Ford, richiamo veicoli in Usa comporta costo 610 mln dollari

NHTSA impone interventi per airbag Takata su 3 miloni di veicoli

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Ford è stata obbligata in usa dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) a dar corso al richiamo, assieme a Mazda, di circa 3 milioni di veicoli per la presenza di airbag Takata potenzialmente difettosi. Le due aziende avevano richiesto alla NHTSA di poter essere esentate da questa procedura, che era già imposta a General Motors lo scorso novembre con il richiamo di quasi 6 milioni di suv e pick-up, egualmente dotati degli airbag Takata.

I veicoli Ford da richiamare negli Stati Uniti sono il Ranger nella produzione 2007-2011, il Fusion (2006 - 2012), l'Edge (2006 - 2012, le Lincoln Zephyr e MKZ (2006 - 2012), MKX (2007 - 2010) e la Mercury Milan (2006 - 2011) per un costo complessivo che l'azienda di Dearborn stima il 610 milioni di dollari.

Questa cifra - secondo gli analisti - si rifletterà negativamente come voce speciale nei risultati finanziari 2020 di Ford che saranno comunicati il 4 febbraio.

I difetti degli airbag Takata - legati all'uso del nitrato di (ANSA).

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Pecorino Romano, 285mila quintali nella campagna 2019-2020

Maoddi, sistema in equilibrio. Ora puntiamo al mercato italiano

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Chiudi Pecorino Romano, 285mila quintali nella campagna 2019-2020 (ANSA) Pecorino Romano, 285mila quintali nella campagna 2019-2020

MACOMER - La campagna lattiero casearia 2019-2020 ha restituito 285mila quintali di pecorino romano dop da immettere sul mercato. Di questi, 110mila quintali saranno venduti negli Usa, 55mila in Europa, 4.500 in Canada, 2.500 in Giappone, 2.000 nel resto del mondo, circa 100mila in Italia e 15mila quintali sui bandi Agea per indigenti. E se il Consorzio continuerà a curare i mercati esteri, nei prossimi mesi l'Italia sarà l'obiettivo centrale.

"La campagna si è conclusa positivamente, la produzione è stata adeguata al fabbisogno del mercato senza che si siano generate eccedenze - dice il presidente del Consorzio di tutela, Gianni Maoddi - Questo significa che il sistema è in equilibrio".

Il primo trimestre di produzione 2020-2021 (ultimo trimestre 2020) registra però un incremento della produzione pari all'81%.

"E' un dato che per il momento non ci spaventa, perché se in termini percentuali è alto, in quantità assolute rappresenta 10mila quintali in più, che in un mercato in equilibrio è una quantità gestibile - spiega Maoddi - Sono dati che vanno visti in prospettiva, vanno cioè spalmati sull'intera produzione dell'anno e non rispetto al singolo mese o trimestre.

L'incremento è dovuto prima di tutto alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli, ma sono convinto anche che questo aumento si ridimensionerà parecchio. Anche perché - ricorda - l'inizio anticipato della produzione presuppone anche una fine anticipata".

"Non dimentichiamoci poi del lockdown che ha stravolto tutto, non solo le nostre vite professionali: quando sono iniziate le chiusure di bar, ristoranti, pizzerie, il consumo dei formaggi freschi è letteralmente crollato. A quel punto - dice il presidente del consorzio - abbiamo scelto di trasformare il latte ovino in pecorino romano. Allo stesso tempo, è aumentata la vendita nella grande distribuzione".

In ogni caso, secondo Maoddi "le giacenze di magazzino devono essere considerate una opportunità e non un limite, anzi una risorsa su cui poter contare per affrontare mercati diversi e sviluppare nuovi progetti: ovviamente, è fondamentale la programmazione finanziaria". 

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Suzuki Swace Hybrid, sold out la speciale Web Edition

Nei prossimi giorni in concessionaria. Avanti store digitale

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Ha già fatto registrare il tutto esaurito la serie speciale che ha segnato il debutto online di Suzuki Swace Hybrid. La Hybrid Web Edition, con l'intero lotto di quindici vetture prenotabili online, è infatti andato esaurito in breve tempo. A rendere speciale ogni esemplare della versione speciale è una verniciatura BiColor, con il bianco, il nero o il blu metallizzati abbinati al tetto silver. Swace Hybrid sarà a breve arriverà nei prossimi giorni negli showroom Suzuki, aperti in tutte le zone d'Italia e operanti nel rispetto del distanziamento e delle disposizioni igienico-sanitarie stabiliti dalle normative per il contenimento del contagio da Covid-19. Con Suzuki Smart Meet è possibile consultare online l'agenda virtuale di ogni Concessionario, per fissare una videochiamata o un appuntamento in showroom. Mediante Suzuki Smart Buy, poi, i clienti potranno acquistare direttamente dal portale dedicato, a qualsiasi momento, senza doversi muovere da casa. Effettuare la prenotazione attraverso le procedure del web store Suzuki è molto semplice. Una volta all'interno dello store, è sufficiente selezionare il prodotto desiderato, effettuare l'accesso all'area MYSUZUKI e selezionare la concessionaria presso la quale finalizzare l'acquisto versando un acconto tramite PayPal. Dopo un'e-mail di conferma, il cliente viene ricontattato dal concessionario per definire le fasi finali dell'acquisto, oltre ai tempi e alle modalità di consegna. Il programma Suzuki Smart Buy coinvolge l'intera gamma Auto e buona parte dei modelli presenti nei cataloghi Moto e Marine.

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Nissan blinda futuro Sunderland concentrando linee batterie

Stabilimento Gb ora soddisfa percentuali richieste dalla Brexit

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Alla luce degli accordi presi dopo l'entrata in vigore della Brexit, Nissan ha varato un programma per la costruzione nel Regno Unito di batterie per veicoli elettrici, un passo che permetterà di tutelare il futuro della sua fabbrica di Sunderland.

La società cinese Envision Group, che si occupa attualmente della costruzione di batterie da 40 kWh proprio a Sunderland aggiungere alla sua gamma anche la versione da 62 kWh attualmente prodotta negli Stati Uniti e importata nel Regno Unito.

Spostare tutta la produzione di batterie nel Regno Unito eviterà a Nissan di incorrere nei dazi del 70% per i modelli Leaf costruiti per l'esportazione secondo i termini del nuovo accordo commerciale, in quanto riporta sopra al 55% il valore materiale di un veicolo che deve provenire dal Regno Unito o UE per evitare sanzioni.

"L'accordo sulla Brexit - ha detto Andrew Humberstone Ceo di Nissan UK - ci dà finalmente qualche certezza e ci permette di pianificare futuri successi per le nostre operazioni in tutta la regione". Con questa 'rivitalizzazione' Sunderland dovrebbe poter diventare il fulcro centrale delle operazioni europee di Nissan come parte del piano dell'Alleanza con Renault e Mitsubishi.

Secondo il Financial Times Renault potrebbe spostarvi la produzione dei suoi suv Captur e Kadjar che condividono le piattaforme con Juke e Qashqai e aggiungervi anche nuovi modelli. Oggi Sunderland lavora a poco più della metà della capacità e potrebbe aggiungere nella gamma la nuova generazione dell'X-Trail e l'inedito suv elettrico Ariya.

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Con il lockdown il 53% degli italiani ha scoperto l'amore per la cucina

Pizza regina dei fornelli. Penne lisce in bianco il piatto 2020

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ROMA - Il 77% degli italiani ha cucinato più che in passato nell'anno del lockdown, mentre il 53% ha scoperto l'amore per la cucina. Il 14% degli che non sapeva cucinare prima del 2020 ha iniziato a farlo. E' quanto emerge con un'indagine di Al.ta Cucina (mediatech company e community del food), condotta con il supporto della sua community di oltre 4 milioni di persone alle quali è stato chiesto di raccontare il 2020 ai fornelli. Dal report emerge in particolare che se il 2020 fosse un piatto, sarebbe di penne lisce in bianco, "quasi a rappresentare - spiega una nota - la mancanza di colore e la tristezza che richiama il lungo periodo di costrizioni". Il 2020 è stato anche associato a ricette più elaborate come la carbonara con la panna o ancora la pizza hawaiana, quella con l'ananas, "a indicare - sostengono gli analisti - un immaginario collettivo dove la ricetta tradizionale, quindi la routine quotidiana, viene ufficialmente invasa da ingredienti poco ortodossi". Tra i cibi più cucinati, sul podio troviamo la regina della cucina made in Italy, la pizza, che, insieme ai lievitati di ogni tipo, è stata infornata dal 37% degli intervistati andando ad occupare il ruolo di vero piatto simbolo del 2020. Seguono dolci (32%) e pasta (25%). Fanalino di coda i piatti light. 

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Volkswagen soddisfa con ampio margine obiettivi Ue sulla CO2

Emissioni medie 2020 flotta 92 g/km rispetto a limite 97 g/km

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Sulla base dei dati preliminari, la marca Volkswagen ha soddisfatto con ampio margine gli stringenti obiettivi europei sulle emissioni di CO2 per il 2020. Nel complesso, è stata ridotta di 6 milioni di grammi la produzione di anidride carbonica rispetto a quanto richiesto dalle normative.

La flotta delle nuove autovetture vendute da Volkswagen nell'Unione Europea ha fatto registrare un'emissione media di 92 g/km, mentre il limite massimo legale era di 97 g/km. Rispetto all'anno precedente, le emissioni di CO2 della Volkswagen sono diminuite del 22%. La conferma definitiva degli obiettivi sulle emissioni da parte della Commissione Europea - si legge nella nota - avverrà in un momento successivo "La Volkswagen prosegue nella trasformazione del settore - ha dichiarato Ralf Brandstaetter, Ceo della marca Volkswagen - Nel 2015, abbiamo dato il via alla più grande e completa strategia elettrica dell'automobile. Raggiungendo con ampio margine i nostri obiettivi di CO2, abbiamo dimostrato che siamo sulla strada giusta. Nel 2021, continueremo ad accelerare la trasformazione verso la mobilità elettrica con nuovi modelli".

Tra il 2020 e il 2024, Volkswagen investirà oltre 11 miliardi di euro nella mobilità elettrica, con la conversione di ulteriori stabilimenti produttivi tra cui Emden, in Germania, e Chattanooga, negli Stati Uniti d'America, a seguito di quelli tedeschi di Zwickau e Dresda. Entro il 2025, l'obiettivo è di immettere sul mercato 20 nuovi modelli 100% elettrici.

"Vogliamo rendere la Volkswagen il brand più attraente per la mobilità sostenibile. Attraverso la nostra strategia Way To Zero - ha aggiunto Brandstaetter. - perseguiamo questo obiettivo con continuità e puntiamo a dare un'ulteriore caratterizzazione elettrica alla marca in futuro". Nel corso di quest'anno, Volkswagen amplierà la sua offerta di modelli basati sulla piattaforma modulare elettrica MEB, con il lancio delle 100% elettriche ID.4, ID.4 GTX e ID.5.

L'anno scorso la Volkswagen, con l'avvio della strategia elettrica ha consegnato il numero più elevato di auto elettriche e ibride plug-in di sempre, cioè 212.000 unità. Con circa 134.000 vetture, di cui 56.500 del modello ID.3, la quota di 100% elettriche è triplicata rispetto al 2019. La Volkswagen ID.3 è stata l'auto a batteria più venduta in Finlandia, Slovenia e Norvegia a dicembre, mentre nei Paesi Bassi ciò è avvenuto per tre mesi consecutivi. In Svezia, a dicembre 2020 la ID.3 è stata addirittura l'auto più venduta in assoluto, a prescindere dall'alimentazione. La marca Volkswagen è anche riuscita a ottenere il primo posto nel mercato delle auto elettriche in Germania e Paesi Bassi per l'intero 2020, con una quota del 23,8% nel primo caso e del 23% nel secondo.

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Techstars rilancia smart mobility a Torino

Dodici startup parteciperanno al programma alle Ogr

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Dodici startup, selezionate tra centinaia provenienti da 4 continenti e 54 paesi nel mondo, entrano da oggi a far parte ufficialmente del Techstars Smart Mobility Accelerator 2021, il primo programma di accelerazione di startup in Europa dedicato alla smart mobility, con quartier generale alle Ogr Tech, l'hub internazionale dell'innovazione delle Officine Grandi Riparazioni di Torino riqualificate dalla Fondazione Crt. Lo rendono noto Techstars, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

La nuova edizione del programma triennale porterà a Torino l'eccellenza globale in ambito smart mobility e vedrà le startup coinvolte in un processo di sviluppo e crescita con più di 1.500 incontri, sessioni di training e attività di mentorship di 150 mentors internazionali. Il programma durerà 13 settimane e culminerà nel Demo Day del 22 aprile con la presentazione dei risultati a venture capitalist, business angel, investitori, imprenditori e istituzioni.

"Ci aspettiamo che le eccellenti realtà selezionate da tutto il mondo siano in grado di crescere e realizzare nuovi progetti nel nostro Paese, grazie anche alla partecipazione di grandi società che abbiamo coinvolto nel programma, come Fca, Iren e Cisco Italia. Se la pandemia continuerà a imporre la distanza fisica, abbiamo comunque la possibilità di mettere in contatto persone e idee innovative. Lavoreremo, come sempre, puntando sulle persone e sul talento dei giovani", commenta Maurizio Montagnese, presidente dell'Intesa Sanpaolo Innovation Center.

"Siamo molto orgogliosi della prima classe formata a Torino che già aveva definito uno standard elevatissimo - commenta Martin Olczyk, managing director del programma - nonostante la pandemia. La classe ha raggiunto livelli straordinari, grazie ai nostri mentors e partner, avvantaggiandosi di avere come sede del programma le Ogr, il più grande e innovativo hub tecnologico d'Italia. Stiamo mettendo insieme i migliori founders del mondo e, speriamo, di riunirli molto presto a Torino" "La prima edizione del Techstars Smart Mobility Accelerator nel 2020, sebbene funestata dall'erompere della pandemia, è stata portatrice di risultati molto significativi dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo" commenta Francesco Profumo, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo. "Di particolare valore sono soprattutto i solidi legami nati tra le startup accelerate ed il tessuto industriale torinese, tra cui spicca la scelta di un'azienda statunitense di aprire una sede a Torino per far approdare il proprio business in Europa". "Green, sicura, su misura, interconnessa: cambiare il paradigma della mobilità di persone, merci, servizi, dati è la scommessa che rilanciamo con Techstars alle Ort Tech di Torino", spiega Massimo Lapucci, direttore generale delle Ogr e segretario generale della Fondazione Crt. "Investiamo in 12 startup tra le migliori al mondo nel settore strategico della smart mobility, per aprire ulteriori prospettive di innovazione per il Paese e migliorare la qualità della vita con progetti a impatto sociale e ambientale positivo, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite".

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Bugatti La Belle Époque, anticipazione di supercar del 2027

Designer Hojin Choi crea virtualmente erede della iconica Royale

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Come potrebbe essere, a 100 anni di distanza, una nuova Bugatti Royale, l'auto che nel 1927 era stata esempio assoluto di innovazione estetica, dinamicità ed eleganza? Il grafico designer Hojin Choi ha provato a dare una risposta a questa domanda ipotizzando con lo studio La Belle Époque quella che tra qualche tempo, su una non meglio identificata base meccanica, potrebbe riportare su strada la 'grandeur' di quella Bella Epoca.

La concept virtuale La Belle Époque evidenzia un design a goccia con ruote anteriori coperte con parafanghi aerodinamici separati dal corpo principale, proprio come negli Anni '20 e una linea complessiva che trasmette la stessa forza e la stessa esclusività delle Bugatti attuali, le supercar più veloci al mondo.

Nella proposta di Hojin Choi la mascherina a ferro di cavallo domina il forntale, ben raccordata ad un corpo vettura in cui una grande bolla di vetro ricopre interamente l'abitacolo e si estende verso la parte posteriore, aggiungendo originalità al look futuribile ma anche correttamente retro'. Come in tutte le Bugatti, anche ne La Belle Époque la linea a C si ritrova come stilema in molti elementi, comprese le enormi portiere a farfalla che scoprono completamente l'abitacolo.

Il richiamo al passato è evidente anche nelle ruote in lega, che riproducono la forma - per il tempo incredibilmente tecnologica - dei cerchi della Royale originale del 1927, mentre è fin troppo 'futuribile' il trattamento estetico della coda, coerente con la forma a goccia ma non del tutto equilibrata nelle proporzioni complessive della vettura.

L'iniziativa di Hojin Choi, del resto, va valutata come una 'provocazione' che prende vita nel mondo virtuale dei progetti in graphic design, oggi sempre più utilizzati anche dai grandi costruttori per evitare di dover realizzare modelli di stile in grandezza naturale.

Un modo, dunque, di dar forma a idee e fantasie, che può in parte sopperire alla carenza di concept fisici oggi penalizzati sia dall'assenza (per non dire scomparsa) dei grandi Auto Show fisici, sia dai tagli che tutti i costruttori hanno ormai operato nei budget nel design per la ricerca e le costruzioni dei prototipi.

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Il cervello 'ricicla' i neuroni per leggere

Scoperta utile per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Scoperto nel cervello il meccanismo che ci permette di leggere (fonte: Pixabay) (ANSA) Scoperto nel cervello il meccanismo che ci permette di leggere (fonte: Pixabay)

Il cervello umano non ha ancora avuto il tempo di sviluppare un'area specificamente dedicata alla lettura: per riconoscere lettere e parole riutilizza dei neuroni che si sono anticamente evoluti per rielaborare altri tipi di stimoli visivi. Lo hanno scoperto i ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, grazie a uno studio - pubblicato su Current Biology - che potrà avere risvolti importanti anche per l'intelligenza artificiale.

"Il linguaggio scritto è stato inventato circa 5.000 anni fa, non c'è stato abbastanza tempo in termini evolutivi per sviluppare un sistema ad hoc", spiegano i ricercatori Yamil Vidal e Davide Crepaldi. "Ciò nonostante, negli adulti una parte della corteccia sembrerebbe essere specializzata nella lettura: quando abbiamo un testo davanti agli occhi, una parte specifica del cervello, il giro fusiforme sinistro, si attiva per eseguire il compito. Questa stessa area è implicata nel riconoscimento visivo degli oggetti, e in particolare delle facce". D'altro canto, "ci sono animali come i babbuini che possono imparare a riconoscere visivamente le parole, e questo indica che dietro questo processo ci sia un sistema di rielaborazione che non è specifico per il linguaggio, ma che è stato riciclato per la lettura quando gli umani si sono alfabetizzati".

Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno chiesto ad alcuni volontari di osservare diversi simboli e immagini: alcuni erano simili a brevi parole formate da triplette di lettere, mentre altri erano oggetti 3D e altri ancora erano immagini astratte. In tutti i casi, i partecipanti hanno imparato a riconoscere i nuovi stimoli visivi riconoscendone caratteristiche basilari (come forma, dimensione e struttura) e perfino alcuni dati statistici (come la frequenza con cui si presentavano e quante volte apparivano insieme). Sarebbe dunque questo sistema di riconoscimento a farci immergerci nella lettura: una scoperta importante non solo per la conoscenza del nostro cervello, ma anche per l'addestramento dell'intelligenza artificiale.

 

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Covid, ecco le doti del vaccino vincente

Svelati i meccanismi che deve attivare per una risposta protettiva

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Uno studio sui macachi svela le doti del vaccino vincente (fonte: Pixabay) (ANSA) Uno studio sui macachi svela le doti del vaccino vincente (fonte: Pixabay)

Individuati i componenti del sistema immunitario che un vaccino anti-Covid dovrebbe sollecitare per risultare vincente e indurre una protezione duratura. Il risultato è stato ottenuto grazie a uno studio sui macachi, pubblicato sulla rivista Nature Communications dal gruppo guidato dall'immunologa Smita Iyer all'Università della California a Davis.

I ricercatori hanno infettato otto macachi con il virus SarsCoV2 isolato da un paziente e ne hanno monitorato la risposta immunitaria nell'arco di due settimane. Gli animali, del tutto asintomatici o con lievi sintomi risolti rapidamente, hanno sviluppato una risposta immunitaria breve e temporanea.

Tutti gli esemplari hanno mostrato segni di un'efficace risposta immunitaria anti-virale. In particolare, hanno sviluppato specifiche cellule immunitarie (i linfociti Th1) nel sangue, nei polmoni e nei linfonodi; inoltre hanno prodotto sia anticorpi IgM che quelli IgG associati a una protezione più a lungo termine. Cosa altrettanto importante, i linfonodi vicini ai polmoni hanno sviluppato la loro porzione centrale (chiamata 'centro germinativo') contenente particolari cellule immunitarie note come linfociti T helper follicolari (Tfh). Centri germinativi e linfociti Thf sono legati alla produzione di plasmacellule, cioè cellule secernenti anticorpi che consentiranno al sistema immunitario di ricordare l'avvenuta infezione e di reagire nel caso si ripresentasse.

"Questi risultati - spiega Iyer - indicano che i vaccini capaci di indurre la risposta mediata da linfociti Th1 e Tfh sosterranno l'immunità".

 

 

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Stellantis: 8 marzo assemblea per azioni e cash Faurecia

Per il Covid si terrà in remoto

Motori Industria
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E' stata convocata per l'8 marzo alle 14, in remoto, l'assemblea straordinaria di Stellantis per approvare la distribuzione agli azionisti della società di un massimo di 54.297.006 azioni ordinarie di Faurecia e 308 milioni di euro che sono i proventi ricevuti da Peugeot per la vendita di azioni ordinarie di Faurecia nell'ottobre 2020. Per proteggere la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti in relazione all'epidemia di Covid-19, agli azionisti non sarà consentito partecipare di persona all'assemblea.

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Covid:Sebastiani(Cnr),compensato rialzo ma serve altro stop

Sebastiani,azione raffredamento come a Natale.Chiarezza dati sui positivi

Salute & Benessere Sanità
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(ANSA) - ROMA, 24 GEN - "Siamo riusciti a compensare un rialzo significativo" di contagi da Covid-19 in Italia, l'Rt è sotto 1, ma i dati di questi giorni mostrano "che siamo in frenata". Questa l'analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac) secondo il quale va fatta anche un'operazione "verità" sui calcoli dei positivi ai tamponi molecolari e rapidi antigenici. Sono solo 10, infatti, ad oggi, sottolinea Sebastiani, le Regioni e Province Autonome che di fatto riportano i valori dei positivi separatamente per i due tipi di test. "È auspicabile che tutte trasmettano i dati in questo modo. Questo rende impossibile al momento il confronto tra tutte le singole regioni-province autonome perchè hanno valori molto diversi della percentuale dei test molecolari da cui dipende il valore della percentuale cumulata fornita dai media".
    Guardando lo scenario attuale, secondo l'esperto, "sarebbe necessario a breve prevedere un altro periodo di 10-14 giorni di 'freddata rossa' per abbassare l'incidenza. Un'azione simile - spiega il matematico - a quella messa in campo per il periodo delle vacanze di Natale, questo almeno in alcune regioni".
    "Occorre ovviamente fare i conti con una serie di fattori che riguardano la società intera ma bisogna capire che lo 'stop and go' che di fatto siamo costretti a fare, come anche altri Stati, avviene in ritardo mentre farlo prima costa meno alla fine, anche in termini economici. Dobbiamo evitare di arrivare di nuovo a far riprendere la velocità di contagi considerando anche che con i ritardi della campagna vaccinale l'azione di protezione delle categorie più fragili è molto rallentatata".
    Non dimentichiamo che da trenta giorni l'incidenza dei decessi oscilla attorno a un valor medio di 475 decessi al giorno.
    Un'azione adesso "significa anche consentire di riavvicinarci al controllo con il tracciamento". In particolare, analizzando la curva media della percentuale dei positivi sui test molecolari per le dieci Regioni-Province autonome che riportano i valori dei positivi separatamente per i due tipi di test, Bolzano, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Trento, spiega Sebastiani "notiamo da tre-cinque giorni segni iniziali di frenata della discesa dal picco di dicembre-gennaio. Lo stesso succede per la maggiore parte delle loro curve analizzate separatamente, come ad esempio per la regione che ha un sesto circa della popolazione italiana, la Lombardia". "Ciò potrebbe essere dovuto ai primi effetti del rilascio delle misure di contenimento di Natale-Epifania avvenuto il 7 gennaio, attesi dopo 10-14 giorni. Per quasi tutte queste regioni non ci sono altre cause evidenti, come ad esempio la didattica in presenza per le scuole superiori, iniziata tra queste solo in Toscana e Trento", afferma ancora l'esperto del Cnr.
    Il valore medio dal 15 al 22 gennaio della percentuale dei positivi sui tamponi analizzati tramite test antigenici rapidi, relativo alle dieci regioni-province autonome che riportano i valori dei positivi separatamente per i due tipi di test, è uguale a circa 1.7%. Invece, quello per i molecolari è 7.7% e quello per entrambi i tipi assieme, diffuso dai media, è 5.5%.
    Quest'ultimo valore si può esprimere come media pesata dei primi due, con pesi pari alle percentuali di test rapidi e molecolari sul totale, rispettivamente pari a 37% e 63%. Se il valore della percentuale dei test molecolari fosse più alto o più basso di quello attuale, ci sposteremmo verso il valore di 7.7% o 1.7% rispettivamente. "È quindi opportuno - conclude Sebastiani - considerare la percentuale dei positivi sui solo test molecolari, che permette anche di proseguire, senza soluzione di continuità, il monitoraggio nel tempo della diffusione dell'epidemia".


  RT EFFICACE SE RECENTE E NON DA SOLO

L'indice di contagio Rt "è un parametro rilevante per monitorare la diffusione dell'epidemia". "Ci sono diversi metodi per stimarlo che differiscono per semplicità e accuratezza e quello utilizzato dall'Istituto superiore di sanità è tra i più accreditati e non è al momento influenzato da altro se non dai dati". Va compreso però se ha un ruolo preponderante "rispetto all'assegnazione dei colori alle Regioni". Così Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac) facendo il punto su questo indice di trasmissione anche dopo la vicenda della Lombardia. Sebastiani ritiene però che "alcuni dati debbano essere resi pubblici". "Ho implementato il metodo utilizzato dall'Iss - spiega Sebastiani - ottenendo stime molto accurate su dati simulati, ma non posso applicarlo per la stima dell'Rt delle diverse regioni-province autonome perchè i dati sperimentali non sono pubblici, come sarebbe invece auspicabile. Viene infatti usato il numero di pazienti COVID-19 che sviluppano i primi sintomi in ciascun giorno del periodo considerato, sequenza che viene trasmessa da ciascuna regione-provincia autonoma all'Istituto Superiore di Sanità, che non la rende pubblica". Inoltre, aggiunge Sebastiani "penso che il monitoraggio dovrebbe descrivere una situazione più recente, mentre ad esempio il monitoraggio del 22 gennaio per il periodo 11-17 gennaio, contiene i valori dell'Rt relativi al 6 gennaio. In relazione a questo, un metodo da me sviluppato molto facile da implementare e di semplice interpretazione, considera le differenze percentuali settimanali della percentuale dei positivi sui casi testati. Il metodo è comunque generale e l'ho applicato con successo anche per determinare il trend recente delle curve dell'incidenza dei decessi e del numero giornaliero di ricoverati in terapia intensiva, nei reparti ordinari". Una delle motivazioni principali per utilizzare numerosi indicatori è proprio quella di minimizzare l'influenza dell'imprecisione o degli errori di ciascuno di essi. "Rimango dunque sorpreso del fatto che sembrerebbe che il cambiamento del solo valore di Rt per la regione Lombardia, immagino per un cambiamento dei dati di incidenza dei sintomi, abbia fatto diventare la regione da rossa ad arancione. Sarebbe quindi auspicabile che l'Istituto Superiore di Sanità rendesse pubblici tutti i dettagli dell'algoritmo, come ad esempio le soglie o i livelli di significatività per i trend di aumento degli indicatori, la combinazione del superamento delle soglie dei parametri di criticità ospedaliera, il superamento del valore 1 per l'intero intervallo di confidenza dell'Rt, etc. In questo modo le regioni-province autonome potrebbero effettuare opportune analisi e determinare gli indicatori che più hanno influito sull'assegnazione del proprio colore ed attuare misure mirate".  

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Bruciata l'auto della showgirl Serena Enardu

Nei pressi di Cagliari, in fiamme la sua Land Rover

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 Attentato incendiario nella notte ai danni della showgirl e imprenditrice, nota per aver partecipato alle trasmissioni televisive "Temptation Island" e "Uomini e donne", Serena Enardu. Incendiata la sua auto, una Land Rover, che era parcheggiata vicino all'abitazione a Quartu Sant'Elena, Comune nella città metropolitana di Cagliari.

L'episodio è avvenuto intorno alle 22:30. Qualcuno ha versato del liquido infiammabile sull'auto e una volta appiccato il rogo è fuggito. Alcuni residenti hanno visto l'incendio e hanno chiamato il 115. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Quartu. Nel giro di poco tempo le fiamme sono state domate. Vicino all'auto sono state trovate tracce di liquido infiammabile.

La polizia ha avviato le indagini per risalire agli autori del gesto. La scorsa estate l'auto della showgirl era stata già incendiata. 

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Smog: revocate misure in tutta Lombardia, anche Mantova

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Erano già state revocate in tutto il resto della Regione, da domani anche a Mantova non saranno più in vigore le misure antismog, fra cui il divieto di circolazione per i diesel fino a euro4.

"I valori medi delle concentrazioni di Pm10 registrati ieri infatti - sottolinea la Regione Lombardia in un comunicato - sono risultati di molto inferiori al limite di 50 µg/mü in tutte le province lombarde, compresa Mantova, e si attestano tra 8 e 14 µg/mü". 

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La base no-Covid dei ricercatori italiani in Antartide

Tecnico Cnr: 'Senza mascherina ma più isolati che nello spazio'

Scienza & Tecnica Terra & Poli
Chiudi La base no-Covid degli italiani in Antartide (ANSA) La base no-Covid degli italiani in Antartide

Nella base italo-francese Concordia, in Antartide, il Covid non esiste. Le 15 persone, tra tecnici e ricercatori, che si trovano da mesi nella terra del sole di mezzanotte si abbracciano, non indossano la mascherina e la sera giocano tutti insieme a biliardino. Lontano dalla pandemia ma in quarantena di fatto. "Siamo più isolati qui che nello spazio", racconta all'ANSA Angelo Domesi, tecnico del Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l'ambiente del Cnr, che da 17 anni trascorre nella base i tre mesi dell'estate antartica.

A causa del Covid quest'anno l'isolamento è iniziato prima di mettere piede sulla terra dei ghiacci. Partito a metà ottobre, il 54enne romano ha dovuto trascorrere un periodo in quarantena a Hobart, in Tasmania. "Restavamo chiusi nella nostra camera d'albergo tutto il giorno, tranne un'uscita di 15 minuti sorvegliati da un vigilante in quello che noi chiamavamo il 'recinto delle pecore'". A novembre l'arrivo al sito Dome C, dove si trova Concordia, a bordo di un aereo militare.

"Qui di solito ci sono circa 80 persone, quest'anno a causa della pandemia ce ne sono state in media una trentina". La giornata di lavoro comincia alle 8, con il primo meeting tecnico, e finisce attorno alle 18. Ogni ricercatore può avere in carico fino a 5 progetti, tutti dedicati al cambiamento climatico. Nel periodo estivo, dove le temperature si aggirano attorno ai -30 gradi, c'è il sole per 24 ore al giorno, il che rende difficile dormire. "Noi lo chiamiamo il sonno non riposato", racconta Domesi che in questi giorni condivide il suo spazio alle base con altre 14 persone, metà francesi e metà italiane.

A fine gennaio se ne andrà e a Concordia resteranno solo i 12 che trascorreranno lì i nove mesi invernali, in completo isolamento. Fino al prossimo novembre, la "notte polare" lì separerà dal resto del mondo. Angelo, e gli altri tecnici che si sono occupati di formare i ricercatori per renderli indipendenti in questi lunghi mesi di solitudine, il 31 gennaio intraprenderanno il viaggio di ritorno a casa. Quest'anno reso ancor più complicato dal Covid. Prima si imbarcheranno su una nave italiana che dopo una traversata di 8-10 giorni li porterà in Nuova Zelanda. Lì dovranno restare a bordo fino a quando non avranno fatto un tampone. Se negativo potranno salire su un aereo per l'Europa. "Se tutto andrà bene arriverò in Italia a metà febbraio", spiega il tecnico del Cnr per il quale il ritorno a casa potrebbe essere "paradossalmente un trauma" per via delle restrizioni anti-coronavirus. "Quando sono partito a novembre speravo che le cose sarebbero migliorate e invece sono peggio di prima...".

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Micro giardinaggio, la nuova passione dei giovani per riconnettersi alla natura

Orto e piante in casa e sul terrazzo, boom di app e nuovi brand

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi The Modgarden tinyFarm (ANSA) The Modgarden tinyFarm

Sarà per il più tempo a casa, sarà per gli orizzonti verdi che ci mancano non potendo viaggiare, sarà che abbiamo capito che la connessione con la natura ci fa bene o sarà magari solo una moda. Resta il fatto che in un momento in cui le persone devono trascorrere più tempo a casa e cercano un livello più alto di autosufficienza in tutto, c'è una nuova tendenza da tenere d'occhio in ambito lifestyle: il micro giardinaggio, che in particolare piace ai Millennial. Non a caso in un recente sondaggio, il 62% degli intervistati ha ammesso che la vegetazione era vitale per il loro benessere in condizioni di isolamento. Ma già prima dell'emergenza sanitaria si era registrata una grande rinascita per il giardinaggio. Ne sono esempi programmi tv a tema verde, come lo show inglese The Big Flower Fight, una sorta di masterchef per fioristi (si può vedere su Netflix) e la tematica è in aumento, soprattutto in Scandinavia e negli Stati Uniti. In Francia, le piante d'appartamento stanno avendo un boom e questo specie nelle grandi metropoli, come riflesso di una più generale macro tendenza a favore della biofilia, un vero e proprio movimento che punta a riconnettendosi con la natura, come testimonia il report di Nelly Rody dedicato al fenomeno del micro-gardening.
Il giardino interno, che può avere anche dimensioni piccole da serra o comunque da angolo verde o microscopiche non importa, in ogni caso sarà un calmante antistress, può essere abbellito con piante d'appartamento che ora si ordinano online da DNVB - questa come altre tendenze vede protagoniste le DNVB ossia Digitally Native Vertical Brands, conosciuti anche come “D2C" (Direct to Consumer) o “V-commerce”: una nuova generazione di start-up che ha avuto il coraggio di sfidare i segmenti di mercato consolidati relativamente al commercio on-line, creando nuovi trend e - di fatto - nuove opportunità per i consumatori, rispetto a ciò che propongono i colossi del mercato. In Italia nel settore verde ci sono Lezio, Bakker, Flobflower per citarne alcuni.  Altri nomi europei sono The Sill, Bloomscape o Bergamotte, alcune delle quali offrono abbonamenti.

Genitorialità vegetale - Plant parenthood
Poiché le piante d'appartamento sono molto più facili da curare rispetto a un bambino o un animale domestico, i Millennial e la Gen Z le acquistano da matti. Sono le prime generazioni a posticipare la genitorialità per restare libere e flessibili più a lungo. Negli Stati Uniti, un'indagine nazionale sul giardinaggio ha mostrato che l'80% dei sei milioni di giardinieri per la prima volta erano di età compresa tra i 18 ei 34 anni. La pandemia di Covid-19 ha semplicemente intensificato questo movimento. In un sondaggio di uno dei più grandi retail europei di tecnologia, AO.com, il 62% dei Millennial ha ammesso che il proprio spazio verde era vitale per il proprio benessere durante il lockdown e il 48% pensava che fosse la parte migliore della propria casa.
Alcuni di questi giovani dal pollice verde sono anche adepti dell'estetica Cottagecore (Farmcore o Countrycore) che romanticizza la vita rurale, percependola come una nuova forma di cura di sé e di vita lenta (si va dalla moda alla cucina). Ma ci sono anche reali vantaggi: studi hanno dimostrato che le piante possono migliorare la qualità dell'aria interna, aumentare la produttività, ridurre lo stress e persino aumentare l'immunità mentre, d'altro canto, l'onnipresenza degli schermi tende a dare origine a sensazioni di ansia . 
Una varietà di soluzioni digitali, app come Planta, Florish, Gardenia e Vera stanno emergendo per aiutare questi "genitori di piante" a prendersi cura dei loro giovani germogli. Spuntando come funghi, le app per smartphone ora offrono funzionalità di diagnosi intelligenti, promemoria per l'irrigazione e accesso immediato alla consulenza di esperti. E per cominciare si può partire da un bel vaso idroponico.

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Un passo verso l'autosufficienza
Le generazioni Y e Z non amano solo le piante d'appartamento, ma anche le verdure commestibili. Su Pinterest, le ricerche sul tema della coltivazione di micro-ortaggi indoor hanno registrato un aumento del 223% nel 2020 rispetto all'anno precedente. Sono emerse nuove categorie di alimenti, come "vegetali" o "ornamentali", cioè fiori ornamentali che sembrano (e sono) abbastanza buoni da mangiare! Questa generazione di vegetariani e vegani si diletta anche di erbe aromatiche e verdure fresche. Per soddisfare i loro gusti, Bloomscape ha recentemente lanciato la sua sezione "Edible Garden" che consente loro di acquistare piante di menta in vaso, micro pomodori, camomilla e peperoncino o verdure per insalata facili da coltivare. Sempre più abitanti delle città cercano l'autosufficienza e questo fenomeno ha avuto un impulso un anno fa durante il primo lockdown. I consumatori sono alla ricerca di mezzi alternativi per ottenere una maggiore autonomia alimentare e desiderano avere i propri prodotti freschi a portata di mano. Un tempo prerogativa della vita di campagna, le piante verdi stanno ora ravvivando gli spazi interni degli appartamenti di città.
L'idea di creare micro-fattorie urbane stava già germogliando all'Ikea in risposta alla domanda dei consumatori di stili di vita più sani e sostenibili. Il designer e produttore di mobili ha lanciato kit per il giardinaggio indoor, come le serre in miniatura, "per aiutarti a propagare le piante in qualsiasi spazio e mantenere il tuo giardino in crescita in tutte le stagioni". Incoraggiando le pratiche idroponiche domestiche, il marchio ha compiuto un passo verso una visione più sostenibile degli articoli per la casa già nel 2016. Da allora, il mercato ha visto una proliferazione di soluzioni di giardini idroponiche intelligenti e autonome dal design bellissimo (ad esempio Plantario, PICO, Greenox e Miracle-Gro). Adatti ai principianti, questi sistemi di giardinaggio domestico consentono agli abitanti delle città di coltivare piante senza doversi preoccupare dell'illuminazione o dell'irrigazione. Il sistema AeroGarden Bounty può anche essere controllato vocalmente dall'assistente virtuale di Amazon Alexa, il che rende l'esperienza della biofilia più divertente e desiderabile. Adottando un approccio più sperimentale, la società di architettura, design e ricerca ecoLogicStudio con base a Londra ha sviluppato un kit da giardino di alghe chiamato BioBombola, sviluppato durante il lockdown per fornire una fonte sostenibile di proteine ​​vegetali commestibili (Spirulina). Il fotobioreattore "assorbe in CO2 l'equivalente di due giovani alberi producendo la stessa quantità di ossigeno di sette piante da interno", favorendo al contempo una appagante interazione quotidiana con la natura ”. Questa iniziativa avveniristica per portare la coltivazione hi-tech dei micro-verdi nelle città ha anche altri benefici per la salute, secondo i fondatori di ecoLogicStudio, Claudia Pasquero e Marco Poletto: “Se, collettivamente, trasformiamo gli inquinanti atmosferici in alimenti altamente nutrienti, ci saranno minori opportunità per i virus di sfruttare le catene di approvvigionamento alimentare non sostenibili e per le atmosfere inquinate di raggiungerci e attaccarci ".
Il micro giardinaggio ha scatenato i designer, Trend Hunter parla di un 2021 di grande lancio del settore.

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Si va dalla geniale Terraplanter, una "fioriera completamente naturale con un esterno poroso che si basa su un sistema idroponico che non richiede terreno per far crescere i semi",  al tavolo "Green Glass" di Palm Urban - un mobile funzionale progettato per raddoppiare come una fioriera elegante e spaziosa.

Altre fioriere per interni degni di nota includono la fioriera Air Jordan di Bodega Rose progettata come tributo all'iconica sneaker. Un successo su Instagram. Plantone è un mini giardino interno che allevia la maggior parte dello stress di mantenere la vegetazione sana in casa. Il sistema all-in-one include irrigazione automatica e illuminazione regolabile, funzioni controllate da un'app per smartphone. Il prodotto può ospitare fino a cinque diverse specie di piante contemporaneamente. Il mini sistema da giardino interno vanta un serbatoio d'acqua per garantire un massimo di 60 giorni Inoltre, il sistema di illuminazione a Led garantisce un'esposizione costante e si accende automaticamente quando non c'è luce naturale. Hexagro, con base a Milano propone per sale ben illuminate o balconi, Poty un vero e proprio orto verticale da 20 o 40 piante, compatto, per verdure ed erbe fresche perfetto anche per chi teme di non avere il pollice verde perchè dotato di assistente digitale. "Con Poty vogliamo far conoscere l’urban farming e riportare l'agricoltura nei luoghi dove vivono quotidianamente le persone, i centri urbani, permettendo loro di poter coltivare quanto necessario senza utilizzare pesticidi chimici e soprattutto contenendo lo spreco alimentare” - dichiara Alessandro Grampa co-Founder di Hexagro - “Ma soprattutto far riscoprire il benessere che il giardinaggio e più in generale il prendersi cura delle piante apporta alle persone che non hanno modo di vivere a stretto contatto con la natura.”. Lo stesso marchio ha da interni Living Farming Tree, una bellissima struttura illuminata per ospitare da 24 a 78 piante di piccoli frutti, fiori edibili, aromatiche, erbe medicinali, spezie, verdure a foglia con una tecnologia aeroponica e luci Led per orticoltura e un software Hexsoft per l'automazione. Se poi il pollice è proprio nero la novità sono i fiori veri stabilizzati e preservati. Mirai Flowers, nuovo brand italiano di home decor, ne propone di ogni tipo, non solo rose. 

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Leader globali e star a Biden, 'sii presidente del clima'

Lettera aperta sul Nyt, tra firmatari DiCaprio e Jane Fonda

Ambiente & Energia Clima
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Star di Hollywood, alti funzionari Onu, Ceo e altri leader globali hanno scritto una lettera aperta a Joe Biden per incoraggiarlo a passare alla storia come il "presidente del clima".
    "Potra' essere ricordato come il 'presidente del clima' che ha salvato l'umanità dal precipizio. Lei può trasformare i sistemi energetici del mondo, dai combustibili fossili all'energia pulita, creando posti di lavoro, riducendo l'inquinamento e affrontando la disuguaglianza economica, razziale e sanitaria nel processo", si legge nel messaggio al nuovo capo della Casa Bianca.
    La lettera è apparsa come annuncio a tutta pagina sul New York Times di oggi. I firmatari includono l'attore Leonardo DiCaprio, ambasciatore Onu contro il cambiamento del clima, Jane Fonda, che si e' fatta arrestare piu' volte sui gradini del Capitol durante proteste contro l'emergenza climatica, Mark Ruffalo e Natalie Portman. Hanno sottoscritto il messaggio, tra gli altri, l'ex segretario esecutivo dell'UNFCCC Christiana Figueres, il presidente esecutivo della Ford, Bill Ford, l'inviato speciale delle Nazioni Unite per la finanza innovativa e gli investimenti sostenibili, Hiromichi Mizuno e, per l'Italia l'europarlamentare Sandro Gozi.
    Il messaggio arriva sulla scia di una serie di azioni della nuova Casa Bianca tra cui il piu' significativo e' stato il rientro nell'accordo di Parigi nel giorno dell'insediamento.
    "Avete mosso gli Stati Uniti nella giusta direzione. Ma, come avete dichiarato, semplicemente non è abbastanza e dobbiamo fare tutto quello che possiamo", scrivono i firmatari. (ANSA).
   

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Larissa Iapichino, promessa di atletica e figlia di Fiona May rivela, amo la moda

18 anni è la nuova testimonial di Red Valentino

Lifestyle Moda
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 "Non posso negarlo, la moda è una mia passione e chissà, spero proprio che esperienze del genere possano esserci sempre di più nel mio futuro". A rivelare il suo sogno segreto è il nuovo volto del marchio Red Valentino, Larissa Iapichino, 18 anni, promessa dell'atletica leggera mondiale. I suoi genitori infatti sono Fiona May, due volte campionessa mondiale e due volte medaglia d'argento ai Giochi Olimpici nel salto in lungo, e Gianni Iapichino, ex primatista e pluricampione italiano di salto con l'asta e decathlon. Nata nel luglio del 2002, fin da piccola Larissa è stata sotto i riflettori grazie anche ad un noto spot televisivo che girò con sua madre. "Ho da sempre avuto un rapporto stretto con la moda - ammette lei -. Tutto è iniziato quando da piccola seguivo mia madre alle sfilate dove era ospite. Fu lei a trasmettermi questa passione. Anche se devo ammettere, entrambi i miei genitori hanno un grande senso estetico".
La moda preferita da Larissa è quella che lei stessa crea mischiando i generi. "Amo il contrasto - precisa - lo stile romantico con dettagli rock ed originali. Mi piace tutto quello che si può definire non convenzionale, sono sempre attenta agli accessori, borse, cinture o calzature. Le borse sono la mia passione!". Ma come fa a coltivare la passione per la moda un'atleta come Larissa Iapichino, campionessa di salto in lungo rivelatasi da poco? Larissa infatti non voleva praticare l'atletica: per 8 anni si è dedicata alla ginnastica artistica.
Poi il colpo di fulmine al meeting di Montecarlo del 2015.
Subito dopo a soli 17 anni, ai campionati italiani allievi di Agropoli del 2019, ha fatto registrare nel salto in lungo la misura di 6,64 m, nuova miglior prestazione italiana under 18.
Le conferme del suo talento sono venute poi dai Campionati Europei Under 20 di Boras (Svezia), dove ha conquistato l'oro nel salto in lungo e ancora con il nuovo record U20 di 6,80, world lead di categoria, quarta juniores di sempre al mondo al primo anno della categoria, seconda prestazione assoluta italiana di sempre, quinta assoluta al mondo nel 2020 e la vittoria del campionato italiano a livello assoluto. Oggi Larissa vive a Firenze, è appassionata di moda, arte e fotografia, frequenta l'ultimo anno del liceo scientifico Leonardo da Vinci ed è una tifosa della Fiorentina. Con tutti questi impegni sarebbe difficile per chiunque conciliare la moda e la cura di se con gli allenamenti. Ma non per Larissa. "Curo la mia immagine anche quando gareggio - rivela - stando attenda ad acconciature e manicure, magari in tinta con qualche accessorio nei capelli, oppure in allenamento abbinando top e calzamaglie con scarpe da riposo o running. Per me i dettagli fanno la differenza e sono sinonimo di ricercatezza e stile personale, di cui non posso fare a meno".
Red Valentino presenta un nuovo capitolo di Inspired by, progetto dedicato a protagoniste che incarnano i valori del brand e che raccontano le loro passioni e ispirazioni. È il momento di sprigionare energia, forza, agilità e saltare il più lontano possibile e lo fa scegliendo come testimonial Larissa Iapichino. Per Red Valentino Larissa rappresenta "la protagonista fuori dagli schemi che unisce lo sport alla determinazione per costruire una carriera di successo. Si mostra allo spettatore con naturalezza, indirizzando l'attenzione sia sulla vita mondana che sulla sfera più intima. La sua presenza energica e romantica si fonde con la realtà circostante: la sua casa a Firenze, la pista dove si allena e gareggia - le sue emozioni mentre sfida la gravità spiccando il volo con un salto".
"Sono davvero felice di collaborare con Red Valentino. Credo che il mio modo di essere una ragazza romantica e allo stesso tempo un pò fuori dai canoni, sia nello sport che nella vita quotidiana, rispecchi i valori del brand. Sono ancora una teenager sognatrice con due anime: da una parte l'atleta professionista, dall'altra una futura dottoressa in legge che vuole mettere le cose a posto e che crede nella giustizia. Ma con Red Valentino voglio trasmettere il messaggio che i sogni possono avverarsi senza perdere la propria femminilità".

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Covid: Germania userà trattamento sperimentale Trump

Sarà il primo paese europeo. 'Acquistate 200.000 dosi'

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Provette e studi in laboratorio (ANSA) Provette e studi in laboratorio

 La Germania diventerà il primo paese dell'Unione europea a utilizzare il trattamento sperimentale a base di anticorpi somministrato a Donald Trump contro il Covid-19. Lo ha annunciato domenica il ministro della Salute Jens Spahn.
    "Il governo ha acquistato 200.000 dosi per 400 milioni di euro", ha detto al quotidiano Bild am Sonntag. Questo cocktail di anticorpi "monoclonali" sarà utilizzato negli ospedali universitari la prossima settimana, ha detto il ministro.

   

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Psicologa Cialdella dopo caso TikTok, più attenzione a potere social

''Rilanciare relazioni e spazio umano''

Lifestyle Teen
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"La storia di Antonella - commenta Maddalena Cialdella, psicologa e psicoterapeuta - induce a molteplici riflessioni: ad un primo livello essa rimanda a quella fase del ciclo di vita dei preadolescenti e adolescenti contraddistinta dalla voglia di misurarsi con le sfide, e la challenge di TikTok è soltanto una delle tante presenti in rete e sui social network, un modo di iniziare a sentirsi più grandi, autonomi e accettati dai coetanei. A quella età però non si ha cognizione e percezione dei rischi che si corrono. Questa tragica vicenda - continua l'esperta - parla anche della funzione regolatrice da parte degli adulti, la loro funzione normativa. Il punto cruciale è proprio qui, a mio giudizio. La capacità educativa, il saper fornire regole e limiti, adeguati all'età e ai bisogni evolutivi dei propri figli. Nessuna demonizzazione degli strumenti o dei social in assoluto ma il loro utilizzo va assolutamente regolato a seconda dell'età e comunque sempre sotto il controllo degli adulti che ne devono scandire tempi e orari della fruizione che in questi lunghi mesi di lockdown è cresciuta con percentuali importanti soprattutto tra i minori.
    Colpisce moltissimo - prosegue la Cialdella - il fatto che già a 10 anni un bambino possegga uno smartphone, avere accesso alle applicazioni, utilizzarle o abilmente aggirarle.
    Allora - commenta in conclusione - ecco che diventano necessarie alcune azioni come quella di un sistema di parental control meno evanescente su pc e cellulari, una maggiore consapevolezza da parte degli adulti che i social sono più e oltre di uno "strumento" ma uno spazio di interazione, un rilancio della relazione umana, un nuovo patto di ascolto tra genitori e figli e un impegno coordinato con la scuola e tutte le istituzioni educative impegnate nella stessa direzione". (ANSA).
   

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Tutto su Matilda De Angelis, da The Undoing a Sanremo il passo è breve

Momento d'oro per la giovane attrice, ora sul set internazionale di Di là dal fiume e tra gli alberi

Lifestyle People
Chiudi Matilda De Angelis alla premiere The Young Pope (ANSA) Matilda De Angelis alla premiere The Young Pope

Emergere tra due che si chiamano Nicole Kidman e Hugh Grant non è male per cominciare una carriera internazionale, il Sunday Times le ha dedicato un ritratto come 'intensa rivelazione' di The Undoing, la serie Hbo su Sky Atlantic, come anche molte testate internazionali (da Harpers Bazaar alla bussola dei casting mondiali, Backstage che l'ha inserita tra i 20 talenti 2021)  e ora Matilda De Angelis, dopo un esordio così, è in rampa di lancio. Non che in Italia non si fosse già fatta notare nel giro di pochi anni come una giovane promessa ma il momento d'oro dell'attrice bolognese è dimostrato dalla chiamata al festival di Sanremo: una serata da co-conduttrice con Amadeus. "Mai chiamarmi su un palco. Non sapete cosa vi aspetta. Grazie Sanremo e Amadeus sono felice ed emozionata" ha scritto su Instagram postando un video girato nel 2019 in una piazza in cui lei improvvisa in uno spettacolo in strada una spaccata strappapplausi come quelli che subito dopo Andrea Delogu, Valeria Solarino, Giusy Buscemi, Francesca Michielin hanno scritto tra i tanti commenti entusiastici.


Dopo The Undoing - "non posso descrivere la gioria e l'onore per aver recitato con Nicole Kidman,icona e musa" ha scritto con gratitudine - è di nuovo su un set internazionale le cui riprese si stanno svolgendo a Venezia: Across the River an into the trees, ossia Di là dal fiume e tra gli alberi, basato sul romanzo di Hemingway che racconta luoghi a lui ben noti. Con la regia di Paula Ortiz il film (come il libro del 1950) mette al centro l'eroico colonnello americano Richard Cantwell - Liev Schreiber - che nell'immediato dopo guerra, annoiato, decide di trascorrere in solitudine un weekend a Venezia facendosi portare dall'autista nei vecchi luoghi conosciuti, ma un incontro casuale con una giovane nobildonna straordinaria - la De Angelis appunto - inizia a riaccendere in lui la speranza di una nuova vita. Nel cast c'è anche Laura Morante e Josh Hutcherson.

 Nata a Bologna l'11 settembre 1995, cantante e musicista, è grazie a Matteo Rovere e a Veloce come il vento, 2016, che si è fatta notare al cinema, grintosa e determinata come il ruolo della pilota Gt accanto al fratello Stefano Accorsi che le è valso la candidatura ai David di Donatello, mentre in tv è Tutto può succedere il suo iniziale biglietto da visita. In quattro cinque anni passa da un set all'altro: Una famiglia di Sebastiano Riso (2017) accanto a Michaela Ramazzotti, Il premio di Alessandro Gassmann (2017), Youtopia di Berardo Carboni (2018), Una vita spericolata di Marco Ponti (2018) fino al recentissimo L'incredibile storia dell'Isola delle Rose diretto da Sydney Sibilia, bravissima accanto al protagonista Elio Germano. In tv, dopo essere stata anche Mariele Ventre nella miniserie Rai1 sullo Zecchino d'oro, è attesa su Rai1 nel kolossal internazionale in otto puntate su Leonardo, in onda nei prossimi mesi nel ruolo della sua musa, Caterina Da Cremona. E nel nuovo flim di e con Sergio Castellitto Un drago a forma di nuvola (ex Il materiale emotivo) in un cast che comprende Bérénice Bejo e Nassim Lyes.

Magnetica, intensa, camaleontica Matilda De Angelis, shooting star Efa 2018, si propone anche come autentica. Il 15 dicembre un suo post su Instagram l'ha ulteriormente avvicinata al pubblico

"Accadono cose paradossali nella vita no? Bene per me essere un'attrice e lavorare con il volto mangiato dall'acne è una di queste - ha scritto sotto ad un primo piano inequivocabile - Ogni giorno devo svegliarmi e presentarmi prima davanti allo specchio e poi davanti alla macchina da presa con il carico emotivo che già comporta essere 'splendida', in parte e concentrata insieme a tutte le mie paure e insicurezze letteralmente a fior di pelle. Ci sono problemi più importanti ma volevo condividere questa piccola verità per sentirmi più forte. Le nostre paure ci possono paralizzare o possono diventare una grande forza". E le sue foto con la maschera sui punti neri sono tra le più divertenti accanto ai ritratti posati per le tante copertine di questi mesi.

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Dopo il caso di Palermo come tutelare i minori sui social network?

Polemiche su Tiktok. Regole già esistono e ci sono responsabilità genitoriali. Intanto nuovi casi già si verificano

Lifestyle Teen
Chiudi TikTok,privacy � priorit�,al lavoro per tutelare gli utenti (ANSA) TikTok,privacy � priorit�,al lavoro per tutelare gli utenti

La morte della bimba di 10 anni di Palermo, vittima probabilmente di una sfida su Tiktok, lascia tutti sgomenti e crescono gli interrogativi su come intervenire concretamente a tutela dei minori sui social network, anche attraverso norme di legge come ipotizzato da parlamentari e associazioni dei consumatori. L'autopsia ha confermato che la piccola è morta per asfissia, proprio a causa di quella cintura stretta al collo, seguendo - come ipotizzano gli inquirenti - le regole di una challenge che sul social network assegna la vittoria a chi resiste di più senza respirare. Gli inquirenti stanno cercando di sbloccare il cellulare della bimba per capire se qualcuno la abbia spinta a partecipare al gioco.
    E' un'emergenza ormai globale quella delle sfide estreme sui social network, che spesso spezzano giovani vite, come, in queste ore, quella di un ragazzo di 17 anni morto in Pakistan travolto da un treno mentre stava realizzando un video da postare su TitTok. E sembra legata all'utilizzo della piattaforma cinese anche la sparizione di una 16enne di Regello (Firenze), che i genitori cercano dal 14 gennaio e ora sostengono essere scappata con una coetanea conosciuta proprio sul social network, a sua volta scomparsa dalla provincia di Pisa. Quest'ultima su TikTok avrebbe tantissimi follower e in passato sarebbe stata accusata di aver bullizzato un giovane disabile, costringendolo a spogliarsi su Instagram.
    Ora il mondo politico e diverse associazioni si interrogano su possibili interventi per tutelare i più piccoli anche se la tematica non è da circoscrivere solo a loro. Il Garante ha bloccato il trattamento dei dati dei profili incriminati su Tiktok, che ora promette di essere al lavoro per tutelare la privacy e la sicurezza. Sono molti, però, a chiedere misure più stringenti per la verifica dell'età degli iscritti al social, come ad esempio l'utilizzo dello Spid. Una normativa nazionale che regoli l'accesso ai social network è, però, ritenuto difficilmente realizzabile dall'avvocato Alessandro Del Ninno, esperto di Information & Communication Technology.    "Il Regolamento UE sulla protezione dei dati personali prevede ampi poteri per le autorità nazionali - dice Del Ninno in un'intervista all'ANSA -, come il blocco del trattamento dei dati acquisiti in modo non conforme ai principi previsti nel regolamento stesso. La normativa italiana ha stabilito che dai 14 anni in su si è abilitati a fornire in proprio tale consenso.    Per gli under 14 devono essere i titolari della responsabilità genitoriale a farlo. Da qui è nato il blocco degli account per quali TikTok non ha potuto documentare la verifica dei limiti di età e l'acquisizione di un consenso valido".
    "E' molto difficile - aggiunge - implementare misure che subordinino ad esempio l'iscrizione all'invio della scansione di un documento o all'uso dello Spid o di una Pec. Quando parliamo di tecnologie a livello mondiale è molto complicato irrigidire servizi che basano il proprio successo sulla facilità di utilizzo. Da qui a dire che non esistono regole ne passa: con il regolamento citato è più difficile il far west dei social media che qualcuno paventa, come dimostra l'intervento del Garante su un fornitore, come Tiktok, che ha sede in Cina ma viene perseguito per violazione del regolamento Ue".    Secondo Del Ninno, "il cellulare non va dato ai minori di 12 anni. Il genitore che lascia campo libero ai figli piccoli rischia di essere quantomeno disattento. Al di là delle norme, che ribadisco ci sono, i genitori dovrebbero esercitare sempre un controllo attento. Inoltre lo stato dovrebbe avviare campagne di sensibilizzazione che non ci sono state in questi anni di grande crescita dei social network". 
   

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Regione Liguria abroga imposta sulla benzina

Risparmio alla pompa di 2 centesimi al litro

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Regione Liguria ha abrogato l'imposta regionale sulla benzina per i mezzi di trasporto. Il provvedimento decorre a partire 1° gennaio di quest'anno.

"Con questa misura - spiega il presidente Giovanni Toti - contribuiamo a diminuire la pressione fiscale e consentiamo ai distributori di abbassare il costo della benzina di 2 centesimi al litro. Si tratta, ne siamo consapevoli, di una quota sicuramente contenuta rispetto all'ammontare complessivo delle tasse sul carburante, ma che va comunque a sgravare il costo della benzina, su cui pesano accise decennali. Da questo punto di vista Regione Liguria si è impegnata a fare la sua parte, portando il più rapidamente possibile il provvedimento in Giunta". 

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Corriere ubriaco cerca di imboccare autostrada contromano

Al casello di Chiavari, per scappare dopo incidente a Carasco

Motori Attualità
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 Ubriaco al volante del furgone della Sda/Poste italiane ha cercato di imboccare l'autostrada contromano per scappare dopo un incidente. L'uomo, 30 anni, è stato denunciato dalla polizia. Il dipendente, che aveva un tasso alcolico di 2,37, ieri sera ha provocato un incidente a Carasco e ha provato a imboccare il casello di Chiavari contromano. Il dipendente di Autostrade ha notato la manovra e ha abbassato la sbarra bloccando l'uomo. Nel frattempo è arrivata una pattuglia della polizia che ha sequestrato il mezzo e ritirato la patente al corriere.

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Arriva "DietaDoc" con i piatti tipici della dieta mediterranea

Obiettivo del progetto è dare accesso ad alimentazione corretta

Terra & Gusto Cibo & Salute
Chiudi Arriva Arriva "DietaDoc" con i piatti tipici della dieta mediterranea

ROMA - Nasce "DietaDoc", piano alimentare costruito per un'intera settimana da medici nutrizionisti, cucinato da chef e consegnato in tutta Italia entro 24/48h con l'obiettivo di riaffermare i valori nutrizionali e salutistici della dieta mediterranea. L'idea è di un gruppo di imprenditori italiani, già attivi nel settore della salute. I pasti "DietaDoc"- spiega una nota- sono cucinati direttamente sottovuoto e a bassa temperatura, un processo- è specificato- che consente non solo di mantenere intatte le proprietà nutritive di ogni piatto, ma permette anche la conservazione in frigorifero fino a 35 giorni. La formula prevista, acquistando online un menu settimanale, è costruita con la consegna a casa di 12 piatti pronti, sei pranzi e sei cene, lasciando libera la dieta di un giorno a settimana. Viene sottolineato che i piatti sono cucinati esclusivamente con ingredienti freschi e naturali fra quelli tipici della dieta mediterranea, a carico glicemico controllato, senza additivi né conservanti e in confezioni monoporzione interamente compostabili. Il pack consegnato a casa include anche consigli per la colazione e gli spuntini, al fine di completare in maniera equilibrata il piano alimentare. "L'obiettivo di questo progetto- afferma Samir Giuseppe Sukkar, referente scientifico di DietaDoc- è di consentire alle persone di avere accesso a un'alimentazione corretta e di tornare a familiarizzare con i valori e con il gusto della dieta mediterranea. Gli errati comportamenti alimentari consistono- aggiunge- in larga parte nel mancato adeguamento ai principi della dieta mediterranea e sono per lo più da imputare alle difficoltà e alla mancanza di tempo nel pianificare l'approvvigionamento degli ingredienti".

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Alfasud Ti Bimotore, prototipo pensato per i rally africani

la '4x4 Wainer' pensata negli anni Settanta per eventi off-road

Motori Attualità
Chiudi Alfasud Ti Bimotore, prototipo pensato per i rally africani (ANSA) Alfasud Ti Bimotore, prototipo pensato per i rally africani

Un prototipo pensato per i rally più impegnativi e firmato Alfa Romeo. Il veicolo in questione è l'Alfasud Ti Bimotore 4x4 Wainer, che vedeva la luce nel 1974 come potenziale partecipante agli eventi fuoristrada più impegnativi come quelli della Pagigi Dakar o altri impegnative gare africane.

 

 

Specifica principale del veicolo, quella di avere due propulsori, uno nella parte anteriore per alimentare le ruote anteriori e uno nella parte posteriore per alimentare le ruote posteriori. L'idea di avere due motori con due trasmissioni non era del tutto nuova per la verità, perché era già stata sperimentata prima con la forse più celebre Citroen 2CV Sahara. Nonostante la complessità meccanica figlia del doppio motore, l'idea era quella di poter contare su due propulsori utili, nel caso uno dei due avesse ceduto durante la gara. Il progetto venne considerato potenzialmente ideale per quegli sport motoristici e per quelle competizioni celebri per mettere a dura prova i veicoli, a cominciare dalla Parigi-Dakar e, naturalmente, dal Rally Africano. L'Alfa Romeo Alfasud Ti Bimotore 4x4 Wainer è stata sviluppata da Gianfranco Mantovani (soprannominato Wainer) e dall'officina di ingegneria spesso specializzata nella modifica e preparazione di vetture da competizione Alfa Romeo. In questa veste Mantovani aveva lavorato a lungo con il reparto corse Alfa Romeo Autodelta e il suo fondatore Carlo Chiti. L'Alfasud Ti Bimotore 4x4 fu completato nel 1977, utilizzando un Alfasud Ti 1200, la versione più performante del modello, del 1974. La sigla 'Ti' stava per Turismo Internazionale. Il Ti era controllato da una trasmissione a 5 marce e mossa da un 1,2 litri boxer quattro cilindri, con un carburatore Weber da 67 CV. Mantovani e il suo team hanno sostanzialmente portato un altro motore, montato nella posizione dei sedili posteriori. Fin dall'inizio la vettura era progettata per poter funzionare normalmente con entrambi i motori in funzione, oppure con il solo motore anteriore o posteriore attivo. I motori utilizzavano pulsanti di avviamento separati, così come i sistemi di accensione separati, con strumenti di ogni motore segnalati entrambi sul cruscotto in modo che il conducente potesse monitorare entrambi allo stesso tempo. I cambi erano entrambi collegati alla stessa leva del cambio centrale, e le due frizioni azionate dallo stesso pedale. L'obiettivo era quello di rendere la guida della vettura il più semplice possibile, indipendentemente dal fatto che il conducente utilizzasse entrambi i motori o solo uno. La vettura è stata ulteriormente modificata con due prese d'aria laterali, radiatori con ventilatori elettrici ed altro ancora. Con entrambi i motori in funzione la vettura accelerava da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e la sua velocità massima era di 215 km/h.

Il progetti Ti si è però poi fermato ai circuiti di prova e non ha mai partecipato a nessun rally. Oggi, il prototipo fa parte di una serie di veicoli messi all'asta da Soteby's.

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F1: 'Olandesina volante' in Ferrari, Maya prima pilota dell'Academy

Nel Camp finale 16enne batte tre rivali: "Giusto seguire sogni"

Motori Attualità
Chiudi Maya Weug, prima donna ammessa alla Ferrari Driver Academy (ANSA) Maya Weug, prima donna ammessa alla Ferrari Driver Academy

Ha 16 anni, è olandese e si chiama Maya Weug. E' questo il profilo essenziale della pilota pronta a scrivere una pagina di storia della Ferrari, la prima ammessa alla Driver Academy di Maranello. Maya ha saputo mettersi in luce più delle 'rivali' nel Camp finale di valutazione svoltosi nel quartier generale, atto conclusivo del programma Fia "Girls on Track - Rising Stars", l'iniziativa voluta dalla FIA Women in Motorsport Commission, che intende promuovere l'automobilismo femminile e supportare i talenti più promettenti. Dopo una selezione a livello mondiale, le quattro ragazze giunte alla fase finale - oltre alla Weug, la francese Doriane Pin e le brasiliane Antonella Bassani e Julia Ayoub - hanno affrontato prove che ne hanno messo in luce non solo la velocità pura ma anche il potenziale. Maya ha ereditato la passione per il motorsport dal padre ed è salita su un kart già a sette anni. A Natale 2011 ha ricevuto in dono un kart tutto suo, e da quel momento nulla è più riuscito a staccarla dalle competizioni. "Ricorderò questa giornata per sempre! Sono fuori di me dalla gioia per il fatto di diventare la prima pilota della Ferrari Academy - le parole di Maya - che mi fa capire che ho fatto bene a inseguire il mio sogno. Darò tutto per dimostrare a chi ha creduto in me che merito di indossare i colori della Academy".

"E' un momento memorabile nella carriera di Maya - commenta il presidente della Fia, Jean Todt -. Il programma 'Girls on Track' è la chiave per il nostro impegno nel supportare la diversità di genere nel nostro sport". "È un momento fondamentale nella storia della Scuderia Ferrari e della sua Academy, nata nel 2009 per forgiare i futuri piloti di Formula 1 della nostra squadra - afferma il team principal, Mattia Binotto -. L'arrivo di Maya rappresenta un segno tangibile dell' impegno della Scuderia per rendere il motorsport sempre più inclusivo"

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Renault Twingo Electric, vera mobilità green anche fuori città

Livello Vibes, a suo agio su strada aperta con dotazioni al top

Motori Prove e Novità
Chiudi Renault Twingo Electric (ANSA) Renault Twingo Electric

 Assoluta antesignana di quel cambiamento che oggi, alla Renault di Luca de Meo, è stato chiamato Nouvelle Vague, la Twingo ha dimostrato fin dalla sua prima generazione, quella tutta curve e simpatia del 1993, di non essere catalogabile e di non avere in pratica dirette rivali. Una particolarità esaltata nell'ultima generazione (a motore posteriore) e ancora di più nella recentissima variante con propulsione 100% elettrica. Nuova Renault Twingo Electric, per caratteristiche, equipaggiamenti e prestazioni, va infatti a soddisfare le esigenze di una fascia di utenza davvero trasversale e diversificata, tanto da non meritare la sola definizione di city car. 

 


Lo fa, va detto subito, a condizioni economiche estremamente interessanti: Twingo Electric è proposta nell'allestimento Zen con batteria di proprietà a partire da 22.450 euro senza tener conto di Ecobonus e altri incentivi locali. In caso di rottamazione di un veicolo da Euro 0 a Euro 4 immatricolato prima del 30 dicembre 2010 e sommando gli incentivi statali in vigore e i vantaggi Renault Twingo Electric parte da 11.500 euro oppure a 89 euro/mese.
Questo finanziamento, denominato Renault Easy, richiede un anticipo di 3.000 euro e 36 rate da 89 euro, con rata finale dopo 3 anni e 30mila km corrispondente al Valore Futuro Garantito di 8.721 euro. Sono compresi in questo conteggio il Finanziamento Protetto (429,80 euro) e il Pack Service (949 euro) comprensivo di 3 anni di copertura Furto e Incendio, un anno di Driver Insurance, estensione di garanzia 3 anni o 50.000 km.
Una premessa, questa, che serve a sottolineare come la caleidoscopica Renault Twingo Electric sia innanzitutto una soluzione di mobilità 'green' davvero accessibile, così come sono accessibili i costi del pieno. Se la ricarica si fa a casa, impiegando 15 ore con presa da 10 A, la spesa varia tra 4 e 6 euro (considerando una tariffa di 0,2/0,25 euro per kWh) mentre alle colonnine di Enel X da 22 kW e presa 32 A - le più rapide, dato che si impiegano circa 90 minuti - si arriva a spendere tra i 10 e gli 11 euro (tariffa di riferimento 0,45 euro per kWh). Ma viste anche le prestazioni su strada e soprattutto l'autonomia - che può arrivare con una guida intelligente a 180 km - emerge anche a livello numerico quanto abbiamo verificato in questa prova, cioè che Twingo Electric non è solo una perfetta cittadina ma anche una 'tuttofare' da guidare anche per scappare (quando premesso dai Dpcm) dalle metropoli e immergersi nella natura in modalità assolutamente green.


Guidare questa segmento A è sicuramente lontano anni luce dalle sensazioni che si provano al volante di una Audi e-Tron o di una Mercedes EQC, ma offre comunque un quadro preciso e appagante dei vantaggi della propulsione elettrica. Con 82 Cv di potenza, il motore sincrono R80 derivato da quello di Zoe, impressiona non tanto per il valore della coppia massima (160 Nm) quanto per la rapidità di erogazione, prerogativa esaltata dalla trazione posteriore. Lo scatto da 0 a 100 si realizza in 12,9 secondi, ma forse è più importante valutare l'accelerazione 'urbana' da 0 a 50 km/h in soli 4,2 secondi.


L'energia è fornita da una batteria agli ioni di litio collocata in posizione centrale - per una distribuzione ottimale dei pesi - che ha una capacità di 22 kW. Sono presenti 3 livelli di rigenerazione in frenata, che possono consentire sensibili incrementi dell'autonomia. L'effetto di maggior recupero si ottiene dalla quella più intensa, davvero 'forte' se si lascia l'acceleratore. C'è poi quella intermedia, la più 'scorrevole' per una guida in condizioni normali. E infine è prevista una modalità 'leggera', che simula una guida tradizionale con un effetto freno motore paragonabile a quello di un propulsore a benzina.


Sorprendentemente comoda per un'auto da 3,6 metri di lunghezza, Twingo Electric ha tutto quello che serve per muoversi in sicurezza e in relax dentro e fuori le città. Nella variante Vibes oggetto del nostro test (prezzo da 24.350 euro) propone una dotazione che è davvero completa, in quanto comprende clima automatico, sistema multimediale Easy Link con display da 7 pollici e radio DAB (compatibile con Android Auto ed Apple Car Play), griglia calandra anteriore con inserti bianchi, fari fendinebbia, cerchi in lega da 16 pollici diamantati bianchi, Lane Departure Warning, Parking Camera e sistema di navigazione connessa. Quest'ultima offre la possibilità di verificare la disponibilità delle colonnine in tempo reale e di programmare con l'EV Route Planner un itinerario che tenga conto delle soste per la ricarica.

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Rally Italia Talent targato Aci riparte dalla Sardegna

Sulla pista del Corallo a Alghero dal 26 al 28 marzo,8^ edizione

Motori Attualità
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Primi vagiti per i propulsori dell'Aci Rally Italia Talent 2021 che prenderà il via in Sardegna. La prima selezione regionale della 8^ edizione del Grande Fratello dei motori si correrà sulla pista del Corallo di Alghero dal 26 al 28 marzo in collaborazione con AC Sassari. A seguire nelle settimane successive saranno previste consecutivamente tutte le altre 8 Selezioni regionali previste per l'edizione 2021, con tutte le misure di prevenzione Covid previste da apposito Protocollo concordato con Aci Sport per garantire la massima sicurezza a partecipanti e staff.

Aci Rally Italia Talent giunto alla sua 7^ edizione nonostante la situazione complicata dovuta all'emergenza sanitaria ha portato regolarmente a termine tutte le 9 selezioni regionali previste, nonché la semifinale e la finale sempre con le vetture Suzuki Swift Sport Hybrid messe a disposizione da Suzuki Italia e gommate Toyo, registrando addirittura anche il numero record di 10.485 iscritti di tutte le 7 edizioni disputate.

"Un grazie particolare - affermano gli organizzatori - al presidente Aci, Sticchi Damiani, al Presidente di Suzuki Italia, Nalli, al direttore per lo Sport in ACI, Ferrari, al direttore Generale di Aci Sport, Rogano e al presidente della Commissione Rally, Settimo che hanno permesso la regolare conclusione dell'edizione 2020 che si è conclusa con tutte le misure di prevenzione Covid previste da apposito Protocollo, tamponi compresi, che hanno soprattutto garantito la massima sicurezza a partecipanti e staff".

Per la prima volta, hanno partecipato alla Finale, grazie all'iniziativa Rally Talent Ability, affiliata all'Aci e riconosciuta dal Coni, oltre 100 disabili che hanno preso parte, gratuitamente, a tutte le fasi di Aci Rally Italia Talent sfidando gli altri concorrenti ad armi pari grazie a una Suzuki Swift speciale messa a loro disposizione da Suzuki Italia, con un allestimento particolare, studiato con la collaborazione dell'azienda Handytech di Moncalvo d'Asti e con sul volante l' Easywrite per facilitare la stesura note.

E non sono mancate anche nella stagione 2020 delle grandi soddisfazioni per gli importanti risultati ottenuti dai precedenti vincitori di Aci Rally Italia Talent.

A cominciare da Pietro Ometto (vincitore Categoria Navigatori nell'edizione 2014) che in coppia con Andrea Crugnola ha vinto il Campionato Italiano Rally, per continuare con Damiano De Tommaso (Vincitore Categoria Piloti nell'edizione 2014) che ha rivinto l' International Rally Cup e la ciliegina sulla torta la vittoria di Andrea Mabellini (Vincitore Categoria Under 18 Piloti nell'edizione 2017) che con il risultato ottenuto al recente Aci Rally Monza, gara valida per il mondiale, in coppia con Virgy Lenzi (Vincitrice Categoria Navigatori Under 18 nell'edizione 2016) ha vinto la FIA R-GT Cup 2020.

Scopri il Rally che c'è in te. Questo è in due parole Aci Rally Italia Talent, un Format sportivo, dove conta solo ed esclusivamente l'attitudine alla guida sportiva, pensato per offrire a tutti, in particolare a chi non ha mai corso e aperto anche ai minorenni, l'opportunità di realizzare un sogno: partecipare gratuitamente almeno una volta da pilota o da navigatore ufficiale a un rally.

L'obiettivo non è però solo quello di individuare nuovi talenti da introdurre nel mondo dell'automobilismo sportivo, ma anche quello di sensibilizzare i concorrenti sul tema della sicurezza stradale per la guida di tutti i giorni per migliorare il controllo dell'auto in ogni situazione, attività di formazione che si rivolge soprattutto ai più giovani, per i quali il progetto ideato da Renzo Magnani ha un'attenzione particolare sin dal 2014, anno della prima edizione.

Sono ancora aperte le iscrizioni online in homepage sul sito www.rallyitaliatalent.it per la ottava edizione di Aci Rally Italia Talent 2021 ancora con Tassa ridotta pari a 45 euro.

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Elkann: 'La nascita di Stellantis è un punto di partenza'

'Con Tavares stessa ambizione e visione, la diluizione della quota di Exor non è disimpegno'

Motori Industria
Chiudi John Elkann (ANSA) John Elkann

"Questo momento non lo considero un punto di arrivo, è piuttosto un punto di partenza". Così John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor, commenta la nascita di Stellantis in un'intervista a Le Figaro. A proposito delle sfide che attendono il gruppo con i suoi 14 marchi, Elkann osserva: "La dimensione è un punto di forza, non di debolezza. Psa è riuscita perfettamente a integrare Opel. Idem per Fiat e Chrysler. Sappiamo far convivere, all'interno della stessa famiglia, delle personalità molto diverse".

L'intervista di Bertille Bayart è pubblicata sul Figaro (pagina 20), in edicola oggi. Il titolo è "John Elkann, la buona stella dell'impero Agnelli. il giovane presidente di Stellantis è un ardente difensore del capitalismo famigliare. Confida al Figaro la sua ambizione per il Gruppo che dirige". A proposito della sua fama in Francia Elkann spiega: "Credo che bisogna sapere essere retto e fermo. Bisogna essere chiari sulle basi su cui si è pronti a prendere un impegno. Non fare è anch'essa una decisione, e talvolta è quella buona". Il presidente di Exor sottolinea il ruolo del capitalismo familiare ("le famiglie danno una performance migliore") e smentisce che gli Agnelli siano più investitori finanziari che industriali. "Non è vero. Abbiamo investito in Fiat, nei prodotti e nelle fabbriche. Abbiamo creato tutta la filiera che ha permesso di lanciare la Fiat 500 elettrica. Abbiamo fatto di Jeep un successo mondiale. Abbiamo lanciato dei prodotti super performanti a marchio Alfa Romeo come Giulia e Stelvio. In piena pandemia, abbiamo lanciato la prima Maserati il cui motore è derivato dalla nostra esperienza in Formula 1", afferma.

"Il carattere forte fa parte delle chiavi del successo. Come già in passato, sarò un presidente che ha la grande fortuna di poter lavorare a fianco di un leader molto competente e con il quale condivido la stessa ambizione, la stessa visione e lo spirito da pionieri di cui abbiamo bisogno per scrivere un nuovo capitolo della storia dell'automobile che si annuncia appassionante".

"In Exor non parliamo mai di investimenti, ma di imprese. Quello che è importante è l'impresa, non il nostro peso azionario. La diluizione non significa disimpegno: a volte è la condizione perché l'impresa possa svilupparsi. Noi ci assumiamo questa scelta di imprenditori". Exor è primo azionista del nuovo gruppo con il 14,4%, mentre in Fca aveva il 28,5%.

Il ministro Le Maire? "Ha sostenuto molto, insieme al suo omologo italiano, la nascita di Stellantis, prende le decisioni che reputa giuste".

"Continueremo a investire, attraverso acquisizioni mirate e all'interno dello sviluppo del modello multi-piattaforma. Credo al giornalismo scritto - dice Elkann - un universo in piena trasformazione. Gedi è un gruppo che possiede testate forti (La Repubblica, La Stampa), detiene il 20% del mercato tradizionale e 2/3 del mercato digitale dell'informazione. E' ben posizionato nel fenomeno di consolidamento che interessa i mercati locali. "L'Economist - puntualizza Elkann - fa parte di quelle organizzazioni giornalistiche in lingua inglese che hanno accesso a un mercato mondiale e che, sul modello di quello che è riuscito a fare il NYT, hanno la possibilità di svilupparsi molto, trovando lettori disposti a pagare per l'informazione su un numero crescete di piattaforme".

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Covid, L'Ue farà rispettare i contratti sui vaccini. Michel: 'Useremo tutti i mezzi legali'

Oltre 13mila nuovi casi, 488 morti. In calo ricoveri e terapie intensive. Si accende la polemica sui ritardi Pfizer e Astrazeneca. L'Italia rischia di scendere da 8 a 3.4 milioni di dosi

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Una infermiera prepara una dose di vaccino (ANSA) Una infermiera prepara una dose di vaccino

La Ue intende "fare rispettare i contratti firmati" dalla Pfizer sui vaccini, se necessario anche ricorrendo a mezzi legali. Lo ha detto Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ospite della trasmissione 'Grand Rendez-vous' della radio Europe 1. "Possiamo utilizzare a questo scopo tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione", ha affermato Michel.

 "E' evidente che, se i vaccini non ci sono, slitta di qualche settimana o mese l'immunità di gregge. Non dipende da noi ma dalle aziende che forniscono i vaccini". Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia a SkyTg24 confermando che i richiami saranno "fatti e garantiti" ma che il piano va rimodulato "in base ai numeri ridotti". "Pretendiamo che quei numeri siano ripristinati" ha aggiunto, sottolineando che "se ci sono problemi produttivi" per i ritardi "devono spiegarceli" ma, "se i vaccini destinati all'Ue finiscono in altri continenti, è molto grave". 

La partita dunque si gioca tutta sui vaccini e sul necessario aggiornamento del Piano vaccinale. Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato un vertice con le Regioni. All'incontro anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario per l'Emergenza Domenico Arcuri.

 Sono 13.331 i nuovi casi di Covid in Italia in 24 ore, per un totale dall'inizio dell'emergenza di 2.455.185. L'incremento delle vittime, invece, è di 488, che porta il numero complessivo a oltre 85mila: 85.162. In base ai dati del ministero della Salute, gli attualmente positivi in Italia scendono per la prima volta da settimane sotto i 500mila: 498.834, con un calo di 3.219 rispetto a venerdì. Dall'inizio dell'epidemia sono invece 1.871.189 i pazienti dimessi o guariti, con un incremento nelle ultime 24 ore di 16.062. Sono 2.386 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, in calo di 4 nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 174. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati 21.403 pazienti, in calo di 288 unità rispetto a venerdì. Sono 286.331 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia in 24 ore. Venerdì, secondo i dati del ministero della Salute, erano stati 264.728. Il tasso di positività scende di mezzo punto al 4,6% (era al 5,1%).

"Non mancano 'dosi' di vaccino Pfizer, ma le siringhe di precisione che permettono di estrarne la quantità giusta non sono proporzionate alle fiale: se avessimo quelle potremmo sempre avere sei dosi per fiala e non 5, così come ha suggerito l'Aifa, e tentare di colmare il gap". E' quanto affermano in sintesi alcuni Centri vaccinali di diverse Regioni (tra cui Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna), che segnalano per questa settimana il mancato arrivo delle siringhe di precisione (per la Calabria invece il problema è stato riscontrato la settimana precedente) da parte della struttura commissariale per l'Emergenza. Non tarda la risposta del Commissario Arcuri: "E' falso" che siano state mandate ai Centri vaccinali meno siringhe di precisione. "In questa settimana si è provveduto a distribuire un numero inferiore di siringhe per la banale ragione che Pfizer ci ha inviato un numero inferiore di fiale di vaccino". Cosa che proseguirà anche la prossima settimana poiché "arriveranno il 20 per cento di fiale in meno rispetto a quanto comunicato". Nella vicenda interviene il premier Conte: "I rallentamenti delle consegne" dei vaccini "costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all'Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia. Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale", ha scritto su Facebook il premier parlando di AstraZeneca. "Le ultime notizie che ci arrivano dalle aziende produttrici dei vaccini anti-Covid sono preoccupanti - ha scritto su Facebook Conte -. Dapprima Pfizer-Biontech ha comunicato un rallentamento della distribuzione ai Paesi Ue delle dosi di vaccino già programmate. Ma ancora più preoccupanti sono le notizie di ieri diffuse da AstraZeneca, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito anche nell'Ue. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni". 

La prima consegna del vaccino di AstraZeneca, se otterrà il via libera dall'Ema il 29 gennaio, dovrebbe essere fatta il 15 febbraio. E' quanto avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri nel corso della riunione con le Regioni. Le altre due consegne sarebbero invece previste per il 28 febbraio e il 15 marzo. A fine marzo in Italia saranno consegnate circa 15 mln di dosi di vaccino, avrebbe detto ancora il Commissario per l'Emergenza spiegando che al momento da Astrazeneca, se approvato da Ema, avremo non gli 8 mln assicurati in precedenza, ma 3.4 entro fine marzo, oltre alle dosi di Moderna e Pfizer.

Lunedì l'Avvocatura dello Stato avrà terminato gli approfondimenti giuridici e l'Italia procederà contro Pfizer su tre canali: una diffida per inadempimento da presentare in Italia, un esposto ai pm per potenziale danno alla salute e una richiesta a nome del governo italiano e delle regioni al foro di Bruxelles per inadempimento.

Un coordinamento permanente tra Stato e Regioni "finchè le aziende non daranno certezze definitive" sulle consegne dei vaccini: è quanto ha proposto, secondo quanto si apprende, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia nel corso della riunione con le regioni chiedendo a tutti "massima solidarietà e toni istituzionali". "Ci si convoca - ha aggiunto - per ogni aggiornamento che il commissario Arcuri avrà da comunicarci sui vaccini, sulla distribuzione e sulle interlocuzioni con le aziende farmaceutiche".

IL MONITORAGGIO ISS-SALUTE - "Questa settimana, alcune regioni hanno rischio basso, altre moderato ma ci sono ancora regioni a rischio elevato; quindi la valutazione complessiva ci dice che dobbiamo porre attenzione alla situazione. Quindi il messaggio è che c'è una lieve diminuzione dell'incidenza nel paese ma che è lontana dal consentire di riprendere a tracciare i casi, quindi l'epidemia è fuori controllo perchè non si riesce appunto ancora fare il tracciamento". Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, alla conferenza stampa al ministero sui dati del monitoraggio settimanale sull'andamento dell'epidemia. "L'Epidemia resta in una fase delicata e non dobbiamo allentare misure: quando le allentiamo il virus ricomincia a correre, è uno stop and go. Quindi è meglio mantenere le misure per evitare circolazione troppo elevata. Dobbiamo essere molto lesti nell'identificare varianti e prendere misure di restrizione mobilità nei posti i cui ciò dovesse accadere, quindi bisogna tenere guardia molto alta".

"Dopo il picco siamo a circa 20-25mila dosi di vaccino al giorno somministrate e ciò a causa dei tagli delle forniture. E' atteso per il 29 gennaio il parere di Ema sul vaccino AstraZeneca, che ha comunicato una riduzione della capacita produttiva e ciò richiederà una rimodulazione della campagna vaccinale", ha spiegato il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. "Possiamo dire che a fine gennaio l'Italia dovrebbe avere a disposizione circa 2,5 mln di dosi che servono sia per prime immunizzazioni sia i richiami". "A oggi non c'è alcuna evidenza che i vaccini disponibili, Pfizer e Moderna, non offrano copertura rispetto alle varianti del virus. Quindi il messaggio in questo momento è assolutamente rassicurante". "Ad oggi sono state somministrate un pò più del 70% delle dosi di vaccino consegnate, ciò perchè va mantenuta una aliquota per garantire in richiami. Rimaniamo in testa al gruppo dei paesi che in Europa hanno somministrato più vaccini - ha spiegato Locatelli - e siamo attualmente secondi dopo la Germania e questo a dispetto della riduzione del numero delle dosi osservata in questa settimana, -29%, e anche a dispetto dell'ulteriore riduzione annunciata da Pfizer anche per la prossima settimana e quantificabile nell'ordine del 20%". 

Bruxelles convoca AstraZeneca dopo l'annuncio dei ritardi. La commissaria Kyriakides, 'profondo scontento'

Dopo cinque settimane di crescita ininterrotta, scende l'indice di trasmissibilità Rt in Italia collocandosi a quota 0,97, e calano anche i ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti ordinari. Ma è troppo presto per pensare ad una effettiva inversione di rotta della curva epidemica da Covid-19. Continua ad essere un quadro preoccupante, sia pure con qualche primo segnale di miglioramento, quello che si evince dall'ultimo monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e ministero della Salute (dati relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021, aggiornati al 20/1/2021) sull'andamento dell'epidemia da SarsCov2 nel Paese.

Attualmente sono dieci le regioni con Rt sopra 1. Molise e Sicilia guidano la classifica dell'Rt rispettivamente con 1.38 e 1.27. Questo il quadro degli Rt puntuali regione per regione contenuto nella bozza del 36/o monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute con dati al 20 gennaio 2021 relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021.

LA CONFERENZA STAMPA ISS

 

 

REGIONE - RT 
Abruzzo 1.05
Basilicata 1.12
Calabria 1.02
Campania 0.76
E-R 0.97
FVG 0.88
Lazio 0.94
Liguria 0.99
Lombardia 0.82
Marche 0.98
Molise 1.38
Piemonte 1.04
PA Bolzano 1.03
PA Trento 0.9
Puglia 1.08
Sardegna 0.95
Sicilia 1.27
Toscana 0.98
Umbria 1.05
Valle d'Aosta 1.12
Veneto 0.81

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Covid, in 24 ore 11.629 nuovi casi e 299 vittime

Torna a salire il numero dei posti occupati in terapia intensiva, +14

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Milano (ANSA) Milano

Sono 11.629 i nuovi casi di Covid in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale, dall'inizio dell'emergenza, di 2.466.813. L'incremento delle vittime, invece, è di 299, che porta il numero complessivo ad 85.461. Sono 216.211 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in 24 ore. Sabato, secondo i dati del ministero della Salute, erano stati 286.331. Il tasso di positività risale al 5,3% (sabato era al 4,6%).

Torna a salire il numero dei posti occupati in terapia intensiva per il Covid. Sono 2.400 i pazienti ricoverati in rianimazione, 14 in più nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 120. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati 21.309 pazienti, in calo di 94 unità rispetto a sabato.

IL PUNTO SUI VACCINI

"Siamo riusciti a compensare un rialzo significativo" di contagi da Covid-19 in Italia, l'Rt è sotto 1, ma nonostante si continui a scendere come percentuale di positivi, "frena la discesa" e i dati di questi giorni mostrano proprio "che siamo in frenata". Questa l'analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac) secondo il quale va fatta anche un'operazione "verità" sui calcoli dei positivi ai tamponi molecolari e rapidi antigenici. Sono solo 10, infatti, ad oggi, sottolinea Sebastiani, le Regioni e Province Autonome che di fatto riportano i valori dei positivi separatamente per i due tipi di test. "È auspicabile che tutte trasmettano i dati in questo modo. Questo rende impossibile al momento il confronto tra tutte le singole regioni-province autonome perchè hanno valori molto diversi della percentuale dei test molecolari da cui dipende il valore della percentuale cumulata fornita dai media". Guardando lo scenario attuale, secondo l'esperto, "sarebbe necessario a breve prevedere un altro periodo di 10-14 giorni di 'freddata rossa' per abbassare l'incidenza. Un'azione simile - spiega il matematico - a quella messa in campo per il periodo delle vacanze di Natale, questo almeno in alcune regioni". "Occorre ovviamente fare i conti con una serie di fattori che riguardano la società intera ma bisogna capire che lo 'stop and go' che di fatto siamo costretti a fare, come anche altri Stati, avviene in ritardo mentre farlo prima costa meno alla fine, anche in termini economici. Dobbiamo evitare di arrivare di nuovo a far riprendere la velocità di contagi considerando anche che con i ritardi della campagna vaccinale l'azione di protezione delle categorie più fragili è molto rallentatata". Non dimentichiamo che da trenta giorni l'incidenza dei decessi oscilla attorno a un valor medio di 475 decessi al giorno. Un'azione adesso "significa anche consentire di riavvicinarci al controllo con il tracciamento".

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Covid, Pfizer: 'Fornitura torna a regime'. Ue farà rispettare i contratti

L'azienda farmaceutica: 'C'è fraintendimento, ridotto il numero di fiale, non di dosi'. Il presidente del Consiglio europeo Michel: 'Useremo tutti i mezzi legali'. Sileri: 'Slitta il vaccino per over 80'

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Vaccino: Sileri,per over 80 slitta di 4 settimane (ANSA) Vaccino: Sileri,per over 80 slitta di 4 settimane

"Dalla prossima settimana la fornitura del vaccino da parte di Pfizer tornerà a regime". Lo ha ribadito Pfizer contattata da Sky TG24. La società farmaceutica statunitense ha anche specificato che "dall'8 al 18 Gennaio sono state inviate le fiale previste dal piano di ordinazione, poi c'è stata la riduzione a causa del riadattamento del sito produttivo belga di Puurs. Con la decisione del Governo di somministrare 6 dosi anziché 5, Pfizer ha ridotto il numero di fiale, ma non di dosi previste, che resta lo stesso. Quello che sta accadendo è frutto di un fraintendimento nel conteggio delle dosi che non è il conteggio delle fiale".

Ma il Commissario straordinario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, a Live #noneladurso, attacca le aziende produttrici di vaccini: "Stanno trattando 27 Paesi europei come dei poveracci. Togliamoci dalla testa che l'Italia sia più penalizzata di altri. Queste aziende non producono bibite e merendine - ha proseguito Arcuri riferendosi alle case farmaceutiche che hanno annunciato i ritardi - Si sono impegnate a dare una certa quantità di vaccini che sono molto più importanti delle bibite e merendine. Se avessimo i vaccini che sono stati annunciati dalla aziende farmaceutiche - rincara - entro l'autunno potremmo vaccinare fino a 45 milioni di italiani, ma non credo a queste aziende. Io voglio vedere i vaccini. Ci possono essere delle asimmetrie, secondo cui le poche cose che si producono non per forza vadano nei luoghi dove devono andare" ha detto ancora il Commissario straordinario per l'Emergenza, alla domanda su dove finissero i vaccini non recapitati all'Europa."Ovviamente questo non lo so", ha aggiunto Arcuri, che in merito all'ipotesi che i vaccini non recapitati siano invece finiti in altri Paesi più ricchi, ha risposto: "Spero che questo non sia vero, so che all'Europa sono stati dati meno vaccini di quanto doveva riceverne e che con la vita delle persone non si gioca".

Le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da AstraZeneca "faranno slittare di circa quattro settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80 e di circa 6-8 settimane per il resto della popolazione. Da domani le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari". Così il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri a 'Domenica In' su Rai1. "Tra due settimane, se tutto va bene - ha aggiunto Sileri - avremo un mercato con i tre vaccini: il che significa riprendere con maggior forza, completare la vaccinazione per i medici e gli infermieri e cominciare con gli over 80". "Questo tipo di rallentamento - ha poi conlcuso - coinvolge tutta l'Europa e buona parte del mondo, ma confido che il ritardo possa essere colmato più avanti". "Per ovviare ai problemi sulla linea produttiva servirebbe un accordo quadro a livello europeo - ha aggiunto Sileri - che consentisse di operare per conto terzi, realizzando una sinergia tra le compagnie oggi operative e altre realtà attualmente non impegnate nella produzione dei vaccini. Questo potrebbe aumentare in maniera incisiva la velocità di produzione". 

Intanto la Ue intende "fare rispettare i contratti firmati" dalla Pfizer sui vaccini, se necessario anche ricorrendo a mezzi legali. Lo ha detto Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ospite della trasmissione 'Grand Rendez-vous' della radio Europe 1. "Possiamo utilizzare a questo scopo tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione", ha affermato Michel.

"E' evidente che, se i vaccini non ci sono, slitta di qualche settimana o mese l'immunità di gregge. Non dipende da noi ma dalle aziende che forniscono i vaccini", ha spiegato il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia a SkyTg24 confermando che i richiami saranno "fatti e garantiti" ma che il piano va rimodulato "in base ai numeri ridotti". "Pretendiamo che quei numeri siano ripristinati" ha aggiunto, sottolineando che "se ci sono problemi produttivi" per i ritardi "devono spiegarceli" ma, "se i vaccini destinati all'Ue finiscono in altri continenti, è molto grave". 

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Fiat, record storico nel 2020 in Europa con 500 e Panda

Leader assolute nelle city car, cresciute del 3% ciascuna

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Nonostante le difficoltà legate alla pandemia globale, il 2020 si è chiuso per il marchio Fiat con tanti nuovi prodotti e tanti record raggiunti. In particolare 500 e Panda, le city car da sempre leader del segmento in Europa, hanno raggiunto la quota cumulata del 35,6%, crescendo ciascuna di oltre 3 punti percentuali. La Panda inoltre, nell'anno del suo 40esimo anniversario, ha raggiunto la miglior quota di mercato della sua storia, cioè il 17,8% in Europa e il 47,8% in Italia, mentre la 500 ha realizzato il miglior market share di sempre fuori dall'Italia, pari al 19,3%. Il 2020 era iniziato con il lancio delle versioni ibride di 500 e Panda a febbraio, e poi a maggio di Ypsilon, divenendo leader indiscussa delle city car ibride in Europa con 110.000 unità immatricolate nel 2020 e ottenendo il secondo posto nel mercato ibrido totale.

Questo è stato il primo tassello verso l'elettrificazione che vedrà, entro la fine del 2021, il 60% delle vetture Fiat in versione elettrificata, percentuale superiore alla media del mercato. Vera punta di diamante di questo anno di 'rinascita' è stata di certo la Nuova 500 che, in soli due mesi, ha fatto registrare oltre 10.000 vendite in Europa, con un ottimo risultato in Italia dove nel mese di dicembre ha conquistato la leadership. Ma quello appena concluso è stato anche l'anno di Tipo e Panda, entrambe completamente rinnovate. In particolare, la famiglia Tipo si è ulteriormente allargata con l'introduzione della nuova Tipo Cross, la variante cross-over che strizza l'occhio a un target inedito per Fiat. Lanciata nel 2016, Tipo è divenuta in pochi anni una vera e propria famiglia di vetture.

Infatti, dopo la prima versionesedan, nel 2017 sono arrivate le versioni 5 porte e Station Wagon, e nel 2020 le nuovissime Tipo Cross e Tipo Sport. E grazie al suo continuo rinnovamento, il modello è diventato uno dei più apprezzati nel segmento, sia in Italia sia nella regione EMEA, dove ha contribuito alla performance del brand Fiat, arrivando a vendere oltre 164 mila unità, in crescita del 6% rispetto al 2019, senza contare che il 90% dei suoi volumi proviene da fuori Italia. Egualmente Panda ha visto crescere la propria gamma con il lancio della nuova Panda Sport. Il rinnovamento della gamma Fiat è stato poi completato con l'esordio recente della Nuova Famiglia 500. Uno dei momenti salienti del 2020 è stata l'entrata del marchio nel mondo dell'elettrificato. Era avvenuto lo scorso febbraio con il lancio del motore Mild Hybrid sulle versioni Hybrid Launch Edition di Panda e 500, dotate di una motorizzazione ibrida efficiente, compatta e leggera. Le nuove 500 e Panda Hybrid, alle quali si è aggiunta a maggio la Lancia Ypsilon Hybrid EcoChic, leader del segmento B in Italia, oggi rappresentano l'indiscusso benchmark in Europa per la mobilità urbana elettrificata, rendendo di fatto l'ibrido accessibile a tutti.

Nel 2020 le versioni ibride di Panda, 500 e Ypsilon hanno totalizzato 110 mila unità vendute, con un mix di vendita per 500 e Panda superiore al 50% e con la Panda che è stata la vettura ibrida più venduta in Italia, oltre che l'auto più venduta in Italia per il nono anno consecutivo. Il percorso di Fiat è proseguito poi a marzo con la presentazione della Nuova 500 'la Prima' cabrio Opening Edition, ed è culminato a ottobre con il lancio internazionale dell'intera gamma della Nuova 500, inclusa la Nuova 500 3+1 'la Prima' Opening Edition. E che la strada intrapresa fosse quella giusta lo confermano i primi dati di commercializzazione della Nuova 500. Di certo Nuova 500 giocherà un ruolo da protagonista del 2021, portando energia e creatività in tutto il mondo. Quella creatività tutta italiana capace di partire da un'icona con 63 anni vita e di successi alle spalle e di creare un'auto tutta nuova, tutta elettrica, solo elettrica, tecnologica e connessa, ma sempre 500: bella, carismatica e capace di ispirare il cambiamento per diventare l'oggetto del desiderio della mobilità a zero emissioni in puro spirito Dolcevita. E arriviamo così al 2021 con l'esordio pochi giorni fa della Nuova Famiglia 500, aggiornata negli allestimenti, nei colori e negli interni, e riorganizzata al suo interno per rendere ancora più immediata e facile la scelta della vettura per ciascun cliente.

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Presidenza Biden, provvedimenti su industria auto e ambiente

Revocati 'sconto' Trump su riduzione consumi e blocco California

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Nelle sue prime ore da presidente degli Stati Uniti, Joe Biden ha ordinato alle agenzie federali interessate di rivedere gli standard sulle emissioni e i consumi di carburante, e rimediare cosi dozzine di norme dell'era Trump che potrebbero avere influenzato negativamente la salute pubblica e l'ambiente. L'anno scorso - riferisce il quotidiano Detroitnews - la precedente amministrazione erra intervenuta tagliando la riduzione sui consumi che Obama aveva fissato per il periodo 2021-2026 al 5% ad un meno impattante 1,5%.

In base ai requisiti stabiliti da Trump, le Ccase automobilistiche operanti in Usa dovevano raggiungere una media di consumo - per l'insieme del modelli venduti - di 40,4 mpg (cioè 17,18 km/litro) entro il 2026 rispetto ad una media di 46,7 mpg (19,85 km/litro) entro il 2025 che era stata precedentemente stabilita. L'obiettivo di Biden, che ha fatto rientrare gli Stati Uniti negli accordi di Parigi sull'ambiente, è quello di annullare le modifiche 'permissive' approvate sotto Trump e di istituire standard più rigorosi, simili a quelli di Obama. Inoltre, il nuovo inquilino della Casa Bianca dovrebbe essere più proattivo verso la realizzazione di un futuro completamente elettrico, tanto da aver già dichiarano che si attende di vedere 500.000 stazioni di ricarica installate per supportare la transizione ai veicoli elettrici.

È anche probabile che l'amministrazione Biden cancelli la regola dettata da Trump che impediva alla California - lo Stato con maggiori problemi d'inquinamento da traffico - di stabilire i propri standard sulle emissioni di gas ad effetto serra e sui consumi.In una dichiarazione di congratulazioni a Biden e al vicepresidente Kamala Harris, il Ceo di GM Mary Barra ha detto che in General Motors ''non vediamo l'ora di lavorare insieme alla nuova amministrazione sulle questioni che ci uniscono. Come nazione siamo più forti insieme''.

Sebbene l'industria non soddisfi gli standard federali sul risparmio di carburante dal 2015, si prevede che normative più rigorose rappresenteranno una sfida, tanto che le Case hanno chiesto al governo federale un aiuto normativo e finanziario per arrivare alla elettrificazione della flotta. L'Alliance for Automotive Innovation, un gruppo di tutela che rappresenta le principali Case automobilistiche che vendono veicoli negli Stati Uniti, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che l'industria è impegnata a lavorare con la nuova amministrazione per ridurre le emissioni e accelerare un futuro fatto di veicoli elettrici.

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Jeep Wrangler 4xe, al via campagna pre-booking in Europa

Raffinata tecnologia ibrida plug-in, potenza complessiva 380 Cv

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Chiudi Jeep Wrangler 4xe, al via campagna pre-booking in Europa (ANSA) Jeep Wrangler 4xe, al via campagna pre-booking in Europa

Dopo Jeep Renegade 4xe e Jeep Compass 4xe, la tecnologia Plug-in Hybrid fa il suo debutto nella iconica Wrangler 4xe, con un listino che parte da 73.100 euro.
Questo lancio, che prevede da oggi una campagna di pre-booking via web in attesa del debutto nelle concessionarie entro l'estate, conferma il percorso iniziato lo scorso gennaio da Jeep con il pre-booking dedicato alle Renegade e Compass 4xe - un'operazione di successo, che ha suscitato molto interesse a livello europeo - e rappresenta un momento importante nel processo di evoluzione del marchio e un'ulteriore tassello nella strategia di elettrificazione dell'intera gamma annunciata nel 2020 con l'obiettivo di introdurre nei prossimi anni almeno una versione elettrica o elettrificata per ciascun modello Jeep. A quattro mesi dalla presentazione mondiale, che si è svolta lo scorso settembre a Detroit, la nuova Jeep Wrangler 4xe diventa protagonista dell'iniziativa di pre-booking dedicata in Italia, Spagna, Germania, Francia, Svizzera, Olanda, Belgio e Austria: coloro che accederanno al sito web dedicato al link, potranno essere i primi a scoprire la nuova Jeep Wrangler 4xe 'First Edition' con pochi clic ed esprimere la propria manifestazione d'interesse ad essere ricontattati quando il veicolo sarà disponibile in concessionaria.

La configurazione 'First Edition' è full optional, e include una ricca dotazione di serie con accessori tecnologici e sistemi di ausilio alla guida, ma anche la presa easyWallbox per una più efficiente ricarica domestica, il cavo Mode 3 per la ricarica pubblica, e uno specifico pacchetto di lancio comprendente il pratico Cargo Organizer per il vano di carico, il telo coprivettura 4xe indoor, l'estensione della garanzia veicolo di tre anni (per un totale di cinque anni) e alcuni privilegi grazie a Jeep Wave. Si tratta del nuovo programma di attenzione ai clienti previsto per Wrangler 4xe First Edition ma anche per tutti i modelli della gamma Jeep 2021. Prevede una serie di servizi esclusivi e vantaggi compresi nel prezzo della vettura, tra cui i primi 2 tagliandi di manutenzione programmata presso le concessionarie Jeep, l'assistenza stradale disponibile 24/7, un nuovo servizio clienti dedicato, accessibile attraverso un call center Jeep multilingue con gestione prioritaria delle richieste dei clienti, e l'accesso privilegiato agli eventie alle partnershipdel brand. Da un punto di vista tecnico Jeep Wrangler 4xe è la più avanzata rispetto alle precedenti versioni ed è la più performante in quanto offre una potenza combinata di 380 Cv, grazie alla combinazione dei due motogeneratori elettric com il motore turbo benzina 2,0 litri high-tech.

Il tutto è completa da un pacco batterie da 17.3 kWh e dalla collaudata trasmissione automatica TorqueFlite a otto rapporti. Si tratta del sistema di propulsione più avanzato mai sviluppato da Jeep e che consente di guidare in full electric per 50 km. Wrangler 4xe First Edition si distingue inoltre per gli elementi di design con accenti Granite Crystal, cerchi da 18 pollici, fari ad alta visibilità Full Led, cover rigida per la ruota di scorta. E presenta di serie sistema Uconnect NAV da 8,4 pollici con touchscreen, integrazione smartphone e connettività di bordo (come la gestione della ricarica dallo smartphone) e display TFT da 7 pollici con informazioni sul livello di carica della batteria e autonomia (in modalità elettrica e ibrida). Sul fronte della sicurezza, la dotazione prevede Adaptive Cruise Control, Forward Collision Warning Plus, Blind Spot Monitoring con Rear Cross Path Detection, telecamera posteriore e nuova telecamera frontale, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sistema Keyless Enter 'N Go e specchi retrovisori elettrici.

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Citroen, nuova C4 anche elettrica:comfort e benessere al top

Venti Adas, tecnologie per connettività e spazio best in class

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 Con nuova C4, Citroen introduce sul mercato la sua prima vettura full electric. Dopo il lancio della versione ibrida plug-in di C5 Aircross e della piccola urban car Ami 100% electric, la media del double chevron arriva ad ampliare l'offerta elettrificata del marchio francese, nell'ottica di quella 'freedom of choice', libertà di scelta, da parte dei clienti, di poter disporre della motorizzazione più utile alle proprie esigenze: benzina, diesel oppure full electric. 
Gli elementi distintivi di nuova C4 sono sicuramente il design audace e distintivo, tipico delle vetture del Double Chevron a partire da C3, passando per C3 Aircross e C5 Aircross, solo per citarne alcune. Alla progettazione dai canoni stilistici assolutamente riconoscibili, si aggiunge il comfort di bordo capace di regalare agli occupanti una sensazione di benessere e relax all'interno dell'abitacolo.


Con una gamma che parte da 35.150 euro per la versione elettrica, da 22.900 euro per la versione benzina e da 26.400 euro per la motorizzazione diesel, Citroën rende accessibile a tutti l'auto elettrica e prosegue la sua strategia che consiste nell'offrire a tutti il massimo del design e del comfort.
Aerodinamica e fluida, nuova C4 richiama i tratti tipici delle linee Citroën, soprattutto con la nuova firma luminosa a V a LED anteriore e posteriore, e introduce un rinnovamento dello stile, più assertivo e distintivo.

Il suo abitacolo accogliente e tecnologico esprime immediatamente benessere, comfort e modernità. Ogni cliente potrà configurare la vettura a sua immagine con 31 combinazioni di tinte e Pack Color all'esterno e 6 ambienti interni.
Nuove C4 e ë-C4 - 100% ëlectric offrono una nuova esperienza del programma Citroën Advanced Comfort, un comfort moderno e globale per tutti, declinato in ogni aspetto per aumentare il benessere a bordo e disponibile di serie sulla maggioranza delle versioni.

Il comfort di marcia è garantito dalle sospensioni con Progressive Hydraulic Cushions, di serie su tutte le versioni, e dai sedili Advanced Comfort (in opzione su Feel e di serie sui livelli Feel Pack e Shine). Benessere a bordo si traduce anche in un'abitabilità generosa e uno spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori Best in Class, vani portaoggetti funzionali e lo Smart Pad Support Citroën (di serie dal livello Feel Pack) abbinato al vano portaoggetti scorrevole della plancia e che permette al passeggero anteriore di riporre, fissare e usare in totale sicurezza il suo tablet.

Il comfort di utilizzo è potenziato dalle 20 tecnologie di aiuti alla guida che comprendono l'Highway Driver Assist, dispositivo di guida semi-autonoma di livello 2. Vengono proposte 6 tecnologie di connettività, tra cui il TouchPad da 10'', di serie su tutta la gamma, o la ConnectedCAM Citroën, un sistema specifico Citroën, disponibile in opzione su quasi tutte le versioni.
Sono 3 le versioni che compongono la gamma italiana, pensate per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti: Feel, Feel Pack e Shine. Per quanto riguarda le motorizzazioni si può scegliere un benzina PureTech 130 S&S (anche con EAT8) oppure un diesel BlueHDi 130 S&S EAT8 mentre l'elettrica sviluppa una potenza di 136 cv (100 kW) e un'autonomia dichiarata di 350 km nel ciclo WLTP.

Questa versione, ricaricabile con wallbox (5 o 7 ore e mezza), da colonnine da 100 kW oppure da una presa domestica (15-24 ore), è dotata anche della funzione Brake, che permette la ricarica parziale della batteria attraverso il recupero dell'energia disponibile durante le fasi di frenata e decelerazione.
Tre modalità di guida (Eco, Normal, Sport) per permettere al conducente di privilegiare l'efficienza di guida o le prestazioni. La C4 e la ë-C4 godono dell'Ecobonus Rottamazione. Inoltre formule di finanziamento vantaggiose sono previste con il 'Simply Drive' che consente di scegliere una delle tre motorizzazioni a parità di rata mensile. Le offerte riguardano anche il noleggio per i privati ed il canale business.

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Audi, tutto pronto per i Mondiali di Sci Alpino a Cortina

Mobilità garantita da flotta di audi ibride e elettriche

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Cortina è pronta per ospitare i Campionati del Mondo di Sci Alpino insieme a Audi. L'evento invernale che porta il grande sci nuovamente sulle piste italiane, implementate e potenziate per l'importante appuntamento mondiale, andrà in scena dal 7 febbraio al 21, con un ricco calendario agonistico che impegnerà gli atleti del circo bianco provenienti da ben 70 nazioni, per conquistare la vittoria nella discesa, super G, gigante, slalom, combinata alpina e, per la prima volta, nel parallelo individuale.

Il percorso intrapreso tra Audi e Cortina, iniziato già prima dell'impegno ufficiale legato ai Mondiali di questo febbraio, si è basato sull'obiettivo di minimizzare l'impatto sull'ambiente, tracciando così una nuova rotta che unisce sostenibilità e innovazione anche in occasione di eventi di grande portata. Per garantire la mobilità, Audi sarà presente con una flotta di 20 vetture elettrificate che comprendono, oltre alle ibride plug-in Audi A6 e Audi A7, le full electric Audi e-tron ed e-tron Sportback, anche in versione high performance S. Nell'area di Fiames, che grazie ad Audi è stata riqualificata con una pista su ghiaccio dedicata alle attività di driving experience per i modelli ad elevata elettrificazione della gamma Audi, sarà a disposizione l'Audi etron charging station, che servirà da hub di ricarica per le vetture ad elettroni e che consente la ricarica simultanea di 8 vetture a zero emissioni. La scelta di Cortina non è casuale ma si inserisce nello storico del Brand, da sempre vicino al mondo degli sport invernali e della neve.

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BMW Motorrad, nel 2020 secondo miglior risultato di sempre

Nonostante pandemia, consegnate più di 169 mila moto

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Chiudi BMW Motorrad, nel 2020 secondo miglior risultato di sempre (ANSA) BMW Motorrad, nel 2020 secondo miglior risultato di sempre

Un 2020 con il secondo miglior risultato di vendita di sempre, per BMW Motorrad. Nel corso dell'anno che si è concluso da poco e nonostante le sfide legate alla pandemia, BMW Motorrad è stata infatti in grado di consegnare 169.272 moto e scooter ai clienti, ottenendo così il secondo miglior risultato di vendita di sempre (anno precedente: 175.162 veicoli/ -3,4%). Questo risultato di vendita è alla base della strategia di crescita di BMW Motorrad. Il lancio sul mercato di tredici nuovi modelli, il forte portafoglio di prodotti BMW Motorrad e la partnership coi concessionari BMW Motorrad in tutto il mondo che, nonostante le circostanze più difficili, sono stati in grado di rendere il 2020 un successo grazie ai loro instancabili sforzi, sono stati i motivi di questo risultato positivo.

"Dopo mesi difficili da marzo a giugno - ha detto Markus Schramm, Head of BMW Motorrad - l'intero team BMW Motorrad è stato in grado di cambiare le sorti applicando un alto grado di flessibilità pragmatica e grande impegno personale. Oltre probabilmente alla migliore offerta di prodotti BMW Motorrad di sempre, è stato questo sforzo di squadra, di cui sono molto orgoglioso, che ha reso possibile il raggiungimento nel 2020 del secondo miglior risultato di vendita di sempre". Con un aumento di 1.224 veicoli e quindi 27.516 unità vendute, la Germania è stata anche in grado di migliorare rispetto all'anno record precedente e rimane il più grande mercato per BMW Motorrad. Questo successo contribuisce anche a un gratificante risultato europeo complessivo per BMW Motorrad.

L'impatto della pandemia ha influenzato in modo diverso i principali mercati europei. Mentre anche la Francia è in crescita rispetto all'anno precedente con 17.539 unità (anno precedente: 17.300 unità), l'Italia (13.918 unità), la Spagna (11.030 unità) e la Gran Bretagna/Irlanda (7.315 unità) hanno registrato cifre di vendita leggermente inferiori. Ciò comporta un lieve calo di volume del -5,3% per l'intera regione europea.

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Covid pesa su etichette in carrello, record per prodotti salutari e green

Osservatorio Gs1, spazio ai 'free from' e agli 'arricchiti'

Terra & Gusto In breve
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ROMA - Sono oltre 115 mila etichette di prodotti alimentari e non venduti al supermercato, a raccontare i consumi degli italiani nei mesi del Covid-19, dove emerge con forza la corsa a quelli che pubblicizzano il 'rinforzo delle difese immunitarie', come anche la sostenibilità e l'italianità.

E' quanto emerge nella nuova edizione dell'Osservatorio Immagino GS1 Italy, che ha analizzato il nuovo trend del carrello della spesa. A trovare grande spazio sono i prodotti "senza glutine" o "senza lattosio", come anche i vegetariani, vegani, biologici e gli identitari halal e kosher. E' poi record per gli ingredienti benefici, dall'avocado al matcha. Una parte del dossier è dedicato al tema della sostenibilità e a come viene comunicata dalle aziende sulle confezioni dei prodotti. Si scopre così che il 20,9% dei prodotti monitorati riporta in etichetta almeno un claim o una certificazione green che riguarda le risorse, agricoltura e allevamento, ma anche responsabilità sociale e rispetto degli animali. Un carrello sostenibile che piace sempre di più agli italiani, che comprende oltre 24 mila prodotti che hanno generato oltre 9,1 miliardi di euro di vendite, mettendo a segno in 12 mesi una crescita di +5,5% a valore. 

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Agricoltura: Istat, nel 2020 giù produzione e valore aggiunto

Calo del 2,4% per unità di lavoro

Terra & Gusto Mondo Agricolo
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ROMA - Nel 2020 la produzione dell'agricoltura si è ridotta del 3,3% in volume. Il valore aggiunto lordo ai prezzi base è sceso del 6,1% in volume e le unità di lavoro sono diminuite del 2,4%. Sono i dati emersi dalla stima preliminare dell'andamento del settore agricolo per l'anno appena trascorso diffusi dall'Istat.

L'annata non è stata favorevole per la maggior parte dei prodotti agricoli, in particolare per la produzione di olio che ha subito un drastico ridimensionamento; inoltre, la performance dell'agricoltura è stata fortemente condizionata dall'impatto della pandemia da Covid-19, in particolare per quanto riguarda le attività dei servizi e le attività secondarie delle aziende agricole.

La pandemia ha pesantemente colpito le attività secondarie (-18,9%), che comprendono quelle di agriturismo, i servizi connessi all'agricoltura (-3,8%) e la florovivaistica (-8%).

Si riduce la produzione di olio (-18%), coltivazioni industriali (-2,2%) e vino (-1,9%). Solo il comparto zootecnico registra un andamento positivo (+0,3%).

Per quanto riguarda le Unità di Lavoro (Ula) hanno subito una flessione del 2,4%, sintesi di cali del 3,9% dei lavoratori dipendenti e dell'1,7% di quelli indipendenti.

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Agricoltura: Istat, Italia prima in Europa per valore aggiunto

Con 31,3 mld, davanti a Francia e Spagna

Terra & Gusto Mondo Agricolo
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ROMA - L'agricoltura italiana si classifica anche nel 2020 prima in Europa per valore aggiunto con 31,3 miliardi di euro davanti a Francia (30,2 miliardi di euro) e Spagna (29,3 miliardi di euro), secondo i dati Istat relativi al 2020.

Mentre la graduatoria del valore della produzione a prezzi correnti vede la Francia al primo posto con 75,4 miliardi di euro, seguita da Germania con 56,3 miliardi di euro, Italia (56,1 miliardi di euro) e Spagna (53 miliardi di euro).

Riguardo all'impatto della pandemia da Covid-19 sull'agricoltura europea, spiega l'Istat, "dalle prime informazioni sembrerebbe emergere come in questo contesto abbia pesato il drastico ridimensionamento delle attività di interscambio commerciale e la difficoltà di collocamento di molti prodotti sui mercati, con un conseguente crollo dei prezzi. Segnalazioni in tal senso sono pervenute per la produzione di patate e gli allevamenti di suini in Germania, per gli allevamenti di visoni in Danimarca e per il florovivaismo nei Paesi Bassi".

Secondo la stima preliminare dell'andamento del settore agricolo per il 2020, diffusa dall'Istat, nell'Ue27 il comparto agricolo ha fatto registrare un decremento del volume della produzione dell'1,3%. Limitando l'analisi ai principali Paesi, precisa l'istituto, il calo più vistoso si è avuto in Romania (-20,1%) e perdite consistenti hanno interessato Italia (-3,3%), Francia (-2,6%) e Ungheria (-2,1%). Il volume della produzione è risultato, invece, in crescita in Polonia (+4,4%), Spagna (+1,8%) e Danimarca (+1,2%). Per quanto riguarda i prezzi alla produzione (misurati in termini di prezzo base) sono risultati in flessione per il complesso dell'Unione europea (-0,3%). Le contrazioni più rilevanti hanno interessato Germania (-4,4%), Paesi Bassi (-2,9%) e Polonia (-2,5%) mentre incrementi dei prezzi sono stati registrati in Romania (+7,7%) e Ungheria (+6,3%). 

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Hyundai, svelati nuovi dettagli del B-suv Bayon

Il lancio in Europa previsto nella prima metà del 2021

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Sarà disponibile in Europa nella prima metà del 2021, ma intanto Hyundai continua a rendere noto qualche dettaglio del nuovo suv Bayon. La casa automobilistica ha rilasciato delle nuove immagini del nuovo suv di segmento B.

Il modello è rappresentato in condizioni di limitata illuminazione e rivela un look elegante e high-tech raggiunto attraverso un ampio e connesso design. Inoltre, Hyundai ha confermato che Bayon sarà il più recente modello a incorporare l'identità di design Sensuous Sportiness del brand, che combina un grande valore emozionale a innovative soluzioni estetiche.

All'anteriore si scorge una presa d'aria che si estende per tutta l'ampiezza del frontale con un design sottile, ripreso anche dalle luci di posizione diurne (DRL) generando una sensazione di maggiore larghezza. L'ampia griglia frontale si apre nella parte inferiore, rafforzando la presenza su strada del modello. I fari anteriori sono separati dalle luci di posizione diurne e creano un'architettura di luci unica e dal look distintivo.

Il posteriore è caratterizzato da luci di stop a forma di freccia, collegate tra loro attraverso una sottile linea rossa orizzontale. Posizionati agli estremi laterali, i fanali contribuiscono a donare al modello una maggiore larghezza visiva, rendendo ancora più notevole la linea posteriore.

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Il sistema agroalimentare vale 522 miliardi, il 15% del Pil

Annuario Crea 2019-2020, leader Ue per valore aggiunto agricolo

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ROMA - Con oltre 522 miliardi di euro, il sistema agroalimentare italiano, dall'agricoltura alla ristorazione, rappresenta il 15% del Pil nazionale, classificandosi primo in Europa per valore aggiunto agricolo. E' uno dei dati che emerge dall'Annuario dell'agricoltura italiana 2019-2020 del Crea. Messo alla prova dalla pandemia, il sistema ha saputo essere resiliente rispetto alla media generale dell'economia, diventandone asset portante. Tanti i primati dell'Italia segnalati dal Crea, primo paese produttore mondiale di vino in volume e primo europeo in valore negli ortaggi.

Nel 2019 il valore della produzione agricola è stato di 57,3 miliardi, in linea con l'anno precedente, di cui oltre il 50% dovuto alle coltivazioni, il 29% agli allevamenti e la restante parte alle attività di supporto e secondarie. Il contributo di agricoltura e industria alimentare alla bioeconomia è del 64%, con un fatturato in crescita dell'1,3% di oltre 324 miliardi di euro. Le produzioni di qualità certificata Dop e Igp si confermano tra le più dinamiche con un valore di 17 miliardi (+4%), il 19% del totale dell'agroalimentare italiano. Sempre più significativa è la crescita delle attività connesse all'agricoltura, ormai oltre un quinto del valore della produzione agricola, con l'agriturismo con +3,3% in valore e +4,1% di aziende ma solo 2019, e il contoterzismo (+1,7% in valore). Dal punto di vista strutturale sono 1,5 milioni le aziende agricole, di cui il 27% orientate al mercato con il 75% della produzione, contro il 66% del totale di cui il 36% ha rapporti commerciali solo saltuari e il 30% per autoconsumo. E' sempre rilevante ma in calo il sostegno pubblico al settore che segna 11,9 miliardi di euro nel 2019, ma è in calo del 10% a partire dal 2015 per un totale di 1,3 miliardi, una riduzione dovuta quasi totalmente, segnala il Cera, a minori agevolazioni nazionali. 

L'Abbate, partire da Pil agroalimentare per uscire da crisi
"E' sul fatto che il sistema agroalimentare italiano rappresenta il 15% del Pil nazionale che dobbiamo lavorare per creare reddito e posti di lavoro in grado di traghettarci oltre la crisi dovuta alla pandemia". Lo ha detto il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L'Abbate, intervenuto alla presentazione dell'Annuario dell'Agricoltura italiana 2019 del Crea, la fonte più autorevole e completa per comprendere lo stato del settore nella sua totalità. "Con il nuovo corso alla guida del Crea - ha precisato L'Abbate - stiamo analizzando i fabbisogni delle diverse realtà locali e sono certo che potremo dare presto risposte con risultati concreti ed efficaci per le nostre imprese". L'Annuario, secondo il sottosegretario, "è uno strumento importante che ci seve per capire quali politiche mettere in piedi per migliorare le posizioni deficitarie. Tanto è ancora il lavoro da fare in questa fase, perché il il 66% delle imprese non è ancora orientato al mercato e questa deve essere una delle nostre priorità, ossia far crescere e creare il valore aggiunto". Importante sarà l'utilizzo dei fondi del Recovery, ha concluso L'Abbate "per mettere in atto quelle riforme strutturali che ci vedono deficitari come la logistica, tutti i temi legati allo stoccaggio, ma anche rendere più forti le filiere e garantire la redditività ai nostri imprenditori".

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Xpeng P7 Long Range, elettrica cinese sfida Tesla Model 3

Arriverà anche in Europa, prima in Gran Bretagna poi in Norvegia

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Chiudi Xpeng P7 Long Range, elettrica cinese sfida Tesla Model 3 (ANSA) Xpeng P7 Long Range, elettrica cinese sfida Tesla Model 3

Uno dei nuovi e già accreditati player cinesi nel settore delle auto elettriche, la Xpeng di Guangzhou fondata da He Xiaopeng, Ceo e presidente (in precedenza presidente di Alibaba Mobile) sbarcherà in Europa con il modello P7 progettato per competere con la Model 3 di Tesla.

Lo farà non solo con un'aggressiva politica commerciale ma anche sfruttando diversi elementi di superiorità come l'autonomia (secondo le dichiarazioni del costruttore) ben superiore alla rivale in quanto nella variante Long Range supera i 700 km con una carica. Xpeng dovrebbe iniziere le consegne in estate, a partire dalla Gran Bretagna e dalla Norvegia. In occasione del debutto della P7 in Cina il Ceo He Xiaopeng ha detto ''Il lancio della P7 consolida la posizione di leader di Xpeng Motors nel mercato cinese dei veicoli elettrici intelligenti'' alludendo alla presenza di un avanzato sistema di autopilota su cui pende, a mo' di spada di Damocle, la causa intentata da Tesla per il supposto furto da parte di un suo dipendente - l'ingegnere Guangzhi Cao - del codice sorgente dell'autopilota Tesla, per poi rivenderlo a Xpeng. P7, che è stata disegnata da Qian Zhao con esperienze in Mazda, viene proposta in numerose varianti tra cui una RWD entry-level con 568 km di autonomia, una RWD 'super-lungo raggio' con la promessa di 706 km di autonomia e una AWD ad alte prestazioni con doppio motore che, secondo Xpeng, può accelerare da 0 a 100 in soli 4,3 secondi.

Più che completa la dotazione high tech con visione a 180 gradi grazie alle telecamere anteriori, posteriori e laterali, tecnologia di guida autonoma supportata da Drive Xavier di Nvidia - che è in grado di fare 30 trilioni di operazioni al secondo - e da sensori radar a onde millimetriche di nuova generazione in grado di rilevare oggetti attraverso pioggia, nebbia e foschia fino a 200 metri di distanza. La piattaforma di P7 è stata sviluppata congiuntamente con Porsche Engineering e l'impianto frenante proviene da Brembo e Bosch, quest'ultimo fornitore anche del sistema di recupero della frenata Bosch iBooster.

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Motomondiale al via 28 marzo in Qatar, Mugello 30 maggio

Il 19 settembre a Misano. In tutto 19 gp e 2 ancora in bilico

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Motomondiale 2021 pronto al via. Si comincia il 28 marzo dal Qatar, il 30 maggio al Mugello, il 19 settembre a Misano, ultima tappa il 14 novembre a Valencia. E' stato pubblicato il calendario della Motogp per l'anno in corso, peraltro non ancora definitivo. In tutto 19 gp che potrebbero ancora aumentare di numero. In sospeso per motivi legati all'andamento della pandemia, sono i gran premi di Argentina e delle Americhe, che potrebbero essere calendarizzati nell'ultimo trimestre dell'anno.
    Partenza dunque il 28 marzo dal Qatar, che ospiterà subito un secondo gp nella settimana successiva, cioè il 4 aprile, sul circuito di Losail. Terza gara in Portogallo il 18 aprile, seguita dai motogp di Spagna e Francia, il 2 e 16 maggio. Il 30 maggio si correrà al Mugello, il 6 giugno in Catalogna, il 20 in Germania e il 27 in Olanda. L'11 luglio motogp in Finlandia, il 15 agosto in Austria, il 29 in Gran Bretagna. Il 12 settembre gp di Aragona, il 19 a Misano, il 3 ottobre in Giappone, il 10 in Thailandia, i 24 in Australia, il 31 in Malesia, infine il 4 novembre a Valencia. 
   

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WWCOTY, ecco le 27 finaliste del premio

La giuria composta da 48 giornaliste di 38 Paesi

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Chiudi Women's World Car of the Year (ANSA) Women's World Car of the Year

Sono 27 le auto in finale per il premio Women's World Car of the Year. La giuria del WWCOTY, composta da 48 giornaliste automotive provenienti da 38 Paesi del mondo, ha scelto tre vetture per ogni categoria, esprimendo un giudizio solo su vetture per cui è stato effettuato un test dinamico.

Le auto che si sono qualificate sono state lanciate da gennaio a dicembre del 2020. Il vincitore di ogni categoria sarà annunciato alla fine di febbraio: la vettura che otterrà più voti sarà vincitrice assoluta.

Le finaliste per la categoria Urban Car sono la Peugeot 208, la Toyota Yaris e la Honda Jazz. Tra le Family Car la scelta sarà tra BMW 4-Series, Skoda Octavia e Audi A3. Nella sfera delle Luxury Car Mercedes Classe S, Lexus LC500 Cabrio e Rolls Royce Ghost. Per le Performance Cat Ferrari F8 Spider, Maserati MC20 e McLaren GT. Per la categoria Urban Suv: Peugeot 2008, Renault Captur e Kia Sonet mentre per i suv medi Land Rover Defender, Mercedes GLA e Hyundai Tucson. Kia Sorento, Ford Explorer e BMW X6 per il settore dei Large Suv; Ford F-150, Mitsubishi L-200 e Chevrolet Silverado per la categoria pick up mentre per quella EV in finale ci sono Honda e, VW ID.3 e Polestar 2.

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Nissan Ariya, partiti test su strada in Giappone

Crossover coupé 100% ha autonomia dichiarata di 500 km

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Chiudi Nissan Ariya, partiti test su strada in Giappone (ANSA) Nissan Ariya, partiti test su strada in Giappone

Sono iniziati i primi test drive per nuova Ariya, il crossover coupé di Nissan 100% elettrico. Le prove dinamiche si stanno svolgendo sulle strade di Atsugi in Giappone dove il team del marchio giapponese sta testando la full electric lanciata alla fine dello scorso anno. Nella versione a quattro ruote motrici, Ariya dispone della tecnologia di trazione integrale e-4ORCE, dove i due motori elettrici, uno per ogni asse, forniscono potenza alle quattro ruote della vettura, per migliori stabilità e prestazioni.

Nissan Ariya (autonomia dichiarata 500 km) si distingue inoltre per il design innovativo degli esterni con linee dinamiche, tetto spiovente e grandi ruote e per gli interni accoglienti tipici di una lounge.

Le funzioni di guida autonoma, l'assistente vocale personale e gli avanzati sistemi di connettività aumentano infine la sicurezza e offrono un ambiente confortevole per guidatore e passeggeri.

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Fabio De Rossi nuovo vicedirettore Motor1.com Italia

L'incarico sarà operativo dal primo febbraio

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Chiudi Fabio De Rossi, il nuovo vicedirettore Motor1.com Italia (ANSA) Fabio De Rossi, il nuovo vicedirettore Motor1.com Italia

La redazione di Motor1.com si rafforza con la nomina di Fabio De Rossi a vicedirettore dell'edizione italiana del global magazine motoristico edito da Motorsport Network.

Romano, 59 anni, Fabio De Rossi vanta un'esperienza giornalistica trasversale. Dal 2014 al 2020 è stato vicedirettore di Quattroruote. Precedentemente ha lavorato nel settore economico finanziario: capo servizio nella redazione romana dell'agenzia Il Sole 24 Ore - Radiocor (1999 - 2001), capo redattore aggiunto del servizio economico di Ansa (2001 - 2005), capo redattore del quotidiano MF e del settimanale Milano Finanza (2005 - 2007), vicedirettore de' Il Mondo dal 2007 al 2014.

L'incarico di vicedirettore sarà operativo dal primo febbraio e rientra in una strategia di potenziamento dell'organizzazione editoriale.

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Mercedes EQA, elettrica 'gemella' di GLA arriva in primavera

Al debutto al versione 250 con potenza da 140 kW

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Chiudi Mercedes EQA, elettrica 'gemella' di GLA arriva in primavera (ANSA) Mercedes EQA, elettrica 'gemella' di GLA arriva in primavera

Una Stella tra le Stelle che brilla nel mondo dell'elettrificazione targata Mercedes Benz. Dopo la EQC e il monovolume EQV, il marchio di Stoccarda alza il velo su un altro modello full electric, EQA, auto a zero emissioni 'gemella' della termica GLA


Nell'ambito della strategia Electric First con cui il marchio premium ha stabilito il cronoprogramma dei lanci di nuovi modelli elettrificati con l'obiettivo di riuscire ad arrivare entro il 2030 ad una quota del 50% di veicoli venduti, tra full electric e ibridi. Con EQA Mercedes presenta una nuova porta d'accesso al full electric EQ, tutto in pieno stile suv, la carrozzeria preferita dai clienti della Stella in Italia (4 su dieci vendute sono suv).

'''Con EQA offriamo una mobilità elettrica realizzata su misura per le esigenze dei nostri clienti. I modelli di EQA offriranno una potenza compresa tra 140 e 200 kW e saranno disponibili con trazione anteriore e integrale. E per chi ritiene essenziale l'aspetto dell'autonomia, offriremo in futuro una versione particolare capace di coprire oltre 500 chilometri nel ciclo WLTP - ha precisato Markus Schäfer, membro del Consiglio direttivo di Daimler AG e Mercedes-Benz AG, responsabile della Divisione Ricerca del Gruppo Daimler e Chief Operating Officer di Mercedes-Benz Cars -. EQA dimostra che, con la giusta architettura, è possibile trovare un perfetto equilibrio tra prestazioni, tecnologia e prezzo tempismo nella sua commercializzazione''.

Prodotta a Rastatt (Germania) e a Pechino (Cina), EQA sarà disponibile in concessionaria dalla primavera 2021, al lancio nella versione EQA 250 da 41.139 euro nelle declinazioni Sport, Sport Plus, Sport Pro, Premium, Premium Plus, Premium Pro.

Basata sull'architettura flessibile di Mercedes Benz (come EQC e EQB, mentre per EQS ed EQE anche in versione suv è prevista la piattaforma Eva), la versione del debutto vanta un consumo di corrente combinato di 15,7 kWh/100 km a zero emissioni con una potenza di 140 kW (190 cv) e un'autonomia nel ciclo NEDC di 486 chilometri (nel ciclo WLTP il consumo medio è di 17,7 kWh/100 km a zero emissioni con un'autonomia elettrica complessiva di 426 km).

La batteria agli ioni di litio a due livelli è posizionata come elemento strutturale nel sottoscocca dell'auto e ha un contenuto di energia di 66,5 kWh.

L'estetica rimanda fortemente alla trazione elettrica con la mascherina Black Panel con Stella centrale tipica di Mercedes-EQ e la fascia luminosa anteriore e posteriore. All'interno le luci sono organizzate in maniera dettagliata e precisa. Un 'modern luxury' nella sua forma più sportiva, insomma, che non rinuncia ad un'ottima resistenza aerodinamica.

A bordo sono presenti di serie il sistema antisbandamento attivo e il sistema di assistenza alla frenata attivo che completano un pacchetto ricco di dotazioni votate alla sicurezza. Ci sono poi funzioni ampliate del pacchetto sistemi di assistenza alla guida, a richiesta, come ad esempio, la funzione assistenza di svolta, la funzione corridoio di emergenza, il sistema di prevenzione degli urti laterali in presenza di ciclisti o veicoli che si avvicinano e l'avvertimento che segnala le persone sulle strisce pedonali.

La dotazione di serie include anche l'intuitivo sistema di Infotainment MBUX (Mercedes-Benz User Experience), la cui configurazione può essere personalizzata con diverse opzioni.

La ricca dotazione di serie comprende, tra le altre cose, fari a LED High Performance, portellone posteriore Easy-Pack con azionamento elettrico per l'apertura e la chiusura, cerchi in lega leggera da 18 pollici, illuminazione di atmosfera a 64 colori, portabevande doppio, sedili Comfort con supporto lombare regolabile su quattro livelli, telecamera per la retromarcia assistita per avere una migliore visibilità nelle manovre e volante sportivo multifunzione in pelle. A richiesta è disponibile un dispositivo di traino con stabilizzazione del rimorchio ESP. 

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Covid, l'indice Rt torna sotto 1. I casi 13.633, 472 le vittime

In calo i numeri dei ricoveri e della terapia intensiva

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Screening contro il Covid-19 (ANSA) Screening contro il Covid-19

Dopo cinque settimane di crescita ininterrotta, scende l'indice di trasmissibilità Rt in Italia collocandosi a quota 0,97, e calano anche i ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti ordinari. Ma è troppo presto per pensare ad una effettiva inversione di rotta della curva epidemica da Covid-19: restano ancora troppi i decessi ed i casi - 472 le vittime nelle ultime 24 ore, con 13.633 nuove infezioni - e 12 regioni si mantengono comunque sopra la soglia critica del 30% di occupazione delle Rianimazioni. Continua ad essere un quadro preoccupante, sia pure con qualche primo segnale di miglioramento, quello che si evince dall'ultimo monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e ministero della Salute (dati relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021, aggiornati al 20/1/2021) sull'andamento dell'epidemia da SarsCov2 nel Paese. Infatti, si legge nel documento, si osserva una "diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese, dovuta principalmente ad una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2, ma in un contesto in cui l'impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA".

Dunque, il pericolo non è scampato, tanto che sono 12 le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente), anche se il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, invece, è sceso sotto la soglia critica (30%). Inoltre, il monitoraggio rileva pure una "lieve diminuzione" dell'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 339,24 per 100.000 abitanti (04/01/2021-17/01/2021) contro 368,75 per 100.000 abitanti (28/12/2020-10/01/2021). E sebbene questa settimana il dato di incidenza settimanale non sia pienamente confrontabile con la settimana scorsa (per l'estensione della definizione di caso includendo i test antigenici rapidi), il fatto che "sia in diminuzione anche tenendo conto dei casi diagnosticati pure con test rapido è un segno di miglioramento epidemiologico".

Scoppia intanto, il caso Lombardia tra il governatore Fontana e il ministero della Salute sui dati che hanno portato la Regione in zona rossa.

I dati dell'ultimo monitoraggio indicano che "le misure di contenimento e di restrizione hanno funzionato e che bisogna pertanto continuare a mantenere dei comportamenti prudenti, tanto più che siamo nel corso di una campagna di vaccinazione ed è bene non sovraccaricare le strutture sanitarie", sottolinea il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.

 

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Brexit: Nissan rilancia impegno in Gb dopo accordo con Ue

Piano di lungo termine per sviluppare produzione di batterie

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Nissan rilancia con forza il suo impegno nel Regno Unito puntando in particolare sullo stabilimento inglese di Sunderland. Il direttore operativo del colosso automobilistico nipponico, Ashwani Gupta, ha spiegato in una intervista alla Bbc le intenzioni del gruppo, che si dice rassicurato dall'accordo commerciale di libero scambio raggiunto in extremis tra Gran Bretagna e Ue. "L'accordo è positivo per Nissan. Essendo la più grande casa automobilistica nel Regno Unito, stiamo cogliendo questa opportunità per ridefinire la produzione di veicoli nel Paese", ha affermato il top manager.

Si era invece temuto tutt'altro nei mesi scorsi, quando, a fronte del possibile 'no deal' tra Londra e Bruxelles, i giapponesi avevano minacciato di ridurre drasticamente la loro presenza, in quanto sarebbe diventato "insostenibile" agire in un contesto gravato dalle tariffe commerciali. "Abbiamo deciso di localizzare la produzione di una batteria (per auto elettriche, ndr) nello stabilimento di Sunderland - ha aggiunto Gupta - Ci impegniamo per il lungo termine alle condizioni commerciali che sono state concordate". La notizia è stata salutata con entusiasmo dal governo conservatore. Il ministro per le Attività produttive, Kwasi Kwarteng, ha dichiarato che Nissan ribadisce così il suo impegno e la fiducia nella Gran Bretagna, e viene inoltre confermata l'efficacia dell'accordo raggiunto con l'Ue. 

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Parte la campagna "Chemio: se posso la evito"

Iniziativa legata ai test genomici per il tumore al seno

Salute & Benessere Sanità
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Rendere disponibili in tutta Italia i test genomici per le terapie più appropriate contro il tumore al seno. E' questa la richiesta avanzata alle istituzioni nazionali e locali da Europa Donna Italia, il movimento per la prevenzione e la cura del tumore al seno, che ha lanciato la nuova campagna nazionale "Chemio: Se Posso la Evito".

È stata aperta una raccolta di firme on line (europadonna.it/testgenomiciora) ed è partita una nuova social challenge. Ogni martedì e venerdì saranno pubblicati sui profili Facebook e Instagram di Europa Donna i video virali realizzati dai sostenitori della campagna (l'hashtag è #testgenomiciora).

Sempre sui principali social media saranno poi diffusi messaggi e materiale informativo relativi all'importanza dei test genomici. All'iniziativa hanno aderito varie società scientifiche e associazioni che lavorano in ambito oncologico.

Tra queste Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Siapec (Società italiana di anatomia patologica e di citopatologia diagnostica), Cittadinanzattiva, Eurama, Fondazione Insieme contro il Cancro, Fondazione Onda, Fondazione The Bridge, Komen e Senonetwork.

I risultati e le sottoscrizioni raccolte durante la social challenge verranno inviati a fine marzo, quando la campagna terminerà, al Ministero della Salute.

Da anni ormai i test genomici, grazie ai quali moltissime donne colpite da tumore al seno possono evitare la chemioterapia, sono disponibili nella maggioranza dei Paesi europei, ma l'Italia non ne ha ancora autorizzato la rimborsabilità. Solo lo scorso 30 dicembre, con l'approvazione della Legge di Bilancio è stato istituito un fondo nazionale di 20 milioni di euro annui per il rimborso delle spese sostenute dagli ospedali per l'acquisto dei test. Tuttavia il fondo non sarà accessibile finché il Ministero della Salute non emanerà un decreto attuativo, dopodiché le Regioni dovranno distribuire le risorse alle strutture del territorio. "Resta ancora molto da fare prima che i test siano effettivamente utilizzati sull'intero territorio nazionale - afferma Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia - Con la nostra campagna vogliamo sensibilizzare in modo innovativo tutte le istituzioni sanitarie, sia nazionali che locali, affinché l'iter venga rapidamente completato". (ANSA).
   

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Clean Sea Life, in 4 anni rimosse 112 ton di rifiuti marini

Coinvolti 170.000 cittadini in campagna pulizia coste e fondali

Ambiente & Energia Rifiuti & Riciclo
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In quattro anni di attività e monitoraggio sono state rimosse 112 tonnellate di spazzatura dai nostri mari, tra plastiche, mozziconi, reti e nasse. Oltre 170.000 cittadini tra subacquei, diportisti, pescatori e studenti, sono stati protagonisti insieme alle istituzioni della più grande campagna di pulizia di coste e fondali mai avvenuta in Italia, capace inoltre di ispirare normative per ridurre la pressione dei rifiuti in mare. Sono alcuni dei risultati raggiunti da "Clean Sea LIFE", progetto europeo sui rifiuti marini di cui è capofila il Parco Nazionale dell'Asinara (Sassari), co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma LIFE. I dati sono stati presentati in occasione dell'evento conclusivo della campagna nel corso di un Webinar che ha visto tra gli altri la partecipazione del ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

"Quattro anni di intenso lavoro per un progetto cofinanziato dall'Unione Europea per oltre il 50% delle risorse investite: il Clean Sea Life ha ottenuto un grande successo anche considerando che l'Italia è tra i paesi leader a livello europeo in termini di quantità di progetti Life finanziati e questo mi piace ricordarlo perché è indicatore di quanto nel campo dell'Ambiente ci crediamo fino in fondo" ha detto Costa spiegando che è "un progetto di grande rilievo perché nel campo della tutela del mare è stato il progetto Life a maggior partecipazione diffusa dei cittadini, attraversando un po' tutte le fasce della popolazione. Vuol dire che è stato assimilato dal corpo sociale del Paese e non ha solo riguardato una nicchia di esperti. Leggo il Clean Sea LIfe in questi termini - ha concluso -, perché ha fatto entrare l'argomento marine litter e macro plastiche in mare tra le persone comuni e questo è fondamentale per incominciare a riflettere e cambiare stile di vita".

Il progetto per la raccolta del "marine litter" che ha avuto inizio il 30 settembre 2016, e terminerà il 31 gennaio 2021, è diventato 'progetto bandiera' del programma LIFE della Commissione Europea ed è stato portato avanti con l'ausilio dei partner CoNISMa, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e Centro Velico Caprera. Si contano 200 attività di monitoraggio in mare e interventi su 106 spiagge, molti di citizen science, dal Tirreno all' Adriatico. Il ministro Costa ringraziando per la campagna svolta ha sottolineato: "Voglio ricordare che i progetti Life sono seri e rigorosi" quindi se "Clean Sea Life ha avuto un grandissimo successo vuol dire che è stato gestito bene, che ha raggiunto lo scopo, la finalità e gli obiettivi che si era posto". "E stato un progetto che mi ha colpito molto perché forse è stato, nel campo del mare, quello che ha avuto la maggior partecipazione diffusa dei cittadini".

Per Eleonora de Sabata, portavoce di Clean Sea Life "il progetto finisce ma continua a camminare sulle gambe di tutte le persone che hanno aderito: tutti continueranno a pulire, a raccogliere e soprattutto a cercare di produrre meno rifiuti". 

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Volto devastato da un trauma, ricostruito d'urgenza in 3D

Tecnica utilizzata alla Città della Salute di Torino

Salute & Benessere Medicina
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Con una corsa contro il tempo il volto di un giovane di 23 anni che aveva subito un gravissimo trauma facciale è stato ricostruito con un intervento d'urgenza grazie all'uso della tecnologia 3D alla Città della Salute di Torino.

L'equipe chirurgica ha utilizzato il laboratorio per sperimentare nuove metodiche chirurgiche con l'ausilio delle tecnologie 3D, attivo da due anni presso l'ospedale Molinette di Torino, all'interno del reparto di Chirurgia maxillo facciale.

Gli ingegneri del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino, su indicazione dei chirurghi, hanno simulato al computer l'intervento cercando di ridare forma all'anatomia del volto del 23enne, ricoverato al CTO, fortemente compromessa dal trauma. Successivamente è stato stampato un modello 3D del volto ricostruito su cui i chirurghi hanno modellato placche di titanio personalizzate sul paziente da utilizzare in sala operatoria come guide per la ricostruzione.

L'intervento chirurgico è stato effettuato da Pompeo Cassano dell'équipe di Chirurgia plastica e ricostruttiva del CTO (diretta da Fabrizio Malan) e da Emanuele Zavattero dell'équipe di Chirurgia maxillo facciale delle Molinette (diretta da Guglielmo Ramieri), coadiuvati dall'anestesista Sergio Levi del team di Anestesia e rianimazione (diretto da Maurizio Berardino).

La pianificazione chirurgica virtuale, integrata con le tecnologie di stampa additiva, ha consentito di svolgere, nelle sale operatorie della Città della Salute di Torino. già numerosi interventi di chirurgia ad alta complessità del volto in regime di elezione. Tuttavia questo caso rappresenta una delle prime applicazioni di utilizzo di questa tecnologia nella chirurgia traumatologica d'urgenza. (ANSA).
   

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