelta giusta''.

L'intera metodologia della valutazione del ciclo di vita di Polestar e l'analisi dell'impronta di anidride carbonica sono disponibili in un documento pdf allegato.

Il rapporto evidenzia diverse conclusioni a cui Polestar è arrivata con il suo studio. Dal punto di vista deila produzione dei materiali - mettendo a confronto Volvo XC40 e Polestar 2 - l''auto elettrica con il suo pacco batterie produce 24 tonnellate diCO2, contro i 14 del modello ICE. La convenienza del modello elettrico supera, e di parecchio, l'ICE nella produzione dell'energia per muoversi su strada. Il combustibile fossile Volvo XC40 vale 41 tonnellate di CO2, quello di Polestar 2 secondo la media mondiale della tipologia di produzione di elettricità 23 tonnellate, secondo la media europea 15 tonnellate e se si utilizza solo quella eolica 0,4 tonnellate. Ma l'aspetto che stupisce maggiormente è quello relativo al calcolo che Polestar ha fatto - tenendo conto dell'impronta di carbonio nel ciclo vita dei veicoli - del punto di pareggio fra BEV e ICE. Se l'auto elettrica è ricaricata con sola energia eolica, si devono percorrere 50mila km prima che l'impronta di carbonio di una Polestar 2 diventi inferiore a quella di una Volvo XC40. Se la ricarica avviene con il mix europeo, questo valore sale a 78mila km. E se il calcolo si fa con il mix mondiale si arriva a 112mila km, cioè poco meno del ciclo vita dello stesso pacco batterie.

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Gran Premio Nuvolari, trionfa coppia padre-figlio Vesco

Ottavo trionfo per Roberto: ho iniziato io Andrea alle gare

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Si è conclusa la trentesima edizione del Gran Premio Nuvolari nel segno dell'equipaggio numero 19 di Andrea e Roberto Vesco - Team Villa Trasqua, alla guida di un'Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929. È l'ottavo trionfo per Andrea Vesco, a dieci anni esatti dal primo successo al Gran Premio Nuvolari.

''Il Gran Premio è un evento che non delude mai e la Scuderia Mantova Corse, come sempre impeccabile, ha dimostrato grande tenacia e determinazione nel voler organizzare la gara. Per me è l'ottavo successo e quest'anno è stato tutto perfetto, nonostante le criticità del periodo che stiamo vivendo'' dichiara Andrea Vesco. ''È un'emozione incredibile: correre con mio figlio e vincere! È da trent'anni che partecipo al Gran Premio Nuvolari ed era da tempo che puntavo alla vittoria. La nostra è una tradizione di famiglia, una passione che si tramanda di padre in figlio e sono stato io a iniziare Andrea alle gare'' sottolinea Roberto Vesco.

Secondo classificato l'equipaggio numero 21 di Andrea Belometti e Massimo Bettinsoli - Brescia Corse, al volante di una Lancia Lambda del 1929, autori di una grande rimonta finale; al terzo Mario Passanante e Raffaella De Alessandrini - Scuderia Franciacorta Motori, equipaggio 48, a bordo di una Fiat 508 C del 1937, al quarto posto l'equipaggio 55 di Guido Barcella e Ombretta Ghidotti - Amams Tazio Nuvolari, su una Fiat 508 C del 1938, quinto classificato l'equipaggio 26 di Alessandro Gamberini e Guido Ceccardi - Classic Team, su una Fiat 514 Mille Miglia del 1930.

Nonostante la particolarità di questa edizione, 150 equipaggi sono arrivati a Mantova, provenienti da Austria, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Repubblica di San Marino, Spagna e Svizzera.

Ventotto le case automobilistiche al via: dalle italiane Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Maserati, Ferrari e OM alle inglesi Triumph, Aston Martin, Jaguar e Bentley; dalle tedesche Mercedes, BMW e Porsche fino alle pursang francesi firmate Ettore Bugatti. Sono50 le vetture anteguerrache hanno preso parte alla manifestazione.

Grande novità di quest'anno è stato il progetto 'GP Nuvolari Green' grazie al quale Mantova Corse ha adottato un approccio consapevole in campo di tutela e sostenibilità ambientale.

Organizzata dalla Scuderia Mantova Corse, con l'esperienza e la professionalità di sempre, la manifestazione di regolarità è riservata ad automobili d'interesse storico costruite fino al 1976, secondo le normative Fia, Fiva e Aci Sport.

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Coronavirus: Cdc, possibile trasmissione attraverso aerosol

Nuove linee guida confermano rischi contagio con microparticelle

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(ANSA) - ROMA, 21 SET - Il nuovo coronavirus si diffonde anche attraverso l'aerosol di particelle microscopiche che possono rimanere sospese nell'aria e inalate. A evidenziare il rischio di trasmissione aerea per il virus responsabile della pandemia di Covid-19 sono i Centri per il controllo delle malattie (Cdc) degli Stati Uniti., che nelle nuove linee guida si esprimono in merito a un nodo controverso, ovvero la capacità del virus Sars-Cov-2 di essere trasmesso attraverso l'aerosol.
    La più frequente modalità di contagio del nuovo coronavirus sono le goccioline, o droplet, dal diametro superiore ai 10 micron, che tendono a depositarsi sulle superfici per via del loro peso. Alcuni studi hanno mostrato che il virus è presente anche in particelle microscopiche, che rimangono sospese in aria per tempi più lunghi e possono viaggiare in spazi maggiori. "È possibile che Covid-19 si diffonda attraverso le goccioline e le particelle sospese nell'aria che si formano quando una persona infetta tossisce, starnutisce, canta, parla o respira. Vi sono prove crescenti - si legge nell'aggiornamento sul portale - che le goccioline e le particelle sospese nell'aria possono rimanere sospese nell'aria ed essere respirate da altri e percorrono distanze superiori a 6 piedi. In generale, gli ambienti interni senza una buona ventilazione aumentano questo rischio". Dopo la lettera di 239 scienziati, pubblicata su Clinical Infectious Diseases, l'Organizzazione mondiale della sanità aveva definito "possibile" la trasmissione aerea, pur ritenendola limitata a specifiche circostanze. Ora a confermarlo sono i Centri per il controllo delle Malattie statunitensi. (ANSA).
   

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Un'emorragia grave del cervello è legata al fumo

Lo indica uno studio finlandese condotto su coppie di gemelli

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(ANSA) - ROMA, 21 SET - Una ricerca condotta su coppie di coppie di gemelli indica che il fumo haun forte legame con l'emorragia subaracnoidea (Sah), uno dei più gravi disturbi cerebrovascolari. Infatti, il fumo spiegherebbe il motivo per cui un solo gemello svilupperebbe questo genere di malattia, che vede circa un paziente su due morire nei primi mesi dopo l'episodio. Il legame è stato individuato da una ricerca condotta dall'Università di Helsinki e pubblicata sulla rivista Stroke.
    Studi precedenti avevano riportato un legame tra il fumo e l'aumento del rischio di Sah, ma finora nessuno studio era stato in grado di dimostrare una connessione diretta. Analizzandoo circa 13.000 coppie di gemelli, i ricercatori sono riusciti a trovare, nel fumo di sigaretta, proprio la causa. "I nostri risultati confermano, per la prima volta, i precedenti sospetti di una reale relazione causale tra fumo ed emorragia cerebrale fatale", dice Ilari Rautalin, primo autore dello studio.
    L'emorragia subaracnoidea è un sanguinamento improvviso dello spazio subaracnoideo del cervello. Tra le cause più frequenti c'è la rottura di un aneurisma. (ANSA).
   

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Honda CB125F, la 'entry level' è tutta nuova

La piccola giapponese per 2021 ha nuove caratteristiche e look

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Honda CB125F si aggiorna con le varianti 2021. La moto tuttofare ed entry-level della casa giapponese si ripresenta con una veste in gran parte rinnovata nella sostanza, più leggera di 11 kg e ora dotata di motore eSP (Enhanced Smart Power) a basso attrito che migliora notevolmente i consumi mantenendo inalterate le prestazioni. Nata nel 2015 come erede della fortunata CBF125, per il 2021 la CB125F è stata ridisegnata ancora una volta per essere ancora più conveniente, pensata come moto di ingresso al mondo delle due ruote motorizzate. "Per noi, i parametri di riferimento sono importanti - ha detto Ken Tomiyasu, Large Project Leader della CB125F 2021 - e abbiamo quindi puntato su una rivoluzione silenziosa con la nuova CB125F, che conserva le prestazioni ideali per l'utilizzo in città ma aggiunge consumi straordinariamente bassi. È dotata del motore Honda eSP (Enhanced Smart Power) a basso attrito, vanta una manovrabilità fenomenale grazie alla ciclistica equilibrata, e del suo look il proprietario può davvero andare fiero. Siamo molto orgogliosi del fatto che così tante persone inizieranno la loro avventura motociclistica con Honda sulla CB125F, e siamo certi che offrirà loro piacere di guida e praticità in egual misura". La potenza massima di 11 CV (8 kW) viene erogata a 7.500 giri/min, con una coppia massima di 10,9 Nm a 6.000 giri/min (invece dei precedenti di 7,8 kW a 7.750 giri/min e 10,2 Nm a 6.250 giri/min). I valori di alesaggio e corsa sono pari a 50 x 63,1 mm, con un rapporto di compressione di 10:1 (in precedenza 52,4 x 57,8 mm e 9,2:1). Accelerando da fermo la CB125F copre i 200 metri in 12,4 secondi e l'efficienza dei consumi è notevolmente migliorata, passando da 51 km/l al nuovo valore di 66,7 km/l, per una potenziale autonomia di oltre 800 km sfruttando per intero gli 11 litri del serbatoio.Negli ultimi anni, Honda ha sviluppato i suoi motori eSP (Enhanced Smart Power) e le tecniche di progettazione che li contraddistinguono, su una gamma crescente di scooter 125 cc. L'attenzione è incentrata sulle tecnologie che riducono gli attriti interni, che ha portato ad analizzare e sviluppare ogni singolo componente del motore. Il motore eSP della CB125F 2021 gode del know-how accumulato in otto anni di lavoro.

La CB125F 2021 si distingue nel look per i richiami alle Honda della gamma CB. In particolare, l'ampio serbatoio carburante e i convogliatori con finiture argentate si ispirano alla gamma delle Neo Sports Café mentre lo spigoloso cupolino anteriore e il parabrezza fumé richiamano lo stile della CB500F.

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Inail: giugno-agosto, salgono i contagi nel settore della ristorazione

2,5% di marzo-maggio, 4,3% di giugno-agosto, 5,0% solo ad agosto

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ROMA - Con la graduale ripresa delle attività a partire dal mese di maggio, si osserva una progressiva riduzione dell'incidenza dei casi di contagio nel settore della sanità e assistenza sociale, che passa dal 71,6% del periodo marzo-maggio al 56,0% di giugno-agosto. Lo rileva il report Inail sottolineando che nello stesso periodo si evidenzia un incremento dei contagi in quelle attività economiche che, soprattutto nel periodo estivo, hanno avuto una ripresa lavorativa, come i servizi di alloggio e ristorazione (passati dal 2,5% di marzo-maggio, al 4,3% di giugno-agosto, con il 5,0% solo ad agosto) o noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (cresciute dal 4,3% del periodo marzo-maggio al 7,7% di giugno-agosto e al 13,7% nel solo mese di agosto). 

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Auto senza pilota, la necessità del 5G

La rete sarà la sola a rendere i veicoli sicuri e intelligenti

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Anche se non se ne parla con la stessa frequenza di una volta, il settore dell'automotive è ancora in fermento per gli sviluppi della guida autonoma. Più che i produttori veri e propri, sono due gli elementi che stanno accelerando tale contesto. Il primo riguarda le collaborazioni tra aziende automobilistiche tradizionali e tecnologiche, come Nvidia e IBM. Il secondo è strettamente collegato all'avvento della rete 5G, la sola che può garantire ai veicoli senzienti di comportarsi meglio degli umani all'interno del traffico cittadino e per le strade a scorrimento veloce.

Anzi, sembra che un certo ritardo nei test (soprattutto negli Stati Uniti) con mezzi autonomi dipenda proprio dall'attesa del 5G, le cui antenne sono già attive per sperimentazioni di business ma non con un'estensione tale da coprire percorsi ampi che facciano da sfondo a prove sul campo vicine alla realtà. In altri termini, con un paragone che ci tocca da vicino, se una metropoli italiana fosse interamente supportata dal 5G, i test nella cerchia sarebbero utili ma non del tutto definitivi per capire come si comporta l'automobile in ogni possibile situazione di guida.

Il motivo per cui senza 5G è molto difficile finalizzare le analisi sulla guida autonoma è che l'attuale rete 4G è abbastanza veloce per lavorare, effettuare streaming audio e video in alta qualità, giocare online, ma non può assolutamente supportare quella mole di dati, in ingresso e in uscita, di cui un sistema di guida necessita. Il 4G semplicemente non è idoneo a fornire ai computer di bordo quei "riflessi" che permettono ad un umano di evitare un incidente, cambiare direzione all'ultimo secondo, fermarsi prima dell'irreparabile.

Spesso abbiamo parlato della rinnovata velocità del 5G rispetto alla generazione di network attuale ma, ancora una volta, a fare la differenza sarà la latenza. Più basso è il tempo che intercorre tra l'invio di un comando, automatico o manuale, e l'esecuzione del comando stesso, e più la tecnologia saprà rispondere in tempo reale a varie esigenze. La parola chiave è quindi "reattività": il 5G ci consentirà di sfruttare tutto il potenziale delle tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale, la realtà virtuale e l'Internet of Things (IoT), utilizzando centinaia di sensori piazzati nelle aziende, lungo le strade, all'interno del veicolo. La comunicazione tra tutta questa pletora di hardware (in gergo "vehicle-to-vehicle" o "vehicle-to-all"), in un ecosistema unico e ottimizzato, renderà il veicolo un vero computer su quattro ruote, che non solo guidi da solo ma che si accorga, in autonomia, di ciò che succede intorno a lui. La gestione, l'elaborazione e l'analisi di questa quantità di dati richiede una rete con capacità di elaborazione estrema, che limiti i rischi mimando l'uomo, migliorandolo ove possibile. Le principali aziende che realizzano semiconduttori, come Intel e Qualcomm, da tempo lavorano mixando i loro progetti con l'ampia larghezza di banda delle frequenze 5G. Il fine è la creazione di chip che trasformino i veicoli autonomi in data center mobili, consentendo alle auto senza conducente di prendere decisioni complesse in tempo reale.

A settembre, Volkswagen ha collaudato il suo servizio di guida autonoma in Cina, nella comunità di Haiheng a Hefei, capoluogo della provincia dello Anhui. Secondo la società di consulenza McKinsey, proprio la Cina ha il potenziale per diventare il più grande mercato al mondo per il segmento autonomo, che entro il 2040 coprirà fino al 66% dei chilometri percorsi da residenti, pendolari e turisti.

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Ottavio, mia moglie con Alzheimer e il rito del bacio

Lui con un tumore ma l'assiste da 4 anni, lei non lo riconosce

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Ottavio Comensoli non manca di dare ogni mattina il bacio del buongiorno alla moglie Florida. La sveglia dopo aver predisposto tutto perché la giornata inizi nel migliore dei modi. Nel pomeriggio o al mattino, in giornate normali, la porta a fare una passeggiata nella tranquillità e pace del Lago d'Iseo. Anche se lei non lo riconosce ormai da quattro anni si percepisce che lo considera il suo punto di riferimento.Il loro è un amore che supera i confini: quelli di un tumore, che ha colpito lui, e della malattia di Alzheimer, da cui invece è colpita lei.

La famiglia ha affrontato momenti davvero difficili, ma è più unita che mai, anche grazie al sostegno dei figli. La loro storia, raccolta da Ansa per la giornata mondiale dell'Alzheimer, per certi versi somiglia a quella di altre famiglie, con ovviamente delle particolarità.Tutto è iniziato nel 2010, quando la moglie di Ottavio, che aveva 57 anni e lavorava nell'ambito dell'assistenza domiciliare agli anziani, inizia a dimenticare dove deve andare e cosa deve fare. Provetta giocatrice di carte, con una forte memoria, inizia a 'fare cilecca' durante le partite dopocena in famiglia. Dopo due consulti, uno dei quali al San Raffaele di Milano, il responso è univoco: si tratta di Alzheimer. Un duro colpo per il marito e i figli: purtroppo non l'unico. Nel 2014 Ottavio apprende di avere un tumore allo stomaco. Nessun sintomo che lasciasse presagire, eccetto una forte dissenteria che lo ha colto improvvisamente. Nel momento di grande tensione familiare Ottavio dimagrisce di quattro chili.Per fortuna la neoaplasia appare 'poggiata' sul cardias e gli consente, dopo un intervento molto invasivo agli Spedali Civili di Brescia, di conservare comunque una parte dello stomaco. Oltre all'intervento, quattro cicli di chemio prima e cinque dopo. Quando percepisce che si sta riprendendo, sente che può ricominciare a prendersi cura della moglie.

"Sono riuscito a organizzarmi -sottolinea- per tenerla a casa. Quando la porto dalla neurologa per le visite semestrali mi dice che dopo tanto tempo la trova ancora abbastanza presente e reattiva". "Mia moglie non riesce a esprimersi normalmente, a fare ragionamenti conseguenziali- prosegue - molte volte bisogna interpretare quello che dice, ma riusciamo comunque ad interagire dopo tanti anni insieme. Anche ricorrendo a una complicità data da gesti e parole che utilizzavamo insieme. Io sono davvero ancora molto innamorato di mia moglie, non serve dirsi molto: bastano baci e abbracci". Il lockdown non e' stato semplice, anche perché la moglie di Ottavio era reduce da un ricovero ospedaliero per la rottura di un femore, ma nel complesso e' andata bene: lei era tranquilla, con la fisioterapia e' riuscita a recuperare molti movimenti, e questo ha reso più tranquillo anche marito. Hanno però dovuto rinunciare all'assistenza pomeridiana, a tutti i contatti non strettamente necessari, le medicine le compravano i figli della coppia che cercavano come potevano di assisterla ma senza poterla frequentare. "Durante l'ultima visita la neurologa di mia moglie mi ha chiesto se resistevo- conclude Ottavio- io le ho risposto che non ho questo problema: io mia moglie stiamo insieme da quando eravamo ragazzini, abbiamo fatto una vita assieme, assistersi reciprocamente e'normale. Lo era anche anche per mia moglie prima della malattia. La mia vita è dedicata a Florida,all'amore della mia vita,e cerco anche di dare un senso ai miei personali malesseri quotidiani legati alla parziale mancanza dello stomaco dando una mano ad un'altra famiglia nella quale sono entrato, "l' Associazione Vivere senza stomaco si può". Donare amore spesso significa ricevere amore, per me è cosi.   

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Ghiacciai: stop a missione per salvare memoria Grand Cobin

Temperature troppo alte per fare carotaggi

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Dopo tre tentativi interrotti a una ventina di metri di profondità, il team italo-svizzero di scienziati del programma Ice Memory ha dovuto lasciare questa mattina il campo sul massiccio del Grand Combin. I ricercatori hanno operato per una settimana a 4.100 metri di quota sul ghiacciaio Corbassiere. Giorni di temperature elevate, con massime sempre sopra lo zero, hanno reso più difficile del previsto l'estrazione dei campioni di ghiaccio.

Il team sul ghiacciaio era composto da 6 glaciologi e paleoclimatologi dell'Istituto di Scienze Polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp), dell'Università Ca' Foscari Venezia e del centro di ricerca svizzero Paul Scherrer Institut (Psi). Con loro una guida alpina e a valle, nel borgo aostano di Ollomont, un ricercatore a supporto.

In due punti gli scienziati hanno incontrato una transizione inaspettata, probabilmente delle 'lenti' di ghiaccio molto resistenti, che hanno bloccato e anche danneggiato il carotatore. Determinati a portare a termine la missione, grazie al supporto a valle, erano riusciti a far trasportare riparare in una notte la strumentazione nel laboratorio del costruttore, nei pressi di Berna.

Nel fine settimana il terzo tentativo, spostato a una decina di metri dai precedenti, si è arrestato ancora una volta attorno ai 20 metri, determinando lo 'stop' alle operazioni, suggerito anche dalle previsioni di instabilità meteo che avrebbero reso difficile per i prossimi giorni un rientro a valle in sicurezza.

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Toyota GR Super Sport, ritorna l'hypercar stradale green

Mostrata a Le Mans evoluzione del concept ibrido del 2018

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Chiudi Dalla pista alla strada, Toyota GR Super Sport a Le Mans (ANSA) Dalla pista alla strada, Toyota GR Super Sport a Le Mans

Il debutto era avvenuto al Salone di Tokyo del 2018, come logica conseguenza della partecipazione al campionato FIA World Endurance Championship (WEC). Ora, con la terza vittoria consecutiva nella 24 Ore di Le Mans sul Circuit de la Sarthe, il progetto per l'hypercar stradale Toyota GR Super Sport sembra finalmente essere prossimo alla concretizzazione.

 

 

Questa vettura - si legge nella nota della Casa giapponese - incarna l'impegno di Toyota Gazoo Racing a servirsi del motorsport per realizzare auto stradali sempre migliori, per il divertimento dei clienti. E simboleggia il rapporto sempre più stretto tra Toyota Gazoo Racing e la produzione di auto da corsa. ''È stato un onore guidare questa versione in sviluppo della GR Super Sport per la prima volta davanti al grande pubblico - ha detto Alex Wurz ex pilota del team Toyota Gazoo Racing - soprattutto su un circuito come Le Mans, che è così strettamente legato a questa vettura. La GR Super Sport è nata a Le Mans, quindi è sembrato un ritorno a casa. Questa era la prima volta che guidavo la macchina, quindi nonostante un solo giro dimostrativo non mi abbia permesso di spingere al limite, ho capito che la GR Super Sport ha il potenziale per prestazioni incredibili. Ho potuto percepire le somiglianze tra la GR Super Sport e la TS050 Hybrid in termini di prestazioni, in particolare la trazione integrale e il sistema misto motore benzina-unità elettrica. Ma gli ingegneri mi dicono che questo era solo un piccolo assaggio delle vere potenzialità della GR Super Sport, quindi sono super entusiasta nel pensare di poterla guidare nuovamente nel prossimo futuro''.

Derivata dalla vettura TS050 Hybrid per ben 3 volte vincitrice di Le Mans, l'auto che ha girato nelle mani di Wurz è un prototipo di sviluppo della GR Super Sport, in configurazione cabriolet e caratterizzata da una livrea mimetica. Toyota non ha rilasciato informazioni su eventuali modifiche in questa versione prossima alla produzione rispetto allo schema propulsivo della GR Super Sport Concept del 2018. Non dovrebbero esserci però sostanziali differenze con l'auto esposta a Tokyo disponeva di un motore V6 biturbo 2.4 completato dal Toyota Hybrid System - Racing (THS-R) per una potenza complessiva di 1.000 Cv, con l'obiettivo - dichiarava allora la Casa - di ''fornire il massimo in termini di potenza e prestazioni ambientali attraverso un sistema EV ad alta efficienza e un motore a combustione magra''.

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Le cellule pancreas sottocute regolano la glicemia

Ok ai test sugli animali con la forma autoimmune

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Chiudi Cellule del pancreas riprogrammate in modo da diventare fabbriche di insulina (fonte: Pedro Herrera , UNIGE) (ANSA) Cellule del pancreas riprogrammate in modo da diventare fabbriche di insulina (fonte: Pedro Herrera , UNIGE)

Un innesto di cellule pancreatiche sottocute, incapsulate in una matrice protettiva di collagene, per curare il diabete autoimmune: e' la promessa che arriva da uno studio su animali di Divyansh Agarwal dell'Universita' della Pennsylvania, Philadelphia, pubblicato sulla rivista Nature Metabolism. Il risultato potrebbe portare ad applicazioni cliniche per quelle persone che, colpite dal diabete autoimmune o di tipo 1, non riescono bene a regolare la glicemia con la terapia insulinica. Il diabete di tipo 1 e' una malattia autoimmune, caratterizzata da un attacco del proprio sistema immunitario diretto contro le cellule pancreatiche produttrici di insulina (cellule beta). La persona con questa forma di diabete non e' piu' in grado di produrre l'ormone, e ha bisogno della terapia insulinica per regolare la concentrazione di 'zucchero' nel sangue.

 

"Per alcuni pazienti - spiega all'ANSA Piero Marchetti del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale e Azienda Ospedaliero-Universitaria, Universita' di Pisa, puo' essere indicato il ripristino delle perdute cellule beta, attualmente eseguibile mediante trapianto di pancreas o di isole pancreatiche. Quest'ultima procedura di solito avviene impiantando le cellule nel fegato. Tuttavia - continua Marchetti, esperto della Societa' Italiana di Diabetologia - varie limitazioni tecniche e biologiche rendono tale sede non ideale". L'innesto delle isole nel tessuto sottocutaneo e' una procedura alternativa che pero' finora non ha avuto ampia applicazione perche' le cellule beta - poste sotto cute - periscono facilmente per carenza di ossigeno e nutrienti, o per reazione di rigetto. Gli esperti sono riusciti a bypassare alcuni di questi problemi innestando le cellule in un involucro protettivo a base di collagene e il sistema ha funzionato, dimostrando la capacita' di assicurare il controllo glicemico degli animali (roditori e macachi). Gli scienziati pensano che con questo sistema in futuro si potrebbero usare staminali pancreatiche per produrre una riserva permanente di beta-cellule e cosi' superare anche il problema della carenza di cellule da donatore. "Lo studio offre indubbiamente alcuni spunti di notevole interesse - sottolinea l'esperto SID. Intanto, gli autori confermano, utilizzando isole ottenute da vari modelli sperimentali e anche da donatori di pancreas, ed eseguendo il trapianto di isole in diverse tipologie di roditori, che il tessuto sottocutaneo puo' in effetti essere una buona sede alternativa per l'impianto delle cellule.

 

In aggiunta, impiegando una matrice da loro sviluppata, a base di collagene e altri costituenti - spiega Marchetti - i ricercatori USA sono riusciti a ottenere tempi di sopravvivenza delle isole decisamente superiori a quanto precedentemente descritto da altri studi. Tuttavia, a fronte di questi ottimi risultati, diverse problematiche rimangono aperte, in prospettiva di una eventuale applicazione clinica - precisa l'esperto. In primis, la matrice non conferisce protezione nei confronti del sistema immunitario, come evidenziato dal fatto che negli esperimenti specifici e' stato necessario somministrare terapia farmacologica anti-rigetto. Inoltre, gli studi fatti nella scimmia hanno riguardato due soli esemplari, che hanno ricevuto isole preparate dal proprio pancreas, e quindi non soggette a rigetto. Pertanto -aggiunge - rimane da capire cosa si possa ottenere quando si eseguiranno trapianti di isole soggette all'attacco del sistema immune. Peraltro, poiche' nell'uomo di devono trapiantare alcune centinaia di migliaia di isole per avere una adeguata risposta clinica, la procedura descritta nello studio dovra' essere testata in contesti quantitativamente complessi. Infine - conclude - l'utilizzo, pur molto promettente, di cellule staminali in questo e altri approcci richiede ancora cautela, per vari motivi tecnici e biologici. In sintesi, lo studio rappresenta un interessante passo avanti nella terapia del diabete di tipo 1, anche se ovviamente sono necessarie ulteriori ricerche per confermare la validita' della procedura".

 

 

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Milano AutoClassica, le case si danno appuntamento a Rho

Numerosi i marchi auto presenti il prossimo weekend in Fiera

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Chiudi Milano AutoClassica, le case si danno appuntamento a Rho (ANSA) Milano AutoClassica, le case si danno appuntamento a Rho

Le case auto si danno appuntamento a Milano AutoClassica dopo mesi di attesa. E' infatti sempre più lunga la lista di brand automobilistici che stanno confermando la propria partecipazione all'evento in programma per il prossimo fine settimana al quartiere fieristico di Milano (Rho).


Tra i tanti, Alpine torna a Milano AutoClassica con un nutrito parterre di modelli e due anteprime italiane. Accanto all' Alpine A110 S, che rappresenta la versione più sportiva della berlinette francese, ci sarà infatti la serie limitata in 400 esemplari dell' Alpine A110S 'Color Edition' e l' anteprima di Alpine A110 Legende GT in Serie Limitata di 400 esemplari nel colore Mercury Silver. Due anteprime tutte italiane anche per Bentley porterà a Milano la Continental GTC V8 e la Nuova Bentayga V8 First Edition, modelli che, insieme a Nuova Flying Spur W12 First Edition, proiettano il brand nel suo secondo secolo di vita. Un grande ritorno a Milano AutoClassica è poi quello di Lamborghini Milano con l'esposizione di quattro prestigiosi modelli selezionati appositamente con la carrozzeria in colori di forte appeal per tutti gli appassionati della casa di Sant'Agata Bolognese, a partire da una Urus dal colore Giallo Auge, passando per la Huracán Evo Rwd Spyder nella suggestiva livrea Blu Le Mans, oltre ad Huracán Evo Coupè. Completa l'esposizione un modello classico come la 400 GT del 1966. Mazda sceglie invece per la prima volta Milano AutoClassica per festeggiare il centenario del suo marchio esponendo il meglio della sua tradizione, inclusa un'anteprima italiana e partecipando al raduno '100 Mazda x 100 Anni'. McLaren esporrà in fiera tre modelli esclusivi, tra i quali McLaren GT, 720S Coupé, seconda generazione della gamma prodotto Super Series che è il cuore battente del marchio, oltre alla 600LT, il quinto modello a portare l'iconico badge LT. Se Pagani Automobili torna a Milano AutoClassica con alcuni dei suoi modelli più iconici, come Zonda Roadster S e Huayra Roadster, Porsche Classic Partner Milano Est affiancherà ai modelli classici anche qualche novità di prodotto. Si parte dalla Porsche 356 SC Coupé del 1964, una vettura sportiva che ha fatto epoca e antenata dell'attuale Porsche 911. Altra icona del marchio, prodotta in soli 857 esemplari, è la Porsche 930 Turbo Cabrio del 1988.

Attualmente molto quotata nel settore del collezionismo per la sua rarità, si distingue dalle antenate per il cambio a 5 marce.

Infine un classico senza tempo come la Porsche Speedster 3.200 Turbo Look. Per quanto concerne il mercato del nuovo, a Milano AutoClassica la Taycan, il primo modello Porsche a trazione totalmente elettrica. La prevendita dei biglietti prosegue sul sito ufficiale della manifestazione, www.milanoautoclassica.com e fino al 24 settembre gli organizzatori propongono l'acquisto online al prezzo speciale di 20 euro invece di 25.

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KiaMobility, arriva in Italia noleggio via App modelli Kia

Disponibili presso le concessionarie. Si inizierà a Milano

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Chiudi KiaMobility, arriva in Italia noleggio via App modelli Kia (ANSA) KiaMobility, arriva in Italia noleggio via App modelli Kia

Arriva da Kia una importante proposta di evoluzione della mobilità individuale, aggiungendo alle tante iniziative per dare accesso alla proprietà e alla disponibilità di auto green anche un sistema di noleggio 'facile' dei propri modelli. Con l' arrivo in Italia di KiaMobility - un servizio di 'light renting' che si basa sulla rete delle concessionarie nelle aree periferiche delle grandi città - la Casa coreana pone un nuovo importante tassello nella realizzazione del Plan S, il piano strategico a medio-lungo termine che punta sempre più su elettrificazione, servizi di mobilità, connettività e guida autonoma. KiaMobility trasformerà appunto alcuni selezionati dealer in veri e propri hub dove, con una semplice app, sarà possibile noleggiare una vettura della gamma Kia. Una soluzione questa - precisa la nota dell'azienda - che non si vuole sovrapporre o sostituire a quanto avviene all'ormai consueto servizio di car sharing presente nelle grandi città, bensì offrire l'opportunità di un appoggio automobilistico a coloro che dall'hinterland si avvicinano al centro città. ''Dobbiamo iniziare a guardare al futuro e pensare a Kia come un provider di sistemi di mobilità e non più come solo un costruttore di autoveicoli - ha commentato Giuseppe Bitti, amministratore delegato di Kia Motors Italia - KiaMobility guarda diretto al Plan S e alla sua realizzazione concreta, ponendoci nelle condizioni di poter offrire dei servizi facendo base sulla nostra rete dealer e utilizzando il meglio della nostra gamma elettrificata''. Milano sarà la prima città a supportare il lancio di KiaMobility in Italia e in particolare con un programma che comprende l'area a Nord del capoluogo lombardo.

Facendo base presso i concessionari del Gruppo Clerici Auto a Milano, Varese e Como, dopo un periodo di testing e rodaggio delle App sarà possibile iniziare a prenotare le proprie vetture. In occasione dell'annuncio del servizio, partirà un'azione di pre-lancio digital incentrato su attivazioni sui canali social e sul sito di Kia Italia, a cui farà seguito in fase di lancio una campagna che coinvolgerà alcuni tra i più importanti influencer del mondo automotive e high tech. La App di KiaMobility sarà disponibile a breve su Apple Store e Google Play, contestualmente alle condizioni di noleggio e alla gamma dei modelli disponibili che, come precisato da Bitti, punterà proprio sulla gamma elettrificata. Una interessante opportunità, questa, per consentire a chi vuole valutare nel normale impiego quotidiano le differenze tra mild hybrid (MHEV), ibridi plug-in (PHEV) e 100% elettrici (BEV).

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Touring Superleggera Aero 3, omaggio allo stile Anni '30

Serie 15 unità celebra epoca dell'innovazione aerodinamica

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Chiudi Touring Superleggera Aero 3, omaggio allo stile Anni '30 (ANSA) Touring Superleggera Aero 3, omaggio allo stile Anni '30

Un omaggio all'epoca del design automobilistico dinamico, quello che vide la creazione di capolavori come l'l'Alfa Romeo 8C 2900B Berlinetta Aerodinamica e la Bmw 328 Mille Miglia Touring Coupé. Il reveal della nuova Touring Superleggera Aero 3 - che sarà esposta dal 23 al 25 settembre al Salon Privé al Blenheim Palace nel Regno Unito - non vuole infatti 'replicare' su una meccanica modernissima e iper-performante (la donor car è la Ferrari F12) le linee e le emozioni delle fuoriserie degli Anni '50, quanto piuttosto applicare le grandi intuizioni di quel tempo alla contempraneità automobilistica.

 

 

''Touring Aero 3 è la nostra dimostrazione di resilienza, di voglia di riscatto e di gratitudine - precisa Salvatore Stranci, nuovo general manager di Touring Superleggera - E' una rivalsa dopo i primi due mesi dell'anno hanno messo a dura prova l'intero settore automobilistico. Sono grato alla gnerosità, alla dedizione e alla abnegazione dei miei collaboratori, delle maestranze di ogni reparto e dipartimento. Presentiamo con orgoglio una anteprima mondiale con tre unità vendute delle quindici che verranno prodotte''.

Il riferimento di Stranci è alla lunga gestazione di questa fuoriserie, che avrebbe dovuto essere esposta in marzo al Salone di Ginevra e che per l'emergenza Covid-19 è stata completata solo ora con grande soddisfazione del primo cliente che ha espressamente chiesto di personalizzarla con il numero 19 (nessun riferimento alla pandemia) come la vettura chegreggiò a Le Mans nel 1938 pilotata da Raymond Sommer e Clemente Biondetti. ''L'Aero 3 è la nostra visione di come sarebbe oggi lo stile aerodinamico degli Anni '30 - spiega Louis de Fabribeckers, direttore centro stile dell'azienda - Touring è famosa per le sue carrozzerie leggere che fondono stile ed efficienza aerodinamica. Per noi era importante visualizzare l'incarnazione futura di questo filone chiave del nostro DNA. A questo proposito, l'Aero 3 condivide molto la sua anima con le interpretazioni moderne che abbiamo fatto attorno al tema dell'Alfa Romeo Disco Volante''.

Spicca, nella Aero 3, la grande pinna posteriore che riporta alla cosiddetta 'profilatura al vento' che venne studiata dalla Carrozzeria Touring che, per prima negli Anni '30, utilizzò i test nella galleria del vento per avere riscontro delle teorie aerodinamiche dell'epoca. ''La pinna nasce come prolungamento naturale ed estremizzante della forma a goccia dell'abitacolo - spiega de Fabribeckers - ed è evocativa dei primi studi compiuti da Touring, pur non avendo una funzione aerodinamica in sé''.

Realizzata interamente in carbonio, la carrozzeria è il risultato di oltre 5.000 ore di lavoro, e riveste l piattaforma della Ferrari F12 da 740 Cv, auto di cui Aero 3 mantiene anche l'architettura elettrica ed elettronica. L'abitacolo è un trionfo di artigianalità, con vasta presenza delle pelli Foglizzo che si sposano perfettamente con i rivestimenti in fibra di carbonio. Prevista una produzione in serie limitata ad altri 14 esemplari con tempi di consegna di 6 mesi dal momento in cui il cliente fornisce la 'donor car' alla Touring.

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Agenzia Ue, 'Emissioni scese del 4% sul 2018'

Gas serra giù del 24% rispetto al 1990, superato target 2020

Ambiente & Energia Clima
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Nel 2019 le emissioni di gas serra nell'Ue a 27 sono diminuite del 4% rispetto al 2018, e del 24% sul 1990 (26% se si include il Regno Unito). Lo dicono i dati preliminari sulle emissioni 2019 dell'Agenzia europea per l'ambiente (Aea). Se confermata, sarebbe la diminuzione più significativa in 10 anni, e risulterebbe già abbondantemente superato l'obiettivo Ue di riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020.

La tendenza al ribasso, scrive in una nota l'agenzia, riflette la forte e costante crescita delle energie rinnovabili in Europa e l'abbandono del carbone, motivato in particolare dall'aumento dei prezzi delle emissioni di carbonio nel mercato Ue-Ets. Il calo, sottolinea la nota, si è verificato in un periodo di crescita economica e "dimostra che è chiaramente possibile raggiungere obiettivi di riduzione più ambiziosi entro il 2030, aprendo la strada alla neutralità climatica dell'Ue entro il 2050".

In un altro paper l'Aea conferma che l'Ue sta raggiungendo i suoi obiettivi per eliminare gradualmente le sostanze che riducono lo strato di ozono. Nel 2019, per il settimo anno consecutivo, l'Ue ha distrutto o esportato più sostanze dannose per l'ozono di quante ne ha prodotto o importato. (ANSA).

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McLaren Senna GTR LM, 5 vetture celebrano Le Mans 1995

Ciascun modello è produzione unica realizzato su misura

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Chiudi McLaren Senna GTR LM, 5 vetture celebrano Le Mans 1995 (ANSA) McLaren Senna GTR LM, 5 vetture celebrano Le Mans 1995

Cinque esclusive McLaren Senna, create per celebrare le auto da corsa McLaren F1 GTR che hanno dominato la 24 Ore di Le Mans del 1995. Le speciali versioni sono state svelate dalla McLaren Special Operations e portano il nome di McLaren Senna GTR LM. Commissionate da clienti privati, tutte e cinque le vetture sono progetti unici e realizzati su misura.

 

 

Ognuna è progettata e realizzata come omaggio a una delle cinque McLaren F1 GTR che hanno terminato la gara nel 1995, tagliando il traguardo in prima, terza, quarta, quinta e tredicesima posizione. Il risultato fece storia dato che quella era la prima volta che la McLaren partecipava alla corsa di Le Mans, a tre anni dall'introduzione della sua prima vettura stradale di serie, la McLaren F1. Ognuna delle cinque vetture ha una livrea dedicata dipinta a mano che replica o rende omaggio al design di ognuna delle auto del 1995. L'attenzione ai dettagli è stata maniacale tale che ogni McLaren Senna GTR LM ha richiesto almeno 800 ore di lavoro per dipingere la livrea personalizzata.

"Le incredibili auto della collezione McLaren Senna GTR LM non potevano che essere il modo più appropriato per celebrare il 25 ° anniversario della nostra vittoria nel 1995 a Le Mans - ha commentato Mike Flewitt, CEO di McLaren Automotive - e se questo risultato è ampiamente riconosciuto come una delle più grandi prestazioni nelle gare di resistenza di tutti i tempi, per la McLaren la sua importanza è stata ancora maggiore perché ha dimostrato un collegamento immediato e innegabile tra il DNA racing del nostro marchio e l'inizio del nostro viaggio su auto stradali". Ogni dettaglio dipinto sulle cinque vetture è stato rifinito a mano dal team McLaren Special Operations.

Autorizzazioni speciali sono state concesse dai proprietari di marchi come Gulf e Harrods e dall'organizzatore di Le Mans, l'Automobile Club de l'Ouest, per ricreare loghi e marchi. Il tetto di ciascuna vettura presenta anche un adesivo per le verifiche tecniche ricreato in modo autentico, che è l'unico pezzo di vinile nella livrea. La relazione tra ogni McLaren Senna GTR LM e la sua antesignana F1 GTR è enfatizzata anche dalla presenza di una targa di dedica sulla superficie interna della vasca in fibra di carbonio che indica l'unicità di ciascuna vettura e la sua identificazione con il numero di telaio della F1 GTR originale. Ogni vettura porta impressa anche una dedica alla sua 'gemella' di Le Mans, inclusa la data della gara, i nomi dei tre piloti in quella vettura e la posizione di classifica. La ricalibrazione dell'elettronica del gruppo propulsore rilascia una potenza di 845 CV, con un aumento di 20 CV rispetto alla 'normale'' McLaren Senna GTR. All'interno dell'auto, le caratteristiche esclusive LM includono un volante da corsa con paddle del cambio in oro anodizzato e pulsanti di comando, pedali in nitruro di titanio con loghi LM, cinghie in pelle per le portiere e sedili da corsa in fibra di carbonio leggeri su misura, completati da ricamo poggiatesta e un'imbracatura da corsa a sei punti MSO di colore nero con imbottiture in tinta con la carrozzeria. "Volevamo fare una dichiarazione importante con questa collezione - ha spiegato Ansar Ali, Managing Director di McLaren Special Operations - e nel creare queste incredibili vetture in base alla richiesta di alcuni dei nostri clienti più esigenti, mettiamo in mostra la straordinaria gamma di talenti che abbiamo all'interno di MSO, un team in grado di visualizzare, progettare, produrre e fornire prodotti che ti lasciano davvero senza fiato".

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Celle solari trasparenti da record

Passo in avanti verso edifici in grado di produrre energia

Scienza & Tecnica Energia
Chiudi Un campione del materiale per le prime celle solari trasparenti (fonte: Robert Coelius, Michigan Engineering Communications & Marketing) (ANSA) Un campione del materiale per le prime celle solari trasparenti (fonte: Robert Coelius, Michigan Engineering Communications & Marketing)

Ottenute celle solari trasparenti con un'efficienza record dell'8% e che potrebbero essere un passo in avanti importante per realizzare edifici in grado di produrre energia. Il risultato, pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze (Pnas), si deve al gruppo dell'università americana del Michigan coordinato da Stephen Forrest.

I ricercatori ha messo a punto pannelli fotovoltaici che hanno un'efficienza mai raggiunta prima da pannelli fotovoltaici trasparenti (la cui efficienza finora si fermava al 2-3%) e una trasparenza del 50% utilizzando un materiale organico a base di carbonio, anziché il silicio che è il materiale convenzionale per i pannelli solari. "Le finestre, che si trovano sulle facciate degli edifici sono il luogo ideale per le celle solari organiche perché offrono qualcosa che il silicio non può, cioè una combinazione di altissima efficienza e trasparenza", ha rilevato Forrest. Gli edifici con facciate in vetro hanno tipicamente un rivestimento che riflette parte della luce, sia nella frazione visibile che in quella infrarossa, per bloccare la luce e il calore che arrivano sull'edificio. Il nuovo materiale che è stato sviluppato e la struttura del dispositivo, realizzata con un elettrodo di ossido di indio e stagno, ha affermato l'ingegnere elettrico Yongxi Li, "dovevano avere più compromessi per fornire allo stesso tempo un buon assorbimento della luce solare, alta tensione, alta corrente, bassa resistenza e trasparenza". Il nuovo materiale è un mix di molecole organiche progettate per essere trasparenti nel visibile, ma in grado di assorbire la luce nel vicino infrarosso, ossia una parte invisibile che rappresenta gran parte dell'energia della luce solare.

 

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Il Sole si è risvegliato, comincia un nuovo ciclo

Potrebbe essere piuttosto debole, come il precedente

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi A sinistra il Sole durante il massimo solare (aprile 2014), a destra il Sole durante il minimo solare (dicembre 2019) (fonte: NASA / SDO) (ANSA) A sinistra il Sole durante il massimo solare (aprile 2014), a destra il Sole durante il minimo solare (dicembre 2019) (fonte: NASA / SDO)

Il Sole si è risvegliato e sta scaldando i suoi motori magnetici: è iniziato infatti il suo nuovo ciclo, che ne scandisce l'attività in fasi di 11 anni. Lo hanno annuncio gli esperti della Nasa e dell'Agenzia americana per l'Atmosfera e gli oceani (Noaa), che prevedono anche il graduale aumento di fenomeni legati all'attività solare, come le eruzioni che scagliano sciami di particelle che possono scatenare tempeste magnetiche sulla Terra, con impatti su satelliti e reti sistemi elettriche.
Al momento, però, il Sole appena risvegliato è ancora calmo e si prevede che l'aumento della sua attività possa avvenire molto progressivamente.

I cicli solari si alternano tra periodi di massima attività durante i quali aumenta il numero delle macchie solari, e periodi di minima attività, nei quali il numero delle macchie si riduce. Secondo gli esperti l'attività solare ha toccato il minimo nel dicembre 2019, anche se occorrono osservazioni su molti mesi per stabilire il momento preciso. Le spie dell'inizio del nuovo ciclo sono almeno due, ha detto all'ANSA, il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'università di Trieste.

"Il primo indicatore - ha spiegato - è un numero congruo di macchie con polarità magnetica invertita rispetto al ciclo precedente, il secondo è la latitudine a cui compaiono le macchie". Tutti i gruppi di macchie comparsi negli ultimi mesi avevano latitudini intorno ai 40 gradi Nord e Sud, e sono un chiaro indizio del nuovo ciclo. Generalmente, ha aggiunto, con l'inizio del nuovo ciclo di attività solare "aumentano i brillamenti, che sono rilasci esplosivi di energia e di plasma, e lampi intensi di raggi X e nell'ultravioletto connessi con i brillamenti, ma attualmente sono 26 giorni che il Sole è privo di macchie ed è calmissimo". E' normale, ha proseguito, che "possano verificarsi giorni e giorni senza macchie. La salita verso il massimo di attività dura di solito 6 anni ed è progressiva, diciamo che il Sole adesso 'sta scaldando i motori magnetici'".

Nasa e Noaa prevedono che il nuovo ciclo sarà simile al precedente, che è stato piuttosto debole. Tuttavia, ha concluso Messerotti, "come sottolineato anche da Nasa e Noaa questo non esclude la possibilità che si verifichino fenomeni di attività anche molto intensi, seppure con frequenza minore".

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Dagli Usa la moda dei vaccini fai-da-te

La rivista Science mette in guardia dai rischi

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Gruppo di citizen scientist al lavoro (fonte: Anne Le Gars/ Wikipedia) (ANSA) Gruppo di citizen scientist al lavoro (fonte: Anne Le Gars/ Wikipedia)

Finora hanno dato un aiuto prezioso nell'esplorazione spaziale e nell'astronomia, analizzando dai pc di casa innumerevoli immagini e dati che descrivevano pianeti, stelle o particelle elementari: i cosiddetti 'citizen scientist', i cittadini scienziati, sono ormai un aiuto indispensabile ai grandi progetti di ricerca, ma per la prima volta il loro comportamento fa discutere.

Sono loro che, unendo le forze in un passaparola online, hanno cominciato a progettare vaccini fai-da-te contro la pandemia di Covid-19 e sperimentarli su loro stessi. A denunciare il fenomeno, in un articolo sulla rivista Science, è il gruppo di bioeticisti guidato da Christi Guerrini, del Baylor College of Medicine di Houston.

Oltre a essere ottenuti al di fuori delle regole canoniche della sperimentazione scientifica, i vaccini fai-da-te vengono infatti sperimentati dagli stessi cittadini-scienziati che li hanno ideati e realizzati, ponendo in questo modo questioni legali, etiche e di sanità pubblica.

Rapid Deployment Vaccine Collaborative (RaDVaC) è il nome di uno dei gruppi di scienziati improvvisati che si stanno dedicando allo sviluppo e all'auto-somministrazione di vaccini fatti in casa. E' un fenomeno, osserva Guerrini, che potrebbe ottenere l'effetto opposto a quello che ha animato finora questi ricercatori fai-da-te, finendo per erodere la fiducia del pubblico nello sviluppo e nella sicurezza del vaccino anti-pandemico. La loro attività, osserva l'esperto, è resa possibile da un vuoto normativo che è più che mai urgente colmare.

Ci sono solo ipotesi, per il momento, sull'origine del fenomeno. Potrebbe, per esempio, essere nato dalla convinzione che l'auto-sperimentazione sia più veloce rispetto all'iter necessario per sviluppare e approvare un vaccino e che la rapidità sia decisiva davanti alla pandemia.

Una convinzione, però, che secondo Guerrini è errata: se vaccini nati in questo modo dovessero essere regolamentati, rileva lo studioso, "consentirebbe a vaccini di dubbia sicurezza ed efficacia di mettere in pericolo la salute pubblica e segnalerebbe un abbassamento degli standard che, in un'età segnata dallo scetticismo sui vaccini e durante una pandemia altamente politicizzata, potrebbe minare la fiducia del pubblico nei confronti di tutti i vaccini".

Secondo il bioeticista "anche quando la revisione etica non è richiesta, i cittadini scienziati devono prendere sul serio le loro responsabilità etiche quando promuovono interventi fai-da-te, specialmente se questi potrebbero avere effetti potenzialmente gravi sulla salute pubblica e sulla società".

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Aggredisce due Cc, uno spara e lo uccide

Era stato sorpreso in un palazzo, dopo una segnalazione

Legalità & Scuola Altre News
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(ANSA) - ROMA, 20 SET - Intervenuti nella notte in un palazzo a Roma per la segnalazione di persone sospette, due cararabinieri hanno tentato di bloccare uno sconosciuto nel cortile, ma uno è stato colpito al costato con un cacciavite. Il collega ha quindi esploso 2 colpi con la pistola d'ordinanza per reazione verso l'aggressore, uccidendolo.
    E' accaduto nella notte in via Paolo Di Dono, nei pressi dell'Eur. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile erano intervenuti nello stabile adibito ad uffici perché era stata segnalata la presenza di persone sospette. Il militare ferito è stato trasportato all'ospedale Sant'Eugenio per le cure del caso.
    È in corso l'identificazione della vittima. Era presente anche un complice che è riuscito a scappare. (ANSA).
   

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In Giappone troppi anziani, bonus a chi si sposa e fa figli

Il neogoverno Suga punta su natalità, 5000 euro a giovani coppie

Lifestyle Società & Diritti
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Per arrestare il declino della popolazione e far ripartire il numero delle unioni ufficiali tra coppie, il governo giapponese decide l'introduzione di un piano di incentivi con lo scopo di facilitare i matrimoni e aumentare il tasso di natalità, da anni tra i più bassi al mondo, a fronte dell'elevata aspettativa di vita nel Paese. Le agevolazioni messe a disposizione dall'esecutivo appena insediatosi equivarranno a un importo di 600.000 yen, circa 4.850 euro, e saranno distribuite alle coppie con meno di 40 anni, con un reddito annuo combinato non superiore ai 5,4 milioni di yen, circa 43mila euro. Per dimostrare la sua determinazione ne voler interrompere la spirale delle basse nascite, dal prossimo anno il governo del neo premier Yoshihide Suga è disposto a finanziare i due terzi del bonus, mentre il resto dovrà essere erogato dalle municipalità, timorose per le casse comunali in tempi di crisi. Quello che appare certo è che la battaglia per impedire una trasformazione demografica dalle implicazioni devastanti per la terza economia mondiale non può più essere più rimandata. Il tasso di fertilità delle donne giapponesi è di appena l'1,36: inferiore alla soglia minima di 2,07, considerata necessaria a garantire il ricambio generazionale. Le 865.000 nascite nel Paese conteggiate nell'ultimo censimento rappresentano il minimo storico; il numero dei bambini in Giappone è sceso per il 39/esimo anno consecutivo, assestandosi ai minimi livelli dal 1950. Ad oggi il 29% degli uomini single giapponesi tra i 25 e i 34 anni, e il 17,8% delle donne considerano la mancanza di fondi come principale motivo per non compiere il passo e recarsi all'altare.
    Di questo passo - dicono i sociologi - complice anche la metamorfosi generazionale e le minori pressioni sociali - oltre alla maggiore precarietà nel mondo del lavoro, l'età media delle coppie che decidono di sposarsi e avere figli sarà destinata ad elevarsi a valori che non consentiranno un contraccambio della popolazione. I minori con un'eta inferiore ai 15 anni, infatti, costituiscono appena il 12% degli abitanti dell'arcipelago, in netto contrasto con la fascia di età degli over 65 - che rappresenta il 28,7% del totale. Da qui al 2040, rivelano gli studiosi, senza i necessari fondi di assistenza alle nuove madri la situazione si inasprirà ancora di più, quando la generazione del boom demografico degli anni Settanta andrà in pensione e la percentuale di anziani con più di 65 anni raggiungeranno il 35,3% del totale della popolazione
   

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Covid: stabile numero contagi(+1.587). calo vittime,+15

In netta diminuzione i tamponi: -20mila. Non pervenuto il dato dell'Abruzzo. In leggero aumento le terapie intensive

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Foto d'archivio (ANSA) Foto d'archivio

E' stabile il numero dei contagi per il Covid nelle ultime 24 ore: sono 1.587 i casi a fronte dei 1.638 del giorno precedente.

Cala il numero dei decessi, 15 morti nell'ultimo giorno, dopo l'impennata di ieri, quando si erano registrate 24 vittime. Il totale dei morti è 35.707. In netta diminuzione il numero di tamponi effettuati: 83.428, circa 20mila in meno di ieri. Questi i dati nel bollettino del ministero della Salute. La Lombardia è l'unica regione che supera i 200 nuovi casi (+221), seguita dal Veneto (+173) e Campania (+171). Non pervenuto il dato della Regione Abruzzo.

Sono 222, in lieve aumento, i malati di Covid attualmente in terapia intensiva: sette in più nelle ultime 24 ore. Prosegue il calo dei pazienti ricoverati: sono 2.365 (-15 rispetto a ieri). Aumentano le persone in isolamento domiciliare, sono 41.511 (+945), e gli attualmente positivi, che raggiungono quota 44.098 (+937). I dimessi e i guariti sono 218.351 (+635). E' quanto emerge dai dal bollettino del ministero della Salute.

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Toscana, set cinematografico d'autore

I registi stranieri sedotti dai paesaggi tra Montalcino e Pienza

ViaggiArt Speciali
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di Ida Bini (ANSA) - SIENA, 20 SET - Sono sempre più numerosi i registi internazionali che per girarvi i propri film scelgono la Toscana, sedotti dalla struggente bellezza dei suoi paesaggi e dalla ricchezza artistica delle sue città. L'ultimo cineasta è stato il britannico James D'Arcy che ha girato numerose scene a Montalcino per realizzare il film Made in Italy, uscito nelle sale ad agosto. La pellicola, con protagonista l'attore Liam Neeson, è la storia di un artista londinese che cerca di ricucire un rapporto con il figlio, lavorando alla riparazione di un vecchio casolare in Italia. Il casolare in questione è un rustico nel Podere Fontanelle dell'azienda Argiano, storica cantina che sorge nello scenografico territorio di Montalcino, circondata dai filari di cipressi che disegnano le colline ricoperte di vigneti e dai minuscoli borghi medievali che ne nascondono storie tra le pietre. Siamo nel cuore della Val d'Orcia, in provincia di Siena, terra amata da americani e britannici che da decenni ormai ne conoscono ogni angolo e che ha ispirato generazioni di registi e scrittori internazionali, affascinati dai suoi paesaggi straordinari. Il film di James D'Arcy è stato girato tra le vigne della tenuta di Argiano, che fu anche il set per il finale del film Letter to Juliet del newyorkese Gary Winick nel 2010. L'edificio della tenuta, costruito su un antico castello, risale al Cinquecento e si trova sul crinale di una collina ricoperta di vigneti. Nei secoli la tenuta ebbe nobili proprietari che la avvicinarono alla produzione vinicola fino al 1967, quando partecipò alla nascita del consorzio del Brunello di Montalcino.
    Prima dei due registi fu il britannico Anthony Minghella a girarvi scene per il suo capolavoro Il paziente inglese, vincitore di 9 premi Oscar: scelse proprio la Val d'Orcia, tra Pienza e il castello di Cosona, per ambientarvi la storia d'amore durante la seconda guerra mondiale tra un'infermiera canadese e un misterioso conte ungherese che alloggiava nel monastero di sant'Anna in Camprena, oggi agriturismo, a pochi chilometri da Pienza. Era il1996 e 13 anni prima fu il regista russo Andrej Tarkovskij a scegliere Bagno Vignoni, delizioso borgo termale della valle senese, come set per l'onirico film Nostalghia. Due anni dopo, nel 1985 il regista hollywoodiano James Ivory scelse Firenze per girarvi il fortunato film Camera con vista, basato sull'omonimo libro di Foster. In effetti l'elenco di film girati in Toscana è davvero lunghissimo ma d'altronde la regione italiana con i suoi poetici scenari si presta perfettamente a storie da raccontare. Sempre a Firenze il regista Ridley Scott scelse di ambientarvi il film Hannibal, girato con Anthony Hopkins nel 2001, e l'anno prima alcune tra le scene più suggestive del celebre film Il Gladiatore, ambientate nella bellissima campagna di Pienza. Infine, come non citare Under the Tuscan sun, film del 2004 della regista statunitense Audrey Wells, che racconta la storia di Frances, che in seguito alla separazione dal marito parte per l'Italia e in Toscana acquista una villa abbandonata e fatiscente che nella realtà è a Cortona e nei suoi bellissimi dintorni. (ANSA).
   

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L'Italia #cambiagesto,campagna contro mozziconi di sigarette

A Roma iniziativa itinerante Philip Morris con H+,Erica e Retake

Ambiente & Energia Rifiuti & Riciclo
Chiudi Prende il via la campagna #cambiagesto (ANSA) Prende il via la campagna #cambiagesto

Prende il via su tutto il territorio nazionale la campagna di sensibilizzazione #cambiagesto contro la dispersione nell'ambiente dei mozziconi di sigaretta. La campagna, promossa e finanziata da Philip Morris Italia con il supporto di H+, E.R.I.C.A. e Retake, fa leva sul senso di responsabilità individuale, incoraggiando l'adozione di comportamenti virtuosi e sostenibili per l'ambiente. Dopo aver fatto tappa a Palermo, Firenze, Salerno, Livorno e Bari e aver coinvolto e sensibilizzato oltre 50.000 tra volontari e cittadini, con la collaborazione delle Istituzioni e di oltre dieci associazioni locali, la campagna arriva a Roma con un invito all'Italia intera a cambiare gesto per preservare l'ambiente e la bellezza dei nostri paesaggi.
    Ad oggi la campagna ha risparmiato all'ambiente circa 250.000 mozziconi e nei prossimi mesi proseguirà il suo tour nelle città di Padova (5-24 ottobre), Vercelli (26 Ottobre - 14 Novembre), Genova (16 - 29 Novembre) e Bologna (1-20 Dicembre), con l'obiettivo di continuare a sensibilizzare la società civile su questo tema e sull'importanza dei piccoli gesti per preservare l'ambiente, anche attraverso attività di raccolta e pulizia delle città e la distribuzione di porta mozziconi tascabili ai fumatori adulti. Il lancio nazionale della campagna avviene in occasione del #WorldCleanUpDay2020, la giornata mondiale della pulizia del mondo, durante la quale l'associazione Retake, partner della campagna, festeggia a Roma il decennale dalla nascita. La campagna ha già ottenuto il patrocinio di: Comune di Palermo, Comune di Salerno, Comune di Bari, Comune di Livorno, Regione Lazio, Comune di Roma e Comune di Padova. 
   

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Carlos Tavares apre 24 Ore Le Mans con la 908 diesel 700 Cv

Futuro Ceo Stellantis vanta 40 anni di carriera come pilota.

Motori Attualità
Chiudi Futuro Ceo Stellantis gira a Le Mans con 908 diesel V12 e presenta LMH (ANSA) Futuro Ceo Stellantis gira a Le Mans con 908 diesel V12 e presenta LMH

Puntualmente, come accade con rarissime eccezioni dal 1923 (e alternando anche gli orari delle 15 e delle 16) alle 14.30 di sabato 19 settembre è scattata l'edizione 2020 della celebre 24 Ore di Le Mans, una delle gare più celebri e impegnative al mondo. Ma quest'anno gli obiettivi dei fotografi e dei video operatori hanno iniziato a 'immortalare' quanto accadeva sul circuito de la Sarthe, nell'omonimo dipartimento francese, già alle 13.05 quando con un rombo inconfondibile una Peugeot 908 HDI FAP V12 a gasolio da oltre 700 Cv ha aperto ufficialmente la pista con un giro d'onore. Al volante un pilota portoghese di 62 anni, che vanta nella sua carriera la partecipazione a 118 gare di diverse specialità, con 23 podi, tra cui il secondo posto all'Adac Total 24 Ore del Nuburgring nella categoria V2T. Un vero 'apripista' vip che risponde al nome di Carlos Antunes Tavares Dias e che altri non è che il Ceo del Gruppo PSA e il futuro numero uno di Stellantis, il conglomerato dell'automotive che sta nascendo dalla fusione di PSA con FCA. Tavares, da quando aveva 22 anni, ha sempre amato le auto da competizione ed è considerato non solo un ottimo pilota non professionista, ma anche un conoscitore della tecnica capace di valutare - in pista come in strada - le qualità di un'automobile. L'ultima esperienza in pista di Tavares, prima del giro a Le Mans, era stato il test della LMPH2G a Montlhery (https://www.youtube.com/watch?v=o4xoUBBqUs0&feature=youtu.be) apprezzando la rivoluzionaria berlinetta elettrica fuel cell che, per iniziativa dell'Automobile Club de l'Ouest, organizzatore della 24 Ore, e di Green GT punta nell'ambito di MissionH24 a creare una nuova categoria di vetture da far correre dal 2024.


Quest'anno, alla 24 Ore di Le Mans, Tavares ha anche presenziato alla presentazione della nuova identità di marca di Peugeot Sport (https://www.youtube.com/watch?v=IbeBwNoywIk) annunciata in occasione del suo ritorno alle gare di endurance dal 2022 in collaborazione con Total nella categoria Hypercar.

Ed ha tenuto a battesimo la concept car che anticipa l'aspetto della Peugeot Sport M che scenderà in pista dal 2022, quando la nuova categoria delle super-ibride - con motore elettrico anteriore da 272 Cv e motore termico posteriore da circa 700 Cv - realizzerà la tanto auspicata convergenza tra le auto e le gare del WEC e dell'IMSA.

''Sono onorato di avere aperto la 24 Ore di Le Mans del 2020 - ha commentato Tavares - Come sapete, sono appassionato di sport motoristici, del settore automobilistico e di tecnologia. E la 24 Ore di Le Mans combina tutte e tre le cose. La Peugeot tornerà presto a correre, e come antipasto di questa edizione, vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che Peugeot tornerà nell'endurance nel 2022 e che il dietro al progetto c'è l'intera azienda. Peugeot ha vinto tre volte con due diverse tecnologie e ora puntiamo alla vittoria con la tecnologia ibrida. Vorrei ringraziare l'Automobile Club de l'Ouest per avermi dato questo privilegio. Inoltre - ha concluso il Ceo del Gruppo PSA - vorrei ringraziare di cuore tutte le squadre che si sfideranno e tutti coloro che contribuiscono all'organizzazione di questo evento, soprattutto in questi tempi difficili''.

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Addio a Ruth Bader Ginsburg, perchè anche i giovani piangono la giudice pioniera

Notorious RBG icona femminista simbolo di speranza per un futuro di empowement

Lifestyle People
Chiudi United States Supreme Court Justice Ruth Bader Ginsburg dies at the age of 87 (ANSA) United States Supreme Court Justice Ruth Bader Ginsburg dies at the age of 87

Addio a 'Notorious RBG': Ruth Bader Ginsburg, la giudice della Corte Suprema pioniera delle lotte per i diritti delle donne e per l'aborto, e' morta a 87 anni nella sua casa di Washington dopo un decennio di battaglie contro il cancro. "Non solo ha cambiato il diritto, ha trasformato il ruolo di donne e uomini nella società", ha ricordato il New York Times questa decana della Corte e icona femminista che nella nona decade della sua lunga vita era diventata l'improbabile idolo di una generazione molto piu giovane, rimpicciolita dall'eta' e fragile per le malattie, ma in apparenza immortale, anche e soprattutto a se stessa. Ruth aveva 60 anni quando nel 1993 Bill Clinton la chiamò a far parte della Corte, la seconda donna nel ruolo di "supergiudice" dopo Sandra Day O'Connor: "Starò fino a che potrò lavorare a tutto vapore", aveva detto vent'anni dopo, respingendo, durante il secondo mandato di Barack Obama, l'ipotesi di dimettersi per lasciare al presidente democratico la chance di nominare un successore. "Ci sarà un nuovo presidente dopo questo. Spero che sarà un buon presidente", aveva auspicato sognando Hillary Clinton, ma Donald Trump cambiò le regole del gioco: "Se vince mi trasferisco in Nuova Zelanda", aveva detto alla vigilia del voto del 2016, per poi rimangiarsi la battuta in nome del presunto dovere di imparzialità dei membri della Corte. La vittoria di Trump costrinse la Ginsburg a resistere a oltranza trasformandola al tempo stesso in un fenomeno pop. Mentre la Corte virava a destra, il suo dissenso rispetto alla maggioranza le attirò l'attenzione delle giovanissime. Ad affibbiarle il soprannome di "Notorious RBG", un gioco di parole sul nome d'arte del rapper Notorious BIG che come lei era nato a Brooklyn, fu una studentessa di legge, Shana Knizhnik, mentre l'immagine della giudice con i caratteristici occhiali e il collarino di pizzo sulla toga faceva sensazione su Internet, "simbolo di speranza per un futuro di empowement", ha scritto sull'Atlantic Dahlia Lithwick. Nata nel 1933 in una famiglia di bottegai di Flatbush, Ruth Bader era stata del resto apripista fin da ragazza. Aveva studiato legge, già moglie e madre, a Harvard, una delle nove donne in una classe di 500 uomini, poi alla Columbia. Negli anni Settanta, come direttrice del Women's Rights Project della organizzazione libertaria American Civil Liberties Union, aveva dibattuto davanti alla Corte una serie di casi che avevano creato le protezioni istituzionali contro la discriminazione sessuale: una strategia legale che aveva invitato a paralleli con quelli del giudice Thurgood Marshall sul fronte delle battaglie per i diritti dei neri. Tra le sue tattiche, l'uso della parola "genere" quando altri usavano "sesso", parola che, a suo avviso, confondeva i magistrati.

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Coronavirus: record di vittime, sono 24. Mai così alte da 2 mesi

Dato più alto dal 7 luglio. Frena aumento contagi, sono 1.638. Crescono i malati in terapia intensiva, 7 in 24 ore

Salute & Benessere Sanità
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Impennata dei decessi per Coronavirus: sono stati 24 in 24 ore; venerdì erano stati 10. Un dato così alto non si registrava dal 7 luglio, quando le vittime erano state 30. In calo invece i nuovi contagiati: 1.638, contro i 1.907 del giorno prima. In lieve aumento i tamponi: ne sono stati processati 103.223. Così i dati del ministero della Salute.

Il totale delle vittime ha così raggiunto quota 35.692, quello dei casi positivi 296.569. In Lombarda il maggior aumento dei cedessi (+9). 

Altri sette pazienti affetti da Covid sono entrati in terapia intensiva sepre in 24 ore: il totale sale così a 215. Calano invece i ricoverati con sintomi: sono 2.380 (-7 rispetto a ieri). Sono poi 40.566 le persone in isolamento domiciliare (+704) e 43.161 gli attualmente positivi (+704). I dimessi ed i guariti sono 217.716 (+909).

Rispetto alla riapertura degli stadi al pubblico "è auspicabile un atteggiamento prudenziale e una omogeneità di approccio su tutto il territorio nazionale", ha detto al Tg3 il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.

"Penso che la scuola sia ripartita nel modo migliore, ma non vedremo gli effetti della riapertura prima di 7-10 giorni", ha spiegato Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico. Locatelli ha inoltre sottolineato che "tutto è stato messo in campo per contenere la diffusione epidemica in ambito scolastico".

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Burioni, rese note le procedure del vaccino Covid, non era mai successo

Obiettivo un'efficacia al 60%, firmerei con il sangue per averlo

Salute & Benessere Medicina
Chiudi Test di laboratorio per il vaccino anti-Covid (ANSA) Test di laboratorio per il vaccino anti-Covid

Con una mossa senza precedenti, l'azienda Moderna che sta sperimentando uno dei vaccini anti Covid, considerato fra i più promettenti, ha reso pubblico il suo protocollo sperimentale: lo annuncia e commenta il virologo Roberto Burioni sul suo sito Medical Fact, spiegando come funzioneranno le procedure per capire se il vaccino funzionera'.
    Lo studio Moderna è "progettato" per riuscire a "vedere" un'efficacia del 60% della vaccinazione nel proteggere da COVID-19. Alla domanda se un vaccino con un'efficacia del 60% possa essere utile risponde: "sappiate che io in questo momento firmerei con il sangue per avere un vaccino sicuro ed efficace al 60%. Se così fosse, però, ci sarebbero importanti implicazioni sociali e la presenza dei negazionisti sarebbe un problema per tutta la nostra comunità e non solo per la loro salute". 
   

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Alzheimer, per giornata mondiale torna speranza cura

Riammesso dossier farmaco a Fda;per pazienti difficile lockdown

Salute & Benessere Medicina
Chiudi Alzheimer, per giornata mondiale torna speranza cura (ANSA) Alzheimer, per giornata mondiale torna speranza cura

Nel mondo la malattia di Alzheimer colpisce circa 40 milioni di persone e solo in Italia vi sono oltre un milione e duecentomila casi di demenza, 720mila dei quali legati a questa specifica patologia. Oltre gli 80 anni, la malattia colpisce 1 anziano su 4. Questi numeri sono destinati a crescere per l'aumento dell'aspettativa di vita, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo: si stima un raddoppio dei casi ogni 20 anni. In Italia, poi, secondo alcune proiezioni il numero di pazienti in 30 anni e' destinato a triplicare. In occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer, il 21 settembre, una novità importante è rappresentata dalla speranza di trovare un farmaco efficace, e non solo che tratti i vari sintomi. Una speranza che si riaccende dopo lo stop, nel marzo 2019, dei test su un farmaco ritenuto promettente, l'Aducanumab, e dopo che l'Fda ha rivisto i dati e riammesso per una seconda valutazione il dossier del farmaco. "Ci vorrà la primavera 2021 per capire gli esiti". Lo spiega il professor Gioacchino Tedeschi, presidente della Società italiana di neurologia. Aducanumab e' un anticorpo monoclonale che si è dimostrato efficace nella rimozione dell'accumulo di beta amiloide, causa della patologia, in una fase molto iniziale della malattia. Solo in Italia potrebbero essere 500mila i potenziali candidati al farmaco, in una fase di disturbo cognitivo lieve perché in fase conclamata e' stato già dimostrato che non è efficace."Ciò -spiega Tedeschi- pone una sfida ai servizi sanitari: intercettare i pazienti". Anche per questo, tre anni fa e' nato il progetto Interceptor, che come spiega il responsabile, il professor Paolo Maria Rossini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze - neuroriabilitazione dell'Irccs San Raffaele di Roma, "vede l'Italia come primo Paese al mondo che mira ad identificare un insieme di biomarcatori in grado di intercettare coloro che svilupperanno la malattia, quando ancora non ha intaccato in modo inesorabile le 'riserve neurali'". In generale la ricerca di biomarcatori nelle malattie neurologiche ha fatto passi in avanti grazie allo sviluppo di metodiche ultrasensibili e su questo lavora ad esempio l'Irccs Fatebenefratelli di Brescia.

 

Altro tema e' come pazienti e famiglie hanno affrontato il lockdown. Secondo una ricerca della Società Italiana di Neurologia per le demenze (SINdem) le restrizioni hanno indotto un peggioramento dei disturbi comportamentali nei pazienti con demenza."Di fatto- aggiunge Rossini- sono stati fortemente compressi i diritti umani fondamentali delle persone con demenza: dall'accesso alle cure ospedaliere ai ricoveri nelle terapie intensive, non sempre garantiti a pazienti che avevano chance di sopravvivenza limitate.Diverse sono state le esperienze estere per far sentire meno isolati gli anziani: dalla tecnologia per i contatti con i parenti alla possibilità di incontrarli all'aperto.La normale attività di diagnosi e cura di anziani con varie forme di declino cognitivo è stata sostanzialmente interrotta a tutti i livelli".

 

In occasione della giornata, che ha come claim "Demenza, parliamone",Eugenio Finardi ha dedicato la sua musica e la sua testimonianza di caregiver alla Federazione Alzheimer Italia. Mentre dal 17 al 30 settembre si potrà sostenere la ricerca di Airalzh Onlus - Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, in particolare sui disturbi del sonno e l'incidenza sullo sviluppo nelle demenze, grazie all'iniziativa "Non ti scordar di te" nei supermercati e ipermercati Coop di tutt'Italia. (ANSA).
   

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Radioterapia breve e mirata, guerra lampo al cancro

Al Negrar, per prostata 5 sedute invece di una media di 40

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Chiudi La radioterapia del Negrar e Filippo Alongi, direttore del dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata del Negrar e professore della facoltà di medicina all'Università di Brescia (ANSA) La radioterapia del Negrar e Filippo Alongi, direttore del dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata del Negrar e professore della facoltà di medicina all'Università di Brescia

Una radioterapia più breve e mirata contro il tumore grazie ad una macchina unica in Italia, che permette una sorta di 'guerra-lampo' alla neoplasia. Una rivoluzione tecnologica che è già realtà nel dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata all'IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), unico ospedale in Italia, e tra le 20 strutture al mondo, dotato di questo moderno dispositivo (il MrLinac "Unity"), composto da un acceleratore lineare e da una risonanza magnetica ad alto campo.
    Nella lotta contro il cancro c'è dunque una nuova arma: si potrebbe paragonare ad un fucile di precisione con una lente d'ingrandimento incorporata che mette a disposizione del radioterapista oncologo, durante il trattamento, immagini di altissima qualità e definizione. Questo consente di definire perfettamente la sede tumorale e di colpirla con la massima precisione e con alte dosi di radiazione, minimizzando il coinvolgimento dei tessuti sani, riducendo le sedute di radioterapia e garantendo un'ottima qualità di vita. Con il nuovo dispositivo Unity, finora non si sono verificati effetti collaterali gravi e rispetto alla terapia tradizionale il risultato è altrettanto efficace ma con meno sedute: una media di soli 5 appuntamenti consente di avere ottimi risultati, più rapidamente degli schemi di radioterapia tradizionale che possono invece superare anche 40 sedute, come nel caso del tumore alla prostata. Con il nuovo sistema sono stati ad oggi trattati tumori alla prostata, metastasi linfonodali, ossee in pelvi e addome, ed anche il distretto toracico e recentemente quello cerebrale.In poco meno di un anno di attività, al Negrar sono state concluse oltre 1000 prestazioni, su 102 pazienti con tumore alla prostata e 59 con metastasi per altri tumori. Questo è valso al team di ricercatori radio-oncologi dell'ospedale tre pubblicazioni scientifiche nel corso di pochi mesi: su Radiation Oncology, su Journal of Cancer Research and Clinical Oncology e su Acta Oncologica, che fanno emergere come il trattamento non solo sia più breve e preciso ma anche ottimamente tollerato per tutte le fasce d'età, compresi i più anziani e fragili per patologie concomitanti. Finora, con i sistemi convenzionali, "proprio per il naturale movimento degli organi, eravamo costretti a irradiare una zona più ampia rispetto al tumore, e con dosi minori per non danneggiare porzioni di tessuto sano necessariamente coinvolte - spiega Filippo Alongi, direttore del dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata del Negrar e professore della facoltà di medicina all'Università di Brescia -. Grazie all'utilizzo delle immagini ad alta risoluzione della risonanza magnetica prima e durante ogni seduta, possiamo indirizzare con precisione millimetrica alte dosi di radiazione tali da neutralizzare le cellule tumorali, e proponendo sempre di più protocolli di trattamento con minor numero di sedute rispetto alla radioterapia convenzionale".
    "Il rivoluzionario macchinario - prosegue Alongi - consente di adattare in tempo reale i fasci di radiazioni nel corso della stessa seduta, in base alla posizione del bersaglio tumorale che muta a causa del movimento naturale degli organi, come ad esempio la prostata. Vengono così superati i limiti della radioterapia tradizionale in cui il piano di cura viene deciso il 'giorno zero' e rimane sempre uguale". 

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Covid: sos concessionarie auto, crollo fatturato tra 40 e 60%

Federauto Confcommercio,70% operatori è sull'orlo del fallimento

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 Allarme per la crisi del settore dell'automotive: l'allarme parte dal Casertano ma riguarda tutta Italia. Negli ultimi sette mesi - fa sapere Federauto Confcommercio - le concessionarie hanno registrato una perdita di fatturato che oscilla tra il 40% e il 60%. E i posti di lavoro a rischio sono più di 150 mila in tutta Italia se si considera anche l'indotto. "A poco - evidenziano gli operatori - sono serviti i tentativi del Governo di rianimare un comparto vicino al collasso". Basti pensare che i bonus per l'acquisto di nuove autovetture con emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 110 g/Km e tra 91 e 110 g/Km sono stati 'bruciati' in appena una settimana riuscendo a soddisfare un numero limitato di richieste. E intanto il 70% delle concessionarie del Paese è sulla soglia del fallimento. Un dato drammatico quello diramato da Federauto Confcommercio che contesta le scelte operate durante l'emergenza Covid e ancor di più "i tentativi maldestri messi in atto nel post lockdown".


    "In entrambe le occasioni - spiega Filena Esposito, delegata di Federauto Confcommercio Campania e titolare della Twins spa (concessionaria Ford, Volkswagen, Jeep, Lancia e Subaru, service) - prima a luglio, poi ad agosto, sono stati previsti dallo Stato incentivi insufficienti, calcolati peraltro senza tener conto del fatto che l'Italia dispone del parco circolante più vecchio d'Europa con un'età media per auto di circa dodici anni. Un vero e proprio flop per tutti. Concessionari e utenti.

    Pochi di loro hanno potuto infatti beneficiare dei contributi previsti. Alla luce di tutto ciò, invece di correre ai ripari, il Governo ha deciso di stanziare maggiori incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici, che rappresentano appena il 2% del mercato in quanto piuttosto costosi e difficili da gestire per l'assenza di infrastrutture. Il tutto giustificato da una politica green che dimentica di dire che i nuovi motori Diesel Euro6 sono poco inquinanti rispetto ai veicoli a motorizzazione tradizionale".

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Audi RS Q3 Sportback, 400 CV di divertimento assicurato

La ricetta del reparto RS dei Quattro Anelli per il SUV sportivo

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Chiudi AUDI RS Q3 SPORTBACK - CREDIT Carlo Mandelli (ANSA) AUDI RS Q3 SPORTBACK - CREDIT Carlo Mandelli

Linee scolpite e muscolose, dettagli esclusivi che non passano inosservati e un motore potente sotto il cofano. La ricetta è una di quelle che promettono bene ed è quella sulla quale è nata Audi RSQ3 Sportback. Audi attraverso il proprio reparto RS ha ampliato la propria offerta di vetture sportive, introducendo la nuova RS Q3 Sportback, ovvero un Suv coupé compatto che grazie al motore da 2.5 litri TFSI 5 cilindri, eroga la bellezza di 400 Cv di potenza e 480 nm di coppia massima. La specifica sequenza di accensione dei cilindri (1-2-4-5-3) contribuisce al caratteristico suono, acuto e grezzo, proveniente dagli scarichi sportivi che nelle modalità di guida più prestazionali esaltano l’anima corsaiola dell’auto. Tutti numeri più che rispettabili che non tradiscono le abitudini della casa di Ingolstadt, confermate anche dalla trazione quattro disponibile di serie sull’auto e che regala maneggevolezza e agilità su qualsiasi fondo stradale.

La cura RS ha arricchito l’aspetto di Q3 Sportback con elementi che ne esaltano ovviamente l’impostazione performante. Il colpo d’occhio è riuscito, con le linee muscolose che scolpiscono la carrozzeria del Suv coupé. A fare la differenza, soprattutto i dettagli che comprendono, tra i tanti, i cerchi in lega da 20” (in opzione fino a 21”) disponibili di serie, lo scarico sportivo RS, colori specifici per l’allestimento (quella della nostra prova era verde kyalami, anche se per tutti è 'verde Hulk') e la possibilità di equipaggiare l’auto con freni carboceramici con pinze rosse lucide o blu. Dentro, soluzioni tecnologiche dal sicuro effetto scenico. Al centro della plancia, leggermente orientato verso il conducente, lo schermo touch screen da 10,1” dal quale è possibile controllare le impostazioni della vettura e della navigazione. Il cruscotto è interamente digitale e intuitivo nell’utilizzo, offrendo numerose informazioni durante la guida. Alle note modalità di guida, si aggiungono le estreme RS1 e RS2, selezionabili attraverso un tasto ricavato sulla razza destra del volante. Impostandole, l’assetto sfrutta una regolazione specifica delle sospensioni, gli scarichi trasmettono tutta la sensazione di sportività e il motore esalta le proprie prestazioni, liberando i 400 Cv e 480 nm di coppia massima. L’equipaggiamento comprende di serie i sedili sportivi, personalizzabili a richiesta con poggia testa integrati e trama a nido d’ape con cuciture a contrasto.


Al volante, l’intesa con l’auto è immediata: il cambio a doppia frizione e sette rapporti S-tronic gestisce la marcia con serenità nella guida turistica, oppure sfruttando fino all’ultimo i giri motore e la coppia nella guida sportiva. La gestione dell’elettronica permette di sfruttare in sicurezza la notevole potenza a disposizione premendo il pedale destro, senza mai rinunciare a maneggevolezza e agilità. Sportiva, insomma, ma adatta anche alla quotidianità vista la disponibilità della più completa offerta di aiuti alla guida: cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza, avviso di superamento della corsia, proiettori full Led e sistema di ausilio al parcheggio. In conclusione, se fino a qualche tempo fa i Suv sportivi erano considerati qualcosa di non ben identificato, oggi sono invece una realtà consolidata, a tal punto di essere tra i maggiori sostenitori dei reparti sportivi delle case. Audi, da parte sua, con questo nuovo progetto offre una vettura ad alte prestazioni, su di una carrozzeria di tendenza, accontentando sia le esigenze si sportività che quelle di vita quotidiana dei suoi clienti. Una volta seduti davanti al volante, poi, è facile divertirsi. I prezzi partono da 71.100 euro per la Q3 Sportback, mentre la RS Q3 parte da 67.900 euro.

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Impone nozze figlia 15enne con un 50enne, ragazza chiama 113

Viareggio, padre allontanato d'urgenza dalla casa familiare

Legalità & Scuola Educare alla parità
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(ANSA) - VIAREGGIO (LUCCA), 18 SET - La polizia di Stato a Viareggio (Lucca) ha eseguito un provvedimento della procura per l'allontanamento d'urgenza da casa di un pakistano di 45 anni, regolare in Italia, per tensioni familiari con la moglie e le due figlie di 15 e 8 anni. Tensioni dovute, secondo le indagini, all'intenzione del pakistano di combinare un matrimonio fra la stessa figlia 15enne e un connazionale di 50 anni. Matrimonio che la figlia rifiutava. Durante una discussione il padre ha impugnato un coltello nei confronti della quindicenne e la madre si è frapposta tra i due venendo ferita a una mano. La ragazza ha chiamato il 113 e parlando in inglese ha invocato soccorso.
    Gli agenti hanno trovato l'appartamento a soqquadro, con arredi e suppellettili rotti, la madre e le due figlie, anche la piccola, in forte stato di agitazione. (ANSA).
   

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Covid, è rara la trasmissione con il contatto di superfici

La distanza sociale resta l'arma fondamentale anti contagio

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Chiudi South Korea lifts mask export ban (ANSA) South Korea lifts mask export ban

Che si tratti di plastica, vetro, legno, metallo o stoffa è molto raro che il Covid si trasmetta attraverso il contatto di superfici infette, mentre la distanza sociale è un'arma fondamentale perché il droplet si conferma il modo più comune per diffondere il Covid-19. A dirlo, dopo l'analisi delle prove emerse da molti articoli in materia, è uno studio pubblicato sugli Annals of Internal medicine, da cui emerge anche come l'infettività dei contagiati raggiunga il massimo il giorno prima la comparsa dei sintomi e sia già scesa drasticamente dopo 7 giorni.
I ricercatori del Montefiore Medical Center, dell'Ospedale dell'Università della Pennsylvania, del Massachusetts General Hospital, della Harvard Medical School e del Brigham and Women's Hospital hanno studiato articoli scientifici pubblicati tra gennaio e settembre 2020, nonché rapporti istituzionali o governativi, per determinare capacità di replicazione, possibili host e fattori ambientali che contribuiscono alla trasmissione di Covid-19. "L'incertezza iniziale sulla trasmissione, a volte alimentata da ondate di disinformazione o sovrainterpretazione degli studi in vitro, ha portato alla paura sia tra gli operatori sanitari che tra il pubblico in generale" ma in questi mesi "abbiamo compiuto notevoli progressi nella comprensione della trasmissione", scrivono gli autori.
Dalla loro revisione emerge che, sebbene diversi studi sperimentali suggeriscano che le particelle virali potrebbero vivere per ore dopo esser state depositate su superfici, gli studi effettuati nel cosiddetto 'mondo reale' riportano livelli molto bassi di Rna virale nell'ambiente. Il contagio attraverso superfici di materiali "risulta insolito" e "anche nei pochi casi in cui si presume possa essere avvenuto, la trasmissione respiratoria non poteva del tutto essere esclusa". Inoltre, nonostante il virus vivo sia stato isolato in saliva, feci, sperma e sangue, non sono stati segnalati casi di trasmissione della Sars-CoV-2 per via fecale-orale, sessuale o ematica e neppure attraverso il latte materno. Prove evidenti indicano, invece, che la trasmissione attraverso goccioline di saliva e, meno comunemente, aerosol è quella nettamente prevalente, quindi la vicinanza e la ventilazione degli ambienti sono i "determinanti chiave del rischio di trasmissione". Il team di ricerca, guidato da Eric A. Meyerowitz e Aaron Richterman, ha anche evidenziato che il momento in cui si è più contagiosi è il giorno prima l'insorgenza dei sintomi Covid, mentre la contagiosità diminuisce drasticamente entro una settimana dall'esordio dei sintomi. In sostanza conferma che quasi tutte le trasmissioni avvengono all'inizio della malattia. Questi risultati, si augurano gli autori, "dovrebbero aiutare a informare politiche e pratiche basate sull'evidenza per aiutare a educare il pubblico e rallentare la diffusione del coronavirus".
(di Livia Parisi)

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Trento al primo posto per longevità maschi in Europa

Eurostat, Campania maglia nera per la povertà, Marche la più fragile per territorio

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Dagli uomini con la maggiore longevità di Trento alla popolazione campana che risulta più esposta al rischio povertà fino al record degli incidenti stradali registrato in Lombardia: sono alcune delle principali indicazioni che emergono dal Regional Yearbook 2020, l'annuale fotografia scattata da Eurostat che consente di mettere a confronto le regioni europee sui temi del sociale, del digitale, del lavoro, dell'ambiente e non solo. Il rapporto getta luci e ombre sulle realtà locali italiane. A partire, però, dai primati positivi, con diversi territori della Penisola che figurano nella 'top 5' delle Regioni dell'Ue con l'aspettativa di vita più alta. La Provincia autonoma di Trento è al primo posto per la longevità degli uomini (82,7 anni). La stessa città detiene il primato italiano di sostenibilità. A seguire, la regione di Madrid in Spagna (82,5 anni), la Provincia autonoma di Bolzano (82,3 anni), l'Umbria (82,2 anni) e le Marche (82,2 anni). E questo mentre la media europea è di 78,2 anni.
Per quanto riguarda l'aspettativa di vita delle donne, invece, le statistiche di Eurostat indicano aree di Spagna e Francia: al primo posto la regione di Madrid (88,1 anni), seguita dalla Comunidad Foral de Navarra (87,3 anni), dalla Corsica (87,2 anni), da Castilla y Leon (87,1 anni) e dai Paesi Baschi (87 anni).
Ma le regioni italiane detengono anche alcuni primati negativi, a partire dal sociale, con Campania, Sicilia e Calabria che figurano tra le aree dell'Ue con la quota maggiore della popolazione a rischio di povertà. La maglia nera della classifica va alla Campania, con un tasso del 41,4 per cento. A seguire la Sicilia, con una quota del 40,7 per cento, l'enclave spagnola di Ceuta in Marocco (38,3 per cento), l'Extremadura (35,6 per cento) in Spagna, la Regione del Nord-Est in Romania (35,6 per cento) e Severozapaden in Bulgaria (35,1 per cento). Tra i territori con il tasso più alto della popolazione a rischio povertà anche la Calabria, con una quota del 32,7 per cento, a fronte di una media europea del 16,8 per cento.
Tra i primati negativi dei territori italiani anche la quantità di incidenti stradali. "In termini assoluti - si legge infatti nel Regional Yearbook 2020 - i numeri più alti di incidenti stradali mortali sono stati registrati in modo prevedibile in alcune delle regioni più popolate dell'Ue. In Lombardia è stato registrato il maggior numero di morti per incidenti nel 2018 (483), seguita dalla regione del Rodano Alpi in Francia (361), dal Lazio (338) e dalla Catalogna in Spagna (326)". Anche se ad avere il tasso maggiore di incidenti stradali mortali in rapporto alla popolazione è la Regione dell'Egeo Meridionale in Grecia.
Nel rapporto non manca un capitolo sull'ambiente che conferma la fragilità del territorio italiano. Tra le prime dieci zone europee con la quota maggiore di forte erosione del suolo a causa dell'acqua figurano ben otto regioni italiane: Marche, Sicilia, Calabria, Campania, Molise, Valle d'Aosta, Basilicata e Umbria. La classifica europea è guidata dalle Marche, con una quota di territorio a rischio pari al 47,6 per cento. (di Riccardo Fraddosio)

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Volkswagen Taos, in arrivo nuovo suv compatto per gli Usa

Ispirato al Tharu, prende nome da una cittadina del New Mexico

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Chiudi Volkswagen Taos, in arrivo nuovo suv compatto per gli Usa (ANSA) Volkswagen Taos, in arrivo nuovo suv compatto per gli Usa

Si chiama Taos, come la cittadina nello stato del New Mexico, il nuovo suv compatto che Volkswagen ha 'anticipato' con un video teaser e alcune immagini, in vista del lancio - riservato al Nord America - del prossimo 13 ottobre. Più piccolo del già compatto Tiguan, Taos avrà il compito di 'attaccare' la parte bassa del segmento suv negli Usa, in diretta concorrenza con modelli come il Chevy Trailblazer e lo Hyundai Venue. Il debutto commerciale è previsto per il 2021, ma come spesso accade in quel mercato (e la sede ideale era in tempi di non Covid il Salone di Los Angeles a fine anno) il lancio viene fatto con largo anticipo in modo da 'interessare' i potenziali acquirenti e disturbare le marche rivali. Realizzato sulla piattaforma MQB, il Taos presenterà molti punti di contatto con l'altro suv compatto della Casa di Wolfsburg, il Tharu, che viene costruito in Cina per quel mercato. Volkwagen non ha diffuso per il momento dettagli sulle caratteristiche tecniche, ma - come anticipato in Usa dall'autorevole magazine Car and Driver - non sorprenderebbe trovare sotto al cofano del Taos il 4 cilindri benzina 2.0 da 184 Cv già proposto in quel mercato per il Tiguan e un motore più 'risparmioso' come il 4 cilindri 1.4 da 147 Cv che i clienti nordamericani già conoscono nella Jetta. Il tutto accoppiato alle due varianti: trazione anteriore o quattro ruote motrici.

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Crollo degli screening contro i tumori a causa Covid, rischio aumento morti

Aiom, contagiati 350000 pazienti in Italia. 'Risorse da Recovery'

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 Crollo degli screening per i tumori in Italia nei primi 5 mesi del 2020 a causa della pandemia da Covid-19: sono 1,4 milioni in meno, infatti, gli esami per la prevenzione effettuati rispetto allo stesso periodo del 2019. Un dato grave, avverte l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che potrebbe portare ad un aumento della mortalità nel medio termine.

Diventano dunque "misurabili", rileva l'Aiom, gli effetti della pandemia sulla cura dei tumori nel nostro Paese. I ritardi nei controlli si traducono, ad esempio, in una netta riduzione delle nuove diagnosi di tumore della mammella (2.099 in meno) e del colon-retto (611 in meno). Questi ritardi nei programmi di prevenzione secondaria , avverte il presidente Aiom Giordano Beretta, "possono determinare un aumento della mortalità nei prossimi anni. Tali neoplasie non sono infatti scomparse, ma saranno individuate in fase più avanzata, con conseguenti minori probabilità di guarigione e necessità di maggiori risorse per le cure".

Proprio l'impatto della Covid-19 sull'oncologia è fra i temi centrali del Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo), al via da domani in forma virtuale. "Le nuove armi come l'immuno-oncologia e le terapie a bersaglio molecolare hanno cambiato la storia naturale di molte neoplasie e oggi in Italia il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi - spiega Beretta, in occasione della presentazione del congresso Esmo -. La pandemia, che solo in Italia ha determinato il contagio di 350mila malati oncologici, sta però modificando gli scenari e le incertezze riguardano in particolare gli screening".

Così, in base a stime del National Cancer Institute, negli Stati Uniti, nei prossimi 10 anni, vi saranno circa 10.000 morti in più per tumore del seno e del colon-retto proprio a causa dell'effetto del Covid sugli screening e sul trattamento. Ed in Gran Bretagna si stima un aumento della mortalità nei prossimi 5 anni fino al 16,6% per i tumori del colon-retto e al 9,6% per la mammella. E l'allarme "lanciato in Gb e Usa "si può applicare anche in Italia" afferma Saverio Cinieri, presidente eletto Aiom. Il problema è che malgrado "la morsa della Covid si sia ridotta - spiega Beretta - gli screening non sono ancora ripresi ovunque. In alcune realtà si sta recuperando il pregresso ma ancora non si stanno inviando ai cittadini i nuovi inviti agli esami". E poi vanno superati i timori: "Oggi andare in ospedale - sottolinea Cinieri - è molto più sicuro che prendere un aperitivo fuori, perchè sono rispettate tutte le procedure ed i percorsi Covid e No-Covid sono rigorosamente separati".

Sull'altro piatto della bilancia c'è poi la questione delle risorse: in cinque anni (2014 - 2019) la spesa per le terapie è passata da 3,9 a circa 6 miliardi di euro e nel nel 2019 il tetto del Fondo per i farmaci oncologici innovativi, stabilito in 500 milioni, è stato sforato superando i 584 milioni. Servono quindi più risorse, è l'appello dell'Aiom, "non solo per le terapie ma anche per potenziare la telemedicina e per creare percorsi definiti di collaborazione con la medicina del territorio". Per questo, afferma Beretta, "bisogna assolutamente considerare la possibilità che una parte delle risorse del Recovery Fund possano essere destinate al settore dell'oncologia. La Covid auspicabilmente passerà, come è stato per la peste, ma il cancro - ha concluso - rimarrà". 
   

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Coronavirus, netto aumento contagi, +1.907 in 24 ore. 10 vittime

Meno tamponi rispetto a ieri. Solo Basilicata nessun nuovo caso

Salute & Benessere Sanità
Chiudi DOPO RECORD CONTAGI ATTESI NUOVI DATI. CONTE, TANTI TAMPONI (ANSA) DOPO RECORD CONTAGI ATTESI NUOVI DATI. CONTE, TANTI TAMPONI

Netto aumento dei contagi di Covid in Italia: l'incremento nelle ultime 24 ore è di 1.907 nuovi casi, rilevati con 99.839 tamponi, qualche migliaio in meno rispetto a quelli effettuati ieri. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale a 294.932. Cala lievemente il numero giornaliero di vittime: era di 13 giovedì, è di 10 oggi, per un totale complessivo dall'inizio dell'emergenza di 35.668. Tra tutte le regioni, solo la Basilicata fa registrare zero casi nell'ultimo giorno. (ANSA).
   

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Fca: salgono a 800mln finanziamenti Bei per veicoli elettrici

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I finanziamenti della Banca Europea degli Investimenti a Fiat Chrysler Automobiles per la produzione di veicoli elettrici a batteria e veicoli ibridi ricaricabili sempre più sicuri salgono a quasi 800 milioni di euro. Gli investimenti saranno realizzati principalmente negli stabilimenti del Sud Italia, con forte sostegno all'occupazione e nel rispetto dei più avanzati criteri in materia ambientale.
    Una prima operazione di 485 milioni di euro, perfezionata nei giorni scorsi, riguarda i veicoli ibridi ricaricabili a Pomigliano e l'attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione per elettrificazione, connettività e tecnologie a guida autonoma svolta prevalentemente nei laboratori.
    Prima dell'estate inoltre era stata perfezionata un'operazione di 300 milioni per gli investimenti in corso di realizzazione nel triennio 2019-2021 nelle linee produttive di veicoli a motori ibridi ricaricabili negli stabilimenti di Melfi e veicoli elettrici a batteria a Mirafiori, in Piemonte.
    Per la Bei entrambe le operazioni rientrano tra i pilastri dell'attività di finanziamenti: il sostegno agli investimenti in Rsi, per lo sviluppo delle più avanzate tecnologie di elettrificazione dei veicoli e il sostegno ai progetti localizzati in Sud Italia e all'occupazione. infine, in quanto Banca del Clima, l'affiancamento ai promotori in tutti quegli investimenti che hanno l'effetto di mitigare il cambiamento climatico e rispettano gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
    I contratti del 2020 consolidano la partnership storica tra Bei e Fca, che in dieci anni si è concretizzata in dieci operazioni per complessivi 3,2 miliardi di finanziamenti, principalmente a sostegno dell'innovazione tecnologica, con importanti effetti nell'industria produttiva e nell'indotto.

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Il ritorno nei luoghi del lavoro? Flessibile nella fase di transizione

Osservatorio Copernico, dal remote working all'ufficio, ripensando metodi, ruoli e posti

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Chiudi Il rientro in ufficio, con distanziamento sociale ma voglia di socialità foto iStock. (ANSA) Il rientro in ufficio, con distanziamento sociale ma voglia di socialità foto iStock.

Lavoro da casa, home working o meglio ancora remote working (da non confondere con lo smart working, regolarizzato da un accordo tra datore e lavoratore, e che invece è diventato erroneamente termine di uso comune nel lockdown e dopo): da un sondaggio di McKinsey è risultato che l’80% dei lavoratori apprezza (o ha apprezzato) il lavoro da casa e il 41% si è detto più produttivo. Nell’era b.C. ossia pre-Covid l’ufficio era ritenuto un elemento fondamentale per la produttività dei dipendenti, soprattutto da parte dei loro datori. Durante questi ultimi mesi la rapidità e l’efficacia lavorativa a distanza, permesse da tecnologia e vari strumenti, hanno sorpreso tutti e hanno dimostrato che le persone non solo riescono a lavorare anche fuori dai soliti contesti, ma diventano anche più produttive e si responsabilizzano. D’altra parte, però, il lavoro da casa è stato ed è anche molto faticoso. Innanzitutto, perché nella maggior parte dei casi semplicemente è cambiato l’ambiente in cui si svolge il proprio lavoro - e non sempre l’ambiente domestico si è rivelato adatto o adeguato: perché gli orari di lavoro si sono dilatati e perché coordinarsi a distanza per così tanto tempo ha generato molto stress. Inoltre, l’home working non è per tutti: “Ci sono settori che lavorano molto bene da casa, ad esempio tutto l’IT e le figure dedicate alla programmazione – afferma Christian Miccoli, CEO della fintech Conio con sede in Copernico Blend Tower. – Ci sono invece altri tipo di professioni all’interno di un’azienda come la nostra, ad esempio le figure creative e il marketing, che hanno bisogno del confronto, di un ambiente che favorisca lo scambio di opinioni e di un modo di lavorare non troppo pianificato, che permetta anche l’incontro casuale.”

Ripensare agli ambienti di lavoro
La fatica rilevata dalle persone che hanno lavorato a casa è anche di tipo emozionale. Se è vero che la maggior parte dei lavori d’ufficio possono essere svolti anche fuori da un ufficio tradizionale, le interazioni permesse dall’ambiente di lavoro non sono invece riproducibili all’esterno. E ora che rientriamo in ufficio è importante gestire attentamente la fase transitoria, che porterà a una nuova normalità. Perché anche se la situazione, a livello sanitario, è ancora delicata, abbiamo tutti bisogno di riappropriarci dei nostri spazi e delle nostre abitudini, ma dovremo farlo gradualmente, garantendo la massima sicurezza. Ciò significa in particolare che dovremo:
ripensare ai metodi di lavoro;
riclassificare i ruoli dei dipendenti;
riprogettare i posti di lavoro.
Bisogna tornare alla normalità senza paura, con attenzione, ma non si può rinunciare alla socialità. Occorrerà accordare i bisogni aziendali con le esigenze delle persone. La cosa più importante, è che le persone si sentano al sicuro una volta rientrate in ufficio. Prima di riaprire, nei mesi di lockdown, "abbiamo interrogato le persone, per capire preoccupazioni, richieste ed esigenze, e quando abbiamo aperto eravamo pronti a gestire il rientro di chi lavora nei nostri spazi. In Copernico - prosegue Miccoli -abbiamo per questo creato un protocollo con le linee guida da seguire per assicurare un ambiente protetto.

Spazi flessibili
Secondo McKinsey gli ambienti lavorativi dovranno essere, in generale, più flessibili, per garantire sia aree di incontro sicure sia aree per il lavoro individuale, al fine di rispettare le regole di distanziamento sociale. Inoltre, gli spazi di lavoro dovranno essere dotati della tecnologia adatta per permettere a chi opera da remoto di collegarsi.
“Il lavoro da remoto sarà qualcosa che resterà nella nostra quotidianità, non torneremo al 100% alle abitudini precedenti, ma molti di noi sono contenti di poter tornare in ufficio – racconta Miccoli di Conio. – Metà del nostro team infatti già è tornato a lavorare in sede. Sicuramente ciò che potrà aiutare sarà avere a disposizione degli spazi flessibili, diversi dall’ufficio classico.”
I mesi di reclusione forzata hanno aumentato la nostra voglia di condivisione e di socialità, c’è sempre più desiderio di tornare alla normalità, anche se questa sarà necessariamente diversa. E la flessibilità - non solo degli spazi fisici, ma anche per esempio dei turni lavorativi, dell’alternanza tra casa e ufficio - ha vantaggi anche a livello psicologico, perché sapere che c’è un’alternativa in una situazione ancora non chiara come quella in cui stiamo vivendo dà tranquillità.
“Appena è stato possibile rientrare a fine maggio, sono tornato - racconta Moacir Giansante di Salaryfits, spin-off di una società brasiliana che ha aperto nel nostro Paese nel pieno della pandemia. - Per noi lavorare da remoto con le altre sedi nel mondo è la normalità, ma gli incontri con i clienti li abbiamo sempre fatti di persona: gli italiani in particolare hanno resistenza a organizzare incontri online, hanno bisogno di interagire dal vivo.”. Il confronto con gli altri è importante da un punto di vista sociale, dal momento che l’uomo non è fatto per stare da solo, ma soprattutto perché dà vita alle idee migliori essendo un generatore di “occasioni”. Il contatto con gli altri e la casualità dell’incontro sono aspetti irrinunciabili quando si parla di opportunità lavorative.
Quindi, come sarà il ritorno nei luoghi del lavoro? Sicuramente cauto, ma caratterizzato dalla voglia di confrontarsi, di collaborare, e di tornare a esplorare gli spazi del lavoro sotto a una luce diversa, con la consapevolezza di cosa significhi veramente smart working, che sia dall’ufficio, da casa, o dal mare.

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Hyundai: esportate in Europa prime fuel cell non automotive

Allargamento collaborazioni può accelerare transizione idrogeno

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Chiudi Hyundai: esportate in Europa prime fuel cell non automotive (ANSA) Hyundai: esportate in Europa prime fuel cell non automotive

Saranno le aziende non automotive a contribuire al rapido successo commerciale delle fuel cell e, quindi, a rendere sempre più fruibile l'uso dell'idrogeno come fonte energetica. Una conferma arriva dalla Corea: Hyundai ha iniziato le esportazioni in Europa del proprio sistema fuel cell per l'utilizzo da parte di aziende esterne dal mondo dell'auto, come la elvetica GRZ Technologies Ltd, società che opera nei sistemi di stoccaggio dell'idrogeno. Questo passo rafforza ulteriormente la leadership di Hyundai nello sviluppo e nella produzione su larga scala di sistemi fuel cell, per veicoli e non solo, e conferma lo stato di avanzamento tecnologico e la capacità di produzione a sostegno delle aziende attive nel settore dell'energia sostenibile. Il sistema fuel cell di Hyundai si basa su un'esperienza decennale: l'azienda ha introdotto il suo primo veicolo a celle a combustibile nel 2000 con il Santa Fe FCEV, seguito nel 2013 da ix35 Fuel Cell, prima auto a idrogeno al mondo a essere prodotta in serie, e nel 2018 da Nexo, il suv a celle a combustibile di seconda generazione.

Recentemente la Casa coreana ha inoltre spedito in Svizzera le prime 10 unità del primo camion alimentato a idrogeno, lo XCient Fuel Cell, a essere costruito in serie. A partire dalla fine dell'anno scorso, Hyundai e GRZ Technologies stanno accelerando sulla cooperazione per lo sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio di idrogeno. GRZ è in possesso di una tecnologia capace di stoccare un quantitativo di idrogeno superiore dalle 5 alle 10 volte rispetto a prima grazie a una pressione inferiore ai 30 bar, valore significativamente al di sotto della pressione di stoccaggio di un normale serbatoio per l'idrogeno, che varia dai 200 ai 500 bar. Collaborando su questi temi, le due aziende stanno pianificando di utilizzare in futuro questa tecnologia in diverse applicazioni. E' il caso di una struttura di alimentazione fissa per generare elettricità nelle ore di punta sfruttando un sistema a celle a combustibile Hyundai, analogo a quello del suv Nexo. Inoltre, Hyundai ha iniziato a spedire il sistema fuel cell a una startup per soluzioni energetiche che produce generatori elettrici facendo utilizzare il proprio sistema per produrre generatori a idrogeno portatili. Il sistema fuel cell di Hyundai offre un'applicabilità e una scalabilità diversificata che permettono impieghi che vanno ben oltre i veicoli a zero emissioni. Hyundai Motor Group - come annunciato nella sua roadmap a lungo termine per l'idrogeno denominata Fuel Cell Vision 2030 - mira a raggiungere una capacità produttiva di sistemi a celle a combustibile di 700mila unità all'anno entro il 2030, con applicazioni nelle automobili, nei veicoli da trasporto, nelle navi, nei treni, nei droni e nei generatori di energia.

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Tornano i Barbapapà, disegnati da figli creatori originali

Le nuove avventure della coloratissima famiglia

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Chiudi "Barbapapà - One Big Happy Family

 Chi non conosce la frase "Resta di stucco è un barbatrucco"? I Barbapapà tornanoe in tv (su Nick Jr, il canale prescolare di ViacomCBS Networks Italia in onda su Sky 603), con la nuova serie "Barbapapà - One Big Happy Family". Ad occuparsi della nuova sceneggiatura e dell'animazione, in Italia il 21 settembre dal lunedì al venerdì alle 17:30, sono Alice e Thomas Taylor, i figli della coppia che ha creato la celebre famiglia di libri e cartoon.
    Nata negli anni '70, dall'idea di una coppia francese: la designer e architetto Annette Tison e il professore di matematica Talus Taylor, i Barbapapà sono una dolce famiglia che può assumere forme differenti, ma non cambiare colore.
    Negli episodi dei nuovi "Barbapapà - One Big Happy Family", tante avventure pensate per insegnare ai più piccoli i valori della famiglia, del gioco di squadra, del rispetto della diversità e dell'ecologia. 

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Seat, debutta su Tarraco la versione sportiva FR

Dal 2021 anche ibrida, tante le novità estetiche

Motori Prove e Novità
Chiudi Seat, debutta su Tarraco la versione sportiva FR (ANSA) Seat, debutta su Tarraco la versione sportiva FR

Seat punta alla sportività con il lancio della versione FR di Tarraco. Il suv di dimensioni generose, che prende il nome dalla città di Tarragona, in Spagna, arriva anche nella versione più dinamica, con nuovi dettagli sia per gli esterni che per gli interni. Esternamente spicca la griglia frontale in Grigio Cosmo con logo FR, un diffusore posteriore esclusivo, uno spoiler posteriore sportivo e luci posteriori a LED coast-to-coast. 
 I propulsori di Seat Tarraco FR sono stati ottimizzati con un occhio all'efficienza, offrendo più basse emissioni ma senza rinunciare alle prestazioni virtuose di una vettura targata FR, sia benzina (TSI), che diesel (TDI).

Il diesel rimane il fulcro della Tarraco e la FR beneficia di due unità TDI da 2.0 litri con potenze di 150 CV (110 kW) e 200 CV (147 kW) rispettivamente. Il 2.0 150 CV è abbinato al cambio manuale a sei marce o al cambio DSG automatico a sette rapporti. La gamma comprende inoltre anche un nuovo motore 2.0 TDI da 200 CV e 400 Nm di coppia, più potente, che va a sostituire il precedente 2.0 TDI 190 CV. Il top di gamma è disponibile in abbinamento al cambio automatico a doppia frizione DSG a sette rapporti e al sistema di trazione 4Drive esclusivamente. La gamma di motori a benzina TSI comprende sia il 1.5 che il 2.0 litri, con potenze comprese tra 150 CV e 190 CV.

Il motore 1.5 TSI 150 CV e 250 Nm di coppia è disponibile con cambio manuale a sei rapporti o al cambio automatico DSG a sette rapporti. La versione benzina più potente è il 2.0 TSI 190 CV (140 kW) che sviluppa 320 Nm di coppia, ed è esclusivamente abbinato al cambio DSG a doppia frizione e al sistema di trazione integrale 4Drive. Attesissima, ad inizio 2021, la variante ibrida plug-in che offre un livello di prestazioni mentre riduce al minimo l'impatto ambientale della vettura. Il propulsore con tecnologia ibrida plug-in combina il motore endotermico 1.4 TSI con un motore elettrico agli ioni di litio da 13 kWh che eroga una potenza totale di 245 CV (180 kW) e una coppia da 400 Nm, e sarà abbinato al cambio automatico DSG a sei rapporti.

La versione ibrida plug-in consente di guidare in modalità solo elettrica, offrendo un'autonomia di circa 50 km utilizzando solo l'energia immagazzinata nella batteria della vettura, ottenendo una maggiore efficienza. La configurazione delle sospensioni sportive di Seat Tarraco attraverso il DCC è stata tarata per offrire una guida coinvolgente. Grazie alla combinazione dello sterzo diretto e della tecnologia di trazione integrale 4Drive, conferisce un carattere forte al suv di grandi dimensioni. Come Ateca, anche Tarraco FR è completamente connessa attraverso il Full Link wireless, sia con Android Auto sia con Apple CarPlay, e poi grazie a Seat Connect, il cliente può essere sempre connesso alla propria vettura, aggiungendo funzionalità.

Inoltre, il riconoscimento vocale consente agli utenti di interagire con il nuovo sistema di infotainment da 9,2'' utilizzando un linguaggio naturale. Attenzione anche alla sicurezza con diversi sistemi di assistenza alla guida tra cui il Cruise Control Adattivo Predittivo, Pre-Crash Assist, Emergency Assist, Travel Assist, Side and Exit Assist e Rollover Assist, offrendo una protezione ottimale, e aggiunge anche una serie di funzioni utili che agevolano i clienti nelle manovre, tra cui Trailer Assist, per la guida con rimorchio. Prezzi compresi tra i 31.200 e i 46.700 euro.

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