Recovery, per Parisi, è un' 'enorme occasione' per rilanciare la ricerca

Necessario portala a livelli europei, fondi per quella di base

Scienza & Tecnica Ricerca & Istituzioni
Chiudi Per il presidente dell'Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, il Recovery Pal è un'occasione da non perdere per rilanciare la ricerca in Italia (fonte: Woon Kuongchin da Pixabay) (ANSA) Per il presidente dell'Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, il Recovery Pal è un'occasione da non perdere per rilanciare la ricerca in Italia (fonte: Woon Kuongchin da Pixabay)

Il Recovery Plan e' "un'enorme occasione" per rilanciare la ricerca in Italia e portarla a livelli confrontabili con quelli europei. Lo ha detto il presidente dell'Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, in seguito all'iniziativa pubblica di confronto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) organizzata dal sindacato Flc Cgil. "Sono tra i firmatari del piano Amaldi-Maiani, che parla di un impegno di 15 miliardi per la ricerca scientifica da erogare a scalino in 5 anni, piu' 5 miliardi l'ultimo anno", ha aggiunto.

Secondo Parisi "non si tratta quindi solo di recuperare i quasi 2 miliardi l'anno che ci sono stati scippati dal 2008, ma di riportare il livello di finanziamento della ricerca italiana a quello degli altri paesi Europei". Per questo, ha proseguito, "e' necessario un impegno del Parlamento appoggiato possibilmente da tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione".

Si tratta di rendere l'Italia "un Paese accogliente per i ricercatori, che oggi qui non solo sono pagati meno e hanno difficolta' a fare carriera, ma soprattutto non hanno la certezza che le loro ricerche verranno finanziate. Bisogna invece offrire ai giovani ricercatori condizioni competitive per scegliere di tornare o di venire in Italia, assicurandogli la possibilita' di fare ricerca cosi' come di avere un impiego fisso con un contratto a tempo indeterminato, senza il quale non e' possibile accendere un mutuo, rendersi indipendenti, progettare il futuro". Per la ricerca italiana e' quanto mai importante dare spazio ai giovani ricercatori, considerando che oggi l'eta' media di chi lavora nel settore e' "estremamente alta e continua ad aumentare: se non immettiamo forze giovani rischiamo il collasso tra 10 anni perche' ci troveremo sguarniti di personale adeguato".

Nello scrivere il Pnrr, infine, secondo Parisi "bisogna ricordarsi che la ricerca di base e' fondamentale, e' la chiave per il futuro. Obama nel 2009 per uscire dalla crisi economica fece grandi investimenti nella ricerca, tra cui ben 15 miliardi di dollari alla sola ricerca biomedica. Biden nel suo ultimo piano progetta di destinare alla ricerca pura 150 miliardi di dollari, che in rapporto in Italia sarebbero 25 miliardi. I quindici miliardi del piano Amaldi-Maiani - conclude Parisi - sono una richiesta minimale".

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Speranza: "Verso un'estate diversa, ma non sia liberi tutti"

Richiami dopo 42 giorni per Pfizer e Moderna

Salute & Benessere Sanità
Chiudi La spiaggia di Tropea (ANSA) La spiaggia di Tropea

Il ministro della Salute Roberto Speranza immagina un'estate molto diversa da questi mesi. Ma serve attenzione e gradualità, non c'è un'ora X in cui scompaiono le misure. 'Ma sono ottimista - dice a Repubblica -. Se riusciremo a vaccinare la maggior parte della popolazione, questa estate ci potremo consentire molte più libertà'. Indica poi due novità in arrivo: richiamo Pfizer e Moderna a 42 giorni, non più 21 e 28. E la possibilità per gli over 60 di presentarsi agli hub per farsi immunizzare con AstraZeneca senza prenotazione con le dosi residue. Ma ora la priorità restano le persone sopra gli 80 anni e poi quelle tra 70 e 80.
   

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Mercato green attrae investitori stranieri in Cina

Enorme sviluppo dei veicoli a nuova energia nel Paese

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L'enorme mercato cinese dei veicoli a nuova energia (NEV) ha attirato l'attenzione degli investitori stranieri per i continui sforzi del Paese volti alla riduzione delle emissioni di carbonio.
    ZF Electric Mobility Technologies (Shenyang) Co, una filiale di ZF Friedrichshafen AG, fornitore leader di componenti automobilistici con sede in Germania, giovedì ha annunciato il lancio di un nuovo progetto a Shenyang, capoluogo della provincia di Liaoning nella Cina nord-orientale, compiendo un passo da gigante verso l'elettrificazione esclusiva dei veicoli.
    I prodotti di questo nuovo progetto, che include tecnologie elettriche di base come i propulsori per veicoli completamente elettrici e i più recenti motopropulsori, saranno utilizzati da importanti piattaforme NEV in loco e all'estero.
    Dopo l'avvio, si stima che il progetto genererà circa 2 miliardi di yuan (circa 305,24 milioni di dollari) di vendite annuali per l'azienda.
    Holger Klein, un membro del consiglio di amministrazione di ZF Friedrichshafen AG, ha dichiarato che "l'elettrificazione è una tendenza irreversibile a livello mondiale", e ha citato la leadership della Cina nel portare avanti lo sviluppo dei NEV.
    La Cina ha promesso di raggiungere il picco di emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e di ridurle a zero prima del 2060. Per raggiungere quest'obiettivo, il Paese sta intensificando gli sforzi per rendere più ecologico il mercato automobilistico interno, dato che questo settore risulta un grande produttore di emissioni. Negli ultimi anni, il governo cinese ha lanciato più di 60 politiche e misure di sostegno per migliorare lo sviluppo dell'industria NEV e incoraggiare i cittadini ad acquistare veicoli elettrici, ottenendo risultati positivi e suscitando l'entusiasmo della gente.
    Gli ultimi dati forniti da un'associazione di settore mostrano che le vendite di NEV sono aumentate del 584,7%, con 110.000 unità vendute a febbraio, mentre la produzione e l'esportazione di questi veicoli hanno continuato a stabilire nuovi record, mantenendo una portata relativamente ampia nello stesso periodo. La Cina vanta la maggiore disponibilità di NEV al mondo, costituendo il 55% delle vendite globali. Secondo un piano di sviluppo pubblicato dal Consiglio di Stato, entro il 2035 le automobili del trasporto pubblico saranno esclusivamente elettriche e tale scelta comporta un enorme potenziale di crescita nel mercato mondiale di autovetture. Per salire a bordo del treno veloce dello sviluppo ecologico, sempre più produttori di veicoli elettrici d'oltremare stanno mettendo radici in Cina.
    Un tempo principale fornitore di componenti per motori a combustione, ZF ha deciso di sfruttare il mercato delle nuove energie dopo aver visto prospettive rosee in Cina.
    Definendo il picco delle emissioni di carbonio e la carbon neutrality un "obiettivo ambizioso", Klein ha dichiarato che l'azienda non si risparmierà per rispettare il proposito stabilito e fornirà ingranaggi high-tech per generare energia rinnovabile. Il funzionario ha inoltre aggiunto che l'azienda ha una chiara tabella di marcia verso la neutralità del clima e sta gradualmente trasformando il suo impatto ambientale in modo da raggiungere la neutralità entro il 2040.
    Nel frattempo, anche gli investimenti esteri hanno dato impulso a questo mercato emergente. La casa automobilistica tedesca BMW nel 2019 ha annunciato che avrebbe aumentato gli investimenti a Shenyang di 3 miliardi di euro (circa 3,57 miliardi di dollari) per espandere la produzione e aggiornare la linea di prodotti volti a creare un ecosistema NEV completamente nuovo. Nel 2020, il colosso automobilistico ha presentato un nuovo modello, la BMW iX3, il primo veicolo del marchio completamente elettrico prodotto a Shenyang. Inoltre in Cina è stato istituito il primo centro per la produzione di batterie ad alto voltaggio di quinta generazione. Jochen Goller, presidente e amministratore delegato di BMW Cina, ha spiegato che il fatto che il Paese goda di una "posizione da leader nell'elettrificazione e nella digitalizzazione" sta dimostrando la fiducia di BMW in uno sviluppo positivo e a lungo termine del mercato e ha aggiunto: "Stiamo costantemente aumentando i nostri investimenti in tal senso, accelerando la transizione dal 'Made in China' al 'Created in China'". 

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Batterie veicoli elettrici, boom produzione in Cina

Aumento del 151,9% rispetto all'anno scorso

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A marzo, la produzione da parte della Cina di batterie di accumulo per l'alimentazione dei nuovi veicoli elettrici (NEV) è aumentata del 151,9% rispetto all'anno precedente. Questo è quanto emerso dai dati pubblicati dalla China Automotive Battery Innovation Alliance.
    Secondo le cifre, la produzione si è attestata sugli 11,3 gigawatt-ora il mese scorso, raggiungendo i 32,8 GWh nel primo trimestre, con un incremento del 296,5% su base annua. Inoltre, a marzo la capacità installata delle batterie è arrivata a 9 GWh, salendo del 224,8% rispetto allo stesso periodo del 2020.
    Dagli ultimi numeri rilasciati dalla China Association of Automobile Manufacturers le vendite di NEV in Cina sono cresciute di 2,8 volte dall'anno scorso nel primo trimestre, grazie alla stabile ripresa del settore automobilistico del Paese.
    Nei primi tre mesi dell'anno, sono stati venduti 515.000 NEV.
    Sempre secondo i dati, solamente a marzo le vendite di veicoli elettrici sono cresciute di 2,4 volte su base annua, raggiungendo le 226.000 unità.
   

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Ungardening: come trasformare uno spazio verde in un paradiso per farfalle, coccinelle e api

Il giardinaggio biologico rifiuta i pesticidi, coltiva piante autoctone. Ecco i consigli per cominciare

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi Coltivare piante autoctone, evitare concimi chimici, fare giardinaggio ecologico - foto iStock. (ANSA) Coltivare piante autoctone, evitare concimi chimici, fare giardinaggio ecologico - foto iStock.

L’erba rasata e i prati all’inglese sono un verde 'poco ecologico' e 'non naturale'. Basti pensare al consumo di acqua e all’uso di concimi chimici per curare giardini del genere (anche facendo strage di insetti che ci vivono dentro). Per rispettare davvero il paesaggio sarebbe bene sposare i nuovi dettami dell’ungardening, ovvero della cura del verde in modo totalmente ecologico.
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Niente antiparassitari, niente anticrittogamici e niente piante esotiche o erba geneticamente modificata. Solo piante autoctone, essenze native e uso di terricci, concimi naturali e (per chi può) piccoli stagni: un inno alla crescita spontanea del verde invitante per insetti, invertebrati, api, farfalle e fauna (scoiattoli, uccelli, pesci, rane).
Il trend, anglosassone, sta prendendo piede in tutta Europa e fa capolino timidamente anche in Italia. Dopo gli orti sui balconi, il giardinaggio è di fronte ad un nuova svolta? “L’ungardening ha l’obiettivo di ripristinare gli ecosistemi nativi, anche modificando un metro alla volta dei nostri spazi, dai giardini ai balconi, dai davanzali ai cortili dalle scuole e degli ufficii. Andiamo oltre la semina per gli impollinatori e ci sforziamo di raggiungere questo obiettivo coltivando piante autoctone ovunque e il più possibile, rimuovendo invece le specie invasive che soffocano le native e non permettono neanche agli insetti di vivere. Possiamo costituire una solida base su cui la natura può ricostruire ecosistemi funzionali e complessi” , spiegano gli esperti di Ungardening Native Plant (ungardening.org), organizzazione fondata nel 2018 a Durham, Stati Uniti, da Aubree Keurajian, specializzata in scienza dell’ambiente alla Cornell University.
"Cercare di rendere il proprio giardino più adatto agli uccelli, agli insetti e alla fauna ci fa vivere in armonia con la natura”, spiega Keurajian. Sostituire il classico giardinaggio con tecniche alternative dell'ungardening, compatibili con l’ambiente, significherebbe trasformare il proprio cortile in un paradiso terrestre. Il senso infatti è proprio quello di accompagnare la natura a fare il suo lavoro per creare delle aree spontanee protette che, in poco tempo, si popoleranno di animali.

(nella foto Euthamia graminifolia)

Guru dell’ungardening è l’inglese Jenny Steel (www.wildlife-gardening.co.uk), ecologista e specializzata nel giardinaggio della fauna selvatica da oltre 30 anni, oltre che autrice di libri e seminari sul tema. Per aprile consiglia di incoraggiare le api solitarie a fermarsi nel proprio giardino con piante fiorite e far crescere le ‘erbacce’ selvatiche rispettose della fauna (insetti, vermi). Intervistata dal Guardian ha dispensato consigli sul modo migliore per trasformare un giardino all’inglese in un idillio per uccelli, mammiferi e insetti mettendoci in guardia sull’uso di sostanze chimiche per avere prati più verdi e fioriture ripetute: “Rifiuta i pesticidi e fai lavorare la tua fauna selvatica per te. Il giardinaggio biologico è incredibilmente importante. Se stai usando pesticidi e spray, stai sostanzialmente rimuovendo una grande fonte di cibo, specialmente per gli uccelli, poiché si nutrono di piccoli invertebrati". "Contro le lumache, - ricorda Steel sul quotidiano inglese, - puoi usare una trappola di birra versandola in un piccolo contenitore a terra dove entreranno le lumache. Se gli afidi mangiano le tue rose puoi incoraggiare gli uccelli insettivori a venire a gustarsene appendendo una mangiatoia per uccelli accanto alle rose ". Il metodo ungardening prevede, per chi può, anche la creazione di stagni e vasche di acqua per dare la possibilità agli uccelli di bere e lavare le piume. Uno stagno attirerà anche rane e libellule, se non si abita nei centri delle città. Per essere fedeli al giardinaggio biologico e selvatico, naturalmente, non si può avere repulsione per gli insetti, fondamentali per mantenere l’ecosistema. Al contrario sarebbe bene creare zone umide di terra dove scartafacci, lombrichi e invertebrati possano rintanarsi. Infine il prato: l’ungardening non significa lasciare crescere erbacce e arbusti in libertà. Le ortiche, ad esempio, vanno levate perché soffocano le altre piante. Altre varietà, seppure selvatiche, garantiscono invece il vero ecosistema attraente per insetti ed animali. Per attirare farfalle, coccinelle, api e falene tutti gli esperti invece concordano: la piante migliori sono la Buddleja (che però è invasiva, va quindi gestita) e le officinali come lavanda, rosmarino, origano, timo, verbena, achillea, maggiorana e menta. In ogni regione in Italia ci sono piante autoctonee da scoprire, così come tra le spontanee sono a primavera uno splendore le pratoline, ossia le margheritine: estirparle per far posto a piante coltivate è un vero peccato.

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Le serie televisive sono i nuovi influencer? Dagli anni '70 di The Serpent alle sneaker di Lupin

Guardaroba da copiare, accade sempre di più. I gioielli di Bridgerto, i trench di The Crown, in attesa di House of Gucci

Lifestyle Moda
Chiudi il candidato ai Golden Globe Tahar Rahim e Jenna Coleman, look anni '70 in The Serpent (ANSA) il candidato ai Golden Globe Tahar Rahim e Jenna Coleman, look anni '70 in The Serpent

Le serie televisive sono i nuovi influencer? Se si notano i picchi di vendita e-commerce legati ad abiti e ad accessori visti in tv o evocativi dello stile raccontato sulle scene sembrerebbe proprio di sì. Vale per i gioielli stile Regency di Bridgerton , i trench verdi e gli stivali di gomma della quarta stagione di The Crown per 'vivere in stile Royal Family'  per fare un paio di esempi popolari. Come pure per dolcevita nero e cappottini a scacchi, emblema di stile della serie La Regina degli scacchi con Ann Taylor-Joy 
L'ultima che sta dettando le regole in fatto di moda è The Serpent. Ispirata a eventi reali, narra la storia del truffatore e serial killer Charles Sobhraj (il candidato ai Golden Globe Tahar Rahim) e degli straordinari tentativi di assicurarlo alla giustizia. Fingendosi un commerciante di pietre preziose, Charles Sobhraj viaggia insieme alla fidanzata Marie-Andrée Leclerc (Jenna Coleman, già conosciuta al piccolo schermo come la regina Victoria)) attraverso Thailandia, Nepal e India tra il 1975 e il 1976, commettendo una serie di crimini lungo "l'Hippie trail" in Asia. I due diventano gli indiziati principali di una catena di omicidi di giovani turisti occidentali. L’uomo e la sua compagna sono certamente tutto fuorché un esempio da seguire, ma le loro scelte in fatto di stile sembrano invece aver raccolto grandi consensi, tant’è che diversi pezzi iconici che raccolgono a pieno il fascino della moda e dello stile anni ’70 e che vengono indossati dai personaggi della serie, hanno visto un incremento di clic sulla piattaforma Stylight che alla serie ha dedicato un focus look. Parliamo di pantaloni a zampa, gilet a maglia, occhiali da sole anni '70 in stile aviator, foulard di seta, orecchini a cerchio e in generale tutto ciò che è turchese. Picchi di vendita notati nei 5 giorni successivi all’uscita della serie su Netflix nell'aprile 2021.
In inverno si era fatto notare il look urban di Nicole Kidman con il cappotto verde bosco tra i pezzi più in vista dell'anno e un guardaroba tutto da copiare grazie al look della serie Sky The Undoing
Le riprese sono ancora in corso a Roma e in Italia ma, come è ovvio che sia trattandosi di uno dei brand più amati, già ha attirato grande attenzione fashion House of Gucci, grazie anche al fatto che la maison ha rivelato di aver messo a disposizione di Ridley Scott e della produzione l'archivio storico Gucci degli abiti e degli accessori. Intanto su Stylight Italia si è verificato un aumento del 100% di clic sugli abiti a pois il giorno successivo al rilascio dell'immagine di Lady Gaga nelle vesti di Patrizia Reggiani con indosso un abito marrone a pois di MaxMara.
Anche Lupin, di cui si attendono febbrilmente i nuovi episodi a fatto esplodere letteralmente la richeista delle sneakers Air Giordan (+ 460% clic a gennaio): Lupin-Assane Diop (Omar Sy) viene visto indossare ripetutamente questo modello di scarpe in svariate versioni: Air Jordan 1 Mid Lakers Top 3, Air Jordan 1 Retro High Fearless UNC Chicago, Air Jordan 1 Mid Yellow Toe, Air Force 1 '07 in bianco e nero. La stessa piattaforma segnala +139% di ricerche su Google per il termine di ricerca "Georgia beauty" in seguito al rilascio della serie Ginny & Georgia su Netflix il 24 Febbraio fino ad oggi. La giovane e sexy mamma texana ha un look in totale antitesi con la propria figlia 15enne, ed il suo make up sempre così naturale ma allo stesso tempo curato non ha di certo lasciato il pubblico indifferente: Capelli biondi mossi, sopracciglia scure e ben definite, incarnato pesca e rimmel quel che basta.
Il fascino di Parigi è indubbio da sempre e le ultime serie che la immortalano non fanno che confermarne l'appeal: Emily in Paris, con Lily Collins che pur criticata in Francia perchè troppo stereotipata, ha fatto impazzire con cappottini corti e quell'allure inconfondibilemente parigina, mentre Madame Claude ambientata negli anni '60 e con un cast francese guidato da Karole Rocher nel ruolo del titolo (la vera maitresse d'alto bordo e agente segreto Fernande Grudet) con bellissime attrici super sexy come Hafsia Herzi (Cous Cous) e Annabelle Belmondo ha fatto tornare in auge non tanto le pellicce di volpe lunghe fino ai piedi quanto sottovesti e minigonne.

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Parchi giochi per anziani, socialità e movimento per mantenersi agili

Dal senior playground di Hyde Park a Londra alle attrezzature top di Malaga

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi L'Hyde Park Senior Playground di Londra, immagine dal portale del parco www.royalparks.org.uk (ANSA) L'Hyde Park Senior Playground di Londra, immagine dal portale del parco www.royalparks.org.uk

Nuovi giardini attrezzati e parchi giochi ma non per i bambini ma per gli anziani. La trasformazione è direttamente proporzionale all'invecchiare delle comunità nelle metropoli di tutto il mondo. Sono un must in Cina, Hong Kong e Tokyo ma l’elenco di quelli americani ed europei si allunga in nome di un nuovo fitness che tiene conto di acciacchi fisici e mentali piuttosto che della performance atletica. Mentre siamo in pandemia, in gran parte delle località sono consentite le attività all’aria aperta adottando le misure di sicurezza e l'esigenza di parchi giochi 'attrezzati' per gli ultra 65enni si fa sempre più pressante. Una analisi inglese della Bournemouth University, pubblicata sul Journal of Health and Physical Activity, vaglia tutti gli studi in merito e elenca i pro del tai-chi e della ginnastica per il miglioramento dell'equilibrio e della forza nelle persone in età avanzata, invitando le istituzioni a cambiare marcia iniziando a progettare aree all’aperto a misura di anziani in modo di stimolarli a mantenersi agili sia nel corpo che nella mente. A guidare la tendenza spesso è la comunità asiatica abituata ad esercizi lenti e a fare ginnastica sin da piccoli: nel giardino di Piazza Vittorio a Roma, senza limiti di età, ogni mattina si vedono decine di persone, quasi tutte con i capelli grigi, seguire i movimenti di un tutor o una tutor.
Uno studio condotto all’università di Alcalà, a Madrid, su 7.900 cittadini europei fra i 65 e i 74 anni, conferma infatti che meno del 50% si muove a sufficienza, l'altra si impigrisce sul divano e si incammina direttamente verso una vita di disabilità. I peggiori sono nei paesi del sud Europa e l’ Italia non eccelle per niente. Concorrono al quadro dei sedentari cronici lo stato sociale, essere donne e le difficoltà economiche che in questi ultimi anni sono aumentate in modo sensibile, concludono gli autori che invitano alla creazione di parchi giochi pubblici gratuiti.
A Malaga e provincia nel Sud della Spagna, se ne contano oltre 400 attrezzature. A Bilbao (dove gli anziani sono oltre il 24% dei residenti) il Comune ha inaugurato nel 2019 due parchi pubblici con attrezzi per giochi cognitivi dedicati ai vecchi. Il London's Hyde Park Senior Playground è una struttura all'aperto gratuita situata ad Hyde Park. La struttura comprende sei attrezzature per migliorare la tonificazione, la forza, la flessibilità e l'equilibrio. Gli attrezzi sono progettati a misura di diversi livelli di disabilità e il parco giochi è stato messo a punto precisamente per il divertimento e la mobilità degli anziani. Non è adatto a chi ha meno di 15 anni, si legge sui principali quotidiani inglesi che ne hanno ampiamente parlato all’inaugurazione. Poi ci sono i parchi giochi per vecchi di Berlino e in diverse cittadine del Portogallo (dove il numero dei pensionati che arrivano dagli altri paesi per le note facilitazioni fiscali è cresciuto a dismisura negli ultimi dieci anni).
Designer, architetti e medici partecipano alla progettazione delle aree dove i bambini non sono contemplati per nulla. Le urla gioiose dei piccoli che si rincorrono nei parchi a loro destinati facendo amicizia saranno sostituite dai più silenziosi vecchi intenti ad esercitarsi e socializzare fra loro? Spuntano nuovi attrezzi ginniche per movimenti misurati e non traumatici, percorsi con punti di appoggio, aree all'ombra, aumenta il numero di panchine anche attrezzate a cyclette (con pedali posizionati davanti). E poi zone di ‘brain training’ con tabelloni per giochi matematici per menti arrugginite, zone per socializzare come campi bocce e tavolini per gli scacchi e giochi di carte. Raggiungibili anche con la sedia a rotelle, bastoni o tutori perché dotati di scivoli e percorsi senza intralci o buche.
Sul Journal of aging and physical activity si legge una nuova indagine dedicata a monitorare gli effetti di tali iniziative sugli anziani. Intervistati in tre parchi di Hong Kong di quartieri con status socioeconomici di tutti i livelli (da basso ad alto) evidenziano che negli spazi per l'esercizio nei parchi possono frequentare un ambiente positivo rimanendo attivi anche in presenza di difficoltà motorie e di farlo stando insieme, sostenendosi a vicenda sia socialmente che emotivamente in un ambiente naturale all'aria aperta. I sociologi dell’università di Hong Kong che hanno condotto la ricerca auspicano che le istituzioni si occupino della lenta trasformazione che le comunità stanno subendo prevedendo piani futuri per la costruzione di spazi del genere. 

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A 60 anni da Gagarin, l'uomo guarda a Luna e Marte

Tanti progetti, da basi lunari a finestre con vista sulla Terra

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Yuri Gagarin (ANSA) Yuri Gagarin

''Adesso sulla Luna'', ''Avanti verso i pianeti'', si leggeva sui cartelli che nel 1961 accoglievano a Mosca Yuri Gagarin, il primo uomo che era andato nello spazio.  Lo stesso Gagarin era convinto di avere aperto una strada che avrebbe portato l'umanità molto lontano. A 60 anni da quel volo del 12 aprile 1961 e a oltre mezzo secolo dall'ultima missione del programma Apollo sulla Luna, l'uomo non è mai stato così determinato nel voler lasciare di nuovo le sue impronte sul suolo lunare e sta già progettando una stazione spaziale nell'orbita lunare, Gateway, che potrebbe avere una finestra panoramica con vista su Luna e Terra. Intanto si guarda a Marte e alla possibilità di costruire lì, un giorno, basi destinate a ospitare delle missioni umane e in futuro delle colonie umane.

Il volo di Gagarin ha aperto una nuova pagina nella storia dell'uomo ed è stato chiaro fin dall'inizio che quella strada avrebbe portato lontano, lasciandosi alle spalle gli anni della guerra fredda e quelli del lungo silenzio dopo le missioni lunari. Le tensioni politiche avevano impedito a Gagarin di complimentarsi con Alan Shepard, il primo americano che nemmeno un mese dopo di lui era andato in orbita su una navetta Mercury, e per molti anni ancora Unione Sovietica e Stati Uniti hanno portato avanti le loro missioni all'insegna della 'corsa allo spazio'.

Dal drone su Marte alla Soyuz, verso i 60 anni dal volo di Gagarin

A cambiare del tutto lo scenario è stato, il 17 luglio 1975, l'aggancio in orbita di un modulo americano Apollo con la navetta russa Soyuz: per la prima volta un equipaggio americano e uno sovietico volavano insieme intorno alla Terra. Oggi questo incontro di nazionalità diverse è routine sulla Stazione Spaziale Internazionale, nata dalla collaborazione fra Stati Uniti, Russia, Canada, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Giappone. Tutti gli astronauti che hanno lavorato e continuano a lavorare lassù non possono fare a meno di notare che, vista da lì, la Terra non ha confini. In orbita, poi, non si arriva più solo con le missioni delle agenzie governative, ma i privati hanno portato una ventata di novità. Inoltre le ricadute delle attività spaziali sulla Terra sono diventate tangibili, al punto da dare vita alla cosiddetta New Space Economy.

Dall'inizio dell'era spaziale sono stati più di 570 gli esseri umani che hanno ammirato la Terra dallo spazio. Di questi, le donne sono state appena 70, ma il loro numero va aumentando progressivamente e potrebbe essere di una donna la prossima impronta che un essere umano lascerà sul suolo lunare.

Russia, 60 anni fa Yuri Gagarin fu il primo uomo nello spazio

A 60 anni dal volo di Gagarin si guarda al ritorno alla Luna, con il programma Artemis promosso dalla Nasa e al quale collabora l'Esa. Anche l'Italia promette di avere un ruolo importante e sono almeno 16 i progetti per le future basi lunari allo studio grazie all'accordo firmato da Thales Alenia Space (Thales-Leonardo) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Uno riguarda lo Shelter, un modulo abitabile per la superficie lunare che potrà diventare un rifugio pressurizzato per gli astronauti in caso di emergenza. In programma anche un sistema di telecomunicazioni fra i vari elementi della base lunare, la stazione Gateway e la Terra. Si studieranno inoltre la fattibilità di un laboratorio lunare per esperimenti scientifici ed elementi pressurizzati per la stazione Gateway, come un modulo pressurizzato per gli astronauti e una finestra panoramica per osservare la Luna, la Terra e lo spazio profondo.

Su Marte, la cui orbita è ormai affollata di sonde e che conta tre rover attivi sul suo suolo, si prepara una delle prove più significative per il futuro dell'esplorazione: la possibilità del volo controllato di un drone, con il piccolo elicottero Ingenuity della Nasa arrivato sul pianeta rosso il 18 febbraio con il rover Perseverance. 

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In settimana valutazione dei dati Covid per le riaperture

Il bollettino giornaliero sul Covid: 15.746 i nuovi positivi, 331 le vittime

Salute & Benessere Sanità
Chiudi La sala di un ristorante (ANSA) La sala di un ristorante

Il governo potrebbe decidere la prossima settimana di anticipare alcune riaperture prima della fine di aprile, dopo aver valutato la situazione epidemiologica. Secondo diverse fonti di governo, non è ancora stata fissata una data ma è probabile che la cabina di regia politica possa tenersi a metà settimana. Saranno in ogni caso "essenziali" i dati, sottolinea una fonte qualificata, sia quelli relativi al contagio che alle vaccinazioni. Solo se si registrerà un trend positivo potrebbe dunque essere anticipata la riapertura di qualche settore nelle successive due settimane.

"Possiamo provare ora con molta accortezza e con molta cautela a capire come gestiamo una fase in cui le misure producono gli effetti e la vaccinazione sale. All'incrocio fra questi due elementi con grande attenzione e grande accortezza possiamo programmare settimane in cui mi auguro ci possano essere meno limitazioni ma dobbiamo farlo con grande cautela perchè bruciare le tappe può produrre degli effetti. E la vicenda della Sardegna dimostra esattamente questo. La variante inglese è molto veloce". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3, confermando "il lavoro sul green pass".

Sono 15.746 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 17.567. Sono invece 331 le vittime in un giorno (ieri 344).  In totale i casi da inizio epidemia sono 3.769.814, i morti 114.254. Gli attualmente positivi sono 533.005 (80 in meno rispetto a ieri) mentre i guariti e dimessi dall'inizio della pandemia sono 3.122.555, con un incremento rispetto a ieri di 15.486.

Sono 253.100 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i test erano stati 320.892. Il tasso di positività è del 6,2%, in aumento di 1,2 punti rispetto a ieri quando è stato del 5,4%.

Sono 3.585 i pazienti ricoverati nelle rianimazioni per Covid in Italia, 3 in meno rispetto a ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 175 (ieri 186). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 27.251 persone, 316 in meno rispetto a ieri.

Vaccinati 9 milioni di italiani con una dose, il 15% del totale  - Sono 9.011.882 gli italiani che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anticovid, secondo i dati elaborati dal sito ufficiale del Governo, pari a circa il 15% della popolazione che deve essere vaccinata (quindi esclusi gli under 16). Le persone vaccinate con due dosi sono 3.908.326, circa il 6,5% del totale.

L'Ordine dei medici, accettate qualsiasi vaccino vi venga proposto - "Sollecito tutti ad avere fiducia nella scienza e ad affidarsi ai medici per la scelta del vaccino": è l'appello di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici. "Nel caso di AstraZeneca - spiega -la raccomandazione di utilizzo per gli over 60 è legata ad un orientamento di grande prudenza". L'arma del vaccino, dice, "funziona ed è l'unica vera via per uscire dall'emergenza". "Grazie alla vaccinazione di tutti i medici - riferisce - la mortalità nella nostra categoria si è abbattuta del 95%. Ogni mese registravamo tra 40 e 60 decessi. A marzo ne sono stati 10, nei 10 giorni di aprile soltanto 1".

Speranza: difendo la riapertura della scuola - "Oggi ci sono 13 mln di somministrazioni di vaccino fatte e da 3 settimane la curva vede un primo segno di piegatura. Con grande franchezza dico che siamo consapevoli che c'è un elemento di rischio, con l'aumento movimenti ma il governo ha fatto una scelta che difendo con forza. Grazie alle misure adotatte nel mese di marzo e in sueste 2 settimane abbiamo accumulato un piccolo tesoretto e abbiamo deciso, a due mesi dalla fine dell'anno scolastico, di investirlo sulla scuola come architrave della società italiana che ha pagato un prezzo altissimo". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3.

Speranza,non serviva tutti contro tutti in Europa - "Si è deciso di acquistare i vaccini insieme in Europa e comprarli insieme è un'idea giusta. Non possiamo fare il tutti contro tutti in Europa. Ovvio che stiamo pagando un prezzo, è una verità con cui dobbiamo fare i conti ma non possiamo fare il tutti contro tutti. Nelle prossime settimane ci saranno altre gare e occorrerà correggere con piglio questo errori". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3 su una domanda in merito ai contratti con le aziende produttrici di vaccini e alla carenza di arrivi rispetto alle aspettative in questa prima fase della campagna vaccinale.

Speranza: difendo la riapertura della scuola - "Oggi ci sono 13 mln di somministrazioni di vaccino fatte e da 3 settimane la curva vede un primo segno di piegatura. Con grande franchezza dico che siamo consapevoli che c'è un elemento di rischio, con l'aumento movimenti ma il governo ha fatto una scelta che difendo con forza. Grazie alle misure adottate nel mese di marzo e in queste 2 settimane abbiamo accumulato un piccolo tesoretto e abbiamo deciso, a due mesi dalla fine dell'anno scolastico, di investirlo sulla scuola come architrave della società italiana che ha pagato un prezzo altissimo". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3.

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Formula E: Gara 2 del Rome E-Prix a Vandoorne su Mercedes EQ

Sul podio Sims (Mahindra Racing) e Wehrlein (TAG Heuer Porsche)

Motori Attualità
Chiudi Formula E: il belga Stoffel Vandoorne (ANSA) Formula E: il belga Stoffel Vandoorne

La seconda, entusiasmante tappa romana, Round 4 del Campionato del Mondo ABB FIA Formula E, si chiude con la vittoria del belga Stoffel Vandoorne a bordo della Mercedes EQ. Dopo i primi giri passati all'inseguimento dei giovani rivali Nick Cassidy della Envision Virgin Racing e Norman Nato della ROKiT Venturi Racing, Vandoorne prende il comando della gara a dieci minuti dall'inizio e non lo lascia fino al traguardo, dimostrandosi il pilota più abile a gestire il vantaggio, sfruttando i tre attack mode obbligatori e il fanboost degli spettatori a casa, un elemento che è sempre più parte fondamentale dello spettacolo della Formula E.
    Sul podio anche il britannico Alex Sims con la Mahindra Racing e Pascal Wehrlein della TAG Heuer Porsche.
    La ABB FIA Formula E torna il 24 e il 25 aprile sul circuito di Valencia, con Gara 5 e Gara 6 del Campionato del Mondo 2020/21.

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Tra i cagnolini di Paw Patrol arriva cucciolo disabile Rex

Per i bambini l'inclusione è vissuto naturale, ora se ne parla anche nei cartoon

Lifestyle Pets
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Rex, un cucciolo esperto in dinosauri, irrefrenabile anche se affetto da disabilità è la new entry della serie "Paw Patrol Dino Rescue", che vedrà la Paw Patrol, formata dai simpatici cuccioli a quattro zampe provenienti da Adventure Bay, recarsi a Dino Land. Da sempre basata sull'azione e l'avventura, la serie di Paw Patrol, di Nickelodeon e SpinMaster e in onda su NickJr, il brand a target prescolare di ViacomCBS Italia, è pronta a debuttare con i nuovi episodi (dal 12 al 18 aprile, il canale NickJr +1, Sky 604, si trasforma nel pop up channel "Paw Patrol - Cuccioli in azione" e trasmetterà tutto il giorno per 24 ore, tutti gli episodi della serie e ogni sera alle 20:00 ci sarà la premiere dei 4 episodi speciali di "PawPatrol Dino Rescue").
    Conosceremo così Rex, un cagnolino fisicamente disabile, dotato di una sedia a rotelle per le zampe posteriori che lo aiuterà negli spostamenti, rendendolo autonomo e in grado di interagire alla pari con gli altri personaggi. Con il suo arrivo, tutta la squadra dei cuccioli, fedele al motto, "Per ogni occasione noi siamo a disposizione", sarà pronta ad affrontare missioni di salvataggio "preistoriche" piene di azione all'interno di un mondo perduto e abitato da dinosauri.
    "ViacomCBS è un brand all'avanguardia, diversità ed inclusione sono i valori che guidano i nostri contenuti e non solo - commenta in una nota Cecilia Padula, Senior Director Kids South Hub, ViacomCBS -. Per i bambini l'inclusione è un vissuto naturale ma come per tutto è un valore che va costantemente alimentato e tradotto con il loro linguaggio. Nickelodeon ha da sempre questa attenzione nelle sue produzioni per accompagnare i bambini nella crescita personale. Mostrare e raccontare ai bambini la diversità, li aiuta a connettersi e identificarsi con i personaggi delle serie accrescendo la loro connaturata apertura mentale".
    I temi trattati in Dino Rescue, verranno integrati nel mondo di Paw Patrol, che rimarrà fedele a copioni e personaggi ben conosciuti da tutti i fan della serie. Nel primo episodio, sarà Ryder a presentare al gruppo Rex, il quale oltre all'incontenibile simpatia saprà anche come parlare con i dinosauri visto che vive in una valle segreta chiamata "La Radura dei Dinosauri".
    In onda in oltre 170 paesi e doppiata in 30 lingue diverse, Paw Patrol è una delle serie per bambini in età prescolare più apprezzate al mondo. E' in arrivo l'ottava stagione e in estate debutterà 'Paw Patrol the Movie". (ANSA).
   

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Marte, rinviato il volo del drone Ingenuity

A non prima del 14 aprile. Per un problema tecnico

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Marte, rinviato il volo del drone Ingenuity (ANSA) Marte, rinviato il volo del drone Ingenuity

Rinviato a non prima del 14 aprile il primo volo del drone-elicottero Ingenuity su Marte. Lo rende noto il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. Il rinvio si legge nel testo si deve a un problema tecnico avvenuto durante i test. I tecnici sono al lavoro per risolvere il problema.

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'Un duro colpo per la regina, ma non abdicherà'

Gli esperti reali scommettono sul senso del dovere di Elisabetta

Lifestyle People
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 Un colpo durissimo, dopo oltre 7 decenni di vita in comune e a due settimane dal proprio 95esimo compleanno. E' questo, indiscutibilmente, l'effetto della morte del principe consorte Filippo sull'animo della regina Elisabetta, pur preparata all'inevitabile e sorretta dall'abituale forza agli occhi dei familiari. Un colpo che tuttavia non sembra destinato a preludere a scenari di abdicazione, almeno non a breve, nella convinzione pressoché unanime di esperti, commentatori e storici delle vicende reali britanniche, persuasi che il rispetto della tradizione e il senso del dovere verso l'istituzione monarchica possano prevalere ancora nella figlia di Giorgio VI sul dolore o sul contraccolpo emotivo del momento.
    Sposati dal 1947, la sovrana e il duca di Edimburgo hanno condiviso 73 anni di matrimonio e 69 anni di regno, iniziati con la morte prematura del padre della sovrana nel 1952. Un connubio di successo, nonostante le difficoltà dettate dai divorzi dei figli, dagli scandali familiari, dalla pressione dei media, dagli inevitabili momenti di crisi di un tempo così lungo: ultimo dei quali, il traumatico trasloco negli Usa del nipote Harry, protagonista di recente con la moglie Meghan Markle, di un'intervista bomba che ha messo in grave imbarazzo la Casa Reale. "Posso assicurare che la regina non abdicherà - l'opinione dello storico Hugo Vickers -. Ci sono indicazioni che sia in ottime condizioni di salute, e con un po' di fortuna sarà in grado di continuare ad essere la nostra sovrana per quanto le sarà possibile". Una resistenza fisica che l'aiuta a poter continuare a ritenere il suo ruolo di monarca al pari di una missione esistenziale. "Per la regina essere regina è un lavoro per tutta la vita. Non c'è spazio nella sua mentalità per l'opzione delle dimissioni, o per fare un passo indietro", insiste Vickers.
    Sulla stessa lunghezza d'onda Jennie Bond, ex Royal Correspondent della Bbc, incline a escludere che l'uscita di scena del duca possa cambiare nell'immediato il corso degli eventi. "Ci sono fotografie che ritraggono i due reali assieme, nelle quali non sembrano neppure marito e moglie, ma padre e figlia - le parole di Bond -. La realtà è che la loro unione andava ben oltre i loro ruoli. E per quanto alla sovrana mancherà il sostegno del marito, non cambierà nulla nella sua osservanza dei doveri e del protocollo reale". Ed è proprio l'irreprensibile rispetto verso la tradizione, un sentimento da tutti attribuito a Sua Maestà, a convincere Simon Hart, altro osservatore del casato dei Windsor, che non ci siano da attendersi scossoni. Tanto meno una rinuncia, che nella visione del mondo ereditata e fatta propria dalla primogenita di Giorgio VI dopo lo shock dell'abdicazione vergognosa di Edoardo VIII somiglierebbe troppo a un tradimento dei propri doveri. "La regina Elisabetta - argomenta Hart - ha sposato la Corona qualche anno dopo il matrimonio con il principe Filippo, ma l'impegno alla fedeltà più inviolabile è quello con la monarchia. Un impegno che non ha mai tradito e mai tradirà: neppure adesso, nonostante la scomparsa di un coniuge davvero amato". 
   

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I funerali del principe Filippo di Edimburgo sabato 17 aprile. Il nipote Harry ci sarà, Meghan no

Gli ultimi giorni del principe, la regina e i figli al capezzale

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Chiudi ++ Harry sar� al funerale del nonno, ma senza Meghan ++ (ANSA) ++ Harry sar� al funerale del nonno, ma senza Meghan ++

Una settimana per "celebrare una vita rimarchevole", poi un funerale in stile: senza pompe cerimoniali da esequie di Stato, secondo le dettagliatissime volontà del defunto, e con una presenza ristretta di familiari e poche altre persone imposta anche dalle cautele dell'emergenza Covid. Sarà sabato 17 il giorno dell'ultimo addio al principe Filippo, consorte della regina Elisabetta II e testimone di un secolo per lui tutt'altro che breve, spirato ieri quasi centenario nel castello di Windsor. E fra i presenti, con Elisabetta e i quattro figli in testa, ci sarà spazio per il prediletto nipote-ribelle Harry, in arrivo dall'autoesilio californiano, ma non per sua moglie Meghan, fermata ufficialmente dal veto dei medici per lo stato di gravidanza avanzato e il precedente dell'aborto spontaneo di un anno fa.
    Il programma è stato formalizzato dalla corte, dopo l'approvazione della regina e il via libera del governo di Boris Johnson, sullo sfondo di una giornata di lutto nazionale - la seconda di otto, stando alle consuetudini - in cui l'omaggio più suggestivo è giunto dalle forze armate, con le 41 salve di cannone di rito sparate dalla Torre di Londra e da basi e unità militari sparse fra l'isola e i territori d'Oltremare in memoria del principe-reduce di guerra. Il feretro di Filippo sarà trasportato su una Land Rover modificata ad hoc su progetto dello scomparso e seguito per il breve tragitto fra il castello e l'adiacente cappella di St George da un piccolo corteo guidato dal principe Carlo, suo primogenito ed erede al trono della regina Elisabetta. La quale ultima - "incredibile" nella sua forza d'animo alla soglia dei 95 anni, come assicura d'averla trovata oggi la nuora Sofia, contessa di Wessex, in barba a chi paventa scenari di abdicazione - aspetterà invece in chiesa. Vi sarà un minuto di silenzio nazionale, osservato in tutto il Regno in contemporanea con l'inizio del rito, ma nessuna camera ardente, espressamente rifiutata dal duca, la cui bara verrà coperta solo dallo stendardo personale, da una corona di fiori e dal suo berretto e dalla sua spada di ufficiale veterano della Royal Navy, la Marina britannica: all'insegna del richiamo a quel "no fuss" (niente clamore) di cui Prince Philip aveva fatto un marchio di vita.
    Un'assenza di clamore che le restrizioni della pandemia contribuiscono del resto a suggellare. Obbligando la Royal Family - pur decisa in questo "momento di tristezza" ad esaltare "il vasto contributo" alla nazione del principe e "la sua durevole eredità" per la monarchia e la nazione - ad invitare i sudditi a restare a casa. Visto che il funerale si svolgerà "su scala ridotta" e senza "accesso del pubblico". Nella cappella, dove la liturgia sarà officiata dall'arcivescovo anglicano di Canterbury e dal rettore di Windsor, le linee guida attuali sulle cautele Covid permetteranno del resto l'ingresso solo a una trentina di persone: i familiari stretti e il fedelissimo segretario privato del duca, Archie Miller Bakewell. Mentre gli altri ospiti ammessi assisteranno dall'esterno.
    Il tutto nel segno della rigorosa adesione ai desideri di un uomo che fino all'ultimo ha voluto essere sé stesso. Come confermano le testimonianze dei suoi giorni conclusivi partorite dai media d'oltremanica in profusione quasi monotematica. Le testimonianze su un uomo che è riuscito a morire nel suo letto, come voleva, e non in ospedale, rifiutandosi di restare ricoverato come pare gli suggerissero i medici sperando di permettergli magari di arrivare al 10 giugno e di girare la boa dei 100 anni in clinica. E che sembra abbia trascorso in uno stato di serena lucidità le ultime tre settimane a Windsor, dopo aver rifiutato con un'autoritaria battuta delle sue ("portate via quel dannato affare dalla mia vista") la sedia a rotelle che un valletto aveva osato offrigli. Settimane durante le quali è stato vegliato costantemente della regina - presente anche in effigie accanto al suo letto, assieme alla madre del duca -, ha potuto ricevere uno per uno e "distanziati" i quattro figli e ha salutato per telefono i nipoti (non ancora vaccinati). Ma soprattutto si è congedato fra le sue cose dalla donna della quale per 73 anni è stato il marito e "la roccia": Sua Maestà la Regina per tutti, 'Lillibet' per lui. (ANSA).
   

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Formula E: Gara 1 del Rome E-Prix a Vergne su Ds Techeetah

Il francese precede le Jaguar di Bird e Evans

Motori Attualità
Chiudi Formula E: Ds Techeetah (ANSA) Formula E: Ds Techeetah

Il francese Jean-Eric Vergne ha vinto con la Ds Techeetah la Gara 1 del Rome E-Prix davanti alle Jaguar di Sam Bird e Mitch Evans. Bird, con questo podio, si porta al primo posto nella classifica generale con 43 punti, seguito da Frijns e De Vries. L'E-Prix di Roma ha visto il francese Vergne finire la gara seguendo la safety car, intervenuta dopo l'incidente che ha coinvolto a pochi minuti dalla fine Lucas di Grassi, alla guida dell'Audi Sport ABT Schaeffler, e il belga Stoffel Vandoorne alla guida della Mercedes-Benz EQ. Dopo aver passato gran parte della gara in testa, infatti, Lucas di Grassi si piazza al 17° posto, pagando carissimo un improvviso rallentamento del motore e il conseguente contatto con il belga. Vandoorne particolarmente sfortunato quest'oggi: dopo essersi aggiudicato la Super Pole durante la mattinata, paga infatti a pochi giri dalla partenza un errore in attacco di Andre Lotterer della TAG Heuer Porsche, che lo fa precipitare al 13° posto, e dopo una rimonta sensazionale che gli permette di affacciarsi alle prime posizioni, viene tagliato fuori dal crash con Di Grassi.
    I piloti torneranno in pista domani con la quarta gara del campionato che si correrà sempre sul circuito romano dell'Eur.

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A Pescara piste ciclabili con display e totem per monitorare traffico

Sistema per organizzare mobilità 'dolce'

Motori Eco Mobilità
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Raccogliere dati e sviluppare un sistema di conoscenze che fornisca una base per la programmazione della mobilità 'dolce': svolgono questo ruolo i tre display e un totem installati a Pescara per monitorare il transito delle biciclette su quattro percorsi cittadini. Il totem è su lungomare Matteotti e i display su lungomare Cristoforo Colombo, via Leopoldo Muzi e via Valle Roveto: i sensori raccolgono i dati dei passaggi e li comunicano a un elaboratore. "I sensori sono installati sotto il manto stradale - spiega l'assessore Luigi Albore Mascia - e non sono dotati di sistema di riconoscimento facciale. Ci consentono di valutare l'utilizzo delle vie ciclabili e supportare scelte e investimenti. Il sistema si connette con la rete di contapersone di cui abbiamo dotato parchi e strutture culturali, in funzione da due anni". Il progetto (costo 73.200 euro) è inserito nel programma Pesos ed è finanziato con fondi del ministero dell'Ambiente.
    "Pescara deve affrontare un cambiamento consapevole riguardo alla mobilità - sostiene Albore Mascia - La rete ciclabile sta già creando un'interconnessione ampia tra centro e periferia.
    Contestualmente lavoriamo su integrazione fra trasporto pubblico e privato che contribuirà a diminuire l'utilizzo delle auto favorendo la diminuzione dell'inquinamento. Le due ciclostazioni, gli ecomobility point, lo sharing di monopattini, bici e scooter elettrici sono tra le opportunità offerte ai pescaresi e a chi arriva per lavoro, studio o divertimento". Nei primi tre giorni di funzionamento lungo la Riviera Nord 3443 passaggi complessivi, sulla Riviera Sud 1225.
    Intanto, con l'avvio, il 6 aprile scorso, dei lavori di potenziamento del sistema wi-fi a banda larga nel centro - che prevede installazione di nuovi access point e upgrade degli esistenti, finanziata con fondi Por-Fesr nella linea VII Sviluppo Urbano Sostenibile - sono in corso scavi per posizionare il cavidotto sotto il tracciato della ciclabile. E' momentaneamente vietato il transito delle bici nel tratto dal Lido Aurora verso nord fino alla Croce del Sud, con divieto di sosta limitatamente alle necessità del cantiere. I lavori dovrebbero concludersi entro metà maggio. 

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Covid: 17.567 i positivi, 344 le vittime

Il tasso di positività è del 5,4%, in aumento di 0.2 rispetto a ieri quando è stato del 5,2%

Salute & Benessere Alimentazione
Chiudi Vaccinazioni contro il Covid all'ospedale San Giovanni (ANSA) Vaccinazioni contro il Covid all'ospedale San Giovanni

Sono 17.567 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 18.938. Sono invece 344 le vittime in un giorno (ieri 718, anche se sul totale pesavano 258 morti inseriti dalla Sicilia e riferiti però ai mesi precedenti

In totale i casi da inizio epidemia sono 3.754.077, i morti 113.923. Gli attualmente positivi sono 533.085 (3.276 in meno rispetto a ieri) mentre i guariti e dimessi dall'inizio della pandemia sono 3.107.069, con un incremento rispetto a ieri di 20.483.

Sono 320.892 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri i test erano stati 362.973. Il tasso di positività è del 5,4%, in aumento di 0.2 rispetto a ieri quando è stato del 5,2%

Sono 3.558 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia, 45 in meno rispetto a ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 186 (ieri 192). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 27.567 persone, 492 in meno rispetto a ieri

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Giornata del Mare, Mediterraneo vale 60 miliardi l'anno

Unesco, qui il 40% degli occupati nella blue economy europea

Ambiente & Energia Acqua
Chiudi Bambini davanti alle acque dell'Oceano Indiano (ANSA) Bambini davanti alle acque dell'Oceano Indiano

Nel 2017 il bacino marittimo del Mediterraneo ha prodotto 59,6 miliardi di euro di valore aggiunto lordo, il 29% del totale a livello europeo, dopo l'Oceano Atlantico (73,4 miliardi di euro) e il Mare del Nord (63 miliardi di euro). Tuttavia, in Europa il 40% dell'occupazione dell'economia marittima si trova nel Mediterraneo (1,78 milioni di dipendenti), il 29% nell'Oceano Atlantico (1,29 milioni di dipendenti) e solo il 20% nel Mare del Nord (0,87 milioni di dipendenti). A ricordarlo, in occasione della Giornata Nazionale del Mare di domenica 11 aprile, è la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO (IOC-UNESCO).

Sono 27 le aree marine protette in Italia, cui si aggiungono 2 parchi sommersi, che tutelano complessivamente circa 228.000 ettari di mare e 700.000 km di costa. Il 19,12% delle acque territoriali italiane (dalla riva fino a 12 miglia nautiche) è coperto da aree marine a vario titolo protette. Tuttavia, secondo lo Ioc-Unesco solo l'1,67% di queste aree applica efficacemente i propri piani di gestione. Solo lo 0,1% sono aree a protezione integrale. L'Italia negli ultimi 10 anni (dal 2009 al 2018) ha visto la sua quota di occupazione e di valore aggiunto diminuire.

Tuttavia, il nostro paese ha un ruolo importante dal punto di vista ambientale: il suo mare si stima che sia responsabile del sequestro di 13.2 milioni di tonnellate annue di carbonio, il valore più alto tra gli stati membri della Ue nel Mar Mediterraneo.

Secondo il rapporto IOC-UNESCO 2021, azioni combinate di decarbonizzazione basate sul mare (dallo sviluppo di energia rinnovabile basata sull'oceano allo stoccaggio del carbonio nei fondali marini) potrebbero ridurre il divario delle emissioni fino al 21% su una riduzione di 1,5 gradi e fino al 25% su una riduzione di 2 gradi.

"La Giornata Nazionale del Mare - spiega Francesca Santoro, specialista della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO - è un'occasione importante per sensibilizzare soprattutto i più giovani sull'importanza del rispetto e della conoscenza del mare, risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico, per il mondo e per l'Italia in particolare. Il nostro paese ha un enorme patrimonio che deve proteggere e gestire in maniera efficace, per evitare la distruzione della biodiversità dell'ecosistema marino. Ne beneficeremo non soltanto in termini ambientali, ma anche economici". 

Giovannini, il mare volano dello sviluppo sostenibile

"Il mare è una fonte fondamentale per la sostenibilità economica, sociale e ambientale del Paese. In un periodo in cui la pandemia mette in crisi lo sviluppo dell'economia, il mare continua a consentire scambi commerciali e approvvigionamenti. La sua importanza è tornata evidente quando a causa di un incidente il canale di Suez non è stato percorribile. Per un paese che conta 8mila chilometri di costa, il mare è fonte di sviluppo, di coesione sociale e inestimabile patrimonio ambientale. Va difeso e tutelato". Così il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini in occasione della Giornata del mare e della cultura marinara. "Per questo, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, abbiamo dedicato particolare attenzione allo sviluppo dei porti e al rinnovo della flotta in chiave sostenibile, in linea con le indicazioni europee e con il Green Deal". Giovannini ricorda "l'impegno encomiabile della Guardia Costiera nell'assicurare la regolarità e la sicurezza del trasporto marittimo, le attività di soccorso per il salvataggio di vite umane e per la difesa dell'ecosistema marino". Il ministro ha sottolineato anche l'importanza dell'opera di sensibilizzazione e diffusione della cultura del mare che la Guardia Costiera svolge con continuità e in collaborazione con altre istituzioni, tra cui le attività promosse su tutto il territorio nazionale per informare ed educare i giovani e gli utenti del mare sui principi della sicurezza e della tutela ambientale.

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Mafia: in carcere ex geometra comunale a Santa Ninfa

Condannato con accusa di essere "postino" di Messina Denaro

Legalità & Scuola Altre News
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(ANSA) - MARSALA, 10 APR - Divenuta definitiva la condanna a 12 anni di carcere per associazione mafiosa, inflittagli prima dal Tribunale di Marsala e poi confermata dalla Corte d'appello di Palermo, Ugo Di Leonardo, 79 anni, ex geometra del Comune di Santa Ninfa (Tp), fino a ieri ai domiciliari, è stato rinchiuso nel carcere di Trapani. Ad arrestarlo sono stati i carabinieri del centro belicino, in esecuzione dell'ordine di carcerazione emesso dall'ufficio Esecuzioni penali della Procura della repubblica di Marsala. Di Leonardo era rimasto coinvolto nell'operazione antimafia "Ermes" del 3 agosto 2015 (fino a quel momento era incensurato), che fece luce su una rete di presunti "postini" al servizio del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. L'indagine "Ermes", coordinata dalla Dda di Palermo, era sfociata nell'arresto di undici persone ritenute "esponenti di vertice delle famiglie di Cosa Nostra della provincia trapanese.
    Di Leonardo, insieme ad altri, venne condannato dal Tribunale di Marsala il 22 dicembre 2017. La sentenza fu confermata in appello il 23 ottobre 2020 e lo scorso 8 marzo è divenuta definitiva. "Il centro di smistamento dei pizzini' - hanno spiegato gli investigatori - si trovava in un casolare, nelle campagne tra Mazara del Vallo, Salemi e Castelvetrano" e D Leonardo è "risultato essere appartenente al sodalizio mafioso 'Cosa Nostra', organico alla famiglia di Partanna (Tp), ed inserito nella riservata rete di trasmissione dei 'pizzini' provenienti da e diretti al latitante Messina Denaro Matteo".
    (ANSA).
   

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Venanzoni, si stringe il cerchio intorno alla nuova fisica

A un passo da un mondo nuovo

Scienza & Tecnica Fisica & Matematica
Chiudi Il Fermilab, il centro di ricerca americano sulla fisica delle particelle (fonte: Reidar Hahn/Fermilab) (ANSA) Il Fermilab, il centro di ricerca americano sulla fisica delle particelle (fonte: Reidar Hahn/Fermilab)

Siamo a un passo da un mondo nuovo. D'ora in poi il cerchio intorno alla nuova fisica e' destinato a stringersi perche' , dopo l'annuncio del Fermilab, comincia una fase di ricerca ancora piu' avvincente e difficile. "La misura di altissima precisione che abbiamo ottenuto con il nostro esperimento era attesa da molto tempo", dice all'ANSA Graziano Venanzoni, uno dei promotori e co-portavoce dell'esperimento Muon g-2 del Fermilab, ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Le misure prodotte dall'esperimento sono un punto di partenza: "il materiale che abbiamo ci offre gia' un possibile spiraglio verso una nuova fisica" e questo rende ancora piu' grande "l'attesa dei risultati che in futuro potranno arrivare delle analisi sui vari set di dati gia' acquisiti dall'esperimento e di quelli che verranno raccolti nel prossimo futuro", osserva Venanzoni.

Il lavoro che adesso attende i ricercatori consistera' nel raccogliere nuove misure per restringere progressivamente il campo delle ipotesi, scartando via via le teorie che non corrispondono a quanto si osserva: e' un lavoro di accerchiamento, quello che i fisici si preparano ad affrontare per portare alla luce fenomeni nuovi e particelle ancora ignote, che non sono previsti dall'attuale teoria di riferimento della fisica, il Modello Standard. "L'esperimento del Fermilab offre un suggestivo indizio che ci sia della fisica nuova; per capire di che fisica si tratta bisogna confrontare le teorie che spieghino non solo il nostro risultato ma anche i risultati degli altri esperimenti, come quelli dell'acceleratore Lhc del Cern. E' la base del metodo scientifico".

Mentre nuovi esperimenti continuano a farsi largo verso fenomeni mai visti, i fisici teorici propongono nuovi modelli e ne eliminano degli altri. "Si pensa, per esempio, che nuove particelle possano avere energie piu' alte rispetto a quelle finora scoperte e che, nel vuoto possano dare effetti", prosegue il fisico. "Un altro sviluppo interessante e recente - aggiunge - e' legato alle teorie sulla composizione dell'universo", composto appena per il 5% dalla materia a noi nota e per il restante 95% da qualcosa di ancora sostanzialmente ignoto che chiamiamo 'materia oscura' e 'energia oscura'.

Si cercano particelle misteriose, come i 'fotoni oscuri', che "potrebbe essere i portatori di forze sconosciute e quindi possibili mediatori fra la nostra fisica e una fisica che non conosciamo". In altre parole "si cerca un link fra quello che vediamo e i problemi aperti della fisica".

L'esperimento del Fermilab continuera' a cercare nuovi indizi anche perche' , osserva Venanzoni, "finora abbiamo analizzato solo il 6% dei dati attesi in totale e abbiamo la possibilita' di migliorare questa misura. Fra uno o due anni ci aspettiamo di avere una misura, migliore rispetto a questa di un fattore 2. Se questi dati futuri dovessero confermare la misura attuale, avremo un'alta probabilita' di annunciare una scoperta. Ci aspetta un futuro molto eccitante".

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Domenico Gatti direttore Apollo Vredestein Europa sud-ovest

Altre nomine nella stessa area, Ludovic Billot e Simone Casetta

Motori I protagonisti
Chiudi Domenico Gatti direttore Apollo Vredestein Europa sud-ovest (ANSA) Domenico Gatti direttore Apollo Vredestein Europa sud-ovest

 Apollo Vredestein, che è uno dei principali produttori europei di pneumatici di fascia alta, ha nominato l'italiano Domenico Gatti direttore del nuovo cluster per l'Europa sud-occidentale che comprende Spagna, Portogallo, Italia e Francia. Gatti è laureato alla Università del Sacro Cuore d Milano ed ha ottenuto un Master alla SDA Bocconi.
    Ha iniziato la sua carriera in Pirelli, dove in quasi 20 anni ha guidando le attività commerciali in una serie di importanti mercati in Sud America ed Europa. Successivamente ha lavorato per Prometeon in Brasile come chief commercial officer ed è poi passato a FinTyre Group, dove ha ricoperto diversi ruoli come senior manager fino a diventare chief operations officer della divisione Tyre Retail. Nel gennaio del 2020 è entrato in Apollo Vredestein.
    Comunicati anche altri cambiamenti all'interno della regione, con la creazione del nuovo ruolo di cluster customer care manager per l'Europa sud-occidentale assegnato a Ludovic Billot, in precedenza country manager per Spagna e Portogallo, Apollo Vredestein accoglie nella nuova squadra anche Simone Casetta, sales manager per Spagna e Portogallo. Casetta coordinerà le attività di vendita nei due paesi e collaborerà con altri team commerciali locali per sviluppare e realizzare gli obiettivi di vendita a lungo termine. 
   

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Bjorn Annwall nuovo chief financial officer di Volvo Cars

Succede a Carla De Geyseleer che lascia per motivi personali

Motori I protagonisti
Chiudi Bjorn Annwall nuovo chief financial officer di Volvo Cars (ANSA) Bjorn Annwall nuovo chief financial officer di Volvo Cars

Dal prossimo 19 aprile Bjorn Annwall sarà il nuovo chief financial officer (CFO) di Volvo Cars, la Casa automobilistica svedese di proprietà del Gruppo cinese Geely. Annwall succede a Carla De Geyseleer, che ha deciso di dimettersi dalla sua posizione per motivi personali.
    Entrato in azienda nel 2015, Bjorn Annwall è membro del team di gestione esecutiva di Volvo Cars ed è capo della regione EMEA dal 2019. Prima di entrare in Volvo Annwall è stato un manager di McKinsey & Co, la società di consulenza gestionale globale, dove ha lavorato a stretto contatto con Volvo Cars per cinque anni e ha implementato un programma di trasformazione globale in seguito all'acquisizione dell'azienda nel 2010 da parte di Zhejiang Geely Holding, il principale gruppo automobilistico privato cinese .
    "Sono lieto di annunciare Bjorn come nostro nuovo chief financial officer - ha affermato Håkan Samuelsson, Ceo di Volvo Cars - È un leader moderno con una vasta esperienza di Volvo Cars e una profonda conoscenza strategica della nostra rapida trasformazione. Questo lo pone in una posizione eccellente per supportare la crescita continua e le prestazioni finanziarie della nostra attività". 
   

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Viaggi e passioni del principe Filippo nella serie The Crown

Galles, Scozia, Kenya e Londra, i luoghi del duca di Edimburgo

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LONDRA - Durante una cena di gala con attori e registi il principe Filippo, duca di Edimburgo, confessò di non aver mai visto la serie televisiva The Crown. Ma di sicuro seppe che la regina Elisabetta amava guardarla con il figlio Carlo, soprattutto gli episodi della prima stagione. Quel che è certo è che la fortunata fiction prodotta da Netflix dal 2016 ha incollato milioni di spettatori al piccolo schermo, tutti a seguire le rivalità politiche, le vicende storiche, i cambiamenti della società inglese e l'amore tra la regina Elisabetta II e il consorte, sir Philip Mountbatten. In attesa della quinta stagione della serie tv, ecco un breve omaggio all'uomo alto, autoironico e spontaneo che nel 1947 sposò Elisabetta II, rinunciando alla carriera militare e al titolo di principe di Grecia e Danimarca, accettando di vivere sempre un passo dietro alla regina. Veri o presunti che siano i tradimenti del principe, quella tra Philip Mountbatten e la regina è indiscutibilmente una delle più lunghe e intense storie d'amore, durata fino al 9 aprile, giorno della scomparsa del duca di Edimburgo. Nella serie tv la spettacolare cattedrale di Ely, nel Cambridgeshire, viene utilizzata per rappresentare l'abbazia di Westminster nel giorno del matrimonio della regina Elisabetta e del principe Filippo.

L'edificio, datato 1083 d. C., è stato spesso usato per riprese cinematografiche e sempre per rappresentare Westminster. Nella seconda stagione, e poi anche nella quarta, il principe Filippo, sempre più insofferente per il suo ruolo secondario nel matrimonio reale, è a bordo del Britannia, imbarcazione con cui per 5 mesi gira il mondo nei Paesi del Commonwealth rappresentando la famiglia reale. Molte scene sono state girate veramente sullo yacht reale, attraccato a Leith, vicino a Edimburgo; il Britannia, infatti, è stato l'imbarcazione reale per più di 40 anni.

Woodchester Mansion, dimora gotica situata nel Gloucestershire tra le colline delle Cotswolds, nella serie tv diventa il college gallese del giovane Filippo e poi del figlio Carlo. L'edificio è stato realizzato da un giovane architetto locale, Benjamin Bucknall di Rodborough, in stile neogotico usando la locale pietra calcarea. Ma il capolavoro è incompiuto: all'interno, infatti, mancano pavimenti e soffitti che nella serie tv sono stati ricostruiti. Gli interni di Buckingham Palace, dove è ambientata la maggior parte della fiction, sono stati filmati nella Lancaster House, un'alternativa perfetta per i sontuosi arredi e le maestose sale di rappresentanza. Ex residenza nobile, oggi la casa è aperta a eventi e soprattutto a location per il cinema.

Molte scene sono state girate anche a Wilton House, nella splendida campagna del Wiltshire, vicino Salisbury. Le scene del viaggio di Filippo e della giovane Elisabetta, non ancora regina, in Kenya nel 1956 per un safari, in realtà furono girate in Sudafrica, a Città del Capo. Le scene di pesca, passione del principe Filippo assieme a quella per il volo, sono state riprese nelle suggestive Highlands scozzesi, lungo i fiumi e le vallate verdi del Paese. Sempre in Scozia sono state usate come location anche le rovine del castello di Slains su una scogliera che si affaccia sul Mare del Nord, nell'Aberdeenshire. Nel castello, ricco di storia, e sulla pittoresca Cruden Bay, a breve distanza, sono state girate molte scene della serie tv.

Acquistato per la regina Vittoria dal principe Albert nel 1852, il castello di Balmoral, sempre nell'Aberdeenshire, è da allora la dimora scozzese della famiglia reale britannica. Sebbene Balmoral compaia in The Crown, le scene sono state girate nell'Ardverikie Estate, una tenuta baronale scozzese del XIX secolo che si trova a Kinloch Laggan, nel cuore delle Highlands scozzesi. Qui e nelle tenute reali di Sandringham House il principe Filippo mette spesso in mostra la sua passione per la caccia ai fagiani e ai cervi rossi. 

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Audi rinnova accordo partnership con Confindustria Servizi

Vantaggi per gli associati e presenza brand a eventi e congressi

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Chiudi Audi rinnova accordo partnership con Confindustria Servizi (ANSA) Audi rinnova accordo partnership con Confindustria Servizi

Coerentemente con la propria visione che pone l'uomo al centro delle proprie attività e che prevede soluzioni specifiche per ciascun canale di vendita, Audi ha rinnovato l'accordo di partnership con Confindustria Servizi.
    L'intesa stipulata fra le due realtà prevede la creazione di servizi e soluzioni commerciali in esclusiva che vanno incontro alle specifiche esigenze di gestione della mobilità d'impresa, comprendendo anche l'importante area del service.
    Grazie all'accordo per tutti gli associati di Cinfindustria saranno attivi un numero verde e una e-mail dedicata per rispondere alle esigenze commerciali e di mobilità.
    Audi e Confindustria - si legge nella nota - condividono la stessa visione: quella di un'innovazione culturale ancora prima che tecnologica, capace di creare valore per le persone e per la comunità. Un cambio di prospettiva che mette la sostenibilità e la consapevolezza al centro dell'idea di mobilità traducendo l'attitudine di Audi al futuro. Un futuro sostenibile di chi ha scelto di guardare al domani attraverso le azioni concrete della propria impresa.
    Nel dettaglio, l'offerta commerciale riservata agli associati di Confindustria include la possibilità di un leasing finanziario comprensivo di pacchetto di manutenzione della vettura con un tasso di interesse dell'1,49%, In caso di noleggio, sarà applicato una riduzione aggiuntiva del canone di 35 euro rispetto alle tariffe di noleggio a lungo termine previste ad oggi.
    Per accompagnare il cliente in tutte le fasi di vita della vettura, le proposte Audi comprendono un'offerta service che include quindi la manutenzione ordinaria e straordinaria per il noleggio a lungo termine, mentre per il leasing finanziario è previsto un piano di manutenzione prepagato che garantisce la qualità del servizio Audi a un prezzo fisso.
    Con questa partnership Audi conferma la sua forte presenza nel mondo flotte e la molteplicità di soluzioni taylormade.
    L'articolata offerta consente ampia libertà di scelta come la possibilità di spaziare tra soluzioni tecniche differenti, servizi finanziari con contenuti personalizzabili e servizi after sales anche da remoto.
    In particolare, la maggiore digitalizzazione del processo di vendita e dei servizi accelerata dalle contingenze ha consentito di sviluppare nuovi strumenti di relazione digitali quali Audi LiveRoom per l'interazione con il personale di vendita e il pick-up & delivery gratuito.
    La collaborazione tra Audi e Confindustria prevede anche una partnership negli appuntamenti sul territorio in format digitale, ma anche nei convegni di portata nazionale, in occasione dei quali la Casa dei Quattro Anelli avrà un ruolo attivo e presente come partner dei meeting. I principali appuntamenti saranno i seminari di presentazione dei Rapporti del Centro Studi, il Forum Nazionale della Piccola Industria, Connext 2021 e i due Convegni dei Giovani Imprenditori. Il calendario completo e ulteriori informazioni sulla partnership sono disponibili su https://myaudi.it/it/audi-e-confindustria.
 
   

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Designer francese Robert Opron scomparso all'età di 89 anni

Ha firmato Simca Fulgur, Citroen SM, Citroen CX e Renault Espace

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Chiudi Designer francese Robert Opron scomparso all'età di 89 anni (ANSA) Designer francese Robert Opron scomparso all'età di 89 anni

 Il celebre designer automobilistico francese Robert Opron è scomparso all'età di 89 anni, ad Antony, nel dipartimento Hauts-de-Seine, per le conseguenze del coronavirus. Aveva lasciato l'attività nel 2000 ma continuava ad essere una delle personalità di spicco nella cultura dell'architettura dei motori in Europa.
    Nato ad Amiens nel 1932, aveva trascorso un lungo periodo in Algeria, Mali e Costa d'Avorio, e solo all'età di vent'anni era rientrato in Francia per studiare belle arti e architettura.
    Dopo una esperienza nell'industria aeronautica nel 1957 era entrato nella Simca (Société Industrielle de Mécanique et de Carrosserie Automobile) fondata dall'italiano Enrico Teodoro Pigozzi realizzando tra l'altro l'avveniristico prototipo Fulgur. Esposta al Salone di Ginevra del 1958 ma anche agli Autoshow di New York e Chicago questa auto - si legge negli articoli dell'epoca "mostrava come sarebbero state le auto nel 2000, spinte da combustibile atomico, a comando vocale, guidate da radar e capaci di utilizzare ad oltre 150 km/h soltanto due ruote col corpo vettura stabilizzato da giroscopi". Nel 1962 Opron passò alla Citroen, dove crebbe professionalmente a fianco del 'genio' varesino Flaminio Bertoni, padre stilistico della Traction Avant, della 2CV e della DS. In quella fase della sua carriera Opron fece tesoro dell'importanza dell'aerodinamica, lavorando in particolare sulla parte anteriore delle auto e sulle soluzioni dei fari anteriori 'carenati' nel disegno stesso del frontale. Tra i suoi lavori il restyling della DS, che per l'anno-modello 1968 beneficiò dei fari carenati orientabili, la Citroen SM, sportiva di lusso con motore Maserati, la Citroen GS e la CX, cioè la berlina destinata a sostituire la DS. In un video di Car Design Archives disponibie su YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=uWXPIUe3hco&t=116s) descrive la creazione della CX nel 1974.
    Al momento della fusione di Citroen con la Peugeot Opron si separò dalla Casa del Double Chevron, passando al centro stile della Renault. Uno dei suoi primi significativi lavori fu il restyling della Alpine-Renault A310 e negli anni a seguire realizzò le carrozzerie della Renault 9, della Renault Fuego e della Renault 25. Uno dei suoi lavori più importanti per la Losanga - oltre alla concept car Vesta II che evidenziava la sua grande attenzione ai temi dell'aerodinamica - è stato il completamento della iconica Renault Espace, che era stata inizialmente disegnata da Antonis Volanis presso la Matra come un prodotto destinato a Peugeot. 
   

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Il dilemma del principe Harry, andrà al funerale?

'Mancherai molto' scrive. Farà di tutto per esserci, dubbi su Meghan

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Chiudi Il principe Filippo con il nipote Harry (ANSA) Il principe Filippo con il nipote Harry

Il dilemma di Harry: riunirsi alla Royal Family per il funerale del principe Filippo, magari lasciando in California la moglie Meghan incinta? I piani del secondogenito di Carlo e Diana sono ancora incerti - la notizia ha raggiunto i Sussex nella notte della California - ma per i media non ci sono dubbi: "Era molto vicino al nonno. Sarà lì, non importa quanto difficili siano le relazioni con gli altri Windsor", ha raccontato una fonte reale al New York Post, evocando la frattura creata dai due ribelli 'fuggiti' in America e culminata nell'intervista shock a Oprah Winfrey, quando Meghan ha accusato di razzismo la famiglia del marito.
"Grazie per la tua dedizione...Riposa in pace. Mancherai molto". Il principe Harry, assieme alla moglie Meghan Markle, ha dedicato questo tributo al nonno Filippo, pubblicando il messaggio sulla home page del sito di Archwell, l'organizzazione senza fini di lucro fondata dai due. Il messaggio, pubblicato in bianco su uno sfondo grigio, è completato dal tradizionale necrologio inglese "In loving memory of His Royal Highness, The Duke of Edinburgh 1921-2021".


"Farà il possibile per andare, soprattutto per star vicino alla nonna in questo terribili giorni", ha anticipato però un'altra fonte reale al Daily Mail.
Quanto a Meghan, si aspetterebbe il parere del medico: anche senza il Covid, un volo di 12 ore da Los Angeles a Londra potrebbe essere controindicato per la duchessa che aspetta una bambina la prossima estate.
Logistica a parte, la scomparsa di Filippo è tornata a evidenziare la faglia nei rapporti. Sempre più aperto sui traumi mentali di cui ha sofferto dopo la morte della madre, Harry soffre di sensi di colpa per aver abbandonato la famiglia in cui è cresciuto? I Sussex hanno lasciato Londra nel marzo 2020 ma il duca sarebbe dovuto tornare a fine giugno per le celebrazioni ufficiali del 95esimo compleanno della nonna (la cerimonia nota come 'Trooping the Colour'), i cento anni del nonno o in luglio, quando una statua di Diana sarà inaugurata a Kensington Palace: un progetto sostenuto da lui e dal fratello William.
    La Fox, che con Meghan ha sempre avuto il dente avvelenato, ha raccolto la palla al balzo attribuendo alle dichiarazioni dei due con la Winfrey l'aggravamento di Filippo. "Dicono che fosse andato su tutte le furie", ha insinuato il conduttore di Fox and Friends Brian Kilmeade, collegando la scomparsa del 99enne marito della regina all'intervista: "Stava cercando di riprendersi e gli è arrivata in testa questa tegola".
    In realtà, stando a quello che ha ripetutamente detto Harry, le relazioni con il patriarca della Royal Family non si erano mai guastate: Filippo, tra i primi membri della famiglia a dare il benvenuto al piccolo Archie, anche nel dopo Megxit aveva spesso parlato su Zoom con il nipote e la moglie. I quali avevano posto una condizione all'intervista con Oprah: se la salute del principe si fosse aggravata, la Cbs non avrebbe dovuto mandarla in onda. 
   

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Renault presenta i soci dell'ecosistema Software République

Sono Atos, Dassault Systèmes, STMicroelectronics e Thales

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Chiudi Renault presenta i soci dell'ecosistema Software République (ANSA) Renault presenta i soci dell'ecosistema Software République

 Dopo l'annuncio che Luca de Meo, Ceo del Gruppo Renault, ne aveva fatto in gennaio nel corso della presentazione del piano Renaulution, l'iniziativa denominata Software République è stata ufficializzata oggi alla presenza del numeri uno delle altre aziende partner delle Losanga. Con de Meo ne hanno parlato Elie Girard di Atos, Bernard Charlès di Dassault Systèmes, Jean-Marc Chery di STMicroelectronics e Patrice Caine di Thales.
    Cinque grandi aziende francesi, leader nei rispettivi settori - è stato annunciato - si alleano per creare un nuovo ecosistema finalizzato all'innovazione nel settore della mobilità intelligente. Unendo le le loro competenze complementari, Software République punta a sviluppare e commercializzare sistemi e software per offrire a città, regioni, imprese e privati cittadini una mobilità più ricca di opportunità e sostenibile.
    Una scelta che non è casuale, visto che il settore della mobilità 'sostenibile' è in forte evoluzione e offre nuove importanti opportunità. Secondo il Boston Consulting Group, entro il 2035 il mercato globale della mobilità crescerà del 60%, raggiungendo il valore di 11.000 miliardi di euro. Il principale fattore trainante di questa crescita è l'emergere di cambiamenti tecnologici radicali - veicoli elettrici, nuovi componenti, nuovi servizi post-vendita e altri servizi a valore aggiunto - la cui quota del mercato globale della mobilità aumenterà dal 5% al 45%.
    Come ha sottolineato Luca de Meo, Ceo del Gruppo Renault, durante la conferenza virtuale di presentazione, per Software République "non vi sarà alcun baricentro, il valore di ciascuno sarà amplificato dagli altri membri. Il know-how combinato in molteplici campi come sicurezza informatica, microelettronica, energia e gestione dati, ci consentirà di sviluppare soluzioni avanzate, uniche, finalizzate a una mobilità a basse emissioni, condivisa, responsabile e Made in Europe".
    I membri di Software République hanno individuato per il momento tre aree principali di cooperazione per sviluppare e commercializzare congiuntamente sistemi di mobilità intelligente, consentendo la realizzazione di un'offerta di mobilità adattata e agile. Si tratta dei sistemi intelligenti che facilitino la connettività sicura tra veicolo e gli ambienti digitale e fisico, dei sistemi di simulazione e gestione dati che ottimizzino i flussi relativi a territori e aziende e infine di un ecosistema per l'energia che semplifichi il momento della ricarica delle auto BEV.
    In particolare Software République sta lavorando ad un sistema 'Plug and Charge' potrebbe consentire a un'auto elettrica - di qualsiasi marca - di essere rilevata automaticamente e di poter effettuare la ricarica senza bisogno di alcun intervento da parte dell'utente.
    Per promuovere l'innovazione, Software République opererà anche per creare un fondo d'investimento per finanziare le start-up più promettenti e un incubatore di start-up nel campo delle tecnologie della mobilità intelligente, in cui queste imprese avranno accesso ad un ambiente sperimentale e di sviluppo virtuale collaborativo. Per il lancio dell'ecosistema per start-up e università, i partner della Software République stanno pianificando un data challenge per contribuire allo sviluppo delle tecnologie che renderanno possibile la mobilità del futuro: elettrica, connessa e autonoma.
    Inoltre - alla luce delle recenti criticità del settore delle forniture elettroniche - i partner della nuova 'allenza' del Made in France guardano con interesse allo sviluppo delle risorse da poter condividere nella ricerca e nella produzione. "Non stiamo aggiungendo competenze - ha detto de Meo - ma le stiamo moltiplicando". Ed ha aggiunto che "Software République si occuperà anche delle tecnologie e dei veicoli completi, calibrati sulle nuove esigenze del mercato".
    In tema di crisi dei microchip è poi intervenuto Jean-Marc Chery, presidente e Ceo di STMicroelectronics che h ribadito che l'azienda si è unita alla Software République "per far sì che le sue soluzioni e i suoi semiconduttore innovativi contribuiscano all'elettrificazione e alla digitalizzazione dei veicoli e dei servizi di mobilità". Nel ricordare che sta per partire un nuovo stabilimento per chip in Francia in cui sono stati investiti 2,5 miliardi di euro, il Ceo di STMicroelectronics ha detto che "la partnership al cuore di questo progetto contribuirà anche a "rafforzare i collegamenti in tutta la filiera del valore".
    Si tratta di un "aspetto chiave durante questa fase di trasformazione del settore industriale", un chiaro riferimento alle opportunità di 'fare squadra' per difendere il prodotto francese e in generale europeo dallo strapotere dei colossi asiatici e della Silicon Valley.
   

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Vaccini, ordinanza di Figliuolo: priorità agli over 80 e ai fragili

La curva epidemica in Italia è finalmente in decrescita: rt a 0,92

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Vaccini: a Genova aperto hub notturno (ANSA) Vaccini: a Genova aperto hub notturno

Firmata una nuova ordinanza del commissario straordinario Francesco Figliuolo: per i vaccini priorità agli over 80 e alle persone fragili. Il provvedimento, coordinato con il ministero della Salute, recepisce quanto indicato dal premier Mario Draghi ieri in conferenza stampa. Le categorie di priorità indicate dal ministero della Salute permangono ma vengono temperate con il criterio dell'età. Chi ha già iniziato il ciclo vaccinale lo terminerà. L'ordinanza, si legge nel testo, risponde all'esigenza "di dover procedere con la massima celerità a vaccinare coloro i quali, dalle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, risultano più vulnerabili qualora infettati dal virus SARS-CoV-2". In linea con il Piano nazionale del ministero della Salute approvato con decreto del 12 marzo 2021, la vaccinazione rispetta il seguente ordine di priorità: persone di età superiore agli 80 anni; persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni contenute alla Categoria 1, Tabella 1 e 2 delle Raccomandazioni ad interim, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari; persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria (l'ex AstraZeneca). Parallelamente a queste categorie, si legge, "è completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e sociosanitario, in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del Covid-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. A seguire, sono vaccinate le altre categorie considerate prioritarie dal Piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l'ordine indicato. Le persone, che hanno già ricevuto una prima somministrazione, potranno completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino".

La curva epidemica in Italia è finalmente in decrescita: l'indice di trasmissibilità è sceso sotto 1 toccando il valore di 0,92 ed anche l'incidenza dei casi di Covid-19 si è abbassata, ma si tratta di un'inversione di tendenza molto lenta. La situazione generale resta cioè ancora complessa, con le terapie intensive ed i reparti ospedalieri sempre in sovraccarico, ed il numero dei decessi si mantiene troppo alto. Oggi si segnalano 718 morti ma sul conteggio pesa un aggiustamento dei dati da parte della Sicilia per un totale di 258 decessi. Il monitoraggio settimanale della Cabina di regia fotografa quindi, come ha spiegato il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla consueta conferenza stampa al ministero della Salute, una situazione che vede l'Italia posizionarsi meglio dei vicini europei anche se siamo ancora molto lontani da un quadro di 'scampato pericolo'. La curva in Italia, ha spiegato Brusaferro, "ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c'è una ricrescita. C'è in Italia, cioè, una decrescita lenta e la maggioranza delle regioni ha numeri in calo per l'incidenza, tuttavia ve ne sono ancora alcune in crescita". Il raggiungimento del plateau, ha chiarito, "è una buona notizia ma comunque va detto che parliamo sempre di migliaia di ricoverati, quindi è un plateau su numeri alti. La notizia buona, però, è che i numeri non stanno crescendo". L'inversione di tendenza è segnalata innanzitutto dall'Rt nazionale a 0,92, contro lo 0,98 della scorsa settimana (anche se in 8 Regioni è ancora attualmente sopra l'1), e dall'incidenza pari a 185 casi su 100mila abitanti rispetto ai 232 precedenti, come evidenzia l'ultimo monitoraggio. Ma il dato negativo è la quota sempre troppo alta di morti, dal momento che questo è l'ultimo parametro che vedrà un decremento: "Oggi vediamo 18.938 nuovi positivi e decessi ancora elevati. In realtà però il dato delle morti non è 718 ma 460. Si tratta infatti di un aggiustamento perchè la Sicilia ha caricato dati antecedenti pari a 258 decessi. I decessi sono quindi 460, che resta comunque un numero ancora elevato", ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza in conferenza stampa. Secondo il bollettino quotidiano, inoltre, sale al 5,2% il tasso di positività (ieri era al 4,7%). Ad ogni modo, ha precisato Brusaferro, "in generale prima si muove Rt, poi incidenza e ricoveri e per ultimi si muovono i dati sulla mortalità. Quindi ci attendiamo che inizino a decrescere anche i decessi". A preoccupare, principalmente, è sempre la tenuta dei servizi ospedalieri. Nonostante una leggera diminuzione dei ricoveri giornalieri, infatti, la pressione resta alta ed i servizi sono sotto stress. Attualmente sono 3.603 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid, 60 in meno rispetto a ieri, mentre nei reparti ordinari sono ricoverate 28.146 persone, con un calo di 705 unità. Ma rimane alto il numero di Regioni e di province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica (15 contro le 14 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica del 30% e pari al momento al 41%, mentre il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 44% (sopra la soglia di allarme fissata al 40%). Insomma, ha concluso il presidente dell'Iss, il quadro è ancora "complicato ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l'incidenza comunque troppo elevata e l'ampia diffusione di alcune varianti virali, che sono a maggiore trasmissibilità, richiedono al momento l'applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio".

La conferenza stampa

 

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Filippo di Edimburgo, il ritratto a luci e ombre nella serie "The Crown"

Prossima stagione sarà interpretato da Jonathan Pryce

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Chiudi Matt Smith - Filippo di Edimburgo in The Crown (Netflix): qui stagione 2. Nella foto Claire Foy (Elisabetta II) (ANSA) Matt Smith - Filippo di Edimburgo in The Crown (Netflix): qui stagione 2. Nella foto Claire Foy (Elisabetta II)

Filippo di Edimburgo ha lasciato un'impronta indelebile sulla famiglia reale britannica e sul Regno Unito, ma per l'immaginario dell'America e il resto del mondo la figura del marito della Regina e' incastonata nella pluripremiata serie "The Crown", prodotta da Peter Morgan e in onda dal 2016 su Netflix.
    Accanto a Claire Foy e Olivia Colman che si sono succedute nella parte di Elisabetta, Matt Smith ("Doctor Who") e Tobia Menzies di "Game of Thrones" hanno tracciato un ritratto di Filippo a luci e, soprattutto nelle prime due stagioni, ombre.
    Il Filippo di Smith e' spesso crudele con Elisabetta, geloso del suo potere e della fama, insofferente del suo ruolo sempre un passo indietro alla moglie, freddo con i figli, in particolare con il primogenito Carlo. La serie suggerisce infedelta' alla Regina (sempre smentite da Buckingham Palace) prima e durante il giro del mondo da solo del 1956 e un suo coinvolgimento nel celebre scandalo Profumo che all'inizio degli anni Sessanta scosse la buona societa' britannica.
    Piu' positivo il Filippo di Menzies che ha messo in luce il lato umano del principe, alle prese con problemi emotivi della mezza eta' e che si riconcilia con la madre, la principessa Alice Battenberg, diventata suora in un monastero ortodosso.
    Memorabile l'episodio sullo sbarco sulla Luna e l'incontro a Buckingham Palace con gli astronauti dell'Apollo cosi' come la commozione del principe con gli abitanti del villaggi minerario di Aberfan nel Galles dopo la frana di una miniera di carbone in cui persero la vita 28 adulti e 126 bambini.
    "The Crown" non ha ancora finito di raccontare la storia della royal family e non e' chiaro se e come la scomparsa di Filippo influenzera' le scelte della produzione: le riprese della quinta stagione cominceranno a luglio e una sesta stagione e' stata confermata da Netflix, con Jonathan Pryce (Papa Francesco nei "Due Papi") nella parte del principe accanto a Imelda Staunton (Elisabetta) e Lesley Manville (Margaret).

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Formula E, Buemi e Rowland pronti alla gara di Roma

Piloti Nissan e.dams ai nastri di partenza sul circuito dell'Eur

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Chiudi Formula E, Buemi e Rowland pronti alla gara di Roma (ANSA) Formula E, Buemi e Rowland pronti alla gara di Roma

 Sessantatrè gare, 13 vittorie e 29 podi. Sono questi i numeri di Sebastien Buemi, veterano della Formula E ed ex campione, che assieme all'inglese Oliver Rowland (27 gare, una vittoria e tre podi), forma il team piloti della Nissan e.dams.
    Partendo dalle prestazioni che hanno avuto nella stagione precedente, i due piloti hanno guidato la nuova auto "ispirata al kimono'' del team nel 2019/20. Dopo una partenza lenta nel campionato, Buemi ha fatto guadagnare a Nissan il suo primo podio al Round 4 di Città del Messico, con un terzo posto.
    ''Oli e Seb hanno mantenuto un buon passo a Diriyah - ha dichiarato Olivier Driot, Co-Team Principal di Nissan e.dams - Abbiamo raggiunto un buon punteggio nei primi due round della stagione, ma credo che il team possa ottenere un risultato generale ancor più soddisfacente. È con questo spirito che intendiamo affrontare la pista di Roma e speriamo di rivedere presto i nostri appassionati fan non appena le circostanze lo permetteranno''.
    Lo svizzero e l'inglese arrivano a Roma, un un tracciato rinnovato rispetto al passato, nel cuore della Città Eterna.
    L'emozione è forte così come un po' di nostalgia dei campionati pre Covid: ''Con la pandemia tutto è cambiato - ha spiegato Boemi nel corso della tavola rotonda digitale - Gareggiare in presenza del pubblico fa davvero la differenza. Speriamo di tornare presto alla normalità''. Poi sulla gara: ''Sono stato un po' sfortunato a Diriyah e non ho ottenuto i risultati sperati.
    Ad ogni modo, sono soddisfatto del mio tempo di gara e della velocità ed efficienza dell'auto da corsa. La scorsa volta a Roma sono arrivato quinto e mi sento sicuro in pista: questo weekend punto a un buon risultato''.
    Anche Rowland, che la scorsa edizione è arrivato sesto sul circuito dell'Eur (Buemi era giunto in quinta posizione), è adrenalinico in attesa della gara di domani: ''Alla due-giorni di Diriyah abbiamo portato a casa un buon punteggio, ma forse avremmo potuto fare ancora di più. Ero a mio agio al volante e abbiamo mantenuto un buon passo di gara. Ricordo bene la corsa di Roma della quinta stagione: ho tagliato il traguardo in sesta posizione, ma questa volta cercherò di risalire la classifica''.
    Nella sua prima stagione, il team ha ottenuto un secondo posto nel campionato dei team dopo sei podi, sei pole position e 16 presenze in qualifica Super Pole grazie a Buemi e Rowland, rendendo Nissan e.dams il migliore team delle qualifiche nel campionato. Il team ha concluso la stagione con la sua prima vittoria in assoluto durante l'ultimo weekend di gara a New York.
    Il team Nissan è il primo costruttore giapponese a partecipare al campionato ed è leader mondiale nella progettazione e produzione di automobili completamente elettriche. Con oltre 365.000 veicoli Nissan Leaf venduti dal debutto del modello nel 2010, la Nissan si è avvalsa dell'esperienza maturata con i veicoli elettrici per sviluppare il nuovissimo propulsore per la sua auto da gara di Formula E. A loro volta, gli insegnamenti acquisiti direttamente dalla pista consentiranno di modellare la prossima generazione di veicoli elettrici della casa automobilistica giapponese.
    La coppia di piloti del team Nissan è stata messa alla prova nel finale di stagione di sei gare disputate a Berlino: Buemi ha conquistato tre podi e Rowland ha aggiunto anche la sua prima vittoria in Formula E. Una serie di risultati che ha consentito alla Nissan e.dams di raggiungere il secondo posto nella classifica dei team. 
   

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Caterina Caselli, 75 anni d'avanguardia nella musica

Dagli anni Casco d'oro alla scoperta di talenti, ultimo Madame

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Chiudi Caterina Caselli oggi (ANSA) Caterina Caselli oggi

Come spesso accade, anche la carriera di Caterina Caselli è decollata grazie a un colpo di fortuna.
    Era il 1966 e Caterina, che il 10 aprile festeggia il 75mo compleanno, aveva vent'anni, una breve gavetta come bassista nelle balere e un festival di Castrocaro alle spalle. Si avvicinava Sanremo e Adriano Celentano decise di partecipare con "Il ragazzo della via Gluck" scartando il brano già scritto per lui. Quella canzone era "Nessuno mi può giudicare" e fu affidata proprio a quella ragazza così affine al mondo del rock. Per l'occasione lo studio Vergottini, che all'epoca dettava legge in fatto di acconciature, studiò per lei un caschetto biondo. Il festival lo vinsero Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti con "Dio come ti amo" ma "Nessuno mi può giudicare" vendette un milione di copie e occupò per undici settimane il primo posto della classifica. Nel frattempo, nell'epoca della Tigre di Cremona, l'Aquila di Ligonchio e la Pantera di Goro era nata Casco d'oro, mutuando il titolo da un film con Simone Signoret.
    Da quel momento Caterina Caselli diventa una star del Beat italiano, la voce femminile più vicina al rock'n'roll, se si pensa che ha cantato le cover italiane di "Paint it Black" dei Rolling Stones ("Tutto nero"), "I Put A Spell On You" di Screamin' Jay Hawkins ("Puoi farmi piangere") e che "Sono bugiarda", uno dei suoi successi storici, è la cover di "I'm a Believer", la super hit dei Monkees scritta da Neil Diamond.
    Tra i brani che la consegnano alla storia di quegli anni "Perdono", vincitrice del Festivalbar.
    Nel 1968 Paolo Conte e Vito Pallavicini scrivono per lei "Insieme a te non ci sto più", un capolavoro, una delle più belle canzoni della musica italiana.
    La sua carriera di cantante non dura oltre gli anni '70: nel 1975 annuncia il suo ritiro dal palcoscenico. Tornerà a cantare in poche occasioni: al festival di Sanremo del 1990, dove si esibì in coppia con Miriam Makeba e nel 2012 nel concerto per sostenere le popolazioni emiliane colpite dal terremoto. Nel 2009 aveva partecipato al progetto "Artisti Uniti per l'Abruzzo".
    Caterina Caselli è infatti destinata a diventare una protagonista del management musicale alla guida del gruppo Sugar, l'azienda fondata da Ladislao Sugar e poi passata al figlio Pietro che nel frattempo aveva sposato la Caselli.
    L'ex "Casco d'oro" si rivela una manager con un fiuto sensibilissimo per i nuovi talenti e una visione (è stata tra le prime a battersi per la legge sulla musica e le quote musicali nella programmazione radiofonica) che ha pochi confronti tra chi fa il suo mestiere: tra le sue scoperte, per citare qualche nome, Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, gli Avion Travel, Malika Ayane, Raphael Gualazzi, ora anche Madame.
    In coincidenza con il compleanno Raiplay proporrà le sei puntate di "Diamoci del tu", un programma condotto sulla Rai insieme a Giorgio Gaber dal 27 marzo al primo maggio del 1967. Un classico delle teche Rai per studiare il mondo Beat. C'è la prima apparizione televisiva di Francesco Guccini, insieme a un giovanissimo Franco Battiato, Ornella Vanoni che recita i versi di Umberto Saba, Gino Paoli, Arnoldo Foà, i Byrds La prima puntata, quella del 27 marzo 1967, si snoda tra esibizioni (Sandie Shaw, Equipe 84), balletti, la tribuna semi-seria dedicata ai gusti dei giovani, canzoni dei padroni di casa e persino un intermezzo poetico a cura di Valeria Moriconi e Corrado Pani. Le successive ospitano altri grandi della canzone italiana, come Fausto Leali, Little Tony e Gino Paoli.
    Un bell'omaggio a una delle prime donne capaci di rompere il soffitto di cristallo nell'industria della musica italiana.
    (ANSA).
   

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Mosca, Sputnik meno efficace con ceppo isolato in Sudafrica

Gintsburg, (Gamaley), ma meglio di altri vaccini contro Covid-19

Salute & Benessere Medicina
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(ANSA) - MOSCA, 09 APR - Il vaccino russo Sputnik V contro il Covid-19 è meno efficace nel contrastare la variante della malattia riscontrata per la prima volta in Sudafrica alla fine del 2020, ma ha comunque risultati migliori di altri vaccini: lo dice all'agenzia Interfax Aleksandr Gintsburg, il capo del Centro Gamaleya che ha sviluppato il vaccino Sputnik V.
    "Parlando della variante sudafricana - ha affermato Gintsburg - gli antigeni dello Sputnik V sono meno efficaci contro di essa, come per ogni altro vaccino. Comunque, gli anticorpi prodotti in seguito alla vaccinazione con Sputnik V mostrano metà della riduzione se confrontati con altri vaccini. Questo - sostiene sempre Gintsburg - significa che Sputnik V è di gran lunga preferibile in questo senso". (ANSA).
   

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Covid: studio,mortalità aumenta con nutrizione non adeguata

Analisi clinici Pavia e Milano su 222 pazienti terapia intensiva

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(ANSA) - PAVIA, 09 APR - "Un inadeguato apporto nutrizionale durante il ricovero in terapia intensiva è associato a un maggiore tasso di mortalità per i pazienti affetti da Covid-19": è la conclusione dello studio, pubblicato su "Clinical Nutrition", condotto da un gruppo di clinici e ricercatori della Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia e della Fondazione Ca' Granda Ospedale Maggiore di Milano sui pazienti affetti da Covid-19, ricoverati in terapia intensiva.
    Lo studio è stato condotto nel corso della prima ondata del 2020 ed ha coinvolto 222 pazienti ricoverati nelle terapie intensive dei due Policlinici. I ricercatori hanno osservato che "chi ha potuto ricevere entro i primi quattro giorni di ricovero un supporto nutrizionale, principalmente per via enterale, adeguato ai fabbisogni calorici stimati, ha evidenziato una minore mortalità". I risultati hanno, inoltre, confermato che "l'obesità moderata è associata a un più alto rischio di mortalità, mentre quella grave sembra comportare anche un significativo ritardo nello svezzamento dalla ventilazione artificiale invasiva".
    Per Riccardo Caccialanza, direttore dell'Unità di Nutrizione Clinica del San Matteo di Pavia, "garantire un adeguato supporto nutrizionale ai pazienti in terapia intensiva è, ancor oggi, spesso problematico a causa della severità delle condizioni cliniche e metaboliche dei pazienti ricoverati, a maggior ragione in una patologia complessa come il Covid-19. (ANSA).
   

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Suzuki, al via campagna Service Tasso Zero

Fino al 31 maggio per controlli, riparazioni e altri servizi

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Nuova iniziativa firmata Suzuki per una migliore manutenzione dell'auto. La casa di Hamamatsu ha infatti studiato, in collaborazione con Agos, la campagna 'Service Tasso Zero', che consente ai clienti Suzuki di recarsi presso la rete dei concessionari e dei centri di assistenza ufficiali convenzionati con Agos, per poter eseguire gli interventi post vendita e di saldare l'importo sottoscrivendo un finanziamento dedicato a condizioni agevolate. In pratica, sarà sufficiente recarsi presso le officine della rete Suzuki entro il prossimo 31 maggio per effettuare controlli, riparazioni o tagliandi oppure per acquistare pneumatici o accessori, per usufruire di un'alternativa pratica e vantaggiosa al saldo immediato. Il cliente potrà aderire alla campagna 'Service Tasso Zero', saldando l'importo in rate mensili. L'iniziativa riguarda anche i servizi post vendita, come i contratti di estensione di garanzia o i pacchetti di manutenzione programmata, che possono essere sottoscritti dilazionando il pagamento. Il finanziamento pensato da Suzuki Finance, in collaborazione con Agos, può essere attivato, con costi azzerati e senza anticipo (TAN 0,0% - TAEG 0,0%), per qualsiasi cifra compresa tra i 200 e i 1500 Euro, IVA inclusa. Il cliente deciderà poi in quale dilazione, da 6 a 10 rate mensili, potrà saldare l'importo finanziato.

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Ducati Motor Holding, Henning Jens nuovo CFO

Come Chief Financial Officer subentra a Oliver Stein

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Cambio di cariche in casa Ducati, dove dal 1 aprile Henning Jens è il nuovo Chief Financial Officer e Membro del Consiglio di Amministrazione di Ducati Motor Holding, assumendo la responsabilità dei settori Finanza, Controlling e IT della casa motociclistica bolognese. Jens subentra a Oliver Stein, che ha terminato il suo mandato in Ducati e ha accettato un nuovo incarico come CFO di Audi Bruxelles. Tra le principali attività passate di Jens, negli anni Novanta c'è quella presso Airbus Industries, dove lavora su diversi progetti di aerei nel dipartimento di Strategia Aziendale. Tra il 1996 e il 2002 dirige l'area di Controlling per la Ricerca e lo Sviluppo di Airbus e diventa poi il Project Leader Finanziario del programma Airbus A380 a Tolosa, in Francia. Nel 2002 si sposta nel settore dell'automotive entrando a far parte del W. Karmann Group, in Germania, per cui è Membro del Consiglio di Amministrazione nella posizione di Capo delle Finanze e del Controlling, con responsabilità per la holding tedesca e le filiali internazionali.
    Nel 2010 Jens entra invece nel Gruppo Volkswagen e fonda una nuova società, la Volkswagen Osnabrueck GmbH, di cui è Membro del Comitato Esecutivo e dirige i dipartimenti Finanziario, IT e Acquisti. Negli anni seguenti, l'azienda contribuisce alla produzione dei modelli VW Golf Cabrio, VW Tiguan, VW XL1 e Porsche Boxter, Cayman e Cayenne. Nel marzo 2016, Jens diventa Direttore Finanziario del Gruppo Volkswagen Sudafrica e della regione dell'Africa subsahariana, includendo successivamente anche la responsabilità della Strategia Aziendale. 

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Jaguar Racing, sulle strade di Roma con la Formula E

Sam Bird e Mitch Evans a caccia di punti nella gara italiana

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Ultimi preparativi in casa Jaguar Racing prima di scendere sulle strade di Roma. Il team del 'giaguaro' sarà infatti tra i protagonisti dei due nuovi round dell'ABB FIA Formula E World Championship, che si svolgeranno sul circuito cittadino della Capitale domani, sabato 10 aprile alle ore 16, e domenica alle ore 13. È la prima volta che Jaguar Racing torna a Roma dall'aprile 2019, anno in cui il team britannico aveva potuto festeggiare la sua prima vittoria in Formula E con Mitch Evans e la prima vittoria assoluta di Jaguar nelle competizioni motoristiche dal 1991. Sul circuito di Roma, nel quartiere dell'Eur, Sam Bird, che nel 2018 ha vinto l'e-prix italiano, andrà a caccia di nuovi punti importanti per la classifica che vede attualmente in testa nella classifica del campionato a squadre e dopo la doppia gara di Diriyah in Arabia Saudita, proprio il team Jaguar Racing. "Abbiamo iniziato l'ABB FIA Formula E World Championship 2021 - ha dichiarato James Barclay, Team Director di Jaguar Racing - in modo molto positivo e, dopo le due eccellenti prestazioni di Mitch Evans e Sam in Arabia Saudita, siamo felici di essere in testa nella classifica del campionato a squadre. Per le qualifiche del Group 1, quella di Roma sarà un sfida molto impegnativa per entrambi i piloti e per questo non possiamo riposare sugli allori. La squadra ha lavorato duramente per molti giorni al fine di raggiungere la migliore condizione possible in vista della gara italiana. Dopo aver celebrato la nostra prima vittoria in Formula E all'e-prix di Roma del 2019, la Capitale d'Italia occupa un posto speciale nei nostri cuori e anche per questo cercheremo di far proseguire questo momento molto positivo." Occasione ghiotta, quindi, quella romana per Sam Bird che punta in alto. "Non vedo l'ora di gareggiare per la prima volta in Italia con il team Jaguar Racing - ha detto Bird - e di tornare in pista al volante della mia Jaguar I-TYPE 5. Abbiamo iniziato la nostra collaborazione in modo straordinario, ottenendo una fantastica vittoria a Diriyah. In passato Roma mi ha accolto alla grande, tanto che nel 2018 sono arrivato primo. Per le qualifiche del terzo round, io e Mitch siamo entrambi nel Group 1. Anche se non sarà affatto facile, daremo il massimo per consentire alla squadra di mantenere questa posizione di vantaggio." Ricordi romani speciali sono invece quelli di Evans. "L'E-Prix di Roma - ha detto il pilota - riporta alla mente dei ricordi molto speciali per tutti i componenti del team Jaguar Racing. Per me ha rappresentato la mia prima vittoria in Formula E e quelle fantastiche emozioni le ricorderò sempre per tutta la vita.
    Anche a Roma dobbiamo sfruttare lo slancio positivo inziato in Arabia Saudita e speriamo che tutto il duro lavoro fatto ci possa assicurare un grande risultato in pista".

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Peugeot Rifter, l'i-Cockpit mette al centro il conducente

Disponibile anche con il sistema Advanced Grip Control

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Nuovo Rifter è davvero un multispazio unico nel suo genere. Soprattutto per la sua peculiarità di ispirarsi liberamente al mondo dei suv.
    Tra le numerose novità a bordo, Rifter porta al debutto nel suo segmento quel concetto rivoluzionario inventato dalla casa del Leone e pensato per esaltare l'esperienza di guida. Il Peugeot i-Cockpit debutta su Rifter per aumentare ancor più il piacere di guida, elevare il controllo del veicolo (e quindi la sicurezza durante la guida) ed offrire un confort nettamente maggiore rispetto alla concorrenza perché, grazie al volante compatto, alla strumentazione visibile al di sopra del volante, braccia ed occhi si muovono di meno rispetto al caso di un posto guida tradizionale. A fine giornata si sente la differenza, eccome! Il Peugeot i-Cockpit caratterizza un abitacolo armonioso e decisamente moderno, che gioca sulla tecnologia tangibile, la qualità delle finiture di ottimo livello e la purezza delle linee, resa possibile dalla presenza di un grande touchscreen centrale che convoglia al suo interno i principali comandi dell'auto.
    Come detto, dal mondo dei suv tra ispirazione come design ma anche come tecnologia e dei suv Peugeot può adottare l'Advanced Grip Control, quell'innovativo sistema ideato da Peugeot per aumentare ancor più la motricità del veicolo su diversi fondi, ampliando ancor più il raggio di azione di Nuovo Rifter. I più avventurosi potranno uscire dai sentieri battuti ed esplorare nuove strade, selezionando la tipologia di fondo stradale attraverso un selettore posto sulla console centrale. Questa dotazione, abbinata ai pneumatici M+S (Mud & Snow), limita lo slittamento delle ruote ed aumenta la motricità su fondi a scarsa aderenza. È abbinata all'Hill Assist Descent Control (HADC), un sistema che permette di gestire in automatico la velocità del veicolo in discesa su forti pendenze, a prescindere dal fondo stradale, liberando il guidatore da situazioni di potenziale difficoltà. 
   

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Porsche 'Testarossa', lo strano caso dagli anni Ottanta

Un kit della svizzera Rinspeed trasformava la Porsche 930

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Era una Porsche ma per qualcuno poteva assomigliare anche ad una Ferrari Testarossa. Lo strano caso è quello che arriva dagli anni Ottanta con la storia della Porsche R69 Turbo Rinspeed, o come era meglio conosciuta in quel decennio, la 'Porsche Testarossa'. Il soprannome, ovviamente, non ha mai avuto niente di ufficiale ed è probabile ne l'una e ne l'altra casa fossero particolarmente felici della trovata.
    Fatto sta, che la vettura svizzera di produzione limitata, riuscì ad avere un suo piccolissimo mercato con una quota di una dozzina di esemplari costruiti per clienti distribuiti in tutta Europa. Ma andiamo per gradi: per ottenere una Porsche R69 Turbo Rinspeed, negli anni '80, era necessario per prima cosa procurarsi una Porsche 930, ovvero la variante turbo della Porsche 911. Una volta avuta la 930, la si poteva spedire in Svizzera presso l'officina Rinspeed, dove i tecnici si sarebbero messi al lavoro per trasformare la vettura con un kit pensato appositamente e liberamente ispirato alla Ferrari Testarossa. La R69 Turbo fu lanciata nel 1985, appena un anno dopo la presentazione della Testarossa da parte di Ferrari al salone dell'auto di Parigi del 1984. Rinspeed, invece, era stata fondata nel 1977 come Rinspeed Garage, dal nome del fondatore Frank M. Rinderknecht. Inizialmente l'azienda si concentrò sull'importazione di tetti apribili dagli Stati Uniti e sulla conversione di auto per renderle adatte ai conducenti disabili.
    Nel 1979 Rinspeed presentò però una sua versione di VW Golf Turbo basata sulla GTI. Con il progredire degli anni Ottanta l'azienda rivolse la propria attenzione verso la Porsche 911, presentando la Rinspeed R69 Turbo a metà degli anni '80 ad una reazione globale mista. Il kit in fibra di vetro per la R69 includeva una nuova sezione anteriore, nuove fasce laterali e una nuova coda. I fianchi erano chiaramente influenzati dalla Testarossa e anche il muso era trasformato con i fari presi in prestito dalla Porsche 944. 

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Morto il principe Filippo, aveva 99 anni

A fianco della regina per 73 anni, uscito di recente da ospedale

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E' morto il principe Filippo, 99enne consorte della regina Elisabetta, dimesso di recente dopo alcune settimane in ospedale a Londra a causa di una non meglio precisata infezione - non legata al Covid - cui si erano aggiunti problemi al cuore. Lo ha annunciato la regina in una nota diffusa da Buckingham in cui la sovrana esprime "profonda tristezza" per la perdita "dell'amato marito". Inossidabile punto di riferimento della corte britannica per decenni, il duca di Edimburgo aveva celebrato a novembre i 73 anni di matrimonio con la quasi 95enne Elisabetta II. Avrebbe compiuto 100 anni a giugno. 

- Guarda 20 immagini storiche sul principe Filippo

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Addio al principe Filippo, duca di Edimburgo, in 20 immagini

A fianco della regina per 73 anni, uscito di recente da ospedale

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E' morto il principe Filippo, 99enne consorte della regina Elisabetta, dimesso di recente dopo alcune settimane in ospedale a Londra a causa di una non meglio precisata infezione - non legata al Covid - cui si erano aggiunti problemi al cuore. Lo ha annunciato la regina in una nota diffusa da Buckingham in cui la sovrana esprime "profonda tristezza" per la perdita "dell'amato marito". Inossidabile punto di riferimento della corte britannica per decenni, il duca di Edimburgo aveva celebrato a novembre i 73 anni di matrimonio con la quasi 95enne Elisabetta II. Avrebbe compiuto 100 anni a giugno. 

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169 anni Polizia di Stato, le pantere da dopoguerra a oggi

Nei tre diversi colori Alfa, Fiat ma anche Ferrari e Lamborghini

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Il 10 aprile la Polizia di Stato celebra il 169mo anniversario di fondazione del Corpo, un momento che tradizionalmente è dedicato alla condivisione tra la Polizia, le Istituzioni e la cittadinanza ma è anche - si legge sul sito Polizia di Stato- l'occasione per fare il punto sulla situazione della pubblica sicurezza e dell'azione di contrasto alla criminalità. Ed in questo ambito l'azione sul territorio, ancora più importante in tempi di pandemia, vede le auto con la livrea della Polizia un importante segnale della presenza dello Stato accanto ai cittadini e un insostituibile strumento per garantire sicurezza e tempestività degli interventi.
   

Un museo permanente dei mezzi della Polizia di Stato - realizzato presso la vecchia sede della Fiera di Roma - racconta l'evoluzione della motorizzazione del Corpo, a partire dall'immediato dopoguerra. Il viaggio inizia dai primi veicoli praticamente di serie e modificati solo nella verniciatura (che dal 1948 diventa del caratteristico Rosso Amaranto) fino ad arrivare - passando dalle 'Pantere' Alfa Romeo e dalla celebre Ferrari 250 GTE del maresciallo Armando Spatafora in dotazione alla Questura di Roma - agli attuali mezzi ad alta efficienza e costantemente connessi con le infrastrutture digita del Ministero degli Interni..
    La Polizia aveva iniziato a motorizzarsi solo negli Anni '30, assegnando alle Questure auto di serie, come la Fiat Balilla o come le motociclette Guzzi, Bianchi e Benelli della Milizia Nazionale della Strada, antesignana della Polizia Stradale. Ma è solo nel primo dopoguerra che si organizza un parco veicoli più strutturato e basato su residuati bellici. E' il caso dei Dodge three quarter ton e delle Jeep Willys, impiegati in particolare dai Reparti Celere nei servizi di ordine pubblico. Nell'ambito delle moto vengono 'arruolati' modelli dalla provenienza più varia come le inglesi Norton e Bsa, le americane Harley Davidson ed anche alcune Bmw abbandonate dalla Wermacht.
    Il parco auto - si legge in un supplemento di Polizia Moderna del 2008 - prende una sua precisa connotazione proprio all'inizio degli Anni '50 con contratti di fornitura di due vetture valutate ideali per rispondere a due esigenze del tutto diverse. L'Alfa Romeo 1900, nella variante Super Ti da 180 km/h, diventa nel 1952 l'auto delle pattuglie 'Volanti' per il pronto intervento, mentre la Fiat AR, più nota come Campagnola, diventa il mezzo da utilizzare tutti i giorni per il controllo del territorio.
    Questo veicolo vanta, tra l'altro, la maggiore longevità perché rimasta per oltre tre decenni nel parco auto della Polizia e passata quindi attraverso le 3 colorazioni Rosso Amaranto del dopoguerra, il Grigioverde degli Anni '50 e l'Azzurro Medio deciso come nuova livrea - assieme alle bande bianche - nel 1976.  

La 1900 Super TI - verniciata in nero e arricchita con la decal di una pantera che evidenziava il numero telefonico delle emergenze, 555 555 - veniva modificata con dotazioni specifiche: tetto apribile, parabrezza blindato, faro brandeggiabile, radiotelefono e paraproiettili davanti alle ruote anteriori.

    Tra i circa 70 esemplari - tra auto, moto, scooter, bici e persino un cingolato 'gatto delle nevi' ospitati al Museo delle auto della Polizia di Stato in via dell'Arcadia 20 a Roma - ci sono anche le diverse generazioni delle Alfa Romeo che hanno raccolto l'eredità della gloriosa 1900, come 2600 Sprint, la Giulietta, la Giulia (protagonista di tanti film dedicati alla perenne lotta fra guardie e ladri) e le successive Alfetta, Nuova Giulietta, 75 e 155.
    Non manca la Giulia Giardinetta, realizzata specificamente in 324 esemplari per la Polizia Stradale assieme alla Carrozzeria Giorgetti e destinata ai servizi autostradali e di emergenza.
    In tempi più recenti, e con l'apertura delle gare di fornitura a costruttori non nazionali, il parco auto della Polizia si è arricchito di veicoli d'ogni tipo e delle più diverse categorie, dalle Smart per pattugliamento cittadino alle varie Bmw, Seat, Skoda, Subaru e Volkswagen. Senza dimenticare le due Lamborghini - Gallardo e Huracan - utilizzate per interventi ad altissima velocità e trasporto di organi.

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Cupra Born, alla prova del grande freddo

La prima 100% elettrica della casa testata al Circolo Polare

Motori Prove e Novità
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La prima full-electric di Cupra ha superato l'esame del grande freddo. Tra le curve di un circuito a pochi chilometri dal Circolo Polare Artico, la Cupra Born è infatti stata testata per verificarne i parametri e il rendimento, in vista della presentazione del prossimo mese di maggio. Il circuito, di 6 chilometri quadrati, è stati progettato sopra un lago ghiacciato, un ambiente estremamente inospitale in cui gli ingegneri di Cupra hanno testato per gli ultimi due anni la vettura, con tecnologie all'avanguardia finalizzate a portare lo sviluppo dell'auto ai massimi livelli.
    Ora, durante gli ultimi test prima del lancio, Cupra Born viene portata al limite in condizioni estreme. Nella fase decisiva dello sviluppo di Cupra Born, il team sottopone il nuovo modello 100% elettrico a un migliaio di test con le temperature più basse del pianeta. Il test di durabilità, ad esempio, consiste nel guidare l'auto per 30mila km, giorno e notte. Sul circuito ghiacciato viene anche testato il DCC (controllo dinamico dell'assetto) e le differenti opzioni di regolazione degli ammortizzatori. La parte interna della pista è più lucida, quella esterna meno, per favorire lo slittamento. Gli ingegneri assicurano così la sportività dell'auto, aspetto che va di pari passo con i massimi livelli di sicurezza. Per testare la frenata, poi, Born viene testata anche sul misto ghiaccio-asfalto per valutare i differenti livelli di aderenza.
    Sul versante comfort e climatizzazione, anche a -30º C, il nuovo modello ha garantito la massima potenza di riscaldamento.
    La presentazione mondiale di Cupra Born, primo modello 100% elettrico di Cupra, avverrà a inizio maggio.
   

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Geico Taikisha, arriva finanziamento da 20 milioni

In ambito Garanzia Italia per progetti innovazione tecnologica

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Geico Taikisha, il gruppo dell'automotive nato dall'aggregazione tra l'italiana Geico e il gruppo giapponese Taikish, ha finalizzato, nell'ambito del programma Garanzia Italia, finanziamenti per complessivi 20 milioni di euro con la nuova divisione Impresa di Iccrea Banca (Capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea) e BCC di Milano, UniCredit e Banca Popolare di Sondrio.
    Le nuove risorse, con la garanzia Sace, verranno destinate a sostenere il capitale circolante della compagnia per "realizzare progetti rilevanti e innovativi dal punto di vista tecnologico" spiega una nota.
    Fondata nel 1963 da Giuseppe Neri e Giancarlo Mandelli, la società con sede a Cinisello Balsamo dopo l'alleanza siglata nel 2011 con Taikisha è diventata un leader globale presente in 30 paesi con una rete di oltre 45 sedi e 6 unità produttive, per un fatturato medio annuo di circa 3,1 miliardi di dollari.
    diversificato. 

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DS 3 Crossback, MY 2022 punta su eleganza e motori efficienti

In questi giorni svelata nei DS Store del Paese

Motori Prove e Novità
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DS 3 Crossback si svela in questi giorni mostrando nei DS Store il volto dell'ultima versione AM22 (Anno Modello 2022).
    Tra le novità più importanti grande risalto è stato dato agli interni, da subito punto di forza del suv DS Automobiles, che per definizione rinnega il conformismo cui contrappone la scelta di materiali pregiati e lavorazioni artigianali.
    In particolare, gli interni per l'allestimento Grand Chic, con Pelle Bastille e padiglione Chiaro, diventano di serie anche per la motorizzazione E-Tense.
    La stessa ispirazione Bastille si rinnova, diventando più elegante e conferendo un grintoso look 'total black'. Mentre i sedili rimangono invariati, gli inserti in tessuto nero su cruscotto e pannelli delle portiere sono ora in linea con questo raffinato look.
    In un abitacolo che continua a distinguersi per personalità e soluzioni innovative come le bocchette laterali di aerazione posizionate sulle portiere, si avvantaggia anche la connettività. Si aggiunge infatti il protocollo di comunicazione 'Mirror Link', con cui letteralmente specchiare il proprio smartphone. Un' opportunità che si somma ai sistemi Apple Car Play ed Android Auto già presenti.
    A proposito invece di motricità, DS Automobiles continua a proporre l'opzionale sistema Grip Control, per una trazione ottimizzata anche con due ruote motrici. Gli allestimenti So Chic e Performance Line vedono la funzione Grip Control in combinazione con pneumatici All Seasons con cerchi da 17". In questo modo gli pneumatici includono l'omologazione M+S per il periodo invernale, con il vantaggio di un grip ulteriormente migliorato.
    Visto che la sicurezza continua ad evolvere, la gamma termica ed E-Tense sono ora uniformate, sia in termini di contenuti di serie, sia per quanto riguarda i pacchetti. Il miglioramento riguarda anche il tema delle emissioni, che per i motori diesel salgono alle norme Euro 6.3 certificate nel rigoroso ciclo di omologazione WLTP.
    Con un listino che sulla gamma So Chic esordisce da 26.000 euro per il benzina PureTech 100, oppure 27.850 euro per il diesel BlueHDI 110, le qualità premium di suv DS 3 Crossback possono essere facilmente arricchite grazie al variegato catalogo di opzioni. La 100% elettrica E-Tense parte invece da 40.200 euro, con possibilità di beneficiare dei generosi incentivi che in questo momento aggiungono ulteriore valore alla sostenibilità di questa scelta.
    La gamma Performance Line si colloca a pochissima distanza da questo posizionamento di prezzo, permettendo in ultima analisi quella libertà di scelta individuale che DS Automobiles da tempo incoraggia. 
   

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