'Sconcerto e preoccupazione per imprese cratere sismico'

(ANSA) - ASCOLI PICENO, 15 FEB - "In sede di conversione del cd. decreto Milleproroghe sono stati inspiegabilmente accantonati alcuni fondamentali emendamenti legati all'emergenza post sisma tra cui quello relativo alla proroga dal primo gennaio 2020 al primo gennaio 2021 della sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento, di riscossione delle somme risultanti da accertamenti esecutivi nonché delle attività esecutive degli agenti della riscossione". Così in una nota Confindustria Centro Adriatico (Fermo-Ascoli Piceno), esprimendo "sconcerto e profonda preoccupazione rispetto al mancato via libera da parte delle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati di provvedimenti di vitale importanza per le imprese e più in generale per tutti i cittadini dei territori del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017". "Uno slittamento in avanti minimo, di soli 12 mesi - osserva Confindustria Centro Adriatico -, indispensabile per dare ossigeno all'economia del cratere, per non compromettere i già fragili equilibri finanziari delle imprese del territorio, alle prese per altro con una nuova e pericolosa stretta creditizia, e per mitigare i disagi di contribuenti che, a distanza di quasi quattro anni dal terremoto, sono ancora in attesa dell'avvio concreto della ricostruzione". Secondo Confindustria "purtroppo la mancata proroga della sospensione sta già producendo rovinosi effetti sul sistema economico locale con il blocco dei pagamenti nei confronti delle imprese creditrici della pubblica amministrazione". "La scelta fatta è irresponsabile ed è il segno più evidente di come sia scemata nel corso del tempo l'attenzione del Governo sulle aree colpite dal sisma - afferma il presidente di Confindustria Centro Adriatico Simone Mariani -. Ci batteremo con tutte le nostre forze affinché i riflettori della politica e di chi deve decidere rimangano accesi sulla tragedia che ha colpito la nostra comunità". "Non ci sono parole. Non è stato approvato un emendamento che avrebbe richiesto una copertura finanziaria di soli 10 milioni di euro. Adesso la situazione è davvero grave e alcune imprese rischiano seriamente il tracollo" è il commento del presidente di Ance Ascoli Piceno Massimo Ubaldi. "Mi auguro vivamente che ci sia un ripensamento già nelle prossime ore anche con un provvedimento d'urgenza da parte del Governo" conclude.(ANSA).
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